Bitola

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Bitola
comune urbano
Битола
Bitola – Stemma Bitola – Bandiera
Bitola – Veduta
Localizzazione
StatoMacedonia Macedonia
RegionePelagonia
Amministrazione
SindacoNatasha Petrovska (Unione Socialdemocratica di Macedonia)
Territorio
Coordinate41°01′55″N 21°20′05″E / 41.031944°N 21.334722°E41.031944; 21.334722 (Bitola)Coordinate: 41°01′55″N 21°20′05″E / 41.031944°N 21.334722°E41.031944; 21.334722 (Bitola)
Altitudine615 m s.l.m.
Superficie422,39 km²
Abitanti95 385 (stima)
Densità225,82 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale7000
Prefisso043
Fuso orarioUTC+1
TargaBT
Cartografia
Mappa di localizzazione: Repubblica di Macedonia
Bitola
Bitola
Sito istituzionale

Bitola (in macedone Битола, in albanese Manastiri) localizzata nella parte sud-occidentale della Repubblica di Macedonia, è un centro amministrativo, culturale, economico, industriale, formativo e scientifico di rilevante importanza per questa regione della Macedonia. È per numero d'abitanti la terza municipalità della Macedonia, preceduta solamente dalla capitale Skopje e da Kumanovo.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Bitola sorge nella parte occidentale della pianura di Pelagonia, ed è attraversata in senso ovest-est dal torrente Dragor, affluente di sinistra del fiume Crna. Ad ovest della città si staglia il massiccio montuoso Baba con il monte Pelister. Bitola sorge 14 km a nord del valico Medžitlija-Níki, che segna la frontiera con la Grecia, e dista 175 km dalla capitale macedone Skopje.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Bitola derivo dall'antico slavo obitel (monastero), per via della presenza nella città di un complesso religioso. La prima menzione del nome Bitola venne fatta in un trattato dello zar bulgaro Samuele scritto nel 1014. Nelle lingue slave odierne la città è cnosciuta come Bitola (Битола) in macedone, Bitolj (Битољ) in serbo e Bitolya (Битоля) in bulgara. La variante arumena Bituli deriva anch'essa dal toponimo slavo. Nei testi bizantini il toponimo venne ellenizzato in Voutélion (Βουτέλιον) o Vitólia (Βιτώλια).

In greco la città è conosciuta come Monastiri (Μοναστήρι), traduzione letterale del toponimo slavo. La variante turca Manastir e quella albanese 'Manastir o Manastiri traggono origine dal toponimo greco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel V secolo a.C., su iniziativa del re macedone Filippo II, venne costruita su una collina a sud dell'odierno insediamento la città di Eraclea Lincestide.

Bitola venne conquistata dagli Ottomani nel 1382 e ribattezzata Manastir. Per via della sua importanza divenne capoluogo del sangiaccato omonimo. Con la stabilizzazione definitiva della regione dopo la vittoria turca sui serbi a Kosovo Polije nel 1389, Manastir ne divenne il principale centro economico e commerciale. A causa della sua costante crescita economica sempre più immigrati, principalmente turchi, s'insediarono tra le sue mura. A partire dal XVI secolo poi, Manastir ospitò una fiorente comunità ebraica sefardita in fuga dall'Inquisizione spagnola e portoghese.

Dopo la guerra austro-turca Manastir entra in un periodo di crisi e stagnazione, mentre la popolazione scende a soli 12.000 abitanti. In questo periodo s'insedia in città una nuova comunità, quella arumena, dedita principalmente alla pastorizia transumante.

Nel XIX secolo la vita economica e culturale della città tornarono a risorgere. La ripresa e l'apertura di nuove attività artigianali garantì nuove opportunità lavorative alla popolazione, mentre i commercianti iniziarono a tessere relazioni economiche con i loro omologhi tedeschi, veneziani, inglesi e parigini. Venne inoltre aperta su iniziativa delle autorità ottomane un'accademia militare che fece affluire in città un gran numero di personale dell'esercito. Grazie a questi fattori la popolazione della città salì a 40.000 unità, dato che fece di Manastir la seconda città europea dell'Impero ottomano per abitanti, preceduta solamente da Salonicco.

Nel 1836 Manastir divenne la capitale dell'Eyalet di Rumelia, la grande provincia ottomana che occupava buona parte dei Balcani centrali. A causa della nascita dei vari nazionalismi balcanici e delle prime tensioni inter-etniche, il vilayet venne smembrato in suddivisioni più piccole e meglio controllabili. Manastir divenne così capoluogo del vilayet omonimo nel 1864. Nel 1894 venne inaugurata la ferrovia che univa la città al porto di Salonicco. La crescita economica e culturale della città spinse numerosi paesi europei ad aprirvi una sede consolare. Nel 1903 i Fratelli Manakis, di etnia arumena, girano a Manastir il primo film nella penisola balcanica.

Nel 1908 a Manastir si svolse il congresso linguistico-scientifico panalbanese in occasione del quale fu riformato l'alfabeto moderno albanese basandolo sull'alfabeto latino.

Nel corso della prima guerra balcanica Manastir venne occupata dalle truppe serbe che ribattezzarono la città Bitola. Il passaggio della città al Regno di Serbia venne ufficializzato con il trattato di Bucarest del 1913 nonostante le rivendicazioni bulgare sulla città e sulla Macedonia. Durante la prima guerra mondiale Bitola venne occupata dall'esercito bulgaro a seguito della capitolazione della Serbia. Con l'apertura del fronte macedone da parte dell'Intesa nell'ottobre 1915, la città si ritrovò presto al centro di furiosi combattimenti. Dopo una violenta offensiva, le truppe francesi del generale Maurice Sarrail conquistarono la città il 18 novembre 1916. Nonostante la conquista alleata, Bitola rimase sulla linea del fronte per i restanti due anni di guerra, determinando così il fatto che al termine del conflitto la città fosse pressoché distrutta.

Nel 1940 Bitola fu la prima città iugoslava ad essere attaccata dalle forze dell'Asse. In quell'anno infatti, sebbene la Iugoslavia non fosse in guerra con l'Italia, la città fu bombardata dalla Regia aeronautica. L'anno seguente fu occupata dall'esercito bulgaro che deportò i circa 3.000 ebrei che abitavano in città. Bitola fu liberata dai partigiani jugoslavi il 4 novembre 1944.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La città ogni anno ospita il "Manaki film festival", in omaggio ai fratelli Milton e Janaki Manaki che all'inizio del 20 secolo hanno inaugurato lo studio dell'arte fotografica. Chiamato "il più grande dei piccoli festival", Manaki punta il suo focus non su attori o registi, come la maggior parte dei festival, ma su direttori della fotografia.

Nel 2003 vi vennero uniti i comuni di Bistrica e Capari.

A poca distanza dal centro cittadino sorge il sito archeologico di origine romana Heraclea Lyncestis.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Bitola, vista della città

La città conta circa 74.550 abitanti (censimento del 2002).

La composizione etnica è profondamente varia:

  • Macedoni: 66.000 abitanti, circa l'88,5% della popolazione
  • Rom: 2.580 abitanti, circa il 3,46% del totale degli abitanti
  • Albanesi: 2.500, circa il 3,17%
  • Turchi: 1.562 abitanti, circa il 2,10%
  • Valacchi: 997, circa l'1,34%
  • Serbi: 500, circa lo 0,66%
Il territorio del comune di Bitola

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra principale della città è il Pelister Bitola, che disputa i suoi incontri interni nel Tumbe Kafe Stadium.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Bitola è gemellata con:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Macedonia Portale Macedonia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Macedonia