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Kumanovo

Coordinate: 42°08′24″N 21°42′36″E
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Kumanovo
comune urbano
(MK) Куманово
(SQ) Kumanovë
Kumanovo – Stemma
Kumanovo – Bandiera
Kumanovo – Veduta
Kumanovo – Veduta
Localizzazione
StatoMacedonia del Nord (bandiera) Macedonia del Nord
RegioneNordorientale
Amministrazione
SindacoMaksim Dimitrievski
Territorio
Coordinate42°08′24″N 21°42′36″E
Altitudine286 m s.l.m.
Superficie509,48 km²
Abitanti98 104 (2021)
Densità192,56 ab./km²
Altre informazioni
LingueMacedone Albanese
Cod. postale1300
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2MK-703
TargaKU
Cartografia
Mappa di localizzazione: Macedonia del Nord
Kumanovo
Kumanovo
Sito istituzionale

Kumanovo (in macedone Куманово?, in albanese Kumanovë) è un comune nella parte settentrionale della Macedonia del Nord.

Kumanovo è la seconda città e il secondo comune più popoloso della Macedonia del Nord dopo Skopje. Sia la città che il comune sono caratterizzati da una forte minoranza albanese.

Kumanovo si trova in prossimità del confine con la Serbia, lungo l'autostrada e la linea ferroviaria che collegano Skopje e Salonicco a Belgrado. La città è nota fin dal XV secolo, ma conobbe un vero e proprio sviluppo solo nel XIX secolo, quando divenne un centro agricolo e commerciale. Dopo il 1945, il regime comunista jugoslavo favorì l'insediamento di industrie.

Geografia fisica

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Kumanovo è situata a 30 km a nord-est della capitale Skopje. La città è attraversata dal Kumanovska, un piccolo fiume lungo dieci chilometri che nasce a nord-est dell'agglomerato urbano dalla confluenza di altri due corsi d'acqua, il Lipkovska e il Tabanovačka. Il Kumanovska attraversa la città in direzione sud per poi sfociare nel Pčinja.

Il comune ha una superficie di 509,48 km² e confina a ovest con il comune di Lipkovo, il comune di Ilinden e il comune di Aračinovo, a nord con la Serbia, a sud con il comune di Sveti Nikole e il comune di Petrovec, a est con il comune di Staro Nagoričane e il comune di Kratovo.

Nel 2003, in occasione della riforma dell'amministrazione territoriale, Kumanovo ha ricevuto una parte del comune di Orašac, ritenuto troppo piccolo. L'altra parte è stata assegnata a Staro Nagoričane.

Le prime menzioni scritte dei singoli villaggi moderni della regione di Kumanovo risalgono al XIV secolo. Esse si trovano, per la maggior parte, in documenti serbi, come quelli del re Stefan Milutin, dell’imperatore Stefan Dušan, del sevastokrator Dejan, di Jevdokija Dejanović e dei figli di Dejan, Jovan e Konstantin.

Secondo un atto del monastero di Arhiljevica datato 1355, lo sevastokrator Dejan possedeva un vasto dominio a est della catena montuosa Skopska Crna Gora. Esso comprendeva le antiche župe (contee) di Žegligovo e Preševo (l'odierna regione di Kumanovo con Sredorek e Kozjačija).

La città fu menzionata per la prima volta nel 1530, secondo i registri degli archivi statali turchi (Devlet Arşivleri), come villaggio appartenente al comune di Nogoriçe, all'interno del kaza di İştip, ma la sua fondazione risale a poco prima, precisamente al 1519. Fu fondata da coloni turchi provenienti dall'Asia Minore e inizialmente fu popolata da turchi e, in seguito, da albanesi musulmani. La popolazione slava si insediò nella città alla fine del XVIII secolo, ma il suo numero aumentò solo all'inizio del XIX secolo. Evliya Çelebi la descrisse nel 1660–61; secondo il cronista ottomano la città contava con 600 case, oltre a una moschea, una scuola coranica, alcuni hammam e un bazar.

Nel 1689 Karpoš, un capo brigante della regione di Dospat (nell'odierna Bulgaria), che prestava servizio come comandante delle forze ausiliarie cristiane dell'Impero ottomano, approfittò dell’indebolimento degli ottomani e del malcontento sorto a causa delle politiche fiscali ottomane sempre più opprimenti, e organizzò una rivolta mentre l’Austria sferrava un attacco contro gli ottomani. La rivolta di Karposh si diffuse rapidamente, portando alla liberazione di Kratovo, Kriva Palanka, Kumanovo, Kaçanik e altre città. Successivamente, insieme all’esercito austriaco guidato dall'imperatore Leopoldo I, la popolazione cristiana locale combatté per liberare Skopje e Štip. I successivi cambiamenti nella situazione militare e politica nei Balcani ebbero un effetto negativo determinante sulla rivolta. L’esercito austriaco fu costretto a ritirarsi e gli ottomani, rinforzati, attaccarono i ribelli, conquistando Kriva Palanka, la roccaforte dei ribelli, per poi attaccare Kumanovo e la sua fortezza di recente costruzione, dove catturarono Karpoš che fu poi giustiziato sul Ponte di Pietra a Skopje.

Kumanovo divenne un insediamento urbano e centro amministrativo della regione alla fine del XVI secolo o all'inizio del XVII. A seguito dei turbolenti avvenimenti (tra cui la rivolta di Karpoš del 1689), la città attraversò un periodo di stagnazione e, alla fine del XVIII secolo, Kumanovo incarnava il tipico modello di cittadina di provincia ottomana.

Dal 20 gennaio al 20 maggio 1878 Kumanovo e le aree circostanti furono interessate da una rivolta guidata dai locali capi di etnia serba. Quest'ultimi prestarono giuramento nella chiesa locale e si appellarono al principe Milan IV di Serbia affinché sostenesse la rivolta, promettendo la loro devozione, lealtà e unione con la Serbia. I ribelli furono infine sconfitti dal generale di brigata Hafuz Pascià. Il distretto rivoluzionario di Skopje dell'Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone (IMRO) decise nel 1894 di organizzare un comitato a Kumanovo, che fu successivamente istituito nella casa di Jordan Jovčev, membro del consiglio scolastico bulgaro locale. Sul finire del XIX secolo la cittadina registrò un miglioramento complessivo dell'economia locale, basata su agricoltura, artigianato e commercio.

Nel corso della prima guerra balcanica le truppe serbe del generale Radomir Putnik affrontarono e sconfissero in una battaglia durata due giorni l'esercito ottomano. Con la ratifica del trattato di Bucarest Kumanovo venne annessa al Regno di Serbia.

Durante la seconda guerra mondiale Kumanovo, assieme a Prilep, fu una delle due località dove per primi si organizzarono i partigiani comunisti nell'attuale Macedonia (11 ottobre 1941). La lotta si concluse con la vittoria e la costituzione dello Stato federato socialista macedone all'interno della Federazione jugoslava. Uno dei partigiani più famosi di Kumanovo fu Hristijan Todorovski Karpoš. Dopo il 1945, Kumanovo conobbe un rapido sviluppo economico, amministrativo e culturale. Oggi è una città moderna con circa 100.000 abitanti. Fu anche sede dell'accordo del 9 giugno 1999, firmato tra i generali della Repubblica Federale di Jugoslavia e quelli della NATO, relativo all'invio in Kosovo di un contingente di pace della NATO denominato «Kosovo Force» o KFOR.

Conflitto del 2001

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Lo stesso argomento in dettaglio: Conflitto nella Repubblica di Macedonia del 2001.

L'insurrezione albanese in Macedonia è iniziata nelle zone montuose alla periferia di Tetovo per poi estendersi, nel maggio 2001, alla regione di Kumanovo, soprattutto verso nord. Il conflitto armato a Kumanovo ha portato principalmente a una divisione del sistema scolastico lungo linee etniche. Tutti gli studenti di lingua albanese hanno abbandonato le scuole e hanno chiesto l'apertura di nuovi istituti. A seguito di questo processo, nella città si è verificata una separazione evidente che ha influito sulle relazioni intercomunitarie.

Scontri del 2015

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Un gruppo che si autodefiniva Esercito di Liberazione Nazionale aveva rivendicato la responsabilità di un attacco con granate contro la stazione di polizia di Kumanovo nel dicembre 2014. Durante un'irruzione della polizia il 9 maggio 2015, è scoppiata una sparatoria tra gli agenti macedoni e i miliziani. Otto poliziotti macedoni e 10 persone di etnia albanese sono rimasti uccisi, mentre 37 agenti sono stati feriti e ricoverati in ospedale[1]. L'attacco si è concluso il 10 maggio 2015 con un'operazione della polizia. Trenta uomini sono stati arrestati e accusati di terrorismo dalle autorità macedoni.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Evoluzione demografica

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Secondo il censimento del 2021, i gruppi etnici nel comune di Kumanovo includono:

Geografia antropica

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Il comune è formato dall'insieme delle seguenti località:

  • Agino Selo
  • Bedinje
  • Beljakovce
  • Biljanovce
  • Brzak
  • Vak'v
  • Vince
  • Gabreš
  • Gorno Konjare
  • Gradište
  • D'lga
  • Dobrošane
  • Dovezaane
  • Dolno Konjare
  • Živinje
  • Zubovce
  • Jačince
  • Karabičane
  • Klečevce
  • Kokošinje
  • Kolicko
  • Kosmatac
  • Kutlibeg
  • Kučkarevo
  • K'šanje
  • Lopate
  • Ljubodrag
  • Novo Selo
  • Novoseljane
  • Orašac
  • Pezovo
  • Proevce
  • Pčinja
  • Režanovce
  • Rečica
  • Romanovce
  • Skačkovce
  • Sopot
  • Studena Bara
  • Suševo
  • Tabanovce Tromeğa
  • Umin Dol
  • Čerkezi
  • Četirce
  • Šuplji Kamen
  • Kumanovo (sede comunale)

Infrstrutture e trasporti

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La principale via d'accesso alla città è l'autostrada A1 che unisce Skopje alla frontiera con la Serbia.

L'FK Milano Kumanovo è la squadra della città, militante nella prima divisione del campionato di calcio macedone.

Amministrazione

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Kumanovo è gemellata con:

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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