Accordo di Kumanovo

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L'Accordo tecnico-militare di Kumanovo venne firmato dallo Stato Maggiore della Repubblica Federale di Jugoslavia e la NATO il 9 giugno 1999. Ebbe come conseguenza il ritiro delle truppe Jugoslave dal Kosovo, la fine del bombardamento da parte della NATO e l'occupazione[non chiaro] della provincia Serba.

Accordo[modifica | modifica wikitesto]

L'accordo era stato stabilito su cinque punti principali[1]:

  • Cessazione delle ostilità tra NATO e Jugoslavia con conseguente fine dei bombardamenti se la Jugoslavia avesse rispettato l'accordo.
  • Creazione di una no-fly zone di 25 km e una zona di sicurezza intorno ai confini del Kosovo di 5 km, anche nel territorio Jugoslavo se necessario e in cui le forze armate Jugoslave non potessero entrare senza il permesso della NATO.
  • Ritiro dal Kosovo delle forze della Repubblica Jugoslava e la fornitura di informazioni alla NATO sui rischi che sarebbero rimasti sul territorio (mine, trappole esplosive..).
  • Dispiegazione di forze civili e di sicurezza nel Kosovo sotto mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
  • L'autorizzazione per l'assistenza e l'utilizzo della forza necessaria da parte della NATO al fine di creare un ambiente sicuro per la presenza civile internazionale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Accordo di Kumanovo su www.nato.int.
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