Massacro di Ćuška

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Massacro di Ćuška
strage
Data14 maggio 1999
LuogoĆuška, vicino Peć, Kosovo (allora parte di Serbia e Montenegro)
StatoSerbia e Montenegro Serbia e Montenegro
Coordinate42°39′25.92″N 20°20′20.04″E / 42.6572°N 20.3389°E42.6572; 20.3389Coordinate: 42°39′25.92″N 20°20′20.04″E / 42.6572°N 20.3389°E42.6572; 20.3389
Obiettivocivili albanesi del Kosovo
ResponsabiliForze di sicurezza serbe, Esercito jugoslavo, Šakali (paramilitari), Difesa territoriale e riserve della polizia serba
Conseguenze
Morti41
Feriti3

Il massacro di Ćuška (albanese: Masakra e Qyshkut, serbo: Масакр у Ћушкој, romanizzato: Masakr u Ćuškoj) fu l'uccisione di 41 civili albanesi del Kosovo (maggioranza etnica in Kosovo), tutti uomini di età compresa tra i 19 e i 69 anni, da parte delle forze di sicurezza serbe, dell'esercito jugoslavo e dei paramilitari il 14 maggio 1999 durante la guerra in Kosovo.[1][2] Il 13 marzo 2010, il procuratore per i crimini di guerra serbi annunciò l'arresto di 9 uomini per il loro ruolo nel massacro e dichiarò che un totale di 26 uomini erano indagati per omicidio e furto a Ćuška.[3]

I fatti[modifica | modifica wikitesto]

Ćuška è un villaggio vicino alla città di Peć. Il villaggio aveva 200 case e circa 2.000 residenti, prevalentemente albanesi.[4] La mattina presto del 14 maggio 1999, le forze di sicurezza serbe arrivarono nel piccolo villaggio di Ćuška.[3] Una volta lì, le donne e i bambini furono separati dagli uomini, le proprietà private furono sistematicamente rubate e le carte d'identità distrutte. Le forze poi divisero gli uomini in tre gruppi di circa dieci persone ciascuno e li portarono in tre case separate, dove vennero uccisi con armi automatiche.[3] Ciascuna delle case venne poi data alle fiamme. In ciascuna delle tre case, un uomo sopravvisse.[3]

La motivazione del massacro di Ćuška rimane poco chiara. Agim Çeku, comandante dell'Esercito di liberazione del Kosovo (KLA), era un nativo del villaggio e suo padre che risiedeva lì venne ucciso nel massacro; tuttavia molti delle forze serbe affermarono che la sua morte non era lo scopo principale del massacro.[2]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 marzo 2010 la procura per i crimini di guerra serbi arrestò nove membri del gruppo paramilitare "Sakali".[3] L'ufficio di perseguimento penale serbo per i crimini di guerra ha inoltre avviato un'indagine contro 26 persone per omicidio e furto a Cuska.[3]

Il 20 gennaio 2012 un tribunale distrettuale di Stoccolma condannò un ex poliziotto serbo di 34 anni all'ergastolo per il suo ruolo nel massacro.[5][6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ UNDER ORDERS: War Crimes in Kosovo - 10. Pec Municipality, su www.hrw.org. URL consultato il 13 ottobre 2020.
  2. ^ a b Pespectives ~ Massacre at Cuska | Worse Than War | PBS, su Worse Than War, 13 aprile 2010. URL consultato il 13 ottobre 2020.
  3. ^ a b c d e f (EN) Serbia: 9 Arrested for Kosovo War Crimes, su Human Rights Watch, 16 marzo 2010. URL consultato il 13 ottobre 2020.
  4. ^ Abrahams, Fred; Stover, Eric; Peress, Gilles (2002). A Village Destroyed, May 14, 1999: War Crimes in Kosovo. University of California Press. ISBN 0520233034.
  5. ^ Copia archiviata, su stockholmstingsratt.se. URL consultato il 13 ottobre 2020 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  6. ^ www.thelocal.se, http://www.thelocal.se/38630/20120121/. URL consultato il 13 ottobre 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Guerra Portale Guerra: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Guerra