Esercito di liberazione nazionale (Macedonia)

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Esercito di Liberazione Nazionale
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Descrizione generale
Attiva1999 - 2001
NazioneFlag of Macedonia.svg Macedonia
TipoOrganizzazione paramilitare
ObiettiviRiconoscimento dei diritti di minoranza agli albanesi di Macedonia
Dimensione5.000 - 7.000 unità
Comandanti
Degni di notaAlì Ahmeti

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L'Esercito di Liberazione Nazionale (albanese: Ushtria Çlirimtare Kombëtare - UÇK ; macedone: Ослободителна национална армија - ОНА), anche noto come UÇK macedone, era il nome di una organizzazione di guerriglia insurrezionale nazionalista operante nella Repubblica di Macedonia tra il 1999 ed il 2001 e che si proponeva la costruzione di una Albania etnica o della Grande Albania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene alcuni suoi membri fossero affiliati anche all'Esercito di liberazione del Kosovo (Ushtria Çlirimtare e Kosovës), con il quale inizialmente condivise la sigla ed un nome similare oltre all'obiettivo strategico, si trattava ufficialmente di organizzazioni separate.

Alla conclusione della guerra macedone del 2001, l'UÇK è stata disarmata in ossequio alle clausole dell'accordo di Ocrida che concedeva maggiori diritti ed autonomia alle minoranze albanesi del paese. Tuttavia furono consegnate solo armi obsolete (alcune risalivano alla prima guerra mondiale). Poiché l'organizzazione mantiene ancora solidi rapporti con esponenti della Macedonia occidentale, Kosovo e Serbia meridionale, la possibilità di una recrudescenza del conflitto è un rischio concreto per la stabilità dei Balcani.

Dopo le cessate di fuoco, Alì Ahmeti, comandante generale della guerriglia, dichiarò che ormai era tempo di una riconciliazione etnica, visto che il governo macedone aveva accolto le loro richieste. Inoltre, anche se non verificabile, ha dichiarato che l'organizzazione era sciolta.

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