Vittorio Badini Confalonieri (politico)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vittorio Badini Confalonieri
Vittorio Badini Confalonieri VI legislatura.jpg

Ministro del turismo e dello spettacolo
Durata mandato 26 giugno 1972 –
7 luglio 1973
Presidente Giulio Andreotti
Predecessore Giovanni Battista Scaglia
Successore Nicola Signorello

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Unione Democratica Nazionale, Liberale
Collegio Cuneo
Incarichi parlamentari
  • Componente della Commissione parlamentare per la vigilanza sulle radiodiffusioni
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature II, III, IV, V, VI
Gruppo
parlamentare
Liberale (II e III legislatura), Partito Liberale Italiano (IV, V e VI legislatura)
Collegio Collegio Unico Nazionale
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Liberale Italiano
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione avvocato penalista

Vittorio Badini Confalonieri (Torino, 14 marzo 1914Bardonecchia, 3 agosto 1993[1]) è stato un avvocato e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Credente ed einaudiano, oratore raffinato e ironico,[2] all'etá di 32 anni prese parte all'Assemblea Costituente. Fu in seguito Sottosegretario di Stato alla Grazia e Giustizia nel quarto Governo De Gasperi; Sottosegretario di Stato agli Esteri nel Governo Scelba e nel primo Governo Segni. Fu Ministro del Turismo e dello Spettacolo nel secondo Governo Andreotti. Fu anche presidente nazionale del PLI dal 1967 al 1972 succedendo a Gaetano Martino.

Fedele al motto di famiglia "Ostendo sed not ostento",[2] fu europeista e ammiratore di Marcello Soleri, presidente della Sitrab, la società creata per il traforo del Gran San Bernardo, e della Fondazione Luigi Einaudi di Roma, collaborò assiduamente a La Tribuna, storico giornale liberale[2] e fu anche commissario dell'Ordine Mauriziano. Tra le carte ritrovate nell'archivio del Mauriziano ci sono anche le sue a conferma della fitta rete di rapporti intrattenuti con il mondo istituzionale. I suoi carteggi, tra i più personali del fondo mauriziano, mostrano spesso le contraddizioni e le difficoltà della politica italiana. Significativo il perentorio "non democristianeggi" con cui chiuse una lettera ad un collega mentre in un'altra emerge lo sconforto che a volte lo prese: "Sono in gran parte combattuto tra i molti buoni amici conosciuti nella vita politica e i non meno numerosi cadreghisti del mio e degli altri partiti".[3]

Era il padre di Alfonso Badini Confalonieri, vescovo della diocesi di Susa. Suo cugino acquisito era Emilio Pasanisi che è stato direttore generale dell'INA (Istituto Nazionale delle Assicurazioni).

Incarichi[modifica | modifica wikitesto]

  • Vicepresidente della Giunta per l'esame delle domande di autorizzazione a procedere in giudizio - II legislatura
  • Componente della VIII Commissione (Trasporti) - II legislatura
  • Componente della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge n. 72: "Conversione in Legge del Decreto Legge 21 giugno 1953, n. 452, che istituisce l'ammasso per contingente del frumento" - II legislatura
  • Componente della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge n. 2814, per la ratifica dei trattati sul mercato comune e sull'Euratom - II legislatura
  • Componente della rappresentanza della Camera all'assemblea consultiva del Consiglio d'Europa - II, III e V legislatura
  • Componente della VIII Commissione (Istruzione e belle arti) - III legislatura
  • Componente della VII Commissione (Difesa) - VI legislatura
  • Componente della III Commissione (Esteri) - VI legislatura
  • Componente della IX Commissione (Lavori pubblici) - VI legislatura
  • Componente della Commissione parlamentare per il parere al Governo sulle norme delegate per l'istituzione dei ruoli del Ministero dei beni culturali e ambientali - VI legislatura
  • Componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle strutture, sulle condizioni e sui livelli dei trattamenti retributivi e normativi - VI legislatura

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Morto Badini Confalonieri, in Corriere della sera, 6 agosto 1993, p. 11. URL consultato il 9 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2015).
  2. ^ a b c Badini Confalonieri e il Piemonte, su cartalibera.it. URL consultato il 28 dicembre 2017.
  3. ^ Le carte ritrovate, su piemontemese.it. URL consultato il 28 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàGND (DE1130534197