Guido Gonella

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Guido Gonella
Guido Gonella.jpg

Ministro di grazia e giustizia
Durata mandato 16 luglio 1953 –
17 agosto 1953
Presidente Alcide De Gasperi
Predecessore Adone Zoli
Successore Antonio Azara

Durata mandato 19 maggio 1957 –
21 febbraio 1962
Presidente Adone Zoli
Amintore Fanfani
Antonio Segni
Fernando Tambroni
Amintore Fanfani
Predecessore Aldo Moro
Successore Giacinto Bosco

Durata mandato 24 giugno 1968 –
12 dicembre 1968
Presidente Giovanni Leone
Predecessore Oronzo Reale
Successore Silvio Gava

Durata mandato 17 febbraio 1972 –
7 luglio 1973
Presidente Giulio Andreotti
Predecessore Emilio Colombo
(Ad interim)
Successore Mario Zagari

Ministro per la riforma della pubblica amministrazione e l'attuazione della Costituzione
Durata mandato 6 luglio 1955 –
6 maggio 1957
Presidente Antonio Segni
Predecessore Umberto Tupini
Successore Mario Zotta

Ministro della pubblica istruzione
Durata mandato 13 luglio 1946 –
19 luglio 1951
Presidente Alcide De Gasperi
Predecessore Enrico Molè (Regno d'Italia)
Successore Antonio Segni

Segretario della Democrazia Cristiana
Durata mandato aprile 1950 –
settembre 1953
Predecessore Paolo Emilio Taviani
Successore Alcide De Gasperi

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Democratico cristiano
Collegio IX (Verona)
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature I, II, III, IV, V
Gruppo
parlamentare
Democratico cristiano
Circoscrizione Veneto
Collegio Verona
Incarichi parlamentari
  • I
    • componente della II commissione affari esteri (19 luglio 1951 - 24 giugno 1953)
    • componente della VI commissione istruzione e belle arti (15 giugno 1948 - 24 giugno 1953)
  • II
    • componente della II commissione affari esteri (11 febbraio 1954 - 6 luglio 1955)
    • componente della III commissione giustizia (1º luglio 1953 - 11 febbraio 1954)
    • componente della rappresentanza della Camera nell'assemblea consultiva del Consiglio d'Europa (7 maggio 1954 - 11 giugno 1958)
  • III
    • componente della I commissione affari costituzionali (1º luglio 1960 - 15 maggio 1963)
    • componente della III commissione esteri (12 giugno 1958 - 30 giugno 1959)
    • componente della IV commissione giustizia (1º luglio 1960 - 15 maggio 1963)
    • componente della IX commissione lavori pubblici (1º luglio 1960 - 15 maggio 1963)
    • componente della XIV commissione igiene e sanità pubblica (12 giugno 1958 - 30 giugno 1960)
  • IV
    • vicepresidente della commissione di vigilanza sulla biblioteca (10 maggio 1966 - 4 giugno 1968)
    • vicepresidente della Camera dei deputati (28 aprile 1966 - 4 giugno 1968)
    • componente della III commissione esteri (1º luglio 1963 - 4 giugno 1968)
    • componente della commissione parlamentare per le questioni regionali (4 luglio 1966 - 4 giugno 1968)
  • V
    • presidente della giunta delle elezioni (23 gennaio 1969 - 24 maggio 1972)
    • vicepresidente della Camera dei deputati (5 giugno 1968 - 24 giugno 1968)
    • componente della III commissione esteri (2 settembre 1969 - 24 maggio 1972)
    • componente della IV commissione giustizia (10 luglio 1968 - 12 dicembre 1968)
    • componente della rappresentanza della Camera nell'assemblea consultiva del Consiglio d'Europa (21 gennaio 1969 - 24 maggio 1972)
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature VI, VII, VIII
Gruppo
parlamentare
Democratico cristiano
Circoscrizione Veneto
Collegio Verona Collina
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza e in filosofia
Professione Docente universitario, giornalista

Guido Gonella (Verona, 18 settembre 1905Nettuno, 19 agosto 1982) è stato un giornalista e politico italiano, segretario della Democrazia Cristiana e ministro della Repubblica italiana.

Attività accademica e giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Studiò all'Università Cattolica di Milano, dove si laureò in filosofia. Nel 1928 fu direttore della rivista Azione fucina della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI). Conseguì una seconda laurea in giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Qui fu assistente di Giorgio Del Vecchio, con il quale approfondì gli studi di filosofia del diritto[1]. Successivamente insegnò tale disciplina nelle università di Bari e Pavia.

Negli anni trenta collaborò con «L'Osservatore Romano» e con il periodico «L'illustrazione vaticana» (1930-1938). Monsignor Montini, il futuro Papa Paolo VI, gli affidò sull'Osservatore la rubrica "Acta diurna", che divenne negli anni dei totalitarismi una vera e propria centrale di notizie provenienti da ogni parte del mondo[2]. Gonella si documentava personalmente sulla stampa estera e poteva fornire ai suoi lettori un panorama completo della situazione internazionale, cosa che i giornali italiani invece non potevano offrire, vincolati com'erano dalle maglie della censura[3]. Gonella però era tenuto sotto controllo dalla polizia politica per sospetto antifascismo. Più volte i gerarchi fascisti chiesero a Mussolini di sopprimere il quotidiano vaticano. Ma l'Osservatore Romano apparteneva alla Santa Sede e quindi non poteva essere soppresso dal governo italiano.

Lo scoppio della Seconda guerra mondiale rappresentò una svolta: il 3 settembre, appena due giorni dopo l'inizio del conflitto, Gonella fu arrestato e condotto a Regina Coeli. Grazie all'intervento di papa Pio XI fu liberato dopo pochi giorni. Poté rientrare alla redazione dell'Osservatore, ma gli fu interdetto l'insegnamento nelle università italiane[4]. A causa dei continui ostacoli frapposti dal regime all'approvvigionamento di notizie, nel 1940 Gonella lasciò anche la sua popolare rubrica sul quotidiano vaticano[3].

« Il fascismo fu la roccaforte della corruzione politica. Con la selvaggia ventata delle sue passioni, con il suo mondo di rozzi despoti e di vili cortigiani, ha devastato le anime prima di devastare le istituzioni sociali, ha corrotto gli spiriti prima di corrompere gli organismi politici. Per questo la ricostruzione deve incominciare dall’uomo, dalla rieducazione dell’italiano nuovo […] apriamo [dunque] allo stato-scuola, allo stato rieducatore dei caratteri, allo stato non persecutore e nemico dell’uomo bensì suo amico e cooperatore [...]. Lo stato non solo educa l’uomo, ma in quanto promotore di autonomia, educa l’uomo ad educarsi »

(Guido Gonella, Rieducare, «Il Popolo» ed. romana, 20 giugno 1944)

Nel dopoguerra l'attività politica nella Democrazia Cristiana divenne prevalente, pur senza abbandonare quella giornalistica: un certo numero di articoli de «L’Osservatore romano» riguardanti la ricostruzione post-bellica furono pubblicati, ad esempio, proprio a sua firma[5]. Sulle pagine del quotidiano ufficiale del partito, Il Popolo, "Guido Gonella richiamava alla memoria le parole di Vincenzo Gioberti che ribadivano a chiare lettere la vocazione missionaria della nazione"[6].

Fu il primo presidente dell'Ordine dei giornalisti, istituito con legge n. 69 del 3 febbraio 1963.[7]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Già prima della guerra[8], Gonella aveva iniziato a collaborare con Alcide De Gasperi e altri esponenti politici democristiani[9]. Adriano Ossicini ha ricordato come don Giuseppe De Luca riprendeva scherzosamente un verso di Dante e, con riferimento a Gonella e a De Gasperi, faceva dire a Montini: «Guido, io vorrei che tu, Alcide e io fondassimo un partito dei cristiani»[10].

Nel luglio del 1943 Gonella prese parte ai lavori che portarono alla redazione del Codice di Camaldoli. In autunno diede vita in clandestinità al quotidiano Il Popolo, organo ufficiale della Democrazia Cristiana.[11]

Gonella fu incaricato da De Gasperi di curare la relazione introduttiva programmatica al primo congresso nazionale della DC (Roma, 25 aprile 1946). Ne uscì una relazione brillante, il “discorso delle libertà”, nel quale l'esponente veronese elencò le libertà che dovevano essere conquistate tramite l'azione politica.[12]

Per la Democrazia Cristiana fu eletto prima deputato e poi senatore; nel 1950 "alla segreteria veniva eletto Guido Gonella, che rimaneva anche ministro all’Istruzione, personaggio di un certo prestigio culturale, ma inadatto a esercitare un ruolo di quel tipo essendo poco capace di decisioni rapide e di visioni pregnanti"[13]. Baget Bozzo sostenne che si trattò di una mossa di De Gasperi per evitare la nomina di Piccioni che invece avrebbe potuto, in una ritrovata sintonia con Dossetti, fare del partito un reale contraltare al governo[14]. Da segretario del partito, nei confronti della CISL "mostrava una posizione esplicita: «il concetto del sindacato libero è grossolanamente errato e diventa oppressivo quando si ritiene escludere da esso ogni presenza di un ordine sistematico di idee (ideologie) al quale il lavoratore ha il diritto di aderire ed essere fedele con assoluta coerenza»"[15].

Nel Consiglio nazionale della Dc che si svolse ad Anzio dal 21 al 24 giugno del 1952 "la formulazione della mozione sottolinea la propensione della linea degasperiana, sostenuta dal segretario di partito, Gonella, e dalla corrente di «Iniziativa democratica» di Paolo Emilio Taviani, a trasferire alle politiche, pur con gli adeguamenti del caso, il principio correttivo della proporzionale, che si era già sperimentato nelle amministrative: apparentamento e premio di maggioranza diventano dunque i due elementi che dovrebbero garantire, con un rigido accordo nazionale tra i partiti di centro, la possibilità di gestire nei migliori dei modi possibili il risultato elettorale"[16].

Attività istituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Guido Gonella svolse una carriera ministeriale sviluppatasi soprattutto negli anni del centrismo; fu più volte Ministro della pubblica istruzione dal 1946 al 1951[17].

Fu Ministro di grazia e giustizia negli anni dal 1953 al 1968. Stante il suo ruolo esercitato ai tempi dell'Assemblea costituente[18], nel 1954 Antonio Segni "conferì a Gonella, quale Ministro senza portafoglio, l’incarico di coordinare l’attuazione delle norme costituzionali"[19]. Con il peso derivante dall’essere un "ex segretario nazionale della Dc Guido Gonella tra il maggio 1957 e il febbraio 1962", per la nascita del Consiglio superiore della magistratura[20] nomina una "commissione di concertazione (...) per far fronte al nuovo blocco che fa seguito alle discussioni parlamentari condotte dal suo predecessore Moro tra il novembre 1956 e il febbraio 1957. Riunendo attorno al ministro parlamentari e rappresentanti della magistratura, questa commissione è incaricata di sciogliere i nodi della riforma e di costruire un consenso. Escludendo sia i magistrati «rinnovatori» sia i rappresentanti dei partiti politici di sinistra, essa mette a confronto la parte dell’alta magistratura più vicina al ministero e i responsabili degli affari giudiziari della Dc"[21].

A partire dalle mozioni Basso, Malagodi e Tripodi del 1965, si iniziò a discutere apertamente della revisione del Concordato con l’istituzione nel parlamento italiano della cosiddetta commissione Gonella, nel novembre 1968. Nel 1976 – anche in ragione dell’esito del referendum sul divorzio (1974) – "viene istituita una commissione paritetica per una revisione «equa e moderna» – come scriveva «L’Osservatore Romano» – del Concordato"[22] e nel 1979 Gonella fu chiamato a presiederla, con la partecipazione di Arturo Carlo Jemolo e di Roberto Ago[23].

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Gonella, L’europeismo di De Gasperi: omaggio a De Gasperi nel centenario della nascita, Roma, Cinque Lune, 1981

Incarichi politici[modifica | modifica wikitesto]

Direzione di quotidiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eugenio Marcucci, Giornalisti grandi firme: l'età del mito, Rubbettino Editore 2005, pag. 225.
  2. ^ Suoi ben tre articoli sul Code de morale internationale elaborato dall’Union internationale d’études sociales di Malines per dettare i principi etici cui dovevano soggiacere le regole del diritto internazionale nel disciplinare le relazioni tra gli stati: G. Gonella, Un codice di morale internazionale, in «L’Osservatore Romano», 18 febbraio 1938, p. 1; Id., Del codificare la morale, ivi, 19 febbraio 1938, p. 2; Id., Natura e comunità degli stati, ivi, 20 febbraio 1938, p. 1. Si veda poi «La documentation catholique», 20, 39, 1938, cc. 703-704.
  3. ^ a b Pierluigi Allotti, Quarto potere. Giornalismo e giornalisti nell'Italia contemporanea, Carocci, Roma 2017, pp. 75-77.
  4. ^ Fonte: "Archivio Acta diurna di Guido Gonella"
  5. ^ R. Perin, La radio del papa. Propaganda e diplomazia nella seconda guerra mondiale, Bologna, Il Mulino, 2017, pp. 227-228.
  6. ^ P. Acanfora, Miti e ideologia nella politica estera DC. Nazione, Europa e Comunità atlantica (1943-1954), Bologna, Il Mulino, 2013, p. 25.
  7. ^ Montecitorio: celebrati i cento anni di Guido Gonella | ODG
  8. ^ "Non è poi indifferente che i giudizi sulla guerra di Spagna espressi da Guido Gonella sulle pagine dell’«Osservatore romano» e da Alcide De Gasperi su quelle dell’«Illustrazione vaticana» non collidessero con quelle prevalenti nel cattolicesimo nazionale": F. Traniello, Religione cattolica e Stato nazionale. Dal Risorgimento al secondo dopoguerra, Bologna, Il Mulino, 2007, pp. 263-264.
  9. ^ "Guido Gonella, che anche a causa della sua intensa collaborazione protrattasi dal 6 maggio 1933 al 15 maggio 1940 agli Acta diurna dell’«Osservatore Romano» era considerato, dopo De Gasperi, il maggior esperto democristiano in campo internazionale, aveva parlato, ai margini della settimana sociale, sulla questione europea: osservando che la unità dell’Europa presupponeva il ritorno alle origini greche, romane e cristiane (ma non, ovviamente, germaniche...) della sua civiltà: sicché la «federazione europea» non poteva che essere «una federazione di popoli cristiani», essendo il cristianesimo «il più potente ausiliario alla restaurazione dell’unità spirituale dell’Europa, per il suo innato carattere universalistico, per la sua potenza di sintesi, per la sua capacità di collegare l’Oriente all’Occidente»": F. Traniello, Religione cattolica e Stato nazionale. Dal Risorgimento al secondo dopoguerra, Bologna, Il Mulino, 2007, p. 302.
  10. ^ A. Ossicini, La sfida della libertà. Dall’antifascismo alla Resistenza 1936-1945, Trento, Il Margine, 2010, p. 267.
  11. ^ Gonella rimase alla direzione fino al 1946.
  12. ^ Un trittico per l'identità italiana (PDF), su scuolavenetadipolitica.org. URL consultato il 15 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  13. ^ P. Pombeni, Giuseppe Dossetti. L'avventura politica di un riformatore cristiano, Bologna, Il Mulino, 2013, p. 85.
  14. ^ Gianni Baget Bozzo, Il partito cristiano al potere. La DC di De Gasperi e di Dossetti, Firenze, Vallecchi, 1974, pp. 317-319.
  15. ^ G. Baglioni, La lunga marcia della Cisl. 1950-2010, Bologna, Il Mulino, 2011, p. 26.
  16. ^ M.S. Piretti, La legge truffa. Il fallimento dell'ingegneria politica, Bologna, Il Mulino, 2003, pp. 55-56.
  17. ^ M. Tebaldi, Il Presidente della Repubblica, Bologna, Il Mulino, 2005, p. 59, ricorda come Enrico De Nicola compì il "tentativo di dissuadere De Gasperi dal nominare il democristiano Gonella ministro della pubblica istruzione, essendo questo un incarico, nella visione di De Nicola, da affidarsi a personale politico di comprovata cultura laica".
  18. ^ "La stessa relazione ufficiale di Guido Gonella sul programma della Dc per la Costituente era piuttosto generica per quanto riguardava le coordinate del futuro stato, mentre si incentrava sulle prospettive di «libertà»: «Non vogliamo una costituzione che resti una facciata dietro alla quale vi è quello che vi è, dietro la quale tutto possa mutare ogni giorno. Non vogliamo una costituzione che sia una tela di Penelope». Il problema era quello di «opporsi allo Stato di partito» nella vigile prevenzione delle tentazioni di un «fascismo degli antifascisti»": P. Pombeni, La questione costituzionale in Italia, Bologna, Il Mulino, 2016, pp. 105-106.
  19. ^ Livio Paladin, Per una storia costituzionale dell'Italia repubblicana, Bologna, Il Mulino, 2004, p. 137.
  20. ^ S. Bartole, La Costituzione è di tutti, Bologna, Il Mulino, 2012, pp. 82-84.
  21. ^ D. Piana e A. Vauchez, Il Consiglio superiore della magistratura, Bologna, Il Mulino, 2012, pp. 46-49.
  22. ^ F. Clementi, Città del Vaticano, Bologna, Il Mulino, 2009, p. 57.
  23. ^ Cardia, Carlo, Culture della sinistra, riforma del Concordato, Diritto ecclesiastico : CXXV, 1 2, 2014, Pisa : Fabrizio Serra, 2014.
  24. ^ Dal 16 al 31 luglio la direzione effettiva fu esercitata da Giorgio Ceccherini con la qualifica di "redattore responsabile".

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