Dipartimento per le riforme istituzionali

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Dipartimento per le riforme istituzionali
Gov-riformeistituzionali.jpg
PCM Largo Chigi 19.jpg
Sede del dipartimento.
StatoItalia Italia
TipoDipartimento della presidenza del Consiglio dei ministri
Istituito1988
daGoverno Goria
PredecessoreMinistero per gli affari regionali e i problemi istituzionali
Capo del dipartimentoCarla Ciuffetti
SedeRoma
IndirizzoLargo Chigi, 19 - 00187 Roma
Sito web

Il Dipartimento per le riforme istituzionali è l'organo del governo italiano, nell'ambito della presidenza del Consiglio dei ministri, che assicura al presidente del Consiglio il supporto alle funzioni di coordinamento, di indirizzo, di promozione di iniziative, anche normative, nonché ad ogni altra funzione attribuita al presidente nell'ambito delle riforme istituzionali e federali.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'antesignano del dipartimento per le riforme istituzionali è presente col governo Goria del 1987 con la denominazione di "Affari regionali e problemi istituzionali", retto dal ministro senza portafoglio Aristide Gunnella, presente poi nei successivi governi.

Nel 1991, col governo Andreotti VII prende la denominazione di "Dipartimento per le riforme istituzionali", retto da Mino Martinazzoli, in qualità di ministro senza portafoglio. Col governo Ciampi, del 1993, è presente il "Dipartimento per le riforme elettorali e istituzionali", retto dal ministro senza portafoglio Leopoldo Elia. Col governo Berlusconi I riprende il nome di "Dipartimento per le riforme istituzionali". Col governo Berlusconi II prende il nome di "Dipartimento per le riforme istituzionali e la devoluzione".

Nel 2006, col governo Prodi II riassume la precedente denominazione "Dipartimento per le riforme istituzionali" e viene affidato, assieme al Dipartimento per i rapporti con il Parlamento, al ministro per i rapporti con il parlamento e le riforme istituzionali Vannino Chiti. Nel governo Berlusconi IV il dipartimento è affidato al ministro per le riforme per il federalismo Umberto Bossi. Nel governo Letta ne è stato responsabile il ministro per le riforme costituzionali Gaetano Quagliariello, sostituito poi da Maria Elena Boschi nel governo Renzi, la quale ha detenuto anche la delega ai rapporti con il Parlamento. Nel governo Gentiloni non è presente un ministro per le riforme costituzionali e il dipartimento fa riferimento direttamente al presidente del Consiglio.

Competenze[modifica | modifica wikitesto]

Il dipartimento cura le proposte ed effettua studi e ricerche in materia di riforme istituzionali ed elettorali. In particolare si occupa di riforma degli organi costituzionali e di rilevanza costituzionale, nonché di riforme in materia di rappresentanza italiana al Parlamento europeo, di ordinamento delle autonomie territoriali, di federalismo fiscale, di conferimento di funzioni amministrative a comuni, province, città metropolitane e regioni, di forme e condizioni particolari di autonomia da parte delle regioni a statuto ordinario. Cura in tali ambiti i rapporti e il confronto con le sedi istituzionali e politiche nazionali e degli enti territoriali, nonché con gli organismi europei e internazionali competenti. Cura inoltre la verifica della coerenza delle diverse iniziative normative concernenti le riforme istituzionali[1].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti gli uffici di diretta collaborazione e gli uffici propri del dipartimento. Sono uffici di staff:

  • Capo di Gabinetto
  • Capo settore legislativo
  • Segretaria particolare
  • Capo ufficio stampa
  • Capo segreteria tecnica
  • Capo della segreteria per le riforme per il federalismo

La struttura del Dipartimento è coordinata dal Capo del Dipartimento e si organizza in un Ufficio e due Servizi:

  • Ufficio per gli affari amministrativi, gli studi e le relazioni esterne
    • Servizio affari generali e amministrativi
    • Servizio per lo studio e il monitoraggio delle riforme istituzionali e relazioni esterne.

Elenco dei ministri per le riforme[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco comprende il nominativo di tutti i ministri che hanno ricoperto tale incarico, pur assumendo nominativi diversi nel corso del tempo. L'elenco è discontinuo poiché non è presente in tutti i governi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]