Arcieparchia di Homs dei Melchiti

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Arcieparchia di Homs dei Melchiti
Archieparchia Hemesena Graecorum Melkitarum
Chiesa greco-melchita
Diocesi suffraganee
senza suffraganee
 
Arcieparca metropolitaJean-Abdo Arbach, B.C.
Arcieparchi emeritiAbraham Nehmé,
Isidore Battikha
Presbiteri19, tutti secolari
1.421 battezzati per presbitero
 
Battezzati27.000
Parrocchie21
 
Erezione4 marzo 1849
Ritobizantino
CattedraleNostra Signora della Pace (Homs)
Santi Costantino ed Elena (Yabrud)
Indirizzorue Serial, Yabroud, Syrie
Dati dall'Annuario pontificio 2020 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Siria
La cattedrale di Yabrud, dedicata ai Santi Costantino ed Elena.

L'arcieparchia di Homs dei Melchiti (in latino: Archieparchia Hemesena Graecorum Melkitarum) è una sede metropolitana[1] senza suffraganee della Chiesa cattolica greco-melchita in Siria. Nel 2019 contava 27.000 battezzati. È retta dall'arcieparca Jean-Abdo Arbach, B.C.

All'arcieparchia sono uniti i titoli di Hama (Epiphaniensis) e di Yabrud (Iabrudensis).

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcieparchia si estende nella parte centrale della Siria, corrispondente all'incirca ai governatorati di Hama e Homs, e all'estrema parte settentrionale di quello di Damasco, dove si trova la città di Yabrud.

Sede arcieparchiale è la città di Homs, dove si trova la cattedrale di Nostra Signora della Pace. A Yabrud sorge la cattedrale dei Santi Costantino ed Elena.

Il territorio è suddiviso in 21 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'eparchia cattolica di Homs è nata con la nascita stessa della Chiesa greco-melchita nel 1724, quando il vescovo Ignace al-Halabi seguì l'esempio del patriarca Cirillo VI Tanas e dichiarò formalmente l'unione con Roma. Con al-Halabi inizia la serie ininterrotta di vescovi greco-cattolici di Homs, città che fu sede di un'antica metropolia del patriarcato di Antiochia fin dall'epoca romano-bizantina con il nome di Emesa.

Alla morte nel 1811 di Joseph Safar, successore di Ignace al-Halabi, non fu più nominato un vescovo e la sede di Homs fu unita a quella di Baalbek.

La sede fu ripristinata dal patriarca Massimo III Mazloum, ed elevata al rango di arcieparchia, il 4 marzo 1849. Michel Ata, che prese il nome di Gregoire, fu nominato vescovo con i titoli di Homs, Apamea e Yabrud.[2] Pochi anni dopo il suo insediamento, Grégoire Ata trasferì la propria sede a Yabrud, che rimase sede dei prelati di Homs fino al 1938.

Il distretto di Yabrud, prima del 1849, faceva parte dell'arcieparchia di Baalbek.[3] Yabrud è un'antica sede vescovile d'epoca romano-bizantina, alla quale fu unita, in epoca imprecisata, un'altra antica sede romano-bizantina, la diocesi di Epifania, città che dopo la conquista araba nel VII secolo aveva preso il nome di Hama.

L'arcieparchia comprende anche il territorio dell'antica diocesi di Conocora, località identificata con la città di Qara, nelle montagne del Qalamoun. Nel corso della sua storia i vescovi di Homs o di Yabrud hanno portato occasionalmente anche il titolo di vescovi di Qara.[4]

La cattedrale di Homs, distrutta durante la guerra civile siriana, è stata ricostruita ed inaugurata il 1º dicembre 2017.[5]

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.

  • Ignace al-Halabi † (1724 - circa 1761 deceduto)
  • Joseph Safar † (circa 1761 - 1811 deceduto)
  • Gregoire (Michel) Ata † (20 febbraio 1849 eletto[6] - 3 dicembre 1899 deceduto)
  • Flavien Cyrille Kfoury † (21 novembre 1901 - 1920 dimesso[7])
  • Basile Khouri † (20 novembre 1920 - 15 ottobre 1938 dimesso[8])
  • Athanasios Toutoungi † (1º ottobre 1938 - 5 dicembre 1961 nominato arcivescovo di Aleppo)
  • Jean Bassoul, B.S. † (5 dicembre 1961 - 21 agosto 1971 nominato arcivescovo di Zahleh e Furzol)
  • Denys Gaith, B.C. † (19 agosto 1971 - 22 marzo 1986 deceduto)
  • Abraham Nehmé, B.C. (20 agosto 1986 - 20 giugno 2005 ritirato)
  • Isidore Battikha, B.A. (9 febbraio 2006 - 6 settembre 2010 dimesso)
  • Jean-Abdo Arbach, B.C., dal 23 giugno 2012

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcieparchia nel 2019 contava 27.000 battezzati.

anno popolazione presbiteri diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per presbitero uomini donne
1950 9.000 470.000 1,9 10 9 1 900 15
1980 17.700 ? ? 11 4 7 1.609 8 29 12
1990 25.000 ? ? 15 6 9 1.666 10 21 15
1999 25.000 ? ? 17 14 3 1.470 3 20 20
2000 27.250 ? ? 18 15 3 1.513 3 20 18
2001 48.000 ? ? 15 14 1 3.200 1 18 16
2002 27.000 ? ? 14 13 1 1.928 2 22 17
2003 27.000 ? ? 15 14 1 1.800 1 25 17
2004 27.000 ? ? 14 13 1 1.928 1 2 31 17
2006 30.000 ? ? 27 23 4 1.111 6 25 17
2009 30.000 ? ? 21 19 2 1.428 2 3 25 21
2010 30.000 ? ? 19 18 1 1.578 2 2 28 21
2016 70.000 ? ? 16 15 1 4.375 1 2 16 22
2019 27.000 ? ? 19 19 1.421 21

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Annuario Pontificio 2009, p. 304.
  2. ^ Gli Annuari Pontifici dell'Ottocento parlano solo delle sedi unite Hemesena e Apamiensis; sul finire del secolo, il titolo di Apamea diventa "Hama o Apamea"; solo nel Novecento scompare il nome di Apamea e rimane quello di Hama a cui si aggiunge quello di Yabrud.
  3. ^ v. Ata Grégoire, «Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques», vol. IV, Paris, 1930, coll. 1271-1272.
  4. ^ Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques, vol. XXVI, coll. 530 e seguenti.
  5. ^ Syrie – Inauguration de la cathédrale de la ville de Homs, www.infocatho.fr
  6. ^ Annuario Pontificio 1898, p. 223. Questa data si riferisce al calendario giuliano e corrisponde al 4 marzo del calendario gregoriano, che è la data di ripristino dell'eparchia secondo quanto riportano gli Annuari Pontifici più recenti.
  7. ^ Contestualmente nominato vescovo titolare di Palmira dei Greco-Melchiti.
  8. ^ Contestualmente nominato arcivescovo titolare di Sergiopoli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Roger Aubert, v. Homs - Métropole melkite catholique, «Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques», vol. XXIV, Paris, 1993, coll. 975-977
  • (FR) Roger Aubert, v. Hama, «Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques», vol. XXIII, Paris, 1990, col. 198

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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