Carlo Scognamiglio

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Carlo Scognamiglio Pasini
Carlo Scognamiglio Pasini DD-SD-00-02585 b&n drop.jpg

Presidente del Senato della Repubblica
Durata mandato 16 aprile 1994 –
8 maggio 1996
Predecessore Giovanni Spadolini
Successore Nicola Mancino

Ministro della difesa
Durata mandato 21 ottobre 1998 –
22 dicembre 1999
Presidente Massimo D'Alema
Predecessore Beniamino Andreatta
Successore Sergio Mattarella

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato 23 aprile 1992 –
29 maggio 2001
Legislature XI, XII, XIII
Gruppo
parlamentare
Liberale,
Forza Italia,
UDR
Circoscrizione Lombardia
Collegio Milano 1, Milano 3
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PLI (1992-1994)
FI (1994-1998)
UDR (1998-1999)
PSS (2003-2006)
PLI (2008-2014)
I Liberali (dal 2014)
Titolo di studio Laurea in Economia
Università Università Commerciale Luigi Bocconi
Professione Docente Universitario

Carlo Scognamiglio Pasini (Varese, 27 novembre 1944) è un economista, politico ed ex velista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Scognamiglio Pasini nasce a Varese il 27 novembre 1944. Proviene da una nota famiglia milanese di industriali e agrari (fonte: Dizionario Biografico Treccani).[senza fonte] Il padre era armatore navale a Genova e lo zio Albino Pasini è stato professore di ingegneria idraulica al Politecnico di Milano e presidente della Azienda elettrica milanese. Dopo avere frequentato il Liceo Classico "Zaccaria" di Milano, la sua formazione di Economista è avvenuta presso l'Università Bocconi, dove si è laureato in Economia summa cum laude nel 1968, e in seguito alla London School of Economics, dove si è specializzato in Economia Industriale (Applicata) con la guida dei professori Basil Yamey e Harry Johnson. Iniziata la carriera accademica nel 1968 come assistente nell'Università Bocconi di Milano, dal 1973 è stato professore incaricato di Economia dei settori industriali (Economics of Industry) nell’università Bocconi e di Finanza (Corporate Finance) nell’università di Padova, e docente con incarichi direttivi nella Scuola di direzione aziendale della Bocconi.

Primo vincitore del concorso per professore ordinario di ruolo nel 1980, è chiamato alla cattedra di Economia Industriale (in seguito ridenominata "Economia Applicata") dell'Università Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli (Luiss) di Roma.

Collabora al "libro bianco" di De Michelis sulla riforma delle partecipazioni statali (1981) e, con i professori Mario Monti e Francesco Cesarini elabora il "Rapporto Andreatta" sul sistema creditizio e finanziario italiano (1982). Prende parte a commissioni ministeriali (Partecipazioni statali, Bilancio, Industria, Tesoro) su temi di politica industriale, economica e monetaria (“divorzio” fra Tesoro e Banca d'Italia), e presiede la commissione ministeriale istituita dal Ministro del tesoro Guido Carli (1990-1991) dal cui lavoro ha origine la politica delle privatizzazioni in Italia.

Consulente e membro di consigli di amministrazione di numerose grandi imprese italiane, fra cui SIP, STET (v.pres.), Merloni-Indesit, Mondadori, Bulkitalia (pres.), Saffa, Necchi. Nel 1983 gli viene affidata la presidenza del gruppo Rizzoli-Corriere della sera durante la procedura di amministrazione controllata, conclusa con il completo risanamento del gruppo. Divenuto Rettore della Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli (Luiss) nel 1984, ne ridisegna la struttura facendone un ateneo di standard europeo, che vede crescere il numero degli studenti da 800 a 8000. Verrà rinnovato due volte alla carica di Rettore, carica che manterrà fino all'elezione al Senato della Repubblica (1992).

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Senatore nel PLI[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992 viene eletto Senatore nelle liste del Partito Liberale Italiano, succedendo a Giovanni Malagodi nel collegio senatoriale Milano 1, e lascia l'insegnamento attivo. Nella XI legislatura è presidente della commissione senatoriale per gli affari europei.

Presidente del Senato[modifica | modifica wikitesto]

Nella XII legislatura (1994) è rieletto Senatore di Forza Italia nelle candidature del Polo delle Libertà come esponente dell'Unione di Centro (il movimento dei liberali orientati verso il centro-destra) e, a 49 anni di età, diviene Presidente del Senato della Repubblica con i voti del centro-destra, battendo per una sola preferenza Giovanni Spadolini, sostenuto dal centro-sinistra. Scognamiglio rimane il più giovane Presidente del Senato della storia repubblicana.

Senatore con FI e adesione all'UDR[modifica | modifica wikitesto]

Nella successiva legislatura (1996-2001) viene rieletto Senatore ancora nelle liste di Forza Italia.[1] Tuttavia, nel 1998 aderisce alla compagine politica Unione Democratica per la Repubblica (UDR) creata da Francesco Cossiga, che con la costituzione di un terzo polo alternativo al centro-destra e al centro-sinistra si proponeva un vasto programma di riforme politiche. Pochi mesi dopo la sua nascita l'UDR, allo scopo di evitare lo scioglimento anticipato delle Camere, accorderà la fiducia al governo presieduto da Massimo D'Alema. In questo governo ricopre l'incarico di Ministro della Difesa, promuovendo, fra l'altro, la legge sull'abolizione dell'obbligo del Servizio Militare di Leva in Italia, l'ammissione delle donne al servizio nelle forze armate[2], e l'elevazione dell'Arma dei Carabinieri al rango di quarta forza armata dello Stato.

Dopo l'avvio della moneta unica europea e conclusa la crisi che aveva portato alla guerra del Kosovo, cioè superati i motivi politici che avevano portato l'UDR a formare la coalizione che sosteneva il governo D'Alema I, non entra a fare parte del secondo governo D'Alema.

Ritorno all'attività accademica[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2001 riprende l'attività di Insegnamento Universitario come Ordinario di Economia Applicata (Industriale) all'Università Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli (Luiss) di Roma.

Fondazione de "I Liberali" e adesione al PLI[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 fonda assieme a Renato Altissimo e Alfredo Biondi il movimento "I Liberali"[3]. Dal marzo 2020 ricopre la carica di Presidente d'onore del PLI e di membro di Comitato di Garanzia e d'Orientamento del PLI.

Incarichi e onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

È attualmente Professore Emerito di "Economia Applicata" presso l'Università LUISS Guido Carli di Roma. È stato Presidente dell'Aspen Institute Italia, di cui attualmente ricopre la carica di Presidente Onorario, ed è membro vitalizio del Consiglio di Amministrazione dell'Aspen Institute USA. È membro onorario del comitato direttivo dell'AREL, Associazione fondata da Nino Andreatta. È membro della Fondazione Italia USA. Ha svolto e svolge numerose lectures nelle più prestigiose Università americane e inglesi.

Nel 1988 ha ricevuto il premio per l'Economia dell'Accademia di Francia.

È stato inoltre Cancelliere e Tesoriere dell'Ordine militare d'Italia dal 21 ottobre 1998 al 22 dicembre 1999.

Attività sportiva[modifica | modifica wikitesto]

È stato campione italiano di vela (classe Snipe). In seguito è stato campione mondiale con "Resolute Salmon" (IOR - International Offshore Rule – One Ton Cup) nel 1976. Vincitore della Giraglia 1977 con "Enteara III".

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È sposato con Cecilia Pirelli. Dal precedente matrimonio con Delfina Rattazzi, figlia di Susanna Agnelli, ha avuto due figli: Filippo (1981) ed Elisabetta Thea (1984). [4]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

È autore di oltre ottanta pubblicazioni monografiche e di saggistica in italiano e in inglese, fra le quali:

  • Economia Industriale. Economia dei Mercati Imperfetti. 3ª ed. LUISS University Press, Roma 2016.
  • Rivoluzione Liberale (ed., con Enrico Musso). De Ferrari, Genova 2015.
  • L'Arte della Ricchezza. Cesare Beccaria economista. Mondadori, Milano 2014
  • Keynes e la Crisi del Nuovo Millennio, prefazione di Carlo A. Ciampi. Treves editore, Roma 2009.
  • Adam Smith. Adam Smith visto da Carlo Scognamiglio Pasini. LUISS University Press, Roma 2007
  • Adam Smith XXI Secolo. LUISS University Press, Roma 2005
  • La Guerra del Kosovo. Rizzoli, Milano 2002.
  • La Democrazia in Italia. Rizzoli, Milano 1996.
  • Il Progetto Liberale. Marsilio, Venezia 1996.
  • Rapporto al Ministro del Tesoro della commissione per il riassetto del patrimonio mobiliare pubblico e per le privatizzazioni. Poligrafico dello Stato, Roma 1990.
  • Come Guidare l'Italia nel 2000. (con G. De Michelis). Sperling & Kupfer, Milano 1989.
  • Teoria e Politica della Finanza Industriale. Il Mulino, Bologna 1987.
  • Rapporto sulle Partecipazioni Statali. F. Angeli, Milano 1980.
  • Crisi e Risanamento dell'Industria Italiana. F.Angeli, Milano 1979.
  • Mercato dei Capitali e Borse Valori. F.Angeli, Milano 1974.
  • The Economics of the Stock Exchange. In: "The Stock Exchange". Giuffrè, Milano 1972

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Repubblica
  2. ^ Disegno di legge n. 6433 "Delega al Governo per la riforma del servizio militare, presentato alla Camera dei deputati l'8 ottobre 1999 Archiviato il 19 ottobre 2013 in Internet Archive.
  3. ^ Copia archiviata, su agenparl.it. URL consultato il 18 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2014).
  4. ^ Alessandra Muglia, Thea, la dottoressa del Covid Hotel (e nipote di Susanna Agnelli): “Assisto le persone in quarantena”, su Corriere della Sera, 22 maggio 2020. URL consultato il 23 maggio 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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