Partito Liberale Italiano (1997)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Partito Liberale Italiano
Pli.png
Segretario Giancarlo Morandi
Presidente Stefano De Luca
Stato Italia Italia
Fondazione 4 luglio 1997
Sede Via Uffici del Vicario, 43 - Roma
Ideologia Liberalismo
Liberismo[1]
Collocazione Centro[2]/Centro-destra[3]
Coalizione Nuovo Polo per l'Italia (2010-2012)
Scelta Europea (2014)
Partito europeo ALDE
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 73
Testata rivoluzioneliberale.it
Organizzazione giovanile Gioventù Liberale Italiana
Colori blu, bianco
Sito web www.partitoliberale.it

Il Partito Liberale Italiano (PLI, sino al 2004 denominato Partito Liberale) è un partito politico italiano fondato nel 1997.[4] Si ispira all'omonima formazione attiva dal 1943 al 1994, a sua volta erede dei movimenti politici che hanno guidato il Regno d'Italia prima dell'avvento del fascismo.

Fondazione del Partito Liberale[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 1996 a Chianciano Terme i partecipanti a un convegno sul tema Liberali storici: che fare? manifestano la necessità di riproporre le loro idee in una forza aperta e strutturata.[5]

Il 1º febbraio 1997 si tiene l'assemblea fondativa della Costituente per il Partito Liberale, promossa dall'ex deputato del PLI Egidio Sterpa[6]. La costituzione vera e propria del partito avviene nell'ambito del congresso del 4 e 5 luglio seguenti:[7][8] Sterpa ne diviene il presidente, mentre alla segreteria va l'ex deputato Stefano De Luca.

Il 19 novembre viene annunciata la collaborazione del Partito Liberale con il Patto Segni[9] e il 31 gennaio 1998 l'adesione formale all'Unione Democratica per la Repubblica appena costituitasi per iniziativa di Francesco Cossiga.[10] Scioltasi l'UDR nel volgere di pochi mesi, alla vigilia delle elezioni europee del 1999 il Partito Liberale si avvicina a Forza Italia[11][12].

Il ritorno al vecchio nome e l'adesione al centrodestra[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso di avvicinamento con altri dei soggetti della diaspora liberale, I Laici di Salvatore Grillo e la Destra Liberale - Liberali per l'Italia di Giuseppe Basini e Gabriele Pagliuzzi culmina con il congresso del dicembre 2004, nel quale il partito registra l'adesione di Renato Altissimo, Gianfranco Ciaurro e Attilio Bastianini e assume la denominazione di Partito Liberale Italiano, la medesima di quello scioltosi nel 1994.

In vista delle elezioni regionali del 2005 il PLI si presenta in molte Regioni in liste comuni con il Nuovo PSI e il PRI. Alle politiche del 2006 i PLI aderisce alla Casa delle Libertà guidata da Silvio Berlusconi e presenta liste autonome in 5 circoscrizioni alla Camera e in 6 al Senato, dove ottiene risultati variabili tra lo 0,1 allo 0,3% senza eleggere alcun parlamentare. In occasione del referendum costituzionale dello stesso anno il partito si schiera nettamente contro la riforma, definendola "una devastazione delle istituzioni realizzata a colpi di maggioranza"[senza fonte].

Successivamente, a Montecitorio, viene formalizzata la nascita della componente del gruppo misto Repubblicani, Liberali, Riformatori.

A giugno 2007 il IV congresso nazionale conferma De Luca alla guida del partito. La corrente di destra di Pagliuzzi ufficializza invece il suo abbandono.

Gli anni dell'autonomia[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche italiane del 2008 il PLI stipula un accordo con alcuni soggetti minori (Polo Civico di Centro, Unione Cattolica Italiana) e presenta liste autonome in tutte le circoscrizioni, raccogliendo lo 0,28% dei voti alla Camera[13] e lo 0,31% al Senato.[14]

Il congresso nazionale del febbraio 2009 vede la riconferma alla segreteria di Stefano De Luca[15] che propugna il mantenimento di una linea politica autonoma rispetto al centrodestra e al centrosinistra. La posizione del segretario uscente trova l'appoggio di Paolo Guzzanti, che pochi giorni prima del congresso lascia il gruppo parlamentare del PdL iscrivendosi al Gruppo Misto, e dell'ex senatore Enzo Palumbo, che confluisce nel partito con il gruppo Rete Liberale, ispirato alla corrente di Nuova Democrazia Liberale del vecchio PLI. Risulta invece minoritaria la candidatura alla segreteria del direttore de L'Opinione delle libertà Arturo Diaconale, appoggiato dall'ex deputato Marco Taradash proveniente dai Riformatori Liberali, che propone la collocazione stabile del PLI nel centro-destra e il ricorso alle elezioni primarie per la selezione delle candidature.

Alle elezioni amministrative del 2009 il partito si presenta in cinque province e tre comuni capoluogo ottenendo il miglior risultato a Bari con lo 0,70% dei voti.

In previsione delle regionali di marzo 2010, attraverso alcuni articoli pubblicati sul sito ufficiale[16], il segretario ipotizza una partecipazione alla Costituente di Centro.

Il consiglio nazionale del 21-22 maggio 2010 approva il nuovo statuto che prevede, tra l'altro, l'istituto delle primarie e il referendum.

Il ritorno a Montecitorio[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 maggio del 2010, in considerazione della partecipazione alle Elezioni Politiche del 2008, il partito ha avuto la possibilità di costituire, con il suo deputato Paolo Guzzanti, un autonomo sottogruppo parlamentare nel Gruppo Misto (in alleanza con gli autonomisti di Noi Sud).

Al sottogruppo, denominato NOI SUD LIBERTA' E AUTONOMIA - PARTITO LIBERALE ITALIANO, aderiscono Elio Belcastro, Antonio Gaglione, Arturo Iannaccone, Antonio Milo e Luciano Mario Sardelli.

Successivamente, Noi Sud stringe un patto federativo con i Popolari di Italia Domani, formando un sottogruppo di dimensioni maggiori.

Paolo Guzzanti non condivide la scelta e si avvicina all'area di responsabilità del Terzo Polo, firmando la mozione di sfiducia al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi; dopo l'esito negativo della mozione del 14 dicembre 2010, Guzzanti decide di abbandonare il Partito Liberale per aderire direttamente, come indipendente, al nascente Polo della Nazione: in questo modo, il PLI perde perciò ogni rappresentanza parlamentare.

Il 20 gennaio 2011, i dirigenti del PLI contribuiscono alla costituzione del Nuovo Polo per l'Italia[17].

Il 25 febbraio il senatore Enrico Musso, eletto in Parlamento nella lista del PDL, annuncia la sua adesione[al PLI?][18] e il 13 aprile viene nominato vicesegretario nazionale. Nel frattempo, gli ex segretari liberali Renato Altissimo ed Alfredo Biondi tornano all'impegno attivo nel partito.[19]

Dal 10 maggio il gruppo parlamentare del Senato Unione di Centro, SVP e Autonomie assume la denominazione Unione di Centro, SVP e Autonomie (Union Valdôtaine, MAIE, VersoNord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano)[20].

In questo periodo nasce anche il quotidiano online Rivoluzione Liberale[21], diretto da Marco Sabatini e chiaramente ispirato a Piero Gobetti.

La fine del governo Berlusconi IV e l'appoggio al governo Monti[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 novembre 2011, durante la discussione parlamentare sulla legge di stabilità 2012 che avrebbe portato alla crisi del governo Berlusconi, alcuni deputati del centrodestra confluiscono nel Gruppo Misto, all'interno del quale formano la componente "Liberali per l'Italia - PLI"[22]. In ragione della presenza di Enrico Musso al Senato, dopo 17 anni il PLI torna ad essere nominalmente presente in entrambi i rami del Parlamento.

In seguito alle dimissioni del governo Berlusconi il partito annuncia pieno sostegno circa l'ipotesi di un governo tecnico guidato da Mario Monti, chiedendo tra l'altro la dismissione del patrimonio immobiliare, la cessazione delle partecipazioni pubbliche nelle aziende, l'anticipo della riforma pensionistica e dichiarandosi contrario all'introduzione di un'imposta patrimoniale. Durante le successive consultazioni con il Presidente della Repubblica questi annuncia il pieno sostegno a un'ipotesi di governo tecnico di emergenza nazionale guidato dal senatore a vita Mario Monti.

Al Congresso Nazionale del marzo 2012 vengono presentate due mozioni: la prima, in seguito approvata a maggioranza dei delegati, conferma Stefano De Luca nel ruolo di segretario nazionale, la seconda invece punta alla sua sostituzione con Enrico Musso. A dicembre giunge a compimento la riorganizzazione della Gioventù Liberale Italiana, promossa sin da maggio; il segretario è Paolo Bianchi.[23]

Le elezioni politiche del 2013 e gli anni successivi[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni del 2013 il PLI si presenta in alcune circoscrizioni con liste autonomamente indipendenti dalle coalizioni, e ottiene complessivamente lo 0,08% dei voti.

In vista delle elezioni europee del 2014 il PLI aderisce a Scelta Europea, lista unitaria di ispirazione liberal-democratica di appoggio alla candidatura del belga Guy Verhofstadt alla presidenza della Commissione europea: i risultati tuttavia sono deludenti, visto che con appena lo 0,72% dei consensi essa non riesce a superare la soglia di sbarramento del 4%.

Nel XXIX Congresso Nazionale (VII dalla rifondazione) di ottobre 2014 è stata concordata la scelta di mantenere la piena autonomia rispetto al centro-destra e al centro-sinistra e di interlocuzione con gli altri soggetti riconducibili a quest'area (Alleanza Liberaldemocratica per l’Italia, Fare per Fermare il Declino, Partito Federalista Europeo, Partito Repubblicano Italiano, Radicali Italiani). Stefano De Luca è eletto presidente, con Giancarlo Morandi confermato nel ruolo di segretario e Daniele Toto che assume la carica di coordinatore organizzativo.

Il 20 novembre 2014 il deputato Ivan Catalano, che era stato eletto con il Movimento 5 Stelle, si iscrive al PLI e aderisce alla componente PSI-PLI del gruppo misto. Mantiene tale collocazione fino al 1º aprile 2015 quando si iscrive al gruppo parlamentare di Scelta Civica e viene perciò espulso dal PLI.

Alle elezioni regionali del 2015 il Partito Liberale si è presentato in Puglia a sostegno della candidata di Forza Italia Adriana Poli Bortone. La lista PLI ha ottenuto solo lo 0,1% dei voti e la coalizione di centrodestra il 14,4%.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

I riferimenti ideali del PLI riprendono quelli del vecchio Partito Liberale Italiano e sono ravvisabili nella laicità, nel liberalismo riformatore di Benedetto Croce e negli insegnamenti autenticamente liberisti di Luigi Einaudi.

Altre figure di riferimento sono Giovanni Giolitti, Piero Gobetti, Giovanni Amendola, Enrico De Nicola, Nicolò Carandini e Giovanni Malagodi.

Testata[modifica | modifica wikitesto]

Il giornale del Partito Liberale Italiano è Rivoluzione Liberale, edito nella sola versione on line. Attualmente il Direttore responsabile è Stefano de Luca e la redazione è composta da Giancarlo Colombo, Antonio Pileggi, Barbara Speca, Roberto Tumbarello, Massimiliano Giannocco e Gessica Menichelli.

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Voti % Seggi
Politiche 2006 Camera 12.265 0,03 0
Senato 15.762 0,05 0
Politiche 2008 Camera 104.053 0,28 0
Senato 100.721 0,31 0
Politiche 2013 Camera 28.027 0,08 0
Senato - - -
Europee 2014 in Scelta Europea 0

Congressi[modifica | modifica wikitesto]

  • XXIII (I dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 4-5 luglio 1997
  • XXIV (II dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 23-24 febbraio 2001
  • XXV (III dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 3-4 dicembre 2004
  • XXVI (IV dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 22-24 giugno 2007
  • XXVII (V dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 20-22 febbraio 2009
  • XXVIII (VI dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 23-25 marzo 2012
  • XXIX (VII dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 3-5 ottobre 2014

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Segretari[modifica | modifica wikitesto]

Vicesegretari[modifica | modifica wikitesto]

Coordinatori[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelo Caniglia (2008-2009)
  • Roberto Petrassi (2009-2010)
  • Mario Caputi (2010-2012)
  • Edoardo De Blasio (2013-2014)
  • Daniele Toto (Coordinatore nazionale organizzativo, 2014)

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti del Consiglio Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti Onorari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Manifesto liberale
  2. ^ Congresso PLI, De Luca confermato segretario
  3. ^ [1]
  4. ^ I Liberali a Congresso
  5. ^ Egidio Sterpa, A che serve un partito liberale, in "L'Opinione", 21 marzo 1998
  6. ^ Assemblea della Costituente del nuovo Partito Liberale
  7. ^ "Dal XXII Congresso del P.L.I. al I Congresso del P.L." (4/7/1997)
  8. ^ "Dal XXII° Congresso del P.L.I. al I° Congresso del P.L." (5/7/1997)
  9. ^ Centro: federazione liberali-Patto, guardando a Cossiga
  10. ^ Cossiga:PL aderisce alla Federazione di Centro
  11. ^ FI: BERLUSCONI RILANCIA FEDERAZIONE CENTRO, 13 SIGLE UNITE
  12. ^ FI: BERLUSCONI RILANCIA FEDERAZIONE CENTRO, 13 SIGLE UNITE (2)
  13. ^ Ministero dell'Interno - Elezione della Camera dei Deputati del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15 aprile 2008.
  14. ^ Ministero dell'Interno - Elezione del Senato della Repubblica del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15 aprile 2008.
  15. ^ PLI: De Luca rieletto segretario Nazionale del Partito
  16. ^ http://www.partitoliberale.it/2010/01/04/liberali-e-cattolici-necessita-di-un-incontro-di-stefano-de-luca/
  17. ^ Documento politico approvato dalla direzione nazionale del PLI del 20 gennaio 2011
  18. ^ Musso nel gruppo con l’Udc, i commenti genovesi: traditore o coraggioso liberale? | Genova24.it
  19. ^ PLI: Il Consiglio Nazionale saluta il ritorno di Altissimo, Biondi e Musso
  20. ^ Gruppo Unione di Centro, SVP e Autonomie (UnioneValdôtaine, MAIE, VersoNord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano) XVI Legislatura (dal 29 aprile 2008) Composizione storica.
  21. ^ http://www.rivoluzione-liberale.it/
  22. ^ Governo, scontenti Pdl formano un nuovo gruppo in misto . Si chiama Pli, Popolari Liberali per l'Italia - Politica - Tgcom
  23. ^ Segretario Nazionale

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

politica Portale Politica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di politica