Raggruppamento Sociale Repubblicano

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Il Raggruppamento Sociale Repubblicano (poi "Partito del Socialismo nazionale") è stata una formazione politica operante dal 1952 al 1957, frutto di una scissione dell'ala della sinistra socializzatrice e rivoluzionaria del Movimento Sociale Italiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La corrente della "sinistra" missina nel settembre 1951 si spacca in Comitato centrale sul sostegno del partito al PNM, con Giorgio Almirante e Filippo Anfuso che votano a favore del segretario Augusto De Marsanich, mentre Ernesto Massi e Giorgio Pini restano contrari all'alleanza con i monarchici [1].

La scissione del 1952[modifica | modifica wikitesto]

La corrente esce sconfitta dal congresso nazionale de L'Aquila del luglio 1952 ed escono dal MSI due dei tre principali leader della "sinistra", l'ex sottosegretario all'Interno della RSI Giorgio Pini e l'ex direttore de La Stampa Concetto Pettinato. Poche settimane dopo questi fondano ufficialmente (il 31 agosto) a Bologna il "Raggruppamento Sociale Repubblicano". Con loro anche il colonnello Massimo Invrea (poi generale) che fu nominato segretario nazionale dall'Esecutivo centrale. A tale formazione entreranno a far parte subito gli esponenti della corrente interna missina "Gruppi Autonomi Repubblicani". Si sviluppò soprattutto per lo più nel Nord Italia. Il "RSR" propugnava l'integrale applicazione del Manifesto di Verona.

Lo stemma del partito era una fiamma tricolore con alla base la scritta "RSR" circondata da una corona d'alloro. L'organo ufficiale del movimento era "La prima fiamma", quindicinale edito a Torino [2]

Ebbero anche contatti con i Gruppi di “Pensiero nazionale”, capeggiati da Stanis Ruinas, che alla fine però non aderirono. Nell'agosto del 1953 il RSR cambiò nome in "Partito del Socialismo nazionale" [3].

La scissione del 1957[modifica | modifica wikitesto]

Il vice segretario missino Ernesto Massi, l'altro esponente della sinistra interna, uscito dal MSI nel 1957 a seguito della sconfitta nel congresso nazionale del MSI di Milano che conferma segretario il moderato Arturo Michelini, diede vita nel dicembre 1957 al Partito Nazionale del Lavoro[4], dove si raccoglierà in massa l'ala sinistra missina dimissionaria dal partito, e dove confluiranno gli stessi Giorgio Pini e Concetto Pettinato, mentre anche la destra tradizionalista ed evoliana di Pino Rauti uscì dal MSI creando il Centro Studi Ordine Nuovo.

Il Partito Nazionale del Lavoro alle elezioni politiche del 1958 presentò liste alla Camera in cinque circoscrizioni, ma non ebbe alcun eletto [5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Buchignani, Fascisti rossi. Da Salò al Pci, la storia sconosciuta di una migrazione politica, Mondadori, Milano, 1998
  • Giuseppe Pardini, Nazione, Ordine e altri disegni,Vicende politiche nella destra italiana, Le Lettere, 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]