Arturo Michelini

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Arturo Michelini
Arturo Michelini.jpg

Deputato della Repubblica
Durata mandato 18 aprile 1948 –
15 giugno 1969
Legislature I, II, III, IV, V
Gruppo
parlamentare
MSI
Circoscrizione Roma
Incarichi parlamentari
  • Componente commissione industria e commercio (I legislatura)
  • Componente giunta elezioni (II e III legislatura)
  • Componente commissione affari interni (II legislatura)
  • Componente commissione difesa (II legislatura)
  • Componente commissione istruzione e belle arti (II legislatura)
  • Componente commissione interni (III e IV legislatura)
  • Componente commissione esteri (IV e V legislatura)
Sito istituzionale

Segretario del Movimento Sociale Italiano
Durata mandato 10 ottobre 1954 –
15 giugno 1969
Predecessore Augusto De Marsanich
Successore Giorgio Almirante

Dati generali
Partito politico
Tendenza politica
Titolo di studio Ragioniere
Professione
  • assicuratore
  • giornalista
  • politico

Arturo Michelini (Firenze, 17 febbraio 1909Roma, 15 giugno 1969) è stato un politico e giornalista italiano. Fu, dal 1948 fino alla morte, deputato del parlamento italiano per 5 legislature nelle file del Movimento Sociale Italiano, partito del quale fu tra i fondatori nel 1946 e segretario dal 1954 al 1969; fu anche direttore del Secolo d'Italia, organo stampa ufficiale del partito.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'adesione al fascismo[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un avvocato iscritto al Partito Liberale, durante il fascismo prese parte alla guerra civile spagnola (1936-39) fra i fascisti italiani a sostegno del golpista Franco. All'interno del Partito Nazionale Fascista arrivò a ricoprire la carica di vice-federale della capitale.

Aderente alla Repubblica Sociale Italiana, dopo la Liberazione continuò a sostenere i reduci dell'esperienza di Salò.

La fondazione del MSI[modifica | modifica wikitesto]

Fu nel ristretto gruppo dei fondatori del Movimento Sociale Italiano. Il partito fu anzi fondato, il 26 dicembre 1946, proprio nel suo studio romano (era di professione assicuratore), con Giacinto Trevisonno primo segretario. Nel 1948 fu uno dei sei esponenti del MSI eletti alla Camera dei deputati[4]

Nei primi anni del partito, Michelini ne fu l'amministratore, collaborando con il segretario Augusto De Marsanich. La sua elezione a segretario nazionale, al congresso missino del 1954, si dovette certamente anche alla sua grande abilità nel procurare al partito i finanziamenti di cui esso aveva assoluto bisogno.

Segretario del partito[modifica | modifica wikitesto]

Egli rappresentava la corrente moderata e filoborghese, legata ai ricordi del Ventennio più che a quelli, tragici e sanguinosi, del fascismo repubblicano, e desiderosa d'inserire il neofascismo nell'alveo della destra e facilitare così l'entrata nel gioco politico e parlamentare italiano di quegli anni, caratterizzati dalla guerra fredda e dal timore, dentro e fuori d'Italia, d'una presa del potere da parte dei comunisti.

I riferimenti (a volte peraltro solo cercati, o sperati) di questa politica di "grande destra", conservatrice ma non eversiva, erano: sul piano politico interno, i monarchici, i liberali e la Democrazia cristiana (o comunque le correnti più conservatrici di questi ultimi due partiti); sul piano sociale, la piccola borghesia, timorosa del comunismo e spesso non bene affètta alla democrazia parlamentare, e il grande capitale, dal quale per l'appunto proveniva il sostegno economico che Michelini, come s'è detto, colle sue conoscenze (e soprattutto colla sua immagine rassicurante, per così dire spendibile), poteva garantire; nel campo internazionale, gli Stati Uniti d'America e il Patto Atlantico.

Alla corrente micheliniana si contrapponevano soprattutto quanti, avendo partecipato alla guerra dalla parte della Repubblica Sociale, erano rimasti legati ai valori e alle suggestioni del Manifesto di Verona, costituente dell'ultimo stato fascista. Questa corrente di sinistra dell'MSI era più estremista quanto ai modi e ai metodi di lotta politica, tendenzialmente anti-borghese, anti-capitalista e socialisteggiante sul piano socio-economico, adottando sul versante politico una prospettiva rigidamente anti-americana e contraria alla NATO. Oltre che da figure come Giorgio Pini e Domenico Leccisi, tale corrente era guidata da Giorgio Almirante, che di Michelini fu per molto tempo il principale avversario all'interno del partito.

Nel 1963, in occasione del VII Congresso del Movimento Sociale Italiano, tenutosi a Roma, Michelini sconfisse la minoranza di sinistra, guidata da Giorgio Almirante e organizzatasi nella nuova corrente "Rinnovamento". Nel successivo VIII congresso del partito, celebratosi a Pescara nel 1965, pur con la dissidenza di Pino Romualdi, che presentò una propria mozione, si fece l'accordo tra Michelini e Almirante, i quali votarono una mozione unitaria. Il Michelini, con l'appoggio degli almirantiani, fu così rieletto segretario.

Arturo Michelini nel 1960 alla Tribuna Politica.

La destra di governo[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni cinquanta il MSI era al governo in diverse giunte di enti locali, tutte al centro-sud: Napoli, Caserta, Lecce, Bari, Foggia, Reggio Calabria, Catania, Trapani, Latina, Pescara, Campobasso, Salerno. Nel 1958 il partito entrò nel governo della Regione siciliana, nella fase del milazzismo. Il tentativo di costruire in Italia una maggioranza politica di centro-destra, o addirittura di destra, sia pure non apertamente reazionaria, ebbe qualche concreta possibilità di successo sul finire degli anni cinquanta. Un momento decisivo per quella strategia (alla quale erano favorevoli, fra gli altri, certi settori confindustriali e certi ambienti cattolici) fu la breve ma drammatica e ambigua vicenda del governo Tambroni, sostenuto dal MSI, che cadde in séguito ai fatti di Genova del 30 giugno 1960. Il fallimento del tentativo di Tambroni, e la prevalenza, nella DC, delle correnti favorevoli all'apertura a sinistra, determinò, di lì a pochi anni (1962-63), la nascita del centro-sinistra, e, con essa, la definitiva sconfitta del progetto politico del Movimento Sociale "in doppiopetto" (per usare una diffusa metafora giornalistica) di Arturo Michelini.

Ciò nonostante, egli tenne ancora saldamente le redini del partito, sostenuto del resto, negli ultimi anni, dallo stesso Almirante. Era sempre segretario quando, per l'improvviso aggravarsi d'un male incurabile, morì, il 15 giugno del 1969, in una clinica romana, a 60 anni d'età.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]