Patto Atlantico

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Trattato del Nord Atlantico
NATOTreatyCopyAuthenticationPage.jpg
Pagina di autenticazione per una copia ufficiale del trattato, firmato e sigillato dal Segretario di Stato americano Dean Acheson.
Tipotrattato costituente
ContestoGuerra fredda
Firma4 aprile 1949
LuogoWashington, Stati Uniti
Efficacia24 agosto 1949
CondizioniRatifica della maggioranza dei firmatari, inclusi Belgio, Canada, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Stati Uniti.
Parti30
Firmatari originali12
Firmatari successiviPaul-Henri Spaak
Robert Silvercruys
Lester Pearson
H. H. Wrong
Gustav Rasmussen
Henrik Kauffmann
Robert Schuman
Henri Bonnet
Bjarni Benediktsson
Thor Thors
Carlo Sforza
Alberto Tarchiani
Joseph Bech
Hugues Le Gallais
Dirk Stikker
Eelco Nicolaas Van Kleffens
Halvard Lange
Wilhelm von Munthe af Morgenstierne
José Caeiro da Mata
Pedro Teotónio Pereira
Ernest Bevin
Oliver Franks
Dean Acheson
DepositarioGoverno degli Stati Uniti
Linguefrancese e inglese
UNTCArchivio ONU
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I confini del blocco di paesi aderenti al Patto Atlantico (blu) e quelli del Patto di Varsavia (rosso).
L'espansione della NATO post guerra fredda.

Il Trattato del Nord Atlantico, anche conosciuto come Patto Atlantico, è un trattato difensivo firmato da Stati Uniti, Canada e vari paesi dell'Europa occidentale nel 1949. Ha dato origine alla NATO, rappresentando nel corso della guerra fredda il cosiddetto blocco occidentale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Patto Atlantico venne firmato a Washington, negli Stati Uniti, il 4 aprile 1949. A esso aderirono anche paesi non geograficamente atlantici (ossia senza sbocchi sull'Oceano Atlantico) come l'Italia, la Grecia, la Turchia ed altri. La ratifica alla firma del trattato da parte degli Stati Uniti avvenne con una votazione al Senato il 21 luglio 1949.

Il trattato è stato richiamato in occasione dell'attacco terroristico dell'11 settembre 2001 al World Trade Center e al Pentagono, in occasione della guerra al terrorismo.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

La nascita dell'accordo trova origine dal timore, molto radicato in quel periodo, di un possibile attacco dell'Unione Sovietica a una delle nazioni dell'Europa occidentale. Una settimana dopo l'ingresso ufficiale della Germania Ovest nella NATO (6 maggio 1955) l'Unione Sovietica ed altre nazioni a regime comunista costituirono a loro volta il Patto di Varsavia.

La chiave di lettura più importante del trattato risiede nell'articolo V in cui viene dichiarato che ogni attacco ad una nazione tra quelle appartenenti alla coalizione verrà considerato come un attacco alla coalizione stessa[1].

L'altra norma che fa scattare il casus foederis è l'articolo IV, che prevede che "le parti si consulteranno ogni volta che, nell'opinione di una di esse, l'integrità territoriale, l'indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti fosse minacciata": fu richiesto sette volte, di cui quattro dalla Turchia (nel 2003 per la guerra in Iraq; nel giugno e nell'ottobre 2012, e poi di nuovo nel 2020, in seguito ad aggressioni siriane) e poi da Lettonia, Lituania e Polonia nel 2014 (dopo l'invasione russa della Crimea) ed a novembre 2021 (in seguito alla crisi dei migranti provocata dalla Bielorussia al confine polacco) ed infine dalla Polonia, da Estonia, Lettonia e Lituania a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina del febbraio 2022[2].

Paesi aderenti[modifica | modifica wikitesto]

Le 12 nazioni che lo siglarono e che saranno poi anche le prime fondatrici della NATO furono:

In seguito vi aderirono anche:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Invocato soltanto una volta, dagli Stati Uniti dopo l'11 settembre 2001, anche se in quel caso si è parlato di "misera fine delle roboanti proclamazioni" rimaste a livello di "mere attestazioni di solidarietà" (Giampiero Buonomo, L'ordinamento giuridico internazionale dopo Guantanamo, in Questione giustizia, 2005, p. 323).
  2. ^ Andrea Marinelli, Cosa dice l'articolo 4 dell'Alleanza, Corriere della sera, 25 febbraio 2022.

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