Pino Romualdi

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Nettuno Pino Romualdi
Pino Romualdi2.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature II, III, IV, V, VI, VII, VIII
Gruppo
parlamentare
MSI poi MSI-DN
Collegio Roma e Bologna
Incarichi parlamentari
  • Componente della V COMMISSIONE (DIFESA) (II legislatura)
  • Componente della COMMISSIONE SPECIALE PER L'ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE N.1946: "MODIFICAZIONI ED AGGIUNTE ALLE DISPOSIZIONI SULLA CINEMATOGRAFIA" (II legislatura)
  • Componente della VII COMMISSIONE (DIFESA) (III, VII legislatura)
  • Componente della XII COMMISSIONE (INDUSTRIA E COMMERCIO) (IV, V, VI, VII legislatura)
  • Componente della COMMISSIONE PARLAMENTARE PER IL PARERE AL GOVERNO SUI DECRETI DA EMANARE IN ESECUZIONE DEI TRATTATI DI LUSSEMBURGO DEL 21 E 22 APRILE 1970 IN MATERIA DI BILANCIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE, IN SOSTITUZIONE DEI CONTRIBUTI FINANZIARI DEGLI STATI MEMBRI CON RISORSE PROPRIE DELLA COMUNITÀ NONCHÉ DI REGOLAMENTO DEI FINANZIAMENTI DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE (VI legislatura)
  • Componente della RAPPRESENTANZA ITALIANA AL PARLAMENTO EUROPEO (VI legislatura)
  • Componente del COMITATO PARITETICO BICAMERALE PER L'INDAGINE CONOSCITIVA SULL'ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA DEGLI AUTOVEICOLI (VII legislatura)
  • Componente della III COMMISSIONE (ESTERI) (VIII legislatura)
  • Componente della COMMISSIONE PARLAMENTARE PER IL PARERE AL GOVERNO SUI DECRETI DA EMANARE IN ESECUZIONE DEI TRATTATI DI LUSSEMBURGO DEL 21 E 22 APRILE 1970 (VIII legislatura)
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature IX
Gruppo
parlamentare
MSI-DN
Circoscrizione Lazio
Collegio Roma I
Sito istituzionale

Presidente del Movimento Sociale Italiano
Durata mandato 1976 –
1982
Predecessore Alfredo Covelli
Successore Nino Tripodi

Dati generali
Partito politico Movimento Sociale Italiano poi Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale
Titolo di studio Laurea in scienze politiche
Professione Politico, Giornalista

Nettuno Pino Romualdi (detto Pino) (Predappio, 24 luglio 1913Roma, 21 maggio 1988) è stato un politico e giornalista italiano.

È stato vicesegretario del Partito Fascista Repubblicano e tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano, di cui è stato eletto presidente. Parlamentare nazionale ed europeo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni della gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia di Predappio, ritenuto figlio naturale di Benito Mussolini. Romualdi combatte nella Guerra d'Etiopia e proprio in Africa Orientale Italiana nel 1939, ha il suo primo incarico politico di rilievo, come vicesegretario del P.N.F. a Gimma, in Etiopia. Giornalista professionista, nel 1940 è chiamato a dirigere il periodico forlivese Il Popolo di Romagna, ma poco dopo, allo scoppio della Seconda guerra mondiale, si arruola volontario e viene inviato sul fronte greco-albanese. Combatte in Albania e a Corfù.

L'impegno nella RSI[modifica | modifica wikitesto]

L'8 settembre 1943 si trova a Venezia e aderisce alla Repubblica sociale italiana, diventando funzionario del Partito Fascista Repubblicano a Forlì. È delegato al Congresso di Verona nel novembre del 1943. Nello stesso periodo dirige la Gazzetta di Parma. In un articolo apparso sulla Gazzetta in data 3 dicembre 1943, con il titolo Finalmente commentò le disposizioni antisemite del Manifesto di Verona, art. 7, con le parole:

« Gli ebrei sono stati messi al loro posto. ... I puri sangui saranno messi in campi di concentramento, mentre i sangui misti saranno guardati e controllati molto da vicino dalle autorità di polizia.[1] »
(dalla Gazzetta di Parma, 3 dicembre 1943)

Segretario federale del partito nella stessa Parma dall'aprile all'ottobre del 1944, è infine vicesegretario nazionale. All'incarico di vicesegretario affianca quello di responsabile amministrativo dei Fasci all'estero e oltremare. Per conto del governo della Repubblica sociale italiana nell'aprile del 1945 tratta la resa con le truppe anglo-americane.

Il dopoguerra e fondazione del MSI[modifica | modifica wikitesto]

Al termine del conflitto viene processato e condannato a morte. Pare che nel 1946, ancora latitante, Romualdi abbia trattato segretamente con Palmiro Togliatti, Ministro di Grazia e Giustizia, garantendogli un massiccio afflusso di voti fascisti a favore della scelta repubblicana al referendum del 2 giugno, in cambio di un'amnistia la più ampia possibile.[senza fonte] Che sia la verità o un'altra sorprendente leggenda, sta di fatto che l'amnistia promulgata nel 1946 dal leader comunista cancella per chiunque qualsiasi imputazione connessa con le responsabilità avute nel regime fascista o nel periodo bellico, tranne che per i crimini di guerra. Prima dell'amnistia viene comunque arrestato e rimane in prigione per otto mesi.

Nel dicembre del 1946 Romualdi è tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano. Nel 1948 è il primo presidente del Centro Nazionale Sportivo Fiamma, che riesce a riunire i giovani sotto una sigla che non è direttamente di partito.[2]

L'attività parlamentare e di partito[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1953 viene eletto deputato alla Camera nelle liste del partito e lo resta fino al 1983[3]. Nel 1970 appoggia la politica del segretario Almirante che punta alla fusione con il Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica e a una politica di allargamento verso il centro parlamentare dando vita al Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale. E proprio Destra Nazionale è il nome della prima corrente che nel partito fa capo a Romualdi, di cui sono esponenti tra gli altri Franco Petronio e Guido Lo Porto.

Nel 1979 e fino al 1988 Romualdi è anche parlamentare europeo e, soprattutto dopo la scissione promossa nel 1976 dai parlamentari che danno vita a Democrazia Nazionale, si consolida nel partito la 'diarchia' Almirante-Romualdi, col primo nel ruolo di segretario e leader carismatico e il secondo nel ruolo istituzionale di presidente del partito. Nel 1984, a sorpresa, i due si recano a rendere omaggio alla salma di Enrico Berlinguer, il segretario comunista prematuramente scomparso a Padova. Nel 1983 viene eletto al Senato fino al settembre 1984 quando si dimette perché parlamentare europeo. Con la sua corrente Destra italiana, nel dicembre 1987 al congresso di Sorrento sostiene l'elezione a segretario del MSI di Gianfranco Fini. In quel periodo fu nominato direttore del Secolo d'Italia, ma lo restò pochi mesi.

Romualdi muore nel 1988, un giorno prima di Giorgio Almirante. Alla camera ardente arrivano anche i comunisti: Nilde Iotti, presidente della Camera, e Giancarlo Pajetta, leader storico del Partito Comunista Italiano. Per Giorgio Almirante e Pino Romualdi si svolgono esequie comuni a Roma, in piazza Navona. È il padre di Adriano Romualdi, scomparso nel 1973 a soli 32 anni in un incidente stradale, teorico e studioso della cultura di destra. La sua salma riposa nel cimitero di Predappio, vicino alla cripta di Benito Mussolini.

Le memorie[modifica | modifica wikitesto]

Le memorie che Romualdi ha scritto in clandestinità a Roma tra l'inverno 1945 e la primavera 1946, sono state pubblicate postume dopo quasi mezzo secolo dalla loro redazione, con il titolo Fascismo Repubblicano. Offrono una visione dall'interno del mondo composito che ruotava attorno al PFR, degli uomini e delle idee che animarono la classe dirigente della Repubblica Sociale Italiana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. il facsimile dell'articolo offerto in Minardi, I bambini, op. cit., pp. 46s.
  2. ^ Antonio Carioti I ragazzi della fiamma Ed Mursia 2011
  3. ^ http://storia.camera.it/deputato/nettuno-pino-romualdi-19130724/leg-repubblica-II#nav

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gennaro Malgieri, La memoria della destra, 2003, Pantheon
  • Piero Ignazi, Il polo escluso: profilo storico del Movimento sociale italiano, 1998, Il Mulino
  • Marco Minardi, I bambini di Parma nel Lager di Auschwitz, Parma: Istituto storico della resistenza e dell'età contemporanea, 2003, pp. 46–47.
  • Pino Romualdi, Fascismo Repubblicano, 1992, SugarCo
  • Pino Romualdi, Caro lettore, 1989, L'Italiano (Quaderni)
Controllo di autorità VIAF: (EN5006073 · SBN: IT\ICCU\CFIV\052286 · ISNI: (EN0000 0000 8084 1969 · BNF: (FRcb123496358 (data)