Ministero dell'economia e delle finanze

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Ministero dell'economia e delle finanze
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Castro Pretorio - Min Finanze 1190639.JPG
Ingresso al Ministero da via XX Settembre, 97.
Stato Italia Italia
Tipo Ministero
Sigla MEF
Istituito 2001
da Governo Berlusconi II
Predecessore Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, Ministero delle finanze
Ministro Pier Carlo Padoan
Viceministri

Sottosegretari
Luigi Casero, Enrico Morando, Enrico Zanetti

Pier Paolo Baretta, Paola De Micheli

Sede Palazzo delle Finanze
Indirizzo Via XX Settembre, 97
- 00187 Roma
Sito web www.mef.gov.it

Il Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) è uno dei più importanti e influenti dicasteri del Governo della Repubblica Italiana. Ha il compito di controllare le spese pubbliche, le entrate dello Stato, nonché sovraintendere alla politica economica e finanziaria, nonché ai processi e agli adempimenti di politica di bilancio sul bilancio pubblico.

Sede del Ministero è lo storico Palazzo delle Finanze (1872-1876). L'attuale ministro dell'economia è Pier Carlo Padoan.

L'accesso di via Cernaia alla sede del MEF. Il pubblico può accedere solo dall'ingresso principale di via XX settembre, 97.
Il cortile centrale del Palazzo delle Finanze, sede del Ministero.

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ministeri economici (Italia).

Già nel 1947 il Governo De Gasperi III aveva provato ad accorpare i ministeri del Tesoro e delle Finanze, ma l'esperimento trovò forte opposizione politica per il largo potere concentrato nelle mani del ministro Pietro Campilli, e fu quindi rapidamente abbandonato per oltre cinquant'anni.

Il MEF nacque quindi in seguito alla Riforma Bassanini che col decreto legislativo n. 300 del 1999, accorpò i Ministeri economici. Nel 2001 il Governo Berlusconi II, attuò tale riforma, e pertanto nacque il Ministero dell'economia e delle finanze che assorbì i precedenti dicasteri: il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica ed il Ministero delle finanze.

Già nel 1999 erano nate le 4 Agenzie fiscali: l'Agenzia delle entrate, l'Agenzia del territorio, l'Agenzia del demanio e l'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Pur essendo completamente autonome, esse lavorano in stretta interdipendenza con il MEF.

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Ministero dell'economia e delle finanze ai sensi del D. Lgs. n. 300/1999, esercita le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di politica economica, politica finanziaria e di bilancio, in relazione alla programmazione degli investimenti pubblici, coordinamento della spesa pubblica e verifica dei suoi andamenti, politiche fiscali e sistema tributario, demanio e patrimonio statale, catasto e dogane, programmazione, coordinamento e verifica degli interventi per lo sviluppo economico, territoriale e settoriale e politiche di coesione.

Ha il compito precipuo di organizzare la formazione e gestione del bilancio dello Stato, compresi gli adempimenti di tesoreria e la verifica dei relativi andamenti e flussi di cassa, assicurandone il raccordo operativo con gli adempimenti in materia di copertura del fabbisogno finanziario, nonché alla verifica della quantificazione degli oneri derivanti dai provvedimenti e dalle innovazioni normative ed al monitoraggio della spesa coordinandone e verificandone gli andamenti e svolgendo i controlli previsti dall'ordinamento.

Cura la programmazione economica e finanziaria, il coordinamento e la verifica degli interventi per lo sviluppo economico territoriale e settoriale e delle politiche di coesione, anche avvalendosi delle Camere di commercio, con particolare riferimento alle aree depresse, esercitando a tal fine le funzioni attribuite dalla legge in materia di strumenti di programmazione negoziata e di programmazione dell'utilizzo dei fondi strutturali comunitari. In materia finanziaria, ai sensi dell'art. 56 del D.Lgs. 300/1999, cura l'analisi del sistema fiscale e delle scelte inerenti alle entrate tributarie ed erariali in sede nazionale, comunitaria e internazionale, nonché alle attività di coordinamento.

La sua attività va coordinata con le 4 Agenzie Fiscali, regolate da apposita convenzione, cui il Ministero, per conto dello Stato, detta gli obiettivi da conseguire, e di cui nomina i vertici.

Infine, il Ministero svolge i compiti di vigilanza su enti e attività e le funzioni relative ai rapporti con le autorità di vigilanza e controllo previsti dalla legge, ai sensi dell'art. 23, comma 2, D.Lgs. 300/1999.

Il Ministro dell'economia e delle finanze è componente del Consiglio supremo di difesa.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il dicastero ha una struttura centrale e territoriale alquanto complessa e variegata, frutto dell'accorpamento dei vecchi dicasteri e variamente rivisitata negli ultimi anni: il D. Lgs. 3 luglio 2003, n. 173, recante la Riorganizzazione del Ministero dell'economia e delle finanze e delle Agenzie fiscali, ex art. 1 legge 6 luglio 2002 n. 137, e il Decreto del presidente della Repubblica 3 luglio 2003 n. 227, concernente il Regolamento per la riorganizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro dell'economia e delle finanze. Da ultimo è stato riorganizzato con D.P.R. 30 gennaio 2008 n. 43, recante Regolamento di riorganizzazione del Ministero dell'economia e delle finanze, a norma dell'articolo 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, pubblicata in GURI 18 marzo 2008 n. 66 S.O., in uffici di diretta collaborazione del ministro e uffici propri del dicastero.

Sono uffici di diretta collaborazione del ministro:

  • l'ufficio del capo di gabinetto;
  • il capo segreteria;
  • la segreteria particolare;
  • il portavoce;
  • il capo ufficio stampa;
  • il consigliere del ministro;
  • il consigliere politico;
  • il consigliere diplomatico;
  • l'aiutante di campo;
  • il Servizio di controllo interno - SECIN.

Sono uffici propri del Ministero i quattro dipartimenti da cui è costituito:

Direzione Centrale Sistemi Informativi e Innovazione del MEF, a Roma, Piazza Dalmazia.
  • Dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi - DAG, suddiviso in 5 Direzioni Centrali:
    • DC per la logistica e gli approvvigionamenti;
    • DC dei sistemi informativi e dell'innovazione;
    • DC per le politiche del personale;
    • DC per i servizi al personale;
    • DC dei servizi del Tesoro.
  • Dipartimento delle Finanze - DF, suddiviso in 8 direzioni:
    • Direzione studi e ricerche economico-fiscali;
    • Direzione legislazione tributaria;
    • Direzione agenzie ed enti della fiscalità;
    • Direzione relazioni internazionali;
    • Direzione federalismo fiscale;
    • Direzione comunicazione istituzionale della fiscalità;
    • Direzione sistema informativo della fiscalità;
    • Direzione della giustizia tributaria.

Uffici territoriali[modifica | modifica wikitesto]

A livello periferico il Ministero è organizzato in Ragionerie Territoriali dello Stato (o RTS), che dipendono organicamente e funzionalmente dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato. Dal 1º febbraio 2015, in seguito alla riorganizzazione degli Uffici Territoriali del MEF, le RTS di Biella, Crotone, Enna, Lecco, Lodi, Massa Carrara, Prato, Rimini, Verbania e Vibo Valentia sono state soppresse o accorpate ad altre RTS.

Fino al 28 febbraio 2011 esistevano anche le Direzioni territoriali dell'economia e delle finanze, o DTEF, che dipendevano organicamente e funzionalmente dal Dipartimento dell'Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi ma con DM 23/12/2010 ne è stata stabilita la cessazione delle attività.

Le competenze delle DTEF sono state assorbite in gran parte dalle Ragionerie Territoriali dello Stato ma non tutto il personale, poiché una parte è passato all'Agenzia dei Monopoli.

Agenzie fiscali[modifica | modifica wikitesto]

In stretto coordinamento con il Ministro, ma del tutto autonome, sono le agenzie fiscali:

Le Agenzie hanno la propria sede centrale a Roma ed uffici periferici su tutto il territorio nazionale.

Altri uffici[modifica | modifica wikitesto]

Infine, sempre nell'ambito del dicastero operano alcuni uffici ad ordinamento particolare:

  • la Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze (SSEF), che gode di una completa autonomia organizzativa, gestionale e contabile quale autonomo centro di responsabilità dell'amministrazione economica e finanziaria;
  • il Servizio Consultivo ed Ispettivo Tributario;
  • la Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica ex art. 1, comma 474, legge 27 dicembre 2006, n. 296;
  • il Comitato Permanente per il Coordinamento delle Attività in Materia di Finanza Pubblica;
  • il Comitato Permanente di Indirizzo e Coordinamento della Fiscalità.

Guardia di Finanza[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guardia di Finanza.

Dal Ministro dell'economia e delle finanze dipende funzionalmente anche la Guardia di Finanza, forza di polizia ad ordinamento militare con compiti di accertamento, prevenzione e repressione delle violazioni amministrative e penali in materia tributaria, doganale e fiscale in genere. Il corpo dipende gerarchicamente dal Comando Generale della Guardia di Finanza con sede a Roma.

Giustizia Tributaria[modifica | modifica wikitesto]

Presso il Ministero ha sede il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, organo di autogoverno dei Giudici tributari, con compiti simili al Consiglio superiore della magistratura. I giudici tributari, che operano presso le Commissioni Tributarie e hanno lo status di magistrati onorari, e sono nominati dal Ministro dell'Economia e delle Finanze su designazione del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria.

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le partecipazioni societarie dirette del Ministero sono[1]:

  1. ANAS S.p.A. (100%)
  2. ARCUS S.p.A. (100%) società in house del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
  3. Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (4,02%)
  4. Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (80,1%)
  5. Cinecittà Luce S.p.A. (100%)
  6. Coni Servizi S.p.A. (100%)
  7. Consap S.p.A. (100%) società in house del Ministero dell'Economia e delle Finanze
  8. Consip S.p.A. (100%) società in house del Ministero dell'Economia e delle Finanze
  9. Expo 2015 S.p.A. (40%)
  10. ENAV S.p.A. (100%)
  11. Enel S.p.A. (23,585%[2])
  12. Eni S.p.A. (4,34%)
  13. Leonardo-Finmeccanica S.p.A. (30,20%)
  14. Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa (100%) società in house del Ministero dello Sviluppo Economico
  15. Istituto Luce Cinecittà S.r.l. (100%)
  16. EUR S.p.A. (90%)
  17. Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. (100%)
  18. Fondo Italiano d'Investimento SGR S.p.A. (12,50%)
  19. GSE S.p.A. (100%)
  20. INVIMIT SGR S.p.A. (100%)
  21. Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. (100%) società in house del Ministero dell'Economia e delle Finanze
  22. Italia Lavoro S.p.A. (100%)
  23. MEFOP - Società per lo Sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione S.p.A. (55%)
  24. Poste italiane S.p.A. (64,70%)
  25. Rai Radiotelevisione Italiana S.p.A. (99,56%)
  26. Rete Autostrade Mediterranee S.p.A. (100%) società in house del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
  27. SOGEI S.p.A. (100%) società in house del Ministero dell'Economia e delle Finanze
  28. SOGESID S.p.A. (100%)
  29. SOGIN S.p.A. (100%)
  30. SOSE - Soluzioni per il sistema economico S.p.A. (88%)
  31. STMicroelectronics Holding N.V. (50%)
  32. Studiare Sviluppo S.r.l. (100%)

Enti vigilati[modifica | modifica wikitesto]

Il MEF vigila sui seguenti Enti:

  • la Cassa Ufficiali della Guardia di Finanza, ente di sostegno previdenziale ed assistenziale dei soli ufficiali appartenenti al Corpo della Guardia di Finanza;
  • il Fondo di previdenza per il personale appartenente ai ruoli di ispettori, sovrintendenti, appuntati, finanzieri della Guardia di Finanza, ente di sostegno previdenziale per il personale del Corpo della Guardia di Finanza, ad esclusione degli ufficiali;
  • il Fondo di previdenza per il personale dell'ex Ministero delle Finanze, ente di sostegno previdenziale per gli appartenenti all'ex dicastero delle Finanze, incorporato dal 2001 nel MEF;
  • l'Istituto di studi e analisi economica, ente di ricerca nel campo giuridico-economico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco delle Partecipazioni dirette del Ministero dell'Economia e delle Finanze, dt.mef.gov.it. URL consultato il 21 aprile 2016.
  2. ^ Enel, il Tesoro vende il 5,7%. In arrivo altri 2,2 miliardi, su Corriere.it, 25 febbraio 2015. URL consultato il 26 febbraio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]