Redditi di impresa

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Il reddito di impresa, nel diritto tributario italiano, è quello disciplinato dagli artt. 55-66 e 81-142 del Testo unico delle imposte sui redditi (D.lgs. 917/1986 - cd.TUIR).

Ai sensi del c.1, dell'art. 55, del TUIR, è tale il reddito derivante dall'esercizio di imprese commerciali, ossia dall'esercizio professionale ed abituale, anche se non esclusivo, delle attività indicate nell'art. 2195 del codice civile e delle attività agricole indicate nell'art. 32, c.2, lettere b) e c), che eccedono i limiti ivi stabili, anche se non organizzate in forma di impresa.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le attività indicate nell'art. 2195 del c.c. sono le seguenti:

  • attività industriali dirette alla produzione di beni e servizi;
  • attività intermediarie nella circolazione dei beni;
  • attività di trasporto;
  • attività bancarie ed assicurative;
  • altre attività ausiliarie delle precedenti.

Le attività a cui, invece, fa riferimento l'art. 32, c.2, lett.b) e c) del T.U.I.R., anche se non organizzate in forma di impresa. sono:

  • attività volte all'allevamento di animali con mangimi ottenuti per meno di un quarto dal terreno;
  • attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione, ancorché non svolte sul terreno, di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali.

Inoltre, ai sensi del c.2 dell'art. 55, del TUIR, sono considerati redditi di impresa:

a) i redditi derivanti dall'esercizio di attività che, pur non rientrando nell'art. 2195 del codice civile, sono organizzate in forma di impresa (come una scuola o una clinica privata);

b) i redditi derivanti da attività dirette allo sfruttamento di miniere, cave, torbiere, saline, laghi, stagni e altre acque interne;

c) i redditi derivanti dalle attività agricole di cui all'articolo 32, pur nei limiti ivi stabiliti, quando esercitate da soggetti "commerciali": da società in nome collettivo e in accomandita semplice e da stabili organizzazioni di persone fisiche non residenti esercenti attività di impresa, anche se non superino i limiti ivi stabiliti.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La determinazione del reddito di impresa così come della posizione ai fini IVA verso lo stato differisce a seconda del regime contabile applicato. I principali regimi attualmente operanti in italia variano sulla base del volume d'affari (i ricavi) delle aziende nell'esercizio precedente. I contribuenti si dividono in :

Minimi--> ricavi annui non superiori ai 30 000 euro - non effettuano cessioni all'esportazione - non sostengono costi per lavoratori dipendenti o collaboratori - non hanno sostenuto nei 3 anni precedenti costi per beni strumentali superiori a 15 000 euro.

Semplificati--> sono definiti tali i contribuenti che hanno un volume d'affari inferiore a 309 874 euro, se si tratta di aziende di servizi; o inferiore a 516 467 euro se si tratta di aziende commerciali e industriali.

Ordinari--> sono le persone fisiche e le società di persone che superano i limiti precedenti e tutte le società di capitali.

Reddito fiscale: è il risultato economico che viene riferito all'esercizio in base alle norme stabilite dalla normativa tributaria.

Determinazione: il fisco si attende:

- massimalizzazione del prelievo tributario.

- programmabilità delle entrate tributarie.

I principi in base ai quali i costi possono essere portati in diminuzione dei ricavi per la determinazione del reddito fiscale sono i seguenti:

-competenza fiscale.

- inerenza.

- certezza e determinabilità.

- iscrizione in bilancio, per cui non sono ammessi in deduzione costi che non risultino dal Conto economico, salvo quanto previsto per alcuni componenti di reddito.

- imputabilità specifica, i costi sono deducibili solo se sostenuti per attività che producano i ricavi o proventi che concorrono a formare il reddito dell'impresa.

Le imprese che operano in uno dei regimi semplificati determinano il reddito fiscale d'impresa in fase di compilazione della dichiarazione dei redditi, iscrivendo nei vari quadri i valori relativi all'attività aziendale.

Il passaggio dal reddito di bilancio al reddito fiscale per le imprese che tengono la contabilità ordinaria in partita doppia avviene per mezzo di elaborazioni extracontabili in sede di dichiarazione dei redditi. Il punto di partenza per il calcolo del reddito fiscale è dato dalla situazione contabile finale che segue le scritture di assestamento ed evidenzia il risultato prima delle imposte.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]