PagoPA
| PagoPA | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Società per azioni |
| Fondazione | 11 febbraio 2019 a Roma |
| Fondata da | Ministero dell'economia e delle finanze |
| Sede principale | Roma |
| Gruppo | Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato 51% e Poste Italiane 49% |
| Settore | Informatico |
| Prodotti | Pagamenti elettronici |
| Fatturato | 60 milioni di euro[1] (2022) |
| Utile netto | 5,2 milioni [1] (2022) |
| Dipendenti | 293 [1] (2022) |
| Slogan | «Paga come vuoi, quando vuoi!» |
| Note | finanziata da Next Generation EU |
| Sito web | www.pagopa.gov.it/ |
PagoPA S.p.A. è una società che gestisce l'omonimo sistema dei pagamenti a favore delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi in Italia.
Tra i compiti, vi è quello di facilitare la diffusione dei sistemi di pagamento elettronico, quale piattaforma unica digitale per pagamenti verso la pubblica amministrazione italiana.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La piattaforma informatica è stata introdotta dall'art. 5 del codice dell'amministrazione digitale, obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni; tale regime fu esteso ai gestori di servizi pubblici ed alle società a controllo pubblico rispettivamente ai sensi del d.lgs. 26 agosto 2016, n. 179 e del d. lgs. 13 dicembre 2017, n. 217. Successivamente, durante il governo Conte I, con il decreto legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito in legge 11 febbraio 2019, n. 12,[2] sono state accorpate alcune attività precedentemente svolte dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dal Team Digitale e dall’Agenzia per l'Italia Digitale (AgID), creando la società per azioni PagoPA, interamente controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), alle dipendenze della Presidenza del Consiglio.[3]
Ai sensi del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito in legge 28 maggio 2021, n. 76 eventuali modalità alternative di pagamento sono escluse dal 1° marzo 2021, ma nello stesso anno l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è pronunciata contraria alla sua introduzione come unico canale di pagamento alla pubblica amministrazione[4], e nell'ottobre 2025 ne ha criticato le commissioni elevate, definendole come un sovrapprezzo ai pagamenti con carta ed un «inaccettabile onere nascosto».[5]
Il 19 dicembre 2025 l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e Poste Italiane comprano PagoPA dal Ministero dell'economia e delle finanze per 500 Milioni di euro rispettivamente con il 51% per la Zecca dello Stato e il 49% per Poste Italiane.[6][7]
Funzionamento
[modifica | modifica wikitesto]Il pagamento elettronico avviene mediante una transazione attraverso il gestore bancario dei servizi di pagamento del titolare del mezzo di pagamento utilizzato dall'utente (persona fisica cioè il cittadino o rappresentante legale di una persona giuridica) al quale addebita i costi, previsti dal relativo contratto sottoscritto, incluse commissioni variabili fino a 4 euro per operazione.[8]
Oltre che al pagamento elettronico immediato online è anche possibile generare un documento - un "avviso di pagamento" - per pagare fisicamente presso gli enti accreditati; detto avviso contiene un codice QR in base al quale è possibile risalire ai dati per il pagamento.
Tramite essa i prestatori di servizi di pagamento (PSP) aderenti (ad esempio le agenzie di banca, gli home banking, gli sportelli ATM, i punti vendita convenzionati Mooney e PuntoLis, gli uffici postali di Poste Italiane) fanno da tramite tra cittadino/impresa e un ente della pubblica amministrazione per eseguire pagamenti. Si possono effettuare i pagamenti sul sito web o tramite l’applicazione mobile dell’ente, oppure attraverso i canali fisici e online del prestatore aderente, che quindi funge da intermediario. A tal fine è stata creata dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale (DTD), in collaborazione con PagoPA, un'applicazione mobile denominata IO per far confluire tutti i servizi degli enti su un'unica piattaforma. Grazie all'integrazione tra pagoPA e l'applicazione IO, all'interno dell'applicazione è possibile effettuare pagamenti gestiti da PagoPA alla pubblica amministrazione.[senza fonte]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 Bilancio d'esercizio PagoPa 2022 (PDF), su pagopa.portaleamministrazionetrasparente.it.
- ↑ Decreto Legge, testo coordinato 14/12/2018 n° 135, G.U. 12/02/2019.
- ↑ Rivoluzione PagoPA e in Agid-Team Digitale, ecco che cambia col decreto Semplificazioni, su agendadigitale.eu.
- ↑ Luigi Garofalo, Antitrust boccia Governo su PagoPa: “Non unica modo per pagare le Pa”, su Key4biz, 5 novembre 2020. URL consultato il 27 agosto 2021.
- ↑ Pierfrancesco Malu, Commissioni sui pagamenti PagoPA: l’Antitrust chiede interventi, Zanettin (FI) apre a emendamento, su Arena Digitale, 23 ottobre 2025. URL consultato il 20 aprile 2026.
- ↑ Francesco Bertolino e Andrea Rinaldi, PagoPa (e App Io) cambiano padrone: Zecca e Poste rilevano dal Mef la società dei pagamenti digitali, su corriere.it, 19 dicembre 2025.
- ↑ Poste acquista dal MEF il 49% di PagoPA, il 51% va alla Zecca dello Stato, su borsaitaliana.it, 19 dicembre 2025.
- ↑ PagoPA S.p.A, Trasparenza costi - pagoPA, su www.pagopa.gov.it. URL consultato il 20 aprile 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Alessandro Longo, Massimiliano Nicotra, Rivoluzione PagoPA e in Agid-Team Digitale, ecco che cambia col decreto Semplificazioni, in Agenzia Digitale, 2018.
- Marco Spadino, PagoPA - Pagamenti elettronici per la Pubblica Amministrazione - IlMioLibro 2019
- Architettura di PagoPA.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su pagopa.gov.it.
- PagoPA S.p.A. (canale), su YouTube.
- (EN) PagoPA S.p.A., su GitHub.