Interpello

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L'interpello, secondo il diritto italiano, è un'istanza che il contribuente rivolge all'amministrazione finanziaria affinché quest'ultima dia una valutazione preventiva ad un'operazione economica ancora in fieri.

L'ordinamento tributario italiano prevede diverse tipologie.

Ambito di applicazione[modifica | modifica wikitesto]

Le istanze di interpello presentate da un contribuente possono essere relative ai seguenti tributi di competenza dell'Agenzia delle Entrate:

I tributi di competenza di altri enti diversi dall'Agenzia delle Entrate devono essere presentati direttamente a questi, e pertanto:

Devono essere presentate all'Agenzia delle Dogane le istanze di interpello riguardanti le Accise, ai comuni quelle riguardanti l'IMU, alle Regioni quelle riguardanti i tributi regionali, ed alle Province quelle riguardanti i tributi provinciali, al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) per le iscrizioni di ipoteche sui beni mobili registrati, richieste in ritardo e cioè dopo un anno dalla data di autentica dell'atto costitutivo (art. 2 R.D. 15 marzo 1927, n. 436).

Modalità di presentazione[modifica | modifica wikitesto]

L'istanza di interpello può essere compilata su carta libera, e deve contenere i seguenti elementi, in assenza dei quali è dichiarata inammissibile:

  • dati anagrafici del contribuente;
  • descrizione dettagliata del caso oggetto dell'interpello, e sul quale vi sono fondati motivi di incertezza;
  • data e sottoscrizione dell'istanza da parte del contribuente.

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

Interpello ordinario[modifica | modifica wikitesto]

Il diritto di interpello cosiddetto ordinario, previsto dall'art. 11 dello statuto dei diritti del contribuente, trova il suo regolamento attuativo nel decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 26 aprile 2001, n. 209.

Consiste nella facoltà, da parte di ciascun contribuente, di porre quesiti alla Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate, se vi sono obiettive condizioni di incertezza nella normativa fiscale relativamente a casi concreti e personali.

L'amministrazione finanziaria è tenuta a dare risposta entro 120 giorni. In caso di mancata risposta, l'interpretazione della norma tributaria prospettata dal contribuente è da considerarsi corretta (in virtù del silenzio assenso), e a condizione che l'istanza sia ammissibile e che sia questa che la stessa soluzione prospettata siano state esposte in modo chiaro e univoco.

Interpello speciale[modifica | modifica wikitesto]

L'interpello cosiddetto speciale è stato istituito dall'art. 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413. È un interpello che può avere per oggetto soltanto determinate operazioni (trasformazioni, fusioni, ecc.), considerate potenzialmente elusive.

Interpello disapplicativo[modifica | modifica wikitesto]

L'interpello cosiddetto disapplicativo è previsto dall'art. 37-bis, d.p.r. 29 settembre 1973, n. 600. Mediante tale interpello, il contribuente può chiedere la disapplicazione di una norma antielusiva speciale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]