Agenzia delle dogane e dei monopoli

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Agenzia delle dogane e dei monopoli
Logo Agenzia Dogane e Monopoli.png
Sede Agenzia Dogane Monopoli.jpg
Sede dell'Agenzia in via M. Carucci a Roma
StatoItalia Italia
Istituito30 luglio 1999
daGoverno D'Alema I
PredecessoreMinistero delle finanze
Operativo dal1º gennaio 2001
Riforme2012, 2018 (in corso)
Direttore generaleMarcello Minenna
Bilancio902,37 milioni di euro (Totale valore produzione 2019)[1]
Impiegati10 036[2]
SedeRoma
IndirizzoPiazza Mastai, 12
Sito webwww.adm.gov.it

L'Agenzia delle dogane e dei monopoli (in sigla, ADM) è una delle tre agenzie fiscali (le altre sono l'Agenzia del demanio e l'Agenzia delle entrate) che svolgono le attività tecnico-operative che prima erano di competenza del Ministero delle finanze. Il direttore generale in carica è Marcello Minenna, nominato nel 2020.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sotto il profilo storico e giuridico, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli discende dall'Amministrazione gabellaria costituita per iniziativa del ministro delle finanze Pietro Bastogi; tale amministrazione era a sua volta subentrata nell'operatività della Direzione delle gabelle del Ministero delle finanze del Regno di Sardegna con la proclamazione del Regno d'Italia del 17 marzo 1861. Dalla Direzione delle gabelle del Ministero delle finanze dipendevano i servizi delle dogane, delle manifatture dei tabacchi, delle saline, dei dazi di consumo, delle imposte di produzione e il Corpo della guardia doganale, a cui era attribuita la vigilanza doganale.

Con il regio decreto del 7 giugno 1886 vennero istituiti i Laboratori chimici della gabella, con sede in Roma, posti sotto le dipendenze della Direzione generale delle gabelle.

Nel 1893 il ministro Lazzaro Gagliardo riorganizzò nuovamente l'Amministrazione gabellaria, dando vita a due diverse Direzioni generali, incaricate rispettivamente di sovrintendere alla dogana, ai dazi di consumo e alle tasse di fabbricazione (Direzione gabelle) e ai servizi dei sali, dei tabacchi e del gioco del lotto (Direzione privative).

Terminata la Prima guerra mondiale venne definita, con decreto luogotenenziale n. 235/1918, un'ulteriore articolazione organizzativa, tramite l'istituzione, in luogo della Direzione generale delle gabelle, delle Direzioni generali "gogane" e "imposte indirette", la seconda delle quali divisa nelle tre branche "dogane", "imposte di fabbricazione" e "dazi di consumo".

Per iniziativa del ministro Giuseppe Volpi, con il regio decreto dell'8 dicembre 1927, n. 2258, si diede avvio alla nascita della speciale Amministrazione dei monopoli di Stato che doveva esercitare "i servizi di monopolio di produzione, importazione e vendita dei sali e tabacchi e produzione e vendita del chinino di Stato".

La legge n. 59 del 15 marzo 1997 e il successivo decreto legislativo n. 300 del 30 luglio 1999, attribuirono all'Amministrazione doganale e delle accise una nuova identità giuridica e organizzativa. Dal 1º gennaio 2001 fu dunque data attivazione all'Agenzia delle dogane, ente pubblico dotato di personalità giuridica, con ampia autonomia anche patrimoniale, organizzativa e contabile, cui furono trasferiti i rapporti giuridici, i poteri e le competenze appartenute al Dipartimento delle dogane e imposte indirette del Ministero delle finanze.

La legge n. 135 ha previsto, a decorrere dal 1º dicembre 2012, l'incorporazione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) nell'Agenzia delle dogane, che ha assunto la denominazione di "Agenzia delle dogane e dei monopoli". In tal modo l'Agenzia tornò ad avere le piene competenze originarie su accise, dogane e monopoli dell'Amministrazione gabellaria del 1861.

Nel 2015 l'Agenzia venne condannata dalla sentenza n. 37 della Corte costituzionale, che dichiarò illegittima la proroga del conferimento di incarichi dirigenziali nelle agenzie fiscali, senza passare prima per un concorso pubblico.[4] Il 25 marzo 2015, giorno di pubblicazione della sentenza in Gazzetta Ufficiale, circa 400 "incaricati" dell'Agenzia delle dogane decaddero, tornando a essere semplici funzionari.

Nel 2020 il decreto-legge n. 104 (convertito con legge n. 126/2020), previde all'articolo 103, comma 4, che, ogniqualvolta si faccia richiamo alle diverse denominazioni del passato per individuare Enti aventi funzioni, compiti e attribuzioni poi confluiti negli ambiti di competenza dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, è a questa che deve farsi esclusivo riferimento.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'Agenzia delle dogane e dei monopoli è un ente pubblico non economico dotato di personalità giuridica e ampia autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria, dipendente politicamente dal Ministero dell'economia e delle finanze. I rapporti tra Agenzia e Ministero sono regolati con strumenti di tipo contrattuale, quale è la convenzione triennale che, oltre a definire le relazioni formali, contribuisce a orientare le performance attraverso l'individuazione di obiettivi di gestione, indicatori e target attesi. Nel 2018 e nuovamente nel 2021 il Ministero ha approvato il nuovo statuto, che prevede un riassetto delle risorse umane e una semplificazione amministrativa dell'Agenzia.

Competenze[modifica | modifica wikitesto]

L'Agenzia gestisce il sistema doganale italiano; amministra le accise; regola il comparto del gioco pubblico in Italia, verificando costantemente gli adempimenti cui sono tenuti i concessionari e tutti gli operatori del comparto del gioco ed esercitando una mirata azione di contrasto al gioco praticato illegalmente; svolge attività di controllo sulla produzione, distribuzione e vendita dei tabacchi lavorati e assicura il regolare afflusso delle imposte che gravano sui tabacchi e si occupa dei controlli sulle merci sia in ambito tributario, sia extra-tributario. I dipendenti dell'Agenzia nell'esercizio delle proprie funzioni e nei limiti del servizio cui sono destinati, ricoprono la qualifica di ufficiali o agenti di polizia giudiziaria e tributaria.[5]

Le specifiche funzioni esercitate sono:

  • Gestione dei servizi per il settore "dogane": garantisce l'applicazione del Codice doganale dell'Unione europea e di tutte le misure connesse agli scambi internazionali.
  • Amministrazione delle accise per il settore "energie e alcoli": assicura l'accertamento, la riscossione delle accise e la gestione del contenzioso.
  • Regolazione e controllo del settore "giochi" in Italia: verifica gli adempimenti a cui sono tenuti i concessionari e gli operatori del settore ed esercita un'azione di contrasto al gioco illegale.
  • Gestione nel settore dei "tabacchi" delle procedure di riscossione delle accise: gestisce la tariffa di vendita al pubblico e l'articolazione delle rivendite dei prodotti da fumo; vigila sulla conformità dei tabacchi lavorati rispetto alla normativa nazionale e comunitaria.
  • Attività di vigilanza e controllo nei settori di competenza: esegue attività di vigilanza e controllo in collaborazione con altre autorità e organismi nazionali, locali, dell'Unione europea e internazionali. L'Agenzia delle dogane e dei monopoli è l'unica autorità doganale italiana riconosciuta a livello sia eurounionale sia internazionale. All'interno degli spazi doganali essa si avvale della collaborazione della Guardia di Finanza, che svolge in particolare i servizi antidroga.[6]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'ADM cura l'edizione annuale del "Libro Blu", una relazione con la quale l'Agenzia rende conto dell'attività svolta e illustra le proprie linee prospettiche. Generalmente edita ad aprile, la pubblicazione è complementare alle ricerche dell'Osservatorio sul gioco d'azzardo, che, in sede di conversione del decreto Balduzzi, è stato incardinato alle dipendenze del Ministero della salute.[7]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

A livello organizzativo, l'Agenzia è costituita da una direzione generale, dodici direzioni centrali e undici direzioni territoriali. Le direzioni centrali si dividono in direzioni centrali di Staff (Strategie, Relazioni e progetti internazionali, Organizzazione e digital transformation, Antifrode), direzioni centrali di Linea (Dogane, Giochi, Accise - Energie e Alcoli, Accise - Tabacchi) e direzioni centrali di Supporto (Amministrazione e finanza, Internal audit, Personale, Legale e contenzioso), a cui si aggiunge il Servizio Autonomo Interventi nel Settore Agricolo (SAISA).[8] Le direzioni territoriali sono invece responsabili per diversi uffici delle dogane, per un ufficio dei monopoli a regione e per alcuni laboratori chimici e sono le seguenti:[9]

Direttori generali[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei direttori generali dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli dal 2012, quando l'Agenzia delle dogane incorporò anche i monopoli di Stato:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bilancio 2019, su adm.gov.it.
  2. ^ Piano Triennale dei fabbisogni di personale 2020-2022, su adm.gov.it.
  3. ^ Mauro Romano, Dall'analisi quantitativa alla Brexit, alle Dogane inizia l'era Minenna, in Milano Finanza, 3 febbraio 2020. URL consultato il 5 febbraio 2020.
  4. ^ Marco Mobile e Giovanni Parente, Fisco, rischio paralisi per gli uffici, in Il Sole 24 Ore, 18 marzo 2015. URL consultato il 10 agosto 2021.
  5. ^ Piano Triennale per la prevenzione della corruzione e la trasparenza 2021-2023 (PDF), su adm.gov.it, p. 5. URL consultato il 10 agosto 2021.
  6. ^ brocardi.it, https://www.brocardi.it/testo-unico-stupefacenti/titolo-viii/capo-iii/art103.html.
  7. ^ Marco Dotti, Rivoluzione alla testa dell'ente che controlla il gioco d'azzardo, su vita.it, 9 agosto 2018. URL consultato il 27 marzo 2019 (archiviato il 9 agosto 2018).
  8. ^ Direzioni centrali, su adm.gov.it. URL consultato il 1º giugno 2022.
  9. ^ Direzioni territoriali, su adm.gov.it. URL consultato il 29 novembre 2021.
  10. ^ Kessler direttore Ag. Dogane e Monopoli, su ansa.it, 2 ottobre 2017. URL consultato il 13 ottobre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]