Mario Giro

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Mario Giro
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Viceministro degli affari esteri
e della cooperazione internazionale
In carica
Inizio mandato 29 gennaio 2016
Presidente Matteo Renzi
Paolo Gentiloni
Predecessore Lapo Pistelli

Sottosegretario degli affari esteri
e della cooperazione internazionale
Durata mandato 3 maggio 2013 –
29 gennaio 2016
Presidente Enrico Letta
Matteo Renzi
Predecessore Marta Dassù
Successore Vincenzo Amendola

Dati generali
Partito politico Democrazia solidale (dal 2014)
Popolari per l'Italia (2013-2014)
Scelta Civica (2013)

Mario Giro (Roma, 29 luglio 1958) è un politico italiano, viceministro al ministero degli affari esteri del Governo Renzi e del successivo Governo Gentiloni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Roma il 29 luglio 1958, ha conseguito la maturità scientifica e nel 1984 si è laureato in lettere alla Sapienza.

Nel 1975 diventa membro della comunità di Sant'Egidio e partecipa alle attività di sostegno scolastico ai bambini poveri della periferia romana e dal 1979 diviene responsabile di comunità di adolescenti e giovani di Sant'Egidio in diversi quartieri della periferia romana.

Alla metà degli anni ottanta inizia l'impegno nelle relazioni di dialogo interreligioso, in particolare col mondo musulmano e partecipa all'organizzazione degli incontri annuali internazionali di preghiera per la pace.

Dal 1989 lavora in Africa per lo sviluppo della comunità di Sant'Egidio, in Costa d'Avorio e nel Camerun. Nel 1996 ha partecipato alle riunioni preliminari a Roma per risolvere la crisi in Burundi[1].

Nel 1996 partecipa a Roma ai negoziati del patto per il futuro dell'Albania[1].

In Kosovo ha contribuito a implementare l'accordo del 1º settembre 1996 tra il presidente serbo Milosevic ed il leader kosovaro Rugova che ha garantito l'accesso alle scuole di kosovari albanesi nel 1997-1998[1]. Dal 1998 è responsabile delle relazioni internazionali della comunità di Sant'Egidio.

Nel 2006 ha partecipato a diverse missioni come mediatore nel Sudan del Sud[2][1]. Nel 2012 è stato consigliere del Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione Andrea Riccardi[3].

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2013 è candidato al Senato della Repubblica, in Campania, nella lista centrista Con Monti per l'Italia (in terza posizione), risultando tuttavia il primo dei non eletti.[4][5]

Il 2 maggio 2013 è stato nominato sottosegretario agli affari esteri[6][3].

Come sottosegretario, ha esercitato le deleghe sull'America latina, l'Africa e sulla promozione della lingua e cultura italiana; ha inoltre organizzato la VI conferenza Italia-America latina nel dicembre 2012.

Nel dicembre 2013 abbandona Scelta Civica per aderire ai Popolari per l'Italia ed il 28 febbraio 2014 viene confermato sottosegretario agli esteri nel governo Renzi; il 4 luglio 2014 abbandona infine i Popolari per l'Italia per aderire a Democrazia solidale.

Nel 2014 è tra i promotori dei primi stati generali della lingua italiana nel mondo, tenutisi nell'ottobre dello stesso anno a Firenze e da quel momento ripetuti con cadenza biennale.

Il 29 gennaio 2016, in occasione del rimpasto di governo, diventa viceministro degli affari esteri, lasciando quindi la precedente carica di sottosegretario. Carica confermata il 12 dicembre 2016 anche dal successivo governo guidato da Paolo Gentiloni.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È fratello dell'attuale senatore di Forza Italia, nonché già deputato del PdL, Francesco Giro[7].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

immagine del nastrino non ancora presente Premio per la pace preventiva della fondazione Chirac
«Scelto per aver voluto rinnovare il dialogo tra i popoli in guerra in Africa e nei Balcani, grazie ad una diplomazia discreta.»
— Musée du quai Branly di Parigi, 5 novembre 2010[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]