Livia Turco

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Livia Turco
Livia Turco daticamera 2018.jpg

Ministro della salute
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Francesco Storace
Successore Maurizio Sacconi (Lavoro, salute e politiche sociali)

Ministro per la solidarietà sociale
Durata mandato 18 maggio 1996 –
11 giugno 2001
Presidente Romano Prodi
Massimo D'Alema
Giuliano Amato
Predecessore Adriano Ossicini
Successore Roberto Maroni[1]

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature X, XI, XII, XIII, XIV, XVI
Gruppo
parlamentare
X-XI: Partito Comunista Italiano
XII: Partito Democratico della Sinistra
XIII-XIV: Democratici di Sinistra
XVI: Partito Democratico
Circoscrizione X-XI: Torino-Novara-Vercelli
XII: Piemonte 2
XIII - XIV: Piemonte 1
XVI: Abruzzo
Collegio XIII-XIV: Collegno
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XV
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Coalizione L'Unione
Circoscrizione Piemonte
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
In precedenza:
PCI (fino al 1991)
PDS (1991-1998)
DS (1998-2007)
Titolo di studio Diploma di liceo classico[2]

Livia Turco (Cuneo, 13 febbraio 1955) è una politica italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Cuneo il 13 febbraio 1955 da una famiglia operaia di Morozzo; vive a Roma. Ha studiato prima a Cuneo e poi a Torino, dove ha ottenuto il diploma di liceo classico.[2]

Nel 1970 inizia l'attività politica iscrivendosi alla Federazione Giovanile Comunista di Cuneo nel 1970.

Nel 1973 si trasferisce a Torino e conferma la sua scelta di militanza politica nel PCI grazie alla proposta politica avanzata da Enrico Berlinguer del Compromesso storico, basata sul dialogo tra le grandi forze politiche popolari e le tradizioni culturali cattolica, laica e di sinistra.

Si iscrive alla facoltà di lettere e filosofia e svolge svariati lavori tra cui l'insegnante nelle scuole elementari.

Nel 1978 è eletta segretaria della "Federazione Giovanile Comunista" di Torino, incarico che ricopre fino al 1982.

Sono gli anni difficili della lotta contro il terrorismo, ma anche le battaglie per superare i manicomi, conquistare la legge per la regolamentazione dell'aborto, per combattere la disoccupazione giovanile, per ottenere il Servizio Sanitario Nazionale approvate nel 1978.

Sempre a Torino si impegna per i diritti delle donne e diventa funzionaria di partito e responsabile delle donne comuniste.

Consigliere regionale del Piemonte dove è subentrata nell’ultimo anno di legislatura, nel 1985 è eletta Consigliere Comunale di Torino.

Nel 1987 è eletta Responsabile nazionale delle donne comuniste, su proposta di Alessandro Natta.

Entra a far parte della Segreteria Nazionale del PCI.

Svolge il ruolo di Responsabile Nazionale delle Donne Comuniste e poi del PDS dal 1987 al 1994.

Nel 1987 viene eletta in Parlamento. Si impegna su nuove leggi per il diritto al lavoro, la tutela della maternità, la legge contro la violenza sessuale, per introdurre norme antidiscriminatorie nella legge per la elezione diretta del sindaco e del presidente della provincia.

Viene confermata come parlamentare fino al 2013.

Livia Turco nel 1996

Nel 1989 si schiera a favore della svolta proposta da Achille Occhetto per superare il PCI e dare vita ad una nuova formazione politica. Aderisce al Partito Democratico della Sinistra prima e ai Democratici di Sinistra poi.

Partecipa alla elaborazione del progetto dell'Ulivo.

Nel 1995 viene eletta Presidente della Commissione Nazionale per la parità e le pari opportunità della Presidenza del Consiglio. Si impegna per l'attuazione delle politiche scaturite dalla Conferenza Nazionale delle donne svoltasi a Pechino.

Nel 1996 è nominata Ministro della Solidarietà Sociale del primo governo Prodi, incarico che sarà confermato anche dai governi D'Alema I, D'Alema II e Amato II.

Si impegna nelle leggi per i diritti dell’infanzia e dell'adolescenza, per le persone disabile, contro le droghe, per i congedi parentali, per la riforma dei servizi sociali. Le leggi più importanti sono: la legge 285/97 “Disposizioni per la promozione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza; la legge 328/2000 "Disposizioni per un sistema integrato di interventi e di servizi sociali"; la legge 53/2000 "Disposizioni per Il sostegno alla Maternità ed alla paternità, per il diritto alla cura ed alla formazione e per il coordinamento dei tempi della Citta"; Decreto Legislativo 26 marzo 2001 "Testo unico sulla maternità e sulla paternità".

Elabora con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la prima legge quadro sull'immigrazione, la legge 40/98 e poi Decreto Legislativo 286/98.

Nel 2000 si candida a presidente della Regione Piemonte ma viene sconfitta dal candidato di Centrodestra Enzo Ghigo.

Nel 2000 depone in parlamento la prima legge di riforma della Cittadinanza per le persone straniere.

Dal 2001 al 2006 è membro della segreteria nazionale dei Democratici di Sinistra con Piero Fassino e dirige il Dipartimento Welfare del partito.

Dal 2006 al 2008 è Ministro della Salute del Governo Prodi. Nel 2007 vara il progetto de Le case della salute.

Nel 2008 aderisce al Partito Democratico.

Nella legislatura 2008-2013 è capogruppo del PD nella XII Commissione Affari Sociali della Camera e si impegna per ottenere la legge 38/2010 “Norme per le cure palliative e le terapie antidolore “.

Con la segreteria Bersani è responsabile del FORUM IMMIGRAZIONE del PD. Si impegna nella battaglia per lo ius soli.

Cessa per sua volontà l'esperienza parlamentare nel 2013.

Chiede di tornare al lavoro nel partito come funzionaria.

La richiesta suscita polemiche nel partito. Sarà lei a dichiarare che il suo impegno sui temi del Forum immigrazione PD prosegua a tiolo gratuito, come riporta il giornale La Repubblica nel giorno 8 marzo del 2013.

Nel 2010 con Marisa Malagoli Togliatti ed un gruppo di donne Promuove la Fondazione Nilde Iotti : donne, cultura e società di cui è Presidente.

È impegnata in attività di volontariato sociale.

Il 27 dicembre 2017 riceve l'onorificenza Dama di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana su proposta della Presidenza del Consiglio.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • I nuovi Italiani. L'immigrazione, i pregiudizi, la convivenza, collaborazione con Paola Tavella, Milano, Mondadori, 2006, ISBN 978-88-045-5860-6.
  • Il Muretto. Storie di ordinaria convivenza tra italiani e immigrati, Roma, Donzelli Editore, 2009, ISBN 978-88-603-6341-1.
  • La Repubblica delle donne. Dal diritto di voto alla parità di genere. Settant'anni di conquiste politiche e civili delle donne italiane, Milano, Unicopli, ISBN 978-88-400-1809-6.
  • Per non tornare al buio. Dialoghi sull'aborto, a cura di Chiara Micali, Roma, Ediesse Editori, 2017, ISBN 978-88-230-2042-9.

Prefazioni[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Dama di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 27 dicembre 2017[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lavoro e politiche sociali
  2. ^ a b Livia Turco, su Camera.it - XVI legislatura, Parlamento italiano.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro per la solidarietà sociale della Repubblica Italiana Successore Italy-Emblem.svg
Adriano Ossicini 18 maggio 1996 - 11 giugno 2001 Roberto Maroni
(Lavoro e politiche sociali)
Predecessore Ministro della salute della Repubblica Italiana Successore Italy-Emblem.svg
Francesco Storace 17 maggio 2006 - 8 maggio 2008 Maurizio Sacconi (Lavoro, salute e politiche sociali)
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