Enrico Rossi

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Enrico Rossi
Enrico Rossi 2016.jpg

Presidente della Regione Toscana
In carica
Inizio mandato 16 aprile 2010
Predecessore Claudio Martini

Sindaco di Pontedera
Durata mandato 16 luglio 1990 –
14 giugno 1999
Predecessore Carletto Monni
Successore Paolo Marconcini

Dati generali
Partito politico PCI (fino al 1991)
PDS (1991-1998)
DS (1998-2007)
PD (2007-2017)
MDP (2017-)
Titolo di studio Laurea in filosofia
Università Università di Pisa
Professione Giornalista

Enrico Rossi (Bientina, 25 agosto 1958) è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Rossi è nato a Bientina, il 25 agosto 1958 (il padre è un camionista[1]). Conseguita la maturità classica al liceo di Pontedera prosegue i suoi studi alla facoltà di filosofia dell'Università di Pisa, Dove si laurea nel 1982 con una tesi sulla filosofa ungherese Agnes Heller.

Nel 1985 inizia l'attività giornalistica presso la redazione de Il Tirreno.

Primi incarichi politici[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo si avvicina alla politica nelle file del PCI e, sempre nel 1985, comincia la propria carriera in politica assumendo l'incarico di assessore e vicesindaco al Comune di Pontedera.

Sindaco di Pontedera (1990-1999)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo 5 anni da assessore e vicesindaco, nel 1990 è stato eletto sindaco di Pontedera, riuscendo ad ottenere più del 60% dei voti mantenendo la carica fino al 1999. Durante il suo mandato ha condotto una lunga battaglia per impedire il trasferimento della Piaggio, dove allora lavoravano oltre 10.000 persone, da Pontedera a Nusco per beneficiare di speciali finanziamenti europei.

Durante il suo mandato a sindaco, ha attivato il "Progetto Pontedera", intorno al quale sono cresciute nuove attività tra cui il Polo Tecnologico, collegato alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, e il nuovo Museo Piaggio fino alle nuove officine e alla moderna zona industriale.

Assessore regionale alla sanità (2000-2010)[modifica | modifica wikitesto]

Eletto nel 2000 consigliere regionale nelle file dei DS e nominato assessore alla sanità nella Giunta regionale toscana presieduta da Claudio Martini. Alle primarie de L'Ulivo del 20 febbraio 2005 per la scelta dei candidati a consigliere regionale è stato il candidato più votato di tutta la Toscana. Rieletto nel 2005 nella circoscrizione di Pisa, viene confermato nel ruolo di assessore alla sanità[2].

Durante i suoi due mandati, come assessore alla sanità nella Giunta della Toscana Rossi, ha riorganizzato tutto il sistema ospedaliero della regione, investendo tre miliardi e mezzo in dieci anni a favore delle nuove strutture ospedaliere della Toscana. Risulta ancora aperta la questione dell'Ospedale di Livorno poiché il neo sindaco Filippo Nogarin si è dichiarato contrario alla costruzione di una nuova struttura[3].

La Regione Toscana, attraverso il Laboratorio Management e Sanità[4] della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa ha messo a punto un sistema di valutazione delle performance del sistema sanitario che permette di “misurare” la qualità dei servizi. Il sistema di valutazione è stato poi adottato a livello nazionale.

Sul fronte della fecondazione assistita, la Toscana è stata la prima regione italiana a introdurla nei Lea, i livelli essenziali di assistenza[5].

In questi anni è stata portata a termine la riforma del sistema di donazione e trapianto, che ha portato la Toscana al top in Italia e al secondo posto in Europa, dopo la Spagna[6].

I risultati della sanità toscana sono stati riconosciuti anche da avversari politici, come l'ex ministro Giulio Tremonti[7]. Tuttavia, nel periodo in cui Rossi ricopriva l'incarico di assessore alla sanità, l'ASL di Massa Carrara ha creato un buco di bilancio di 240 milioni di euro, con conseguente difficoltà a pagare gli stipendi dei dipendenti, lavori di ristrutturazione bloccati e disservizi per i cittadini. A tale riguardo si è aperto un procedimento penale a carico del direttore generale dell'azienda, poi risoltosi con il proscioglimento; il giudice dell'udienza preliminare ha tuttavia evidenziato come sia «difficile non immaginare che effettivamente i vertici della giunta regionale ignorassero sia le anomalie di bilancio e le perdite accumulate». Dal canto suo, Rossi ha replicato di essersi recato alla Procura della Repubblica per sporgere denuncia non appena venuto a conoscenza che il bilancio della Asl di Massa era stato alterato[8].

Presidente della Regione Toscana[modifica | modifica wikitesto]

Primo mandato (2010-2015)[modifica | modifica wikitesto]

Proposto candidato del PD per le elezioni regionali del 2009. La sua candidatura è stata sostenuta anche da tutti gli partiti componenti della coalizione: Italia dei Valori, Sel e Federazione della Sinistra.[9], Il 29 marzo 2010 viene eletto alla presidenza della Regione Toscana con il 59,7% dei voti sostenuto dalla lista Toscana Democratica (Pd, Idv, Sel, Riformisti Toscani, Verdi, Federazione della Sinistra)[10] e il 16 aprile successivo si insedia come nuovo presidente. Il 20 ottobre dello stesso anno, Rossi denunciò un "buco" di 60 milioni di euro della Asl di Massa Carrara. Le successive indagini hanno dimostrato che il "buco" ammontava a 240 milioni di euro ed era stato maturato in vari anni di gestione, dal 2005 al 2009, periodo in cui Enrico Rossi rivestiva il ruolo di assessore alla sanità della Regione Toscana. Nella sentenza di assoluzione dell'ex-direttore della Asl di Massa Carrara, il giudice scrive “Appare francamente difficile non immaginare che effettivamente i vertici della giunta regionale ignorassero sia le anomalie di bilancio e le perdite accumulate (…) sia la consistente crisi di liquidità di alcune aziende sanitarie e il progressivo allungamento dei tempi di pagamento dei fornitori".[11]

La Presidenza di Rossi della Regione Toscana è caratterizzata da diverse azioni tra cui il progetto “Giovanisì”, il piano “Toscana Solidale”, la spending review regionale, la battaglia a favore dei pendolari, il piano rifiuti e il piano paesaggistico.

Secondo mandato (2015-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Viene ricandidato nelle successive elezioni regionali venendo rieletto il 31 maggio 2015 per un secondo mandato alla presidenza della Regione Toscana con il 48% dei voti.

L'idea della candidatura alla segreteria PD e l'abbandono del partito[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2015 annuncia la sua intenzione a candidarsi per la segreteria del Partito Democratico per il 2017[12]. Il 22 febbraio 2016 annuncia la sua candidatura per la carica di segretario nazionale del Partito Democratico.

Tuttavia proprio nel 2017, a febbraio, Rossi lascia il Partito Democratico insieme ad altri esponenti della minoranza di sinistra di cui facevano parte anche Pier Luigi Bersani e Massimo D'Alema, dopo un acceso dibattito con la maggioranza per la linea attuata dal partito sotto la segreteria di Matteo Renzi fin dal 2013.

Sempre a febbraio 2017 quindi Rossi diventa uno dei membri fondatori insieme anche a Bersani, D'Alema e Roberto Speranza del nuovo partito Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista in cui confluiscono anche alcuni membri fuoriusciti dal partito Sinistra Italiana tra i quali Arturo Scotto.

La vicenda della Asl 1 di Massa - Carrara[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Rossi nel 2010

Il 20 ottobre 2010 presenta una denuncia alla Procura avendo verificato delle incongruenze nel bilancio della Asl 1 di Massa Carrara[13].

Nel novembre 2010 denuncia per danno erariale e di immagine la società incaricata della certificazione del bilancio della Asl 1 di Massa Carrara, i membri del collegio sindacale e i vertici della azienda sanitaria apuana[14].

Nel novembre 2012 viene iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Massa con l'accusa di falso ideologico. La vicenda s'inserisce nell'ambito dell'inchiesta sul deficit finanziario dell'Asl 1 di Massa Carrara. L'indagine nasce dalle dichiarazioni dell'ex direttore amministrativo dell'Asl di Massa, Ermanno Giannetti[15].

Il 9 gennaio 2013 il Consiglio Regionale della Toscana respinge (con 19 sì e 31 no) una mozione di sfiducia presentata da Popolo della Libertà, Più Toscana e Fratelli d'Italia contro la Giunta Rossi.

Nel 2013 l'ex direttore Giannetti, già condannato a 5 anni e mezzo di reclusione, viene condannato dalla Corte dei Conti a risarcire 1.665.000 euro[16].

Il 18 settembre 2014 il Tribunale Civile di Milano ha assolto Deloitte&Touche, la società che si era occupata della certificazione del bilancio dell'azienda sanitaria apuana. Nel febbraio 2014 uno dei due direttori generali accusati da Rossi, Antonio Delvino, è stato assolto in primo grado dall'accusa di falso ideologico per i bilanci dell'Asl di Massa, motivazioni della sentenza pubblicate nel dicembre 2014.

Il 22 ottobre 2014 è stato assolto anche l'altro direttore generale accusato da Rossi, Alessandro Scarafuggi e la sua assoluzione è passata definitivamente in giudicato il 28 gennaio 2015.

L'11 ottobre 2016 il capo della Procura della Repubblica di Massa, Aldo Giubilaro, annuncia di aver richiesto l'archiviazione per il Presidente della Regione Toscana poiché: "Non c'è alcun riscontro all'ipotesi accusatoria" [17]. La Procura di Massa, inoltre, ha dichiarato: "Sembra verosimile che il comportamento di Enrico Rossi sia stato caratterizzato da correttezza e da rigore" [18].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ La Repubblica, Speciale Elezioni regionali 2005, su repubblica.it.
  3. ^ Il Tirreno, Rossi: «Nuovo ospedale, Livorno non resti indietro», su iltirreno.gelocal.it.
  4. ^ Il Laboratorio MeS, su meslab.sssup.it.
  5. ^ Il Fatto Quotidiano, Procreazione, dopo la legge 40 resta il caos. Una coppia su 4 va in un’altra Regione, su ilfattoquotidiano.it.
  6. ^ Toscana Notizie, Donazioni e trapianti, Toscana al top a livello nazionale, su toscana-notizie.it.
  7. ^ L'Unità, Tremonti taglia la sanità che elogia, su cerca.unita.it.
  8. ^ Manuela D’Angelo, Buco Asl di Massa, il fascicolo Rossi sepolto da mesi sotto 4 mila faldoni, in Corriere della Sera. URL consultato il 27 febbraio 2017.
  9. ^ Il Tirreno, Regione, Rossi candidato unico. Il Pd ufficializza il suo leader, su iltirreno.gelocal.it.
  10. ^ La Repubblica, Risultati elezioni regionali Toscana 2010, su repubblica.it.
  11. ^ Buco Asl Massa, gup assolve dg e scrive: "Difficile che la Regione non sapesse", su Il Fatto Quotidiano, 6 gennaio 2015. URL consultato il 27 febbraio 2017.
  12. ^ La Repubblica, Rossi e la segreteria Pd: "Sì, sono disponibile a candidarmi", su firenze.repubblica.it.
  13. ^ La Repubblica, Massa, Rossi porta in procura i conti del maxibuco della Asl, su ricerca.repubblica.it.
  14. ^ Il Tirreno, La Regione denuncia i vertici dell'Asl, su iltirreno.gelocal.it.
  15. ^ Il Fatto Quotidiano, Massa, per il buco all'Asl indagato anche il presidente di Regione Rossi, su ilfattoquotidiano.it.
  16. ^ La Nazione, Asl di Massa, l'ex direttore Giannetti condannato a risarcire un milione e 665mila euro, su lanazione.it.
  17. ^ Asl Massa, chiesta archiviazione Rossi - Toscana, in ANSA.it, 11 ottobre 2016. URL consultato il 21 marzo 2017.
  18. ^ Buco Asl, la Procura: "Enrico Rossi corretto e rigoroso", del 13/10/2016, in Corriere Fiorentino. URL consultato il 04/09/2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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