Bientina

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Bientina
comune
Bientina – Stemma Bientina – Bandiera
Bientina – Veduta
Panorama di Bientina
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Pisa-Stemma.svg Pisa
Amministrazione
SindacoDario Carmassi (centrosinistra, lista civica Uniti per Bientina) dal 12-6-2017
Territorio
Coordinate43°42′26″N 10°37′14″E / 43.707222°N 10.620556°E43.707222; 10.620556 (Bientina)Coordinate: 43°42′26″N 10°37′14″E / 43.707222°N 10.620556°E43.707222; 10.620556 (Bientina)
Altitudine10 m s.l.m.
Superficie29,48 km²
Abitanti8 431[3] (31-12-2018)
Densità285,99 ab./km²
FrazioniCaccialupi, Puntone, Quattro Strade, Santa Colomba[1]
Comuni confinantiAltopascio (LU), Buti, Calcinaia, Capannori (LU), Castelfranco di Sotto, Santa Maria a Monte, Vicopisano
Altre informazioni
Cod. postale56031
Prefisso0587
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT050001
Cod. catastaleA864
TargaPI
Cl. sismicazona 3s (sismicità bassa)
Cl. climaticazona D, 1 856 GG[4]
Nome abitantibientinesi[2]
PatronoSan Valentino Martire
Giorno festivoLunedì di Pentecoste
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bientina
Bientina
Bientina – Mappa
Posizione del comune di Bientina all'interno della provincia di Pisa
Sito istituzionale

Bientina (pronuncia: Bièntina; Blentina in Latino) è un comune italiano di 8 431 abitanti[3] della provincia di Pisa, situato nell'area di transizione tra la Piana di Lucca e il Valdarno inferiore, in Toscana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima menzione storica del paese di Bientina – dal latino "Bis antes", cioè "due siepi" per alcuni, dal gentilizio etrusco "Plitine" secondo altri – risale al 793 d.C., quando Saximondo di Gumberto, diacono, concesse a Giovanni, Vescovo di Lucca, una porzione di terreno nel Monastero di S. Andrea in luogo di Bientina.

Un documento del 1117 di dà notizia della vendita, da parte del Marchese di Toscana Robodone, del castello con il suo distretto e con la giurisdizione signorile a favore dell'Arcivescovo di Pisa.

Nel 1178 l'Arcivescovo Ubaldo, per riunire in un unico luogo tutti gli abitanti del territorio tra il Monte Pisano e la sponda sud ovest del Lago di Sesto ed evitare le ricorrenti liti con Lucca, obbligò i Bientinesi ad abitare in certo luogo a oriente del ponte sul fosso denominato Cilecchio.

Il 25 febbraio 1179 i consoli di Bientina con altri 120 Bientinesi giurarono di obbedire all'Arcivescovo e di andare ad abitare nel luogo assegnato.

Si fa risalire a questo periodo l'inizio della fondazione del castello con le torri in gran parte visibili ancor oggi, anche se studi più recenti fanno risalire ad epoca tardo-romana alcun tratti delle mura.

Nei secoli XIII e XIV fu alternativamente sotto il dominio di Lucca e Pisa, fino a che, nel 1402 si sottomise al dominio fiorentino.

Ebbe a sostenere l'ultimo assedio nel 1505, durante la cosiddetta guerra di Pisa, quando fu assediata dai Pisani, sostenuti da 1.500 fanti spagnoli, ma questi furono ricacciati dai difensori.

Il Senato fiorentino, in omaggio alla fedeltà dimostrata, concesse a Bientina privilegi di natura economica e fiscale, nonché l'appellativo di "Bientina Fiorentina".

Nel 1699, con una fastosa cerimonia ebbe inizio il culto di San Valentino, il cui corpo proveniva dalle catacombe di San Callisto sulla Via Appia Antica.

Questo santo, per i miracoli che iniziò a fare, si guadagnò subito clamorosa fama, tanto che nel 1717 lo stesso Gran Principe di Toscana Gian Gastone de' Medici venne a venerarne le spoglie.

Analogo omaggio fu reso al santo negli anni 1766 e 1768 dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena. Con la morte di Gian Gastone avvenuta nel 1737, si estinse la dinastia Medicea e la Toscana passò sotto quella dei Lorena.

Con Pietro Leopoldo ebbero inizio i primi lavori di bonifica e di regimazione della complessa idrografia della zona; tali lavori furono portati a compimento da Leopoldo II (1824-1859), sotto il governo del quale fu essiccato il Lago di Bientina, mediante il passaggio delle acque sotto l'alveo dell'Arno mercé la costruzione del Canale Emissario, opera di grande ingegneria idraulica dovuta ad Alessandro Manetti.

Nell'occasione furono apportate alcune modifiche al corso dell'Arno, dando al maggior fiume della Toscana una regimazione definitiva.

Dopo la fine della dinastia Lorenese, Bientina entrò a far parte del Regno d'Italia e ne seguì le sorti fino al referendum istituzionale del 1946 quando i Bientinesi votarono a grandissima maggioranza per la Repubblica.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Pancani
  • Torre La Mora (XIII secolo)
  • Torre Civica (o del Frantoio) sec. XIII - sede di attività culturali.
  • Torre del Giglio (sec. XIII)
  • Loggetta del Palazzo Comunale (sec. XVII)

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2018 la popolazione straniera residente era di 527 persone.[6] Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il sabato, domenica e lunedì di Pentecoste viene venerato a Bientina il Santo Patrono S.Valentino Martire le cui spoglie, trasportate nel 1699 dalle catacombe di S.Callisto sulla via Appia e conservate in un'urna dorata a oro zecchino, sono oggetto di pellegrinaggio da oltre tre secoli nella Chiesa di S. Maria Assunta dove ogni giorno, ancora oggi, molte persone vengono a venerare le spoglie di questo Santo taumaturgo. A Bientina vennero per venerarle sia Gian Gastone de' Medici (1717) che Pietro Leopoldo di Lorena (1766 e 1768) (da non confondere con San Valentino patrono degli innamorati patrono di Terni).

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Carnevale bientinese[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione del Carnevale avvenne nel 1939, poi con il sopraggiungere della guerra la manifestazione finì. È stata ripresa nel 1988 quando venne istituita "L'Intesa Bientinese per il Carnevale". Da quell'anno, nelle quattro domeniche pomeriggio e il martedì grasso che precede l'inizio della Quaresima, a Bientina ci sono i corsi mascherati con i due trenini ed i cinque grandi carri allegorici con mascheroni in movimento costruiti dai tecnici volontari del Carnevale. È una manifestazione che coinvolge tutti, grandi e piccini, con tante maschere, una curiosità: all'inizio di ogni corso mascherato tre colpi d'artificio danno inizio alla manifestazione. La piazza principale del paese nel periodo del Carnevale cambia aspetto e diventa stracolma di gente proveniente da tutta la provincia di Pisa e anche da fuori, altra caratteristica è la Baracchina in piazza dove si possono gustare i tradizionali "frati", i quali, da un'antica ricetta, vengono fatti dalle mani sapienti delle volontarie del Carnevale. Durante la Manifestazione si possono ascoltare le canzoni tipiche del Carnevale Bientinese. Dall'anno 2018 si è costituito il gruppo mascherato " i Bientinacci" che, con il loro carro e le allegre e simpatiche maschere, arricchiscono sempre di più la piazza già piena di colori e allegria. Il martedì grasso il carnevale è per i bambini delle scuole, e nel pomeriggio in piazza per i ragazzi come per la Domenica, segue poi la premiazione delle migliori maschere, l'estrazione della lotteria e il tradizionale falò del Carnevale.

Palio di Bientina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Palio di Bientina.
Una fase del Palio di Bientina 2012

Viene corso ogni terza domenica del mese di luglio, nella piazza Vittorio Emanuele II situata nel centro storico del paese. La storia di questo palio è relativamente recente, infatti sin dal 1983 se ne correva uno simile nel campo sportivo comunale, conosciuto come "Palio dei bar", in cui ogni bar bientinese si procurava cavallo e fantino per correre una corsa nel campo sportivo. Nel 1993 la svolta: il paese viene diviso in dieci contrade, ognuna con proprio colore e stemma. Da quell'anno fino ad oggi il palio di Bientina è cresciuto per bellezza ed importanza. Infatti dal 2001 il palio si è "trasferito" nella piazza Vittorio Emanuele II, che viene allestita da tanti volontari bientinesi. Ciò rende la manifestazione ancora più unica e suggestiva. Il secondo sabato di luglio, alla sera, c'è il corteo storico delle contrade, dove le stesse sfilano per le vie del paese con i propri colori rappresentando, in costumi antichi, avvenimenti storici riguardanti Bientina e la Toscana. Anticamente, già nell'800 venivano effettuate delle "Corse dei barrocci", piccoli calessi trainati da cavalli.

La corsa[modifica | modifica wikitesto]

Si devono effettuare tre giri di pista, con partenza al canapo data da un mossiere. L'ordine alla mossa è ad estrazione e senza contrade di rincorsa. Le contrade sono divise in due batterie: una di 5 e una di 4, passano le prime due classificate di ogni batteria. Alla contrada vittoriosa viene consegnato il "Cencio" (palio), dipinto dai ragazzi delle scuole medie.

Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]
Anno Contrada Fantino Cavallo Note
1993 Contrada Guerrazzi Claudio Naldi detto Imolino Demen Red
1994 Contrada Viarella Maurizio Farnetani La Fiorentina
1995 Contrada Quattro Strade Claudio Naldi detto Imolino Defence Coll
1996 Contrada Cilecchio Massimo Coghe Fellini
1997 Contrada Cilecchio Massimo Coghe Mel Gaynor
1998 Contrada Quattro Strade Boris Pinna detto Pinturicchio Pince Formicable
1999 Contrada Santa Colomba Massimo Coghe Karahill Lad
2000 Contrada Santa Colomba Massimo Coghe Millennium Bug
2001 Contrada Forra Gianluigi Mureddu Afara
2002 Contrada Viarella Maurizio Farnetani Michittu
2003 Contrada Forra Francesco Petrazzi detto Scintilla Zet Sun
2004 Contrada Puntone Martin Ballesteros Amoroso
2005 Contrada Centro Storico Alessandro Chiti Diamante Grigio
2006 Contrada Puntone Martin Ballesteros Full Metal
2007 Contrada Puntone Martin Ballesteros Full Metal
2008 Contrada Centro Storico Antonio Siri Fantastic Light
2009 Contrada Viarella Valter Pusceddu Ilaria De Mores
2010 Contrada Guerrazzi Gianluca Mureddu detto Filuferru Isopac
2011 Contrada Cilecchio Gianluca Mureddu detto Filuferru Isopac
2012 Contrada Centro Storico Dino Pes Ondina Prima
2013 Contrada Viarella Valter Pusceddu Nadir De Mores
2014 Contrada Guerrazzi Antonio Siri Plutarco de Bonorva
2015 Contrada Forra Valter Pusceddu Miulan
2016 Centro Storico Dino Pes detto Velluto Ondina Prima
2017 Villaggio Andrea Chessa detto Nappa II Quattro Mori
2018 Contrada Quattro Strade Adrian Topalli San Vittore
2019 Contrada Puntone Adrian Topalli San Vittore

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Bientina comprende al suo interno quattro frazioni.[1]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

È diffusa e rinomata l'antica arte del mobile grazie alla quale vengono realizzati oggetti spazianti dallo stile rinascimentale fino a quello moderno.[7]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La ex stazione di Vicopisano-Bientina lungo la provinciale 25

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Bientina è attraversata dalla Strada regionale 439 Sarzanese Valdera e da alcune arterie provinciali, sulle quali sono svolti servizi pubblici con autocorse della società CTT Nord.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1944 la località disponeva inoltre di una stazione ferroviaria comune con Vicopisano lungo la ferrovia Lucca-Pontedera; il fabbricato di stazione, fatiscente, è tuttora visibile lungo la strada provinciale 25.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1985 26 maggio 1990 Agostino Bachini Partito Comunista Italiano Sindaco [8]
26 maggio 1990 7 febbraio 1991 Armando Baldassari Democrazia Cristiana Sindaco [8]
7 febbraio 1991 22 aprile 1992 Francesco Bandecca Partito Socialista Italiano Sindaco [8]
22 aprile 1992 17 ottobre 1992 Enrico Ricci Comm. pref. [8]
9 novembre 1992 17 novembre 1997 Marco Braccini - Sindaco [8]
17 novembre 1997 28 maggio 2002 Marco Braccini L'Ulivo Sindaco [8]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Marco Braccini L'Ulivo Sindaco [8]
7 maggio 2012 12 giugno 2017 Corrado Guidi lista civica: Uniti per Bientina Sindaco [8]
12 giugno 2017 in carica Dario Carmassi lista civica: Uniti per Bientina Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Statuto comunale di Bientina, Art. 6.
  2. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 53.
  3. ^ a b ISTAT, Bilancio Demografico e popolazione residente al 31 dicembre 2018, su demo.istat.it. URL consultato il 14 ottobre 2019.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ ISTAT, Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2018, su demo.istat.it. URL consultato il 14 ottobre 2019.
  7. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 8.
  8. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  9. ^ Gemellaggio con il comune francese di Saint Remy de Provence, su comune.bientina.pi.it, Comune di Bientina. URL consultato il 13 marzo 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 2, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, pp. 9–68.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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