Puntone (Bientina)

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Puntone
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Pisa-Stemma.svg Pisa
Comune Bientina-Stemma.png Bientina
Territorio
Coordinate 43°44′07.62″N 10°38′34.15″E / 43.73545°N 10.64282°E43.73545; 10.64282 (Puntone)Coordinate: 43°44′07.62″N 10°38′34.15″E / 43.73545°N 10.64282°E43.73545; 10.64282 (Puntone)
Altitudine m s.l.m.
Abitanti 213 (2011)
Altre informazioni
Cod. postale 56031
Prefisso 0587
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Puntone
Puntone

Puntone è una frazione del comune di Bientina, in provincia di Pisa, Toscana.[1]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione del Puntone è situata a 8 m di altitudine, al centro della pianura che fu ricavata in seguito al prosciugamento del lago di Bientina, avvenuto nella metà del XIX secolo.[2] Il territorio della frazione coincide con quella vasta area rurale compresa tra il canale emissario di Bientina – già canale del Cilecchio o canale Imperiale – ad ovest, le prime colline delle Cerbaie ad est ed il paese di Bientina a sud.[2]

Il Puntone confina a nord con Orentano ed è collegato ad Altopascio, in provincia di Lucca, dalla strada provinciale 3 Bientina-Altopascio; confina inoltre ad ovest con Cascine di Buti e con la frazione bientinese di Caccialupi, mentre dista circa 4 km da Bientina e poco più di 25 km da Pisa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio dove sorge il Puntone era occupato sin dall'antichità dal lago di Bientina, detto anche lago di Sesto, e coincide con il centro stesso del lago.[2]

Nella località La Tura, sulle sponde sud-occidentali del lago, il 27 ottobre 1766 si recò in visita il granduca Leopoldo I di Lorena, giunto nel bientinese per documentarsi di persona circa i lavori di bonifica, e qui incontrò i rappresentanti dei comuni di Buti e di Bientina prima di recarsi in barca nella località denominata Isola per una battuta di pesca.[3] Sempre in località La Tura vennero realizzate da Leonardo Ximenes le cateratte che regolavano l'afflusso delle acque del lago nel canale Serezza, che andava poi ad immettersi nell'Arno.[4]

La frazione nacque quindi in seguito al completo prosciugamento del lago completato nel 1859, e si sviluppò nelle campagne ad est della strada provinciale Bientina-Altopascio, che conduce nella provincia di Lucca.[2] Con l'incremento delle attività agricole e la nascita di nuclei abitati costituiti da poderi e fattorie, la frazione divenne presto un vivace centro a carattere rurale.[2] Nel 1951 il centro abitato del Puntone contava 51 abitanti, ma che aumentavano a 492 se vi si includono anche i casolari sparsi nella campagna gravitante su di esso.[2] Al censimento del 2011 nel centro abitato del Puntone si registravano 213 abitanti.[5]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il Puntone è una delle nove contrade che partecipano alla manifestazione storica del Palio di Bientina, risultata vincitrice in tre occasioni (2004, 2006, 2007).[6] I suoi colori sono il nero e il rosso.[6]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ampio territorio rurale della frazione sono compresi anche altri nuclei abitati e numerose case sparse che gravitano sul centro principale del Puntone, costituito dai due nuclei originari di Case Puntone e Corte Pacini (8 m s.l.m., 213 abitanti).[5]

Le altre borgate del territorio sono:

  • Case Mazzantino (11 m s.l.m., 21 abitanti)[5]
  • La Tura (10 m s.l.m., 42 abitanti)[5]
  • Podere Sant'Achille (8 m s.l.m., 49 abitanti)[5]
  • Ponte dell'Antico (10 m s.l.m., 31 abitanti)[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statuto comunale di Bientina, Art. 6.
  2. ^ a b c d e f Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 2, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, p. 65.
  3. ^ Caciagli, cit., p. 36.
  4. ^ Caciagli, cit., p. 67.
  5. ^ a b c d e f Dati del censimento Istat 2011.
  6. ^ a b Il palio di Bientina, comune.bientina.pi.it. URL consultato l'11 ottobre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 2, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, p. 65.
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