Ponsacco

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Ponsacco
comune
Ponsacco – Stemma Ponsacco – Bandiera
Ponsacco – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Pisa-Stemma.svg Pisa
Amministrazione
SindacoFrancesca Brogi (PD) dal 27-5-2014
Territorio
Coordinate43°37′N 10°38′E / 43.616667°N 10.633333°E43.616667; 10.633333 (Ponsacco)Coordinate: 43°37′N 10°38′E / 43.616667°N 10.633333°E43.616667; 10.633333 (Ponsacco)
Altitudine24 m s.l.m.
Superficie20,90 km²
Abitanti15 563[2] (31-3-2018)
Densità744,64 ab./km²
FrazioniCamugliano, Le Melorie, Val di Cava
Comuni confinantiCapannoli, Casciana Terme Lari, Pontedera
Altre informazioni
Cod. postale56038
Prefisso0587
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT050028
Cod. catastaleG822
TargaPI
Cl. sismicazona 3s (sismicità bassa)
Cl. climaticazona D, 1 874 GG[3]
Nome abitantiponsacchino, ponsacchini;[1] ponsacchese, ponsacchesi (antico);[1]
PatronoSan Costanzo Martire; San Giovanni Evangelista
Giorno festivoIl lunedì dopo la seconda domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ponsacco
Ponsacco
Ponsacco – Mappa
Posizione del comune di Ponsacco all'interno della provincia di Pisa
Sito istituzionale

Ponsacco è un comune italiano di 15 563 abitanti[2] della provincia di Pisa in Toscana. È il comune più densamente popolato della provincia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

I principali fiumi del territorio sono il Cascina e l'Era. Ponsacco nasce su un territorio pianeggiante che si estende per 20 km² ed è prevalentemente urbanizzato, conta ben più di 15.000 abitanti, nonché la seconda città più popolata dopo Pontedera che insieme a Ponsacco ne fanno le due città più popolate della Valdera e del Valdarno Inferiore.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Ponsacco essendo prevalentemente pianeggiante ha un clima mite con estati calde che vanno da maggio fino a settembre ed inverni freddi che vanno da novembre a febbraio.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Gli storici che nel corso dei secoli hanno citato Ponsacco sono assai numerosi e questo ha contribuito a generare varie ipotesi ed incertezze sull'origine del nome. Attualmente, in base alle fonti più accreditate, si ritiene che il nome nasca dalla fusione di pons sacci che significa ponte di Sacco. È logico supporre che Sacco fosse il nome della persona che aveva fondato il ponte oppure che lo custodiva e riscuoteva i pedaggi di coloro che transitavano sul ponte del fiume Cascina, attualmente situato nelle immediate vicinanze del centro storico, sulla via Salaiola che conduceva alle Saline di Volterra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fonte Granducale

Il paese ha avuto fin dalla sua origine una grande importanza strategica in quanto si trovava al confine delle repubbliche di Pisa e Firenze. Il documento più antico che cita la zona è un rogito notarile conservato presso l'archivio arcivescovile di Lucca datato 17 febbraio 1197 scritto "apud Pontem Sacci" ("presso il Ponte di Sacco").

Nel corso dei secoli il territorio di Ponsacco si è trovato a far parte ora dell'una ed ora dell'altra repubblica.

Nel 1341 i fiorentini, allo scopo di distogliere Pisa dall'assedio di Lucca, occuparono la zona di Pontedera e Cascina sferrando un attacco ai castelli di Ponte di Sacco, Appiano (grosso castello nelle vicinanze di Ponsacco) e Petriolo. Dopo il saccheggio la pieve di Appiano fu annessa alla chiesa di Ponsacco, dove si trasferirono anche gli appianesi che sopravvissero alla disfatta operata dai fiorentini. Dopo questo avvenimento, nei giorni delle Rogazioni divenne tradizione che il pievano di Ponsacco si portasse in processione a benedire il luogo del cimitero della distrutta pieve d'Appiano.

Dal borgo di Appiano originò un'importante stirpe detta appunto "degli Appiano", tra i rappresentanti della quale si annovera Jacopo d'Appiano. Quest'ultimo insieme alla consorteria dei Lanfranchi nel 1392 fece uccidere a tradimento Pietro Gambacorti e avvelenò i suoi due figli e ciò lo portò per quasi un decennio alla signoria di Pisa.

Ponsacco

Risale a questo periodo la nascita dell'insediamento nel sito dell'attuale centro storico. Negli anni 1356-66 come risulta da una pergamena del 1366 custodita nell'archivio arcivescovile di Lucca, il Doge di Pisa Giovanni dell'Agnello fece costruire una fortificazione cinta da bastioni e circondata da un fosso alimentato dalle acque del fiume Cascina. Tale fortificazione coincide con l'attuale centro storico del paese.

Negli anni a seguire il castello fu oggetto di continui assalti e assedi da parte dei fiorentini fino a che questi ultimi riuscirono nel 1406 a prenderne il controllo, che manterranno per quasi 90 anni fino al 1494.

Le contese tra le due repubbliche continuarono fino al 1509, anno in cui i fiorentini, sul punto di perdere nuovamente il castello, abbatterono le mura e quasi tutte le torri.

Dal 1637 al 1781, per ordine del granduca di Toscana Ferdinando II de' Medici, il paese, amministrato dal marchesato di Ponsacco e Camugliano, fu la sede del commissario feudale.

L'amministrazione comunale che farà da modello per quella attuale fu istituita negli anni 1808 - 1814 sotto l'occupazione francese derivante dalle guerre napoleoniche.

Nella seconda metà dell'800 fino alla prima metà del 900 il paese ebbe una buona prosperità anche se l'economia rimase prettamente agricola. Nel secondo dopoguerra si svilupparono un gran numero di piccole imprese artigiane dedite soprattutto alla produzione di mobili e arredamento, tradizione che continua tutt'oggi. Anche la vicinanza con le grandi fabbriche presenti a Pontedera, prima tra tutte la Piaggio, contribuì molto allo sviluppo economico.

Ai nostri giorni Ponsacco presenta un elevato sviluppo edilizio sia legato alle attività economiche, sia di tipo residenziale.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma comunale è d'argento al ponte arcuato di rosso, uscente dalla campagna mareggiata di azzurro, e sopra il ponte si trova un contadino che porta un sacco sulle spalle, al naturale. Lo scudo è sormontato da una corona formata da un cerchio di muro d'oro, aperto di quattro porte, sormontato da otto merli dello stesso, uniti da muriccioli d'argento. La blasonatura del gonfalone è "trinciata di rosso e di azzurro collo scudetto del Comune in cuore".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Interno della Chiesa di San Giovanni Evangelista
Arcipretura di San Giovanni Evangelista
Lapide marchesi Niccolini

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa medicea di Camugliano (anche nota come Villa Niccolini)
  • Palazzo Valli
  • Villa Elisa
  • Palazzo Comunale
  • Palazzo Chiavaccini
  • Cimitero Comunale
  • Porta Pisana
  • Porta Fiorentina
  • Fonte Granducale
  • Ponte sulla Cascina
  • Monumento Rodolfo Valli
  • Monumento al Falegname
  • Monumento ai Caduti

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti sono chiamati scherzosamente dai comuni vicini, specialmente dai pontederesi, rubbaorsi cioè ruba orsi. Si narra che una banda di briganti ponsacchini guidati da un tale Cecco volesse andare a rubare un maiale, in una stalla. A loro insaputa, però, il padrone del suino aveva dato ospitalità ad un saltimbanco di passaggio, facendo dormire l'orso che questi aveva portato con sé nella stalla, al posto del maiale. I ponsacchini entrarono, quindi, nella stalla buia e cercando a tentoni, si ritrovarono di fronte la belva feroce. Per deridere i ladri mancati furono definiti ruba orsi[5].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Affresco della battaglia del Castello del Ponte di Sacco

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Il coro amici della musica di Ponsacco, fondato nel 1974, si è esibito in Francia, Austria, Spagna, Inghilterra e Palestina ed in Vaticano alla presenza dei pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II[6]. Il coro organizza una rassegna nazionale di canto corale.

Il Battistero

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Ponsacco, oltre al capoluogo, comprende tre frazioni:

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Corso Giacomo Matteotti

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
8 luglio 1985 25 luglio 1990 Silvano Granchi Partito Comunista Italiano Sindaco [10]
25 luglio 1990 24 aprile 1995 Bellarmino Bellucci Partito Socialista Italiano Sindaco [10]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Silvano Granchi Progressisti Sindaco [10]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Silvano Granchi centro-sinistra Sindaco [10]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Alessandro Cicarelli lista civica Sindaco [10]
8 giugno 2009 27 maggio 2014 Alessandro Cicarelli lista civica: Ponsacco Democratica Sindaco [10]
27 maggio 2014 in carica Francesca Brogi lista civica: Ponsacco può, PD, SEL Sindaco [10]
Palazzo comunale

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Tribuna dello Stadio Comunale di Ponsacco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 423.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Giuseppe Caciagli, Pisa, Pisa, Colombo Cursi, 1970, pag. 394.
  6. ^ coro Archiviato il 28 ottobre 2012 in Internet Archive.
  7. ^ Dati della CEI
  8. ^ Dati della CEI
  9. ^ Dati del censimento Istat 2011
  10. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 3, tomo II, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, pp. 393–434.
  • Guida turistica della Valdera, Ponsacco, Edizioni Progetto, 1991, pagg. 63-302.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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