Santo Pietro Belvedere

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Santo Pietro Belvedere
frazione
Santo Pietro Belvedere – Veduta
Panorama di Santo Pietro Belvedere
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Pisa-Stemma.svg Pisa
Comune Capannoli-Stemma.png Capannoli
Territorio
Coordinate 43°34′13.7″N 10°39′59.6″E / 43.570472°N 10.666556°E43.570472; 10.666556 (Santo Pietro Belvedere)Coordinate: 43°34′13.7″N 10°39′59.6″E / 43.570472°N 10.666556°E43.570472; 10.666556 (Santo Pietro Belvedere)
Altitudine 147 m s.l.m.
Abitanti 1 238[2] (2001)
Altre informazioni
Cod. postale 56033
Prefisso 0587
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti santopietrino, santopietrini/santipietrini[1]
Patrono san Pietro Apostolo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santo Pietro Belvedere
Santo Pietro Belvedere
« Castello popolato, con molte e grandi abitazioni, situato nella cima di una collina di tufo e che gode una veduta vasta ed amenissima »
(Relazioni d'alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana per osservare le produzioni naturali e gli antichi monumenti di essa di Giovanni Targioni Tozzetti)

Santo Pietro Belvedere[3] è con 1 200 abitanti l'unica frazione del comune di Capannoli in provincia di Pisa, nella parte alta della Valdera, Toscana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di Santo Pietro sorge su di un colle, ai piedi del quale scorre il Fiume Era. Il nome “Santo Pietro Belvedere” deriva appunto dalla sua posizione, più alta rispetto alla pianura circostante. Questa sua collocazione consente di avere una bella visione di tutto il paesaggio che circonda il borgo, e nei giorni di cielo terso si arriva a vedere Pisa, a quasi 50 km di distanza.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Santo Pietro è mediterraneo, quindi favorevole alla coltivazione della vite e dell'ulivo. Le temperature medie estive si aggirano sui 29 °C, mentre quelle invernali sui 11 °C, con un tasso di umidità che oscilla fra il 70 e il 75%. Negli ultimi anni in inverno a Santo Pietro Belvedere è sempre nevicato, ma solo per una volta in tutto l'arco dell'inverno. Questo può indicare che negli ultimi anni la temperatura in questo borgo è diminuita.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'epoca precisa di fondazione non è chiara, ma la si può collocare intorno al II secolo d.C., forse prima del capoluogo Capannoli.[4] La prima testimonianza effettiva dell'esistenza del borgo si ha però molti secoli dopo, nel 1165, in un documento che testimonia l'avvenuto accordo di pace fra pisani e lucchesi. Infatti, in quel periodo, la zona in cui si trovava Santo Pietro visse una storia alquanto travagliata, passando più volte sotto il controllo delle città di Pisa e di Lucca. Nel XIII e XIV secolo era stabilmente sotto la potestà dei Gambacorti, e quindi della Repubblica Pisana.

Il paese era noto perché vi si trovava un castello, con una triplice cinta muraria ed un'imponente torre. La sua posizione elevata rispetto alla campagna circostante faceva del castello di Santo Pietro un ottimo punto di osservazione. Nel 1510 tutto il territorio pisano passa sotto il controllo di Firenze e della famiglia dei Medici. A parte un'epidemia di peste nel 1631, non si hanno notizie di eventi di rilievo avvenuti a Santo Pietro fino alla conquista napoleonica (1796). È in questo periodo che il borgo passa sotto la municipalità di Capannoli.

Nel 1859, Santo Pietro entra a far parte del Regno di Sardegna, denominato dal 1861 Regno d'Italia. Si hanno notizie di caduti di Santo Pietro in entrambi i conflitti mondiali. Inoltre il territorio della Valdera fu teatro di bombardamenti e di combattimenti fra tedeschi ed americani durante la seconda guerra, in particolare nell'estate del 1944. Durante questi bombardamenti, fu distrutto l'oratorio della Compagnia del Santissimo Sacramento, che, sebbene fosse importante per la comunità di Santo Pietro, non fu più ricostruito. Tra le colline circostanti, si possono notare i rifugi che gli abitanti utilizzavano per ripararsi durante i bombardamenti: molti di questi rifugi sono stati successivamente utilizzati come cantine.

Il toponimo Belvedere fu aggiunto al nome del paese in epoca fascista, il 18 ottobre 1929[5] perché il governo aveva deciso di denominare "Santo Pietro" l'ufficio postale di Mussolinia di Sicilia (Catania), e il nome del borgo toscano andava cambiato per evitare equivoci.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Pietro, risalente al tredicesimo secolo, ma più volte restaurata. La sua maggiore attrazione è l'imponente campanile, che fu costruito dall'architetto Luigi Bellincioni fra il 1881 e il 1883. La base del campanile poggia sui resti della antica torre del castello; torre che, ancora nel 1789, spiccava per la sua robustezza e per i suoi merli ghibellini. Nel 1907 vi fu installato un orologio, che fu però trafugato nel 1944.
  • Oratorio di San Rocco, contiene un interessante affresco quattrocentesco, raffigurante la Madonna col Bambino, attribuito alla scuola di Benozzo Gozzoli.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Recentemente l'economia del paese, e della Valdera in generale, ha fatto affidamento sugli agriturismi[6]. In Valdera se ne contano moltissimi, ed alcuni di questi sono proprio a Santo Pietro. È da citare la “strada del vino e delle colline pisane”, lungo la quale è possibile effettuare degustazioni dei vini che si producono in Valdera. Altri prodotti tipici sono l'olio extravergine, il miele, i marroni, i cantuccini e il salame toscano.

Persone legate a Santo Pietro Belvedere[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Santo Pietro Belvedere può essere suddivisa in piccoli quartieri molto diversi tra di loro:

  • Capavoli Alta: costituita da fitte e antiche abitazioni a ridosso della strada, la zona nasce dall'incrocio della strada provinciale 26 di Santo Pietro Belvedere (chiamata con il comune nome di via del Commercio). Qui vi si trovano alcuni servizi ed attività commerciali.
  • Capavoli Bassa: scendendo da Capavoli alta e oltrepassata l'antica villa di Cesira Grassolini, si trova una zona composta da poche ma nuove case con una vista sul bosco di Camugliano e la chiesa della Santissima Annunziata, situata sulla cima di un colle che domina da una parte Capannoli e dall'altra Santo Pietro. Qui vi si trova il campo sportivo.
  • Via del Commercio: si divide in sud e nord. Nella zona sud si trovano villette di nuova costruzione, una suggestiva vista su tutta la valle di Ponsacco, Pontedera, Pisa e i Monti Pisani. Qui, all'incrocio con via Corsica, vi si trova il cimitero.
  • Castellina Alta: zona più vecchia nonché centro del paese. Qui si trova la chiesa parrocchiale con la possente torre-campanile. Di fronte si trova la piazza del Castello, con le mura della vecchia fortezza, sul quale adesso sorge un piccolo parco circondato da pini marittimi e cipressi.
  • Castellina Bassa: zona bassa del centro, sotto la chiesa. Vi si trovano alcune attività commerciali, servizi ed il principale parcheggio del paese.
  • Bellavista: zona che deve il suo nome dal fatto che ha una vista dominante su tutta la Valdera. È la zona più nuova del borgo. Qui si trova il centro sportivo con la palestra e il campo da calcetto.
  • Le Scuole: qui si trovano le scuole elementari del paese. A sud e a ovest di questa zona si possono ammirare infinite distese di ulivi, viti, campi di grano e girasoli.
  • Il Poggio: seconda zona nuova del paese, è una vera e propria località anche se molto piccola e situata in centro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 520.
  2. ^ Censimento ISTAT 2001
  3. ^ Talvolta è erroneamente indicato come San Pietro Belvedere
  4. ^ Piero Cionini-Ciardi, Notizie su Santo Pietro Belvedere, con riferimenti storici alla Val D'Era, colline e città di Pisa, Ed. Tajete, 1966.
  5. ^ Moreno Bertini, Capannoli e il suo territorio, CLD Libri
  6. ^ Valdera Guide ad opera dei comuni dell'Alta Valdera, ed CLD 2000

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 2, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, pp. 202–206.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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