La Sterza

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La Sterza
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Pisa-Stemma.svg Pisa
Comune Lajatico-Stemma.png Lajatico
Terricciola-Stemma.png Terricciola
Territorio
Coordinate 43°29′54.76″N 10°43′29.31″E / 43.498545°N 10.724809°E43.498545; 10.724809 (La Sterza)Coordinate: 43°29′54.76″N 10°43′29.31″E / 43.498545°N 10.724809°E43.498545; 10.724809 (La Sterza)
Altitudine 74 m s.l.m.
Abitanti 114[2] (2011)
Altre informazioni
Cod. postale 56030
Prefisso 0587
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti sterzaiolo, sterzaioli[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
La Sterza
La Sterza

La Sterza è una frazione dei comuni italiani di Montecatini Val di Cecina e Terricciola, nella provincia di Pisa, in Toscana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La Sterza si sviluppa in Valdera lungo il corso del fiume Era che lambisce il paese ad est.[3] Inoltre, la frazione è attraversata dal torrente Sterza, dal quale prende il nome e che segna il confine tra i territori comunali di Lajatico e di Terricciola.[3] La Sterza è la frazione più meridionale del comune di Terricciola, mentre è quella posta più a nord del comune di Lajatico. L'altitudine massima della località dalla parte di Lajatico è 74 m s.l.m., mentre nella porzione terricciolese è di 65 m.[2] Presso la frazione si trovano inoltre due laghetti artificiali.

La Sterza dista circa 3 km da Lajatico e 6 km da Terricciola, mentre dista da Pisa poco più di 45 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia del territorio di La Sterza è legata a quella dello scomparso borgo e castello di Pava, o Pave, posto su un'altura a pochi metri dal paese, ricordato in due documenti redatti a Volterra il 1º agosto 1109 e il 21 giugno 1112 dal notaio Gualfredo, nei quali si legge del passaggio di proprietà del castello da Raginieri del fu Ildebrando a Ruggieri vescovo di Volterra.[4] Il borgo altomedievale passò ai Pannocchieschi nel 1186, al vescovo di Volterra Ranieri nel 1284, a Firenze nel 1362 e infine a Pisa nel 1364, per poi iniziare un lento declino fino al totale abbandono già nel XV secolo.[4] Qui era situata un'importante pieve, la pieve di San Giovanni, nota sin dal 1109, che all'epoca del sinodo volterrano del 1356 contava sotto la propria giurisdizione cinque chiese parrocchiali: San Donato di Terricciola, che poi fu eretta in pievania dopo l'abbandono di Pave, San Martino di Scandiccio (soppressa nel 1463), San Pietro di Valle Gualichilda, San Lorenzo e San Tommaso (tutte distrutte).[4] La chiesa sarà poi nota semplicemente come Pieve a Pitti o Pieve de' Pitti, dal nome della famiglia fiorentina che fu proprietaria della tenuta fino al XVII secolo. Ciò che resta di questo borgo è un antico casale oggi sede di un'azienda agricola e di un agriturismo, mentre il moderno paese si è sviluppato a partire dal XIX secolo alle pendici della collina, presso il ponte sul torrente Sterza e presso le principali vie di comunicazione dell'entroterra pisano, già in antichità punto strategico in quanto qui sia lo Sterza che l'Era erano facilmente guadabili.[3] La Sterza si presenta come un moderno borgo agricolo, in cui sono situate principalmente attività artigianali e commerciali del comune di Lajatico.[3]

Persone legate a La Sterza[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La Sterza si sviluppa lungo la strada statale 439 Sarzanese Valdera, in un punto stradale nodale in quanto da qui si diramano anche la strada provinciale 14 di Miemo e la strada provinciale 45 di Lajatico.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 556.
  2. ^ a b Secondo i dati del censimento Istat 2011, si contano 107 abitanti nel comune di Lajatico e 7 abitanti nel comune di Terricciola.
  3. ^ a b c d e Le frazioni di Lajatico, Comune di Lajatico.
  4. ^ a b c Emanuele Repetti, «Pieve a Pitti - Sterza», Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, volumi IV-V, Firenze, 1841-1843, pp. 74–75; 466–467.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 2, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, pp. 503–504.
  • Felice Bocci, Le Colline inferiori pisane, Pisa, Vallerini Editore, 1976.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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