Le Melorie

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Le Melorie
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Pisa-Stemma.svg Pisa
Comune Ponsacco-Stemma.png Ponsacco
Territorio
Coordinate 43°37′50.77″N 10°36′35.61″E / 43.630769°N 10.609892°E43.630769; 10.609892 (Le Melorie)Coordinate: 43°37′50.77″N 10°36′35.61″E / 43.630769°N 10.609892°E43.630769; 10.609892 (Le Melorie)
Abitanti 2 600[1]
Altre informazioni
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Le Melorie
Le Melorie

Le Melorie è una frazione del comune di Ponsacco, in provincia di Pisa.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione delle Melorie è situata in Valdera, nella piana tra lo scolmatore dell'Arno a nord-ovest e i fiumi Era e Cascina ad est.

Le Melorie confinano a nord con Santa Lucia e Pontedera, a est con Ponsacco, a sud con Perignano e ad ovest con Gello e Lavaiano. Saldata senza soluzione di continuità all'abitato di Ponsacco, Le Melorie distano dal capoluogo provinciale Pisa circa 25 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La frazione delle Melorie risulta già abitata in età antica e nel VI secolo a.C. si sviluppa qui un centro abitato etrusco la cui frequentazione durerà anche nei secoli successivi.[2] Localizzato presso il podere Sant'Eugenio, il villaggio era da condiserarsi di notevole estensione e risulta frequentato sino all'età ellenistica (IV secolo a.C.).[2] Alcuni scavi nella zona hanno permesso il ritrovamento di numerosi reperti, come anfore, coppe e oinochoe di bucchero, olle e dolii d'impasto.[2] Il centro abitato venne poi affiancato in epoca classica da altri piccoli insediamenti che vertevano su di esso localizzati al podere Casanova e al Casone di Gello.[2]

In epoca romana, la frazione era attraversata dal decumano, che la collegava a Ponsacco, all'interno di una prima centuriazione del territorio: se ne trovano ancora delle tracce e alcuni toponimi (Rospicciano, Curigliana, Valeriano) presentano un'etimologia di origine romana secondo il fenomeno dei prediali. Altre ricerche hanno permesso l'individuazione di una monumentale fattoria romana dotata di fornace.[2]

Le Melorie si sviluppò quindi come centro a vocazione agricola e rimangono testimonianze di alcune strutture fortificate medievali nel vecchio edificio turrito in laterizio databile tra il XIII e il XVI secolo.[3]

Il territorio rimase tuttavia a carattere rurale fino all'età contemporanea, quando nel corso del XX secolo, in seguito alla realizzazione della strada che collega Ponsacco con Fornacette nel secondo dopoguerra, la località si ritrovò a subire un forte processo di urbanizzazione.[3] La frazione fu scelta per ospitare un'area artigianale del comune e contava solamente 67 abitanti nel 1961. Caciagli scrive nel 1972 che il paese «è già caratterizzato da numerosi edifici industriali, che si impongono all'attenzione per il loro audace e moderno aspetto architettonico».[3] Con la realizzazione di una grande area residenziale e l'istituzione di una parrocchia autonoma (San Bartolomeo apostolo)[1] nel 2001, la frazione arriva ad inglobare le piccole località abitate di Gabbiano e I Poderi,[4] formando un unico centro abitato saldato a Ponsacco e all'area industriale di Gello senza soluzione di continuità e con circa 2 600 abitanti.[1]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Insieme a Ponsacco fa parte della grande rete di industrie che per la maggior parte si occupa di artigianato dedite soprattutto ai mobili e all'arredamento, attivita' per cui Ponsacco è rinomata.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il centro della frazione si sviluppa lungo la strada provinciale 23 che collega Ponsacco con Fornacette attraversando la grande area industriale pontederese di Gello. Inoltre presso l'ingresso nord dell'abitato, è situato lo svincolo Pontedera-Ponsacco della strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno ed è inoltre possibile congiungersi con la strada regionale 439 Sarzanese-Valdera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Parrocchia San Bartolomeo apostolo, sito della CEI.
  2. ^ a b c d e Stefano Bruni, Pisa etrusca. Anatomia di una città scomparsa, Milano, Longanesi, 1998, p. 185.
  3. ^ a b c Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 3, tomo II, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, p. 433.
  4. ^ Caciagli, cit., p. 432.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 3, tomo II, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, pp. 432–433.
  • Stefano Bruni, Pisa etrusca. Anatomia di una città scomparsa, Milano, Longanesi, 1998.
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