Montelopio

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Montelopio
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Pisa-Stemma.svg Pisa
ComunePeccioli-Stemma.png Peccioli
Territorio
Coordinate43°30′37.28″N 10°46′20.41″E / 43.510356°N 10.772335°E43.510356; 10.772335 (Montelopio)Coordinate: 43°30′37.28″N 10°46′20.41″E / 43.510356°N 10.772335°E43.510356; 10.772335 (Montelopio)
Altitudine181 m s.l.m.
Abitanti65[1] (2001)
Altre informazioni
Cod. postale56037
Prefisso0587
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montelopio
Montelopio

Montelopio (già Monte Loppio) è una frazione del comune italiano di Peccioli, nella provincia di Pisa, in Toscana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di Montelopio è situato in Valdera, su di una collina cretosa fra il torrente Roglio e il borro di Filetto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Montelopio è ricordato per la prima volta in un atto del sinodo volterrano del 1356, dove è qui ricordata la presenza di una mansione (chiesa e ospizio) dei Templari, o dei cavalieri di Rodi.[2] Il borgo fu poi dimora di numerose famiglie nobili, tra cui si ricordano i Gaetani, i Quaratesi e i Frescobaldi, e qui era situata un'importante chiesa parrocchiale, la pieve di San Martino.[3] In epoca moderna la pieve fu demolita e secondo la leggenda il marchese che ne diede disposizione fu travolto dal proprio cavallo come punizione divina.[4]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Cappella di San Domenico, nota comunemente come San Martino, fu costruita nel 1860 nel luogo dove sorgeva l'antica pieve di San Martino.[3]
  • Palazzo delle Scuole, edificio costruito negli anni cinquanta del XX secolo come scuola elementare, è stato poi adibito ad usi residenziali nel 1972.[5]
  • Villa Ballati Neri, villa padronale originaria del periodo tra il XIII e il XIV secolo.[3]
  • Villa Mazzetti, situata in via San Martino, è stata realizzata nel XIX secolo sopra una struttura risalente al 1248.[3] Su di essa è possibile vedere anche lo stemma dei Gaetani.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 2, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, p. 784.