Castelfranco di Sotto

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Castelfranco di Sotto
comune
Castelfranco di Sotto – Stemma Castelfranco di Sotto – Bandiera
Castelfranco di Sotto – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Pisa-Stemma.svg Pisa
Amministrazione
SindacoGabriele Toti (Partito Democratico) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate43°42′N 10°45′E / 43.7°N 10.75°E43.7; 10.75 (Castelfranco di Sotto)Coordinate: 43°42′N 10°45′E / 43.7°N 10.75°E43.7; 10.75 (Castelfranco di Sotto)
Altitudine16 m s.l.m.
Superficie48,33 km²
Abitanti13 355[3] (30-6-2017)
Densità276,33 ab./km²
FrazioniGalleno, Orentano, Villa Campanile[1]
Comuni confinantiAltopascio (LU), Bientina, Fucecchio (FI), Montopoli in Val d'Arno, San Miniato, Santa Croce sull'Arno, Santa Maria a Monte
Altre informazioni
Cod. postale56022
Prefisso0571-0583
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT050009
Cod. catastaleC113
TargaPI
Cl. sismicazona 3s (sismicità bassa)
Nome abitanticastelfranchese, castelfranchesi[2]
Patronosan Severo Martire
Giorno festivo18 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelfranco di Sotto
Castelfranco di Sotto
Castelfranco di Sotto – Mappa
Posizione del comune di Castelfranco di Sotto all'interno della provincia di Pisa
Sito istituzionale

Castelfranco di Sotto è un comune italiano di 13 355 abitanti[3] della provincia di Pisa in Toscana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Castelfranco di Sotto si trova nel Valdarno inferiore, sulla riva nord dell'Arno. Il Comune di Castelfranco di Sotto è caratterizzato in gran parte da paesaggio collinare e boschivo, anche di pregio tra cui le Cerbaie. La parte più a sud del Comune, dove si trova il Capoluogo, è ubicata in pianura nella valle dell'Arno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Castelfranco di Sotto nasce attorno all'XI secolo come unione di quattro piccoli villaggi: San Bartolomeo a Paterno, San Michele in Carpugnana, San Piero a Vigesimo e San Martino in Catiana. Questi, descritti dal canonico Giovanni Franceschini nelle sue cronache del 1789, erano in antichità quattro villaggi che caratterizzavano il territorio della cittadina prima della costruzione del castello. I colori vennero estratti a sorte.[4]

Nel 1925 Castelfranco entra nella Provincia di Pisa, lasciando quella di Firenze[5]. Negli anni 1960 lo storico muro che circondava il centro storico venne abbattuto. Dagli anni settanta il comune ha avuto una crescita economica e industriale anche grazie all'ampliamento (specie negli anni 1990) della zona industriale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio è uno degli edifici storici di Castelfranco di Sotto. Essa è composta da colonne di pietra, e nel corso del tempo è stato riverniciato con vari colori. Essa è esposta sulla piazza principale del paese.

La torre campanaria è stata costruita nel medioevo come campanile della chiesa collegiata. Essa è situata sulla porta di San Pietro a Vigesimo, e dispone sulla facciata rivolta al centro storico di un orologio.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castelfranco, fino alla metà degli anni sessanta, era circondata da un muro di cinta. Però come resti sono rimaste le quattro porte di entrata, ognuna rappresenta le quattro contrade cittadine.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

La partenza del Palio dei Barchini con le Ruote del 2007.

Annualmente, nella terza domenica di maggio, a Castelfranco di Sotto si svolge il Palio dei barchini con le ruote, dove le quattro contrade San Michele in Caprugnana, San Martino a Catiana, San Bartolomeo a Paterno e San Pietro a Vigesimo si sfidano in una gara di barchini che, mossi dai rematori, dovranno fare dei giri intorno a Piazza Garibaldi. Durante la mattina, il paese è animato da musici e sbandieratori di ogni età, vestiti con abiti dell'epoca, delle quattro contrade.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Con l'inaugurazione del 30 novembre 2013, il Teatro della Compagnia viene ad arricchire la vita culturale di Castelfranco di Sotto. Ospitato nell'edificio che fu della chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, il teatro prende il nome dalla "Compagnia del Santissimo Sacramento" la quale, dall'inizio del '800 fino alla Seconda Guerra Mondiale, utilizzava l'edificio per l'organizzazione delle sontuose feste dei "tendoni", in onore del Corpus Domini. La chiesa, annessa ad un monastero e conosciuta dai Castelfranchesi come "della Compagnia", risale al 1333 quindi a meno di un secolo dalla nascita del “Castello Franco”, avvenuta attorno al 1253. Con le soppressioni napoleoniche del 1806, il complesso religioso divenne proprietà privata della nobile famiglia castelfranchese dei Martellini-Pontanari; passò quindi ai Brunetti e poi agli Aglietti. Gravemente danneggiati durante il passaggio del fronte nel 1944, buona parte degli edifici vennero acquisiti nel dopoguerra dall'Amministrazione Comunale per essere demoliti e consentire l'ampliamento l'attuale piazza XX Settembre. La chiesa rimase invece di proprietà della curia e attraversò vicende alterne fino alla sua sconsacrazione. Nel 2006 l'edificio fu acquistato dal Comune di Castelfranco di Sotto con l'intento dichiarato di realizzarvi un teatro.

Persone legate alla città[modifica | modifica wikitesto]

Castelfranco di Sotto, targa lettera condannato a morte Remo Bertoncini

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

San Bartolomeo a Paterno[modifica | modifica wikitesto]

La contrada di San Bartolomeo a Paterno, i cui colori caratteristici sono il rosso e blu, estende il suo territorio nella parte nord-occidentale di Castelfranco, lungo l'asse corso Bertoncini-Francesca Sud a ovest e via Cavour-via Usciana a nord. Confina con le contrade San Martino in Catiana e San Michele in Caprugnana. All´interno del suo territorio, dove risiedono circa 1.500 famiglie, sorgono l'ex chiesa di Santa Chiara, la Casa del Popolo, l'ospedale "Selene Menichetti" e gran parte della nuova zona residenziale.[7]

Il borgo di Paterno si trova citato già il 10 novembre 847 in occasione di un contratto di affitto relativo al Monastero di S. Ippolito in Aniano. È possibile situarlo tra l'Arno e l'Usciana e più precisamente lungo la strada che conduce a S. Maria a Monte. Il titolo della chiesa dovrebbe invece risalire circa all´anno 1000 quando l'Imperatore Ottone III fece trasportare in Italia il corpo del Santo diffondendone il culto. Con l'edificazione del castello Paterno ha dato il nome alla porta che guarda verso Pisa e al quartiere occidentale di Castelfranco.[7]

San Martino in Catiana[modifica | modifica wikitesto]

La contrada di San Martino in Catiana, i cui colori caratteristici sono l'arancio e il verde, identifica la parte sud-occidentale di Castelfranco, racchiuso tra l'Arno, via De Gasperi e la provinciale Francesca Sud. È la contrada con il territorio più piccolo ma probabilmente anche quella più densamente popolata. Confina con le contrade San Bartolomeo e San Pietro. All´interno del suo territorio si trovano l'ex chiesa dei Santissimi Jacopo e Filippo, piazza XX Settembre e piazza Garibaldi.[8]

Le prime notizie storiche del villaggio di Catiana risalgono al X secolo d.C. Sorgeva sulla riva destra dell´Arno a circa trecento metri a sud del centro storico di Castelfranco sulle terre che furono feudo dei conti Cadolingi di Borgonovo. Intorno all´anno mille il vico dimostrava un'attività economica molto sviluppata per l'epoca, testimoniata dalla presenza di dodici case, tra cui due di pescatori e innumerevoli vigneti che producevano un ottimo vino bianco. L'interesse dei conti per queste terre era tale che vi fecero risiedere permanentemente un loro massaro (amministratore).[8] La chiesa di S. Martino, attorno alla quale sorgeva Catiana, fu fondata dal conte Cadolo dei Cadolingi e dalla di lui moglie Gemma, figlia del principe di Benevento e Capua, Landolfo. Il loro figlio Lotario donò in suffragio dei genitori, la chiesa al Monastero di S. Salvatore di Fucecchio il 7 giugno del 1006. Dopo l'edificazione del Castello il nome di Catiana venne attribuito alla porta che guarda l'Arno e al quartiere posto nella parte meridionale del paese.[8]

San Michele in Caprugnana[modifica | modifica wikitesto]

La contrada di San Michele in Caprugnana, i cui colori sociali sono il nero ed il giallo, estende il suo territorio nel quartiere nord-orientale di Castelfranco, racchiuso tra via Usciana, via Francesca Nord e il Lungomonte in direzione di Santa Croce. La contrada giallo-nera, insieme a San Bartolomeo, ha il territorio più ampio ma anche quello più scarsamente popolato. Confina con San Bartolomeo e San Pietro. All'interno del suo territorio si trovano la chiesa Collegiata, il cimitero, il centro polisportivo comunale e le scuole elementari. Detiene il record di vittorie al palio di Castelfranco di Sotto, dieci.[9]

San Michele in Caprugnana compare per la prima volta nei documenti della Diocesi di Lucca nell´anno 951. Era situato nelle vicinanze delle terre paludose che allora caratterizzavano il corso del fiume Usciana, nel luogo dove era edificata la "Marginetta". Oggi Caprugnana dà il nome alla torre e alla porta che guardano Montefalcone e al quartiere posto a Nord del paese.[9]

San Pietro a Vigesimo[modifica | modifica wikitesto]

La contrada di San Pietro a Vigesimo, i cui colori sociali sono il bianco ed il celeste, identifica il quartiere sud-orientale di Castelfranco, racchiuso tra l'Arno, via De Gasperi e la provinciale Francesca Nord, un territorio piccolo ma molto popolato, dove tra l'altro si trovano alcuni degli edifici più importanti di Castelfranco, come il palazzo comunale e il campanile. Confina con le contrade San Martino e San Michele.[10]

Le prime notizie riguardanti Vigesimo e la relativa chiesetta di S. Pietro risalgono all´anno 802; si tratta di contratti di affitto e vendita di beni che lo dicono situato lungo le rive dell´Arno e confinante con territori oggi situati nel comune di S. Croce. Con l'edificazione di Castelfranco fu proprio la chiesa di S. Pietro a dare il titolo alla nuova chiesa castellana mentre la chiesa del borgo assunse il titolo di S. Barbara. Oggi Vigesimo identifica il quartiere orientale del paese e la porta che guarda Firenze sovrastata dalla più potente torre di Castelfranco.[10]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Tre sono le principali frazioni del comune:

Altre località del territorio[modifica | modifica wikitesto]

Tra le numerose località sparse nel territorio di Castelfranco di Sotto si ricordano i nuclei di Chimenti (per metà nel comune di Altopascio) e di Staffoli (nella quasi totalità nel comune di Santa Croce sull'Arno) e le località di Casini, Corte Bistone, Corte Brogi, Corte Ciani, Corte Dori, Corte Menconi, Corte Mennino, Corte Nardi, Corte Nencettino, Corte Rossi, Corte Seri, Corte Urbani, I Greppi, Montanelli, Montefalcone, Poggetto, Poggio Adorno.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 maggio 1985 6 maggio 1990 Rosario Casillo PSI-PCI Sindaco
7 maggio 1990 23 aprile 1995 Rosario Casillo DC-PSI Sindaco
24 aprile 1995 13 giugno 2004 Graziano Turini Partito Democratico della Sinistra Sindaco
14 giugno 1999 12 giugno 2004 Graziano Turini Democratici di Sinistra Sindaco
13 giugno 2004 7 giugno 2009 Umberto Marvogli La Margherita Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Umberto Marvogli Partito Democratico Sindaco
26 maggio 2014 in carica Gabriele Toti Partito Democratico Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli sport più importanti e seguiti a Castelfranco di Sotto c'è la pallavolo, con una squadra maschile che milita nel campionato di serie B2 e una squadra femminile nel campionato di serie B2 di categoria, e il calcio femminile, con il Castelfranco Calcio Femminile, già Piazza 96 e Valdarno, che nel 2015 si è affiliato con l'Empoli e partecipa al campionato di Serie B.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Castelfranco di Sotto - Territorio: storia Archiviato il 14 settembre 2016 in Internet Archive..
  2. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 122.
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  4. ^ Che cosa è il Palio dei barchini con le ruote, Paliodeibarchini.it. URL consultato il 26 giugno 2011.
  5. ^ R.D.L. 15 novembre 1925, n. 2011, art. 2 s:R.D.L. 15 novembre 1925, n. 2011
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ a b San Bartolomeo a Paterno, Paliodeibarchini.it. URL consultato il 26 giugno 2011.
  8. ^ a b c San Martino in Catiana, Paliodeibarchini.it. URL consultato il 26 giugno 2011.
  9. ^ a b San Michele in Caprugnana, Paliodeibarchini.it. URL consultato il 26 giugno 2011.
  10. ^ a b San Pietro a Vigesimo, Paliodeibarchini.it. URL consultato il 26 giugno 2011.
  11. ^ a b c Dati del censimento Istat 2011, riferiti al perimetro del centro abitato.
  12. ^ La frazione è per metà situata nel comune di Fucecchio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 2, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, pp. 321–344.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN244741496
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