Castelfranco di Sotto

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Castelfranco di Sotto
comune
Castelfranco di Sotto – Stemma Castelfranco di Sotto – Bandiera
Castelfranco di Sotto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Pisa-Stemma.png Pisa
Amministrazione
Sindaco Gabriele Toti (Partito Democratico) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 43°42′00″N 10°45′00″E / 43.7°N 10.75°E43.7; 10.75 (Castelfranco di Sotto)Coordinate: 43°42′00″N 10°45′00″E / 43.7°N 10.75°E43.7; 10.75 (Castelfranco di Sotto)
Altitudine 16 m s.l.m.
Superficie 48,33 km²
Abitanti 13 219[2] (31-12-2010)
Densità 273,52 ab./km²
Frazioni Chimenti, Galleno, Orentano, Villa Campanile[1]
Comuni confinanti Altopascio (LU), Bientina, Fucecchio (FI), Montopoli in Val d'Arno, San Miniato, Santa Croce sull'Arno, Santa Maria a Monte
Altre informazioni
Cod. postale 56022
Prefisso 0571
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 050009
Cod. catastale C113
Targa PI
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Nome abitanti castelfranchesi
Patrono san Severo Martire
Giorno festivo 18 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelfranco di Sotto
Castelfranco di Sotto
Posizione del comune di Castelfranco di Sotto all'interno della provincia di Pisa
Posizione del comune di Castelfranco di Sotto all'interno della provincia di Pisa
Sito istituzionale

Castelfranco di Sotto è un comune di 13.219 abitanti della provincia di Pisa.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Castelfranco di Sotto si trova nel Valdarno inferiore, sulla riva nord dell'Arno. Il Comune di Castelfranco di Sotto è caratterizzato in gran parte da paesaggio collinare e boschivo, anche di pregio tra cui le Cerbaie. La parte più a sud del Comune, dove si trova il Capoluogo, è ubicata in pianura nella valle dell'Arno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Quattro piccoli villaggi già esistenti fra l'Arno e l'Usciana intorno all'anno 1000, nel lungo periodo di continue lotte fra Guelfi e Ghibellini e fra le città di Pisa, Lucca e Firenze, si trovavano esposti a continue scorrerie delle fazioni opposte e gli abitanti decisero di riunirsi in un sito fortificato più sicuro. Aiutati in ciò dalla città di Lucca che aveva interesse ad avere una piazzaforte in questa terra di confine e si adoprò perché fosse ben guarnita di abitanti, affrancando di gravami fiscali chi andasse ad abitarvi.

Di qui il nome di Castelfranco. Il borgo, cinto allora da mura possenti con sedici torri, conserva ancora la tipica struttura castrese romana con due strade principali che si incrociano al centro e conducono alle quattro porte delimitando i quartieri che hanno misure uniformi. Le porte ricordano i quattro villaggi ed i Santi titolari delle loro chiese che allora dipendevano dalla Pieve di S. Maria a Monte:

  • S. Pietro a Vigesimo
  • S. Martino in Catiana
  • S. Bartolomeo a Paterno
  • S. Michele in Caprugnana

Nella seconda metà del XIII e primi decenni del XIV secolo, condottieri ghibellini famosi come il Conte Guido Novello,Uguccione della Faggiola e Castruccio Castracani, guerreggiarono spesso nel Valdarno e Castelfranco, come negli altri borghi vicini, subì assedi e distruzioni. Durante quel periodo si rese volontariamente ed alternativamente soggetto a Pisa e Lucca, con precise capitolazioni di diritti ed obblighi che evidenziano la sua importanza logistica e militare e fanno intendere che già si erano dati particolari statuti ed acquisito una certa autonomia nel governarsi. Lo prova anche il fatto che partecipò con un proprio rappresentante, Bartolomeo di Gheruccio, all'incontro promosso da Re Roberto di Napoli per riportare la pace tra i Guelfi e Ghibellini toscani. Nel 1330 dopo la morte di Castruccio, si consolidò in Toscana, la potenza di Firenze e Castelfranco, come gli altri centri del Valdarno di Sotto, decise di soggettarsi a questa città inviando i suoi due Sindaci a trattare condizioni che furono vantaggiose per il nostro borgo. Castelfranco fu patria di personaggi famosi nelle arti militari, come alcuni componenti delle famiglie Guerrazzi e Novelli, in virtù e dottrina come il beato Gherardo e Fra Felice di Gherardo Casini, in scienze giuridiche sempre delle famiglie eminenti GuerrazziFerretti e Dati. Può vantare anche artisti di chiara fama come Antonio Novelli scultore del XVII secolo e Antonio Puccinelli pittore del XIX secolo. Nel 1839 Castelfranco diviene Podesteria di prima classe con giurisdizione sui Comuni di S.Croce, S.Maria a Monte e Montecalvoli. Nel 1848 fu sede di Pretura e fino al 1866 anche di Mandamento. Nel 1860 gli abitanti di Castelfranco si pronunciarono compatti per l'Unità d'Italia con 891 voti a favore e 19 contrari. Nel 1912 venne ad ampliarsi il suo territorio ed aumentò notevolmente la sua popolazione per l'aggregazione volontaria di una parte della Parrocchia di Orentano già soggetta al Comune di S.Croce.

Orentano è per popolazione il secondo centro del Comune. Con la peste nera nel 1348 Orentano, Galleno e Staffoli rimasero spopolati e la vasta distesa delle Cerbaie, sfruttata solo col pascolo ed il taglio del legname, fu oggetto di dispute tra i Comuni di Fucecchio, S.Croce e Castelfranco, che vennero sanate con un lodo del Governo della Repubblica Fiorentina nel 1412. Con questo lodo il territorio a sud dell'antica Via Francigena vene assegnato ai due Comuni di S.Croce e Castelfranco. Il territorio tornò a ripopolarsi solo agli inizi del '500 con famiglie di coltivatori provenienti dal Valdarno ed uno "Statuto dei Poderi di Cerbaia del 1538", adottato congiuntamente dai due Comuni favorì questo processo. La divisione del territorio di Orentano è rimasta inalterata fino al 1912 allorché con decreto reale venne accolta la petizione degli abitanti di Orentano volta a stare riuniti sotto il Comune di Castelfranco di Sotto.

Villa Campanile già Villa di Campanile fu chiamata così la residenza di un Franciosini di Castelfranco che aveva possedimenti in quel luogo nel XVIII secolo. Intorno alla Villa e all'annesso Oratorio è sorta e cresciuta la comunità che ne ha preso il nome. È stata parte del territorio di Orentano fino al 1925 allorché venne riconosciuta come Parrocchia e negli anni '50 di questo secolo come Frazione autonoma del Comune.

Galleno è stato fin dall'Alto Medioevo posto in sosta di ristoro lungo la Via Francigena, e come tale ricordato da molti documenti e cronache di viaggiatori datati prima dell'anno Mille. Già in possesso dei Conti Cadolingi di Fucecchio, all'estinzione di questa famiglia feudale passò al Vescovo di Lucca. Rimasto anch'esso deserto con la peste del 1348, i resti del borgo e l'annesso territorio vennero concessi a livello dal Comune di Fucecchio, già nel corso del '400, alla famiglia degli Orlandini che provvide alla cura di quel tratto di Via Francigena, riattivò ostello e mulini. Da quel tempo la famiglia, tuttora presente in Fucecchio, prese il nome dei Galleni. In territorio di Castelfranco è solo una modesta striscia di terreno a sud della antica Via Francigena. Il territorio comunale comprende anche la parte meridionale di Via delle Pinete dove sono localizzate abitazioni dell'abitato diStaffoli ed anche la parte meridionale della strada Provinciale della Valdinievole nella frazione di Chimenti.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio

Castelfranco, fino alla metà degli anni sessanta, era circondata da un muro di cinta. Però come resti sono rimaste le quattro porte di entrata, ognuna rappresenta le quattro contrade cittadine.

La torre campanaria

La torre Campanaria è stata costruita nel medioevo come campanile della Chiesa collegiata. Essa è situata sulla porta di San Pietro a Vigesimo, e dispone sulla facciata rivolta al centro storico di un orologio.

Il municipio

Il municipio è uno degli edifici storici di Castelfranco di Sotto. Essa è composta da colonne di pietra, e nel corso del tempo è stato riverniciato con vari colori. Essa è esposta sulla piazza principale del paese.

Collegiata dei Santi Pietro e Paolo

È la chiesa principale del paese

Chiesa e convento di San Matteo

Teatro della Compagnia

Con l'inaugurazione del 30 novembre 2013, il Teatro della Compagnia viene ad arricchire la vita culturale di Castelfranco di Sotto. Ospitato nell'edificio che fu della Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, il teatro prende il nome dalla "Compagnia del Santissimo Sacramento" la quale, dall'inizio del '800 fino alla Seconda Guerra Mondiale, utilizzava l'edificio per l'organizzazione delle sontuose feste dei "tendoni", in onore del Corpus Domini. La chiesa, annessa ad un monastero e conosciuta dai Castelfranchesi come "della Compagnia", risale al 1333 quindi a meno di un secolo dalla nascita del “Castello Franco”, avvenuta attorno al 1253. Con le soppressioni napoleoniche del 1806, il complesso religioso divenne proprietà privata della nobile famiglia castelfranchese dei Martellini-Pontanari; passò quindi ai Brunetti e poi agli Aglietti. Gravemente danneggiati durante il passaggio del fronte nel 1944, buona parte degli edifici vennero acquisiti nel dopoguerra dall’Amministrazione Comunale per essere demoliti e consentire l'ampliamento l’attuale piazza XX Settembre. La chiesa rimase invece di proprietà della curia e attraversò vicende alterne fino alla sua sconsacrazione. Nel 2006 l'edificio fu acquistato dal Comune di Castelfranco di Sotto con l'intento dichiarato di realizzarvi un teatro.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Uno tra gli sport più importanti e seguiti a Castelfranco di Sotto è la pallavolo. Una squadra maschile nel campionato di serie B2 mentre una squadra femminile fa parte del campionato di serie B2 nazionale.

Le chiese[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate alla città[modifica | modifica wikitesto]

Castelfranco di Sotto, targa lettera condannato a morte Remo Bertoncini

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci di Castelfranco di Sotto[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 maggio 1985 6 maggio 1990 Rosario Casillo PSI-PCI Sindaco
7 maggio 1990 23 aprile 1995 Rosario Casillo DC-PSI Sindaco
24 aprile 1995 13 giugno 2004 Graziano Turini Partito Democratico della Sinistra Sindaco
14 giugno 1999 12 giugno 2004 Graziano Turini Democratici di Sinistra Sindaco
13 giugno 2004 7 giugno 2009 Umberto Marvogli La Margherita Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Umberto Marvogli Partito Democratico Sindaco
26 maggio 2014 in carica Gabriele Toti Partito Democratico Sindaco

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La partenza del Palio dei Barchini con le Ruote del 2007.

Annualmente, nella terza domenica di maggio, a Castelfranco di Sotto si svolge il Palio dei barchini con le ruote, dove le quattro contrade San Michele in Caprugnana, San Martino a Catiana, San Bartolomeo a Paterno e San Pietro a Vigesimo si sfidano in una gara di barchini che, mossi dai rematori, dovranno fare dei giri intorno a Piazza Garibaldi. Durante la mattina, il paese è animato da musici e sbandieratori di ogni età, vestiti con abiti dell'epoca, delle quattro contrade.

San Bartolomeo a Paterno

La contrada di San Bartolomeo a Paterno, i cui colori caratteristici sono il rosso e blu, estende il suo territorio nella parte nord-occidentale di Castelfranco, lungo l´asse corso Bertoncini-Francesca Sud a ovest e via Cavour-via Usciana a nord. Confina con le contrade San Martino in Catiana e San Michele in Caprugnana. All´interno del suo territorio, dove risiedono circa 1.500 famiglie, sorgono l´ex chiesa di Santa Chiara, la Casa del Popolo, l´ospedale "Selene Menichetti" e gran parte della nuova zona residenziale.[4]

Il borgo di Paterno si trova citato già il 10 novembre 847 in occasione di un contratto di affitto relativo al Monastero di S. Ippolito in Aniano. È possibile situarlo tra l'Arno e l'Usciana e più precisamente lungo la strada che conduce a S. Maria a Monte. Il titolo della chiesa dovrebbe invece risalire circa all´anno 1000 quando l´Imperatore Ottone III fece trasportare in Italia il corpo del Santo diffondendone il culto. Con l´edificazione del castello Paterno ha dato il nome alla porta che guarda verso Pisa e al quartiere occidentale di Castelfranco.[4]

San Martino in Catiana[modifica | modifica wikitesto]

La contrada di San Martino in Catiana, i cui colori caratteristici sono l'arancio e il verde, identifica la parte sud-occidentale di Castelfranco, racchiuso tra l´Arno, via De Gasperi e la provinciale Francesca Sud. È la contrada con il territorio più piccolo ma probabilmente anche quella più densamente popolata. Confina con le contrade San Bartolomeo e San Pietro. All´interno del suo territorio si trovano l´ex chiesa dei Santissimi Jacopo e Filippo, piazza XX settembre e piazza Garibaldi.[5]

Le prime notizie storiche del villaggio di Catiana risalgono al X secolo d.C. Sorgeva sulla riva destra dell´Arno a circa trecento metri a sud del centro storico di Castelfranco sulle terre che furono feudo dei conti Cadolingi di Borgonovo. Intorno all´anno mille il vico dimostrava un'attività economica molto sviluppata per l´epoca, testimoniata dalla presenza di dodici case, tra cui due di pescatori e innumerevoli vigneti che producevano un ottimo vino bianco. L´interesse dei conti per queste terre era tale che vi fecero risiedere permanentemente un loro massaro (amministratore).[5] La chiesa di S. Martino, attorno alla quale sorgeva Catiana, fu fondata dal conte Cadolo dei Cadolingi e dalla di lui moglie Gemma, figlia del principe di Benevento e Capua, Landolfo. Il loro figlio Lotario donò in suffragio dei genitori, la chiesa al Monastero di S. Salvatore di Fucecchio il 7 giugno del 1006. Dopo l´edificazione del Castello il nome di Catiana venne attribuito alla porta che guarda l´Arno e al quartiere posto nella parte meridionale del paese.[5]

San Michele in Caprugnana[modifica | modifica wikitesto]

La contrada di San Michele in Caprugnana, i cui colori sociali sono il nero ed il giallo, estende il suo territorio nel quartiere nord-orientale di Castelfranco, racchiuso tra via Usciana, via Francesca Nord e il Lungomonte in direzione di Santa Croce. La contrada giallo-nera, insieme a San Bartolomeo, ha il territorio più ampio ma anche quello più scarsamente popolato. Confina con San Bartolomeo e San Pietro. All'interno del suo territorio si trovano la chiesa Collegiata, il cimitero, il centro polisportivo comunale e le scuole elementari. Detiene il record di vittorie al palio di Castelfranco di Sotto, dieci.[6]

San Michele in Caprugnana compare per la prima volta nei documenti della Diocesi di Lucca nell´anno 951. Era situato nelle vicinanze delle terre paludose che allora caratterizzavano il corso del fiume Usciana, nel luogo dove era edificata la "Marginetta". Oggi Caprugnana dà il nome alla torre e alla porta che guardano Montefalcone e al quartiere posto a Nord del paese.[6]

San Pietro a Vigesimo[modifica | modifica wikitesto]

La contrada di San Pietro a Vigesimo, i cui colori sociali sono il bianco ed il celeste, identifica il quartiere sud-orientale di Castelfranco, racchiuso tra l´Arno, via De Gasperi e la provinciale Francesca Nord, un territorio piccolo ma molto popolato, dove tra l´altro si trovano alcuni degli edifici più importanti di Castelfranco, come il palazzo comunale e il campanile. Confina con le contrade San Martino e San Michele.[7]

Le prime notizie riguardanti Vigesimo e la relativa chiesetta di S. Pietro risalgono all´anno 802; si tratta di contratti di affitto e vendita di beni che lo dicono situato lungo le rive dell´Arno e confinante con territori oggi situati nel comune di S. Croce. Con l´edificazione di Castelfranco fu proprio la chiesa di S. Pietro a dare il titolo alla nuova chiesa castellana mentre la chiesa del borgo assunse il titolo di S. Barbara. Oggi Vigesimo identifica il quartiere orientale del paese e la porta che guarda Firenze sovrastata dalla più potente torre di Castelfranco.[7]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Castelfranco di Sotto - Localizzazione.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b San Bartolomeo a Paterno, Paliodeibarchini.it. URL consultato il 26 giugno 2011.
  5. ^ a b c San Martino in Catiana, Paliodeibarchini.it. URL consultato il 26 giugno 2011.
  6. ^ a b San Michele in Caprugnana, Paliodeibarchini.it. URL consultato il 26 giugno 2011.
  7. ^ a b San Pietro a Vigesimo, Paliodeibarchini.it. URL consultato il 26 giugno 2011.

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