Monteverdi Marittimo

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Monteverdi Marittimo
comune
Monteverdi Marittimo – Stemma Monteverdi Marittimo – Bandiera
Monteverdi Marittimo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Pisa-Stemma.svg Pisa
Amministrazione
SindacoCarlo Giannoni (lista civica Uniti per il futuro) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate43°11′N 10°43′E / 43.183333°N 10.716667°E43.183333; 10.716667 (Monteverdi Marittimo)Coordinate: 43°11′N 10°43′E / 43.183333°N 10.716667°E43.183333; 10.716667 (Monteverdi Marittimo)
Altitudine364 m s.l.m.
Superficie98,09 km²
Abitanti758[3] (31-12-2015)
Densità7,73 ab./km²
FrazioniCanneto[1]
Comuni confinantiBibbona (LI), Castagneto Carducci (LI), Montecatini Val di Cecina, Monterotondo Marittimo (GR), Pomarance, Sassetta (LI), Suvereto (LI)
Altre informazioni
Cod. postale56040
Prefisso0565
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT050021
Cod. catastaleF661
TargaPI
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona D, 2 039 GG[4]
Nome abitantimonteverdino, monteverdini[2]
Patronosant'Andrea
Giorno festivo30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monteverdi Marittimo
Monteverdi Marittimo
Monteverdi Marittimo – Mappa
Posizione del comune di Monteverdi Marittimo all'interno della provincia di Pisa
Sito istituzionale

Monteverdi Marittimo è un comune italiano di 758 abitanti della provincia di Pisa.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese, facente parte del circondario della Val di Cornia, sorge a ridosso delle Colline Metallifere, ad un'altitudine di 364 metri s.l.m. I maggiori corsi d'acqua che passano per il Comune di Monteverdi, sono il fiume Cornia, i torrenti Sterza e Sterzuola, il Massera e il Ritasso.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Monteverdi Marittimo, conserva antiche testimonianze, infatti sono stati ritrovati in prossimità dell'abitato resti di una strada romana e altre rovine, ma le origini del borgo sono da imputare alla fondazione dell'abbazia del monastero di San Pietro in Palazzuolo avvenuta nell'alto medioevo anno 754 d.C. per opera dal nobile longobardo figlio del gastaldo Ratchausi di Pisa, Wilfrido (san Walfredo) è indicato come il capostipite della famiglia pisana che verrà successivamente conosciuta come Della Gherardesca. Il castello di Monteverdi sorse prima del Mille ma sicuramente successivamente all'Abbazia, la storia del monastero e del castello non è sempre andata di pari passo, infatti mentre gli abitanti del borgo si sottomisero a Volterra, i monaci benedettini di San Pietro si misero sotto la protezione di Massa Marittima. Il castello era di proprietà dei Bonsignore (o Bonsignori) nell'XII e nel XIII secolo. [5] In seguito Volterra prese il controllo di tutto il territorio. Nel 1360 il monastero venne assalito e danneggiato da Pisa durante gli scontri con i Fiorentini; in questo periodo il monastero era aggregato alla Congregazione dei Vallombrosani.

Monteverdi a fasi alterne venne assoggettato da Firenze e dalla Signoria di Piombino; infine i Fiorentini sottomisero Monteverdi nel 1472 in occasione della conquista di Volterra. Il Monastero perse gradualmente importanza fino al suo abbandono nel 1561, con richiesta di trasferimento dei monaci dentro il castello di Monteverdi, a condizione però che essa ritenesse il titolo di San Pietro; questo nuovo convento si limitò ad un ospizio con due o tre monaci dell'abbazia di Vallombrosa di cui si hanno notizie fino al 1700. Nel 1665 il granduca di Toscana Ferdinando II de' Medici eresse il territorio Monteverdi in feudo granducale compresi quello di Canneto, e i casali di Gualda e di Caselli, consegnandoli alla nobile famiglia volterrana degli Incontri, a favore del Cav. poi senatore Ferdinando Incontri.

Il borgo è uno di quelli che trasse maggiore vantaggio dalle riforme leopoldine messe in atto nel 1776 da Pietro Leopoldo di Lorena. Con l'abolizione dei feudi a seguito del nuovo assetto territoriale ridisegnato dal Granducato di Toscana, il castello di Monteverdi ottenne infatti la sospirata autonomia comunale. La dominazione dei Lorena continuò sino all'inizio del 1800 infatti come nel resto della toscana il territorio fu invaso dalle truppe francesi al seguito di Napoleone Bonaparte che occuparono il territorio e vi rimasero fino al 1814. Dal 1815 Monteverdi Marittimo rientrò a far parte del Granducato di Toscana, retto ancora dai Lorena, il comune era amministrativamente sotto Pisa, nel 1837 passa sotto l'amministrazione del compartimento granducale di Grosseto, rimanendovi fino alla sua annessione al Regno d'Italia avvenuta ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia, rientrando amministrativamente nell'ambito pisano nella neonata provincia di Pisa. Testimonianza del periodo lorenese è la cappella Oratorio del Santissimo Sacramento del 1751 con la collocazione al suo interno delle spoglie di San Walfredo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa di San Walfredo: la festa è celebrata ogni prima domenica di agosto in onore del nobile longobardo fondatore dell'abbazia di San Pietro in Palazzuolo.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Monteverdi Marittimo comprende al suo interno la frazione di Canneto e il nucleo abitato di Gualda.[1]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1º marzo 2012 ha fatto parte della Comunità Montana Alta Val di Cecina. Con lo scioglimento di quest'ultima, ha fondato con i comuni di Pomarance e Montecatini Val di Cecina, l'Unione Montana Alta Val di Cecina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Statuto comunale di Monteverdi Marittimo, Art. 2.
  2. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 349.
  3. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Dizionario geografico fisico storico della Toscana di Emanuele Repetti, Firenze, 1839, pag. 556
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana di Emanuele Repetti
  • Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 2, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, pp. 601-626.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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