Sergio Berlato

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Sergio Berlato

Eurodeputato
Legislature V, VI, VII, IX (dal 01/02/2020)
Gruppo
parlamentare
Unione per l'Europa delle Nazioni (VI), Partito Popolare Europeo - Democratici Europei (VII)
Circoscrizione Italia nord-orientale
Incarichi parlamentari
Membro della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

Dati generali
Partito politico Fratelli d'Italia (dal 2014)
In precedenza:
Caccia Pesca Ambiente (1990-1995)
AN (1995-2009)
PdL (2009-2013)
FI (2013-2014)
Titolo di studio Diploma di istituto tecnico-commerciale

Sergio Antonio Berlato (Marano Vicentino, 27 luglio 1959) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Diploma di scuola media superiore, è stato consigliere, assessore regionale del Veneto e deputato del Parlamento europeo, rieletto per la seconda volta nel 2004 per la lista di Alleanza Nazionale nella circoscrizione nord-est (41 000 preferenze), proclamato in sostituzione di Gianfranco Fini che non accetta l'incarico per incompatibilità con la carica di governo italiana. È stato iscritto al gruppo Unione per l'Europa delle Nazioni.

È stato membro della Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale; della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare; della Delegazione per le relazioni con l'Australia e la Nuova Zelanda; della Delegazione per le relazioni con la Repubblica popolare cinese.

Nelle elezioni europee del 6-7 giugno 2009 viene rieletto nel collegio nord - orientale raccogliendo 58 137 preferenze personali nella lista del Popolo della Libertà. Iscritto al gruppo del Partito Popolare Europeo, ne ha ricoperto il ruolo di capo vicario della delegazione italiana. È stato membro della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare ed ha aderito nel 2013 alla rinata Forza Italia.

Dopo essere stato escluso dalle candidature per le elezioni europee del 2014 nelle liste di Forza Italia accetta la candidatura al parlamento europeo per Fratelli d'Italia. Berlato ha denunciato che la sua esclusione è frutto della svolta animalista del leader Silvio Berlusconi in contrasto con la sua passione per la caccia e per aver denunciato presunti malaffare in Veneto.[1] Non viene eletto alle elezioni europee del 2014.

Alle elezioni regionali in Veneto del 2015 si candida per la carica di consigliere regionale, in provincia di Vicenza, nelle liste di Fratelli d'Italia-AN, venendo eletto consigliere con circa 10.000 preferenze.

Si candida poi alle Elezioni europee del 2019 per FdI nella circoscrizione II Italia Nord Orientale. Con oltre 19.000 preferenze risulta essere il candidato più votato dopo la leader Giorgia Meloni, divenendo uno dei tre candidati che saranno eletti dopo la fuoriuscita della Gran Bretagna per la Brexit. Per tale motivo il 31 gennaio 2019 si è dimesso dalla carica di consigliere regionale del Veneto, al suo posto gli è subentrato il sindaco di Albettone Joe Formaggio

Viene ufficialmente eletto il 1º febbraio 2020, dopo l'uscita dei parlamentari inglesi per la Brexit.

Nel dicembre 2019 è rimasto coinvolto in una polemica sessista e antiambientalista dopo aver pubblicato un post su Facebook. [2] Nell'agosto 2020 altra polemica dopo aver sostenuto il genero candidato alle elezioni regionali in una lettera inviata ai 7 mila cacciatori vicentini della sua associazione dicendo che "ha sposato mia figlia, quindi è affidabile".[3][4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Berlato impallinato da Berlusconi si candida con Fratelli d'Italia, in Libero, 16 aprile 2014. URL consultato il 24 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2014).
  2. ^ Vignetta sessista contro “animaliste e vegane”, polemica su Berlato, in Il sole 24 ore, 27 dicembre 2019.
  3. ^ Sergio Berlato, il ras veneto di Fdi, candida il genero alla Regione: "Ha sposato mia figlia, è affidabile", su corriere.it, 11 agosto 2020. URL consultato il 12 agosto 2020.
  4. ^ Sergio Berlato, ras di Fratelli d'Italia in Veneto, candida il genero, su nextquotidiano.it, 12 agosto 2020. URL consultato il 12 agosto 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]