Albettone

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Albettone
comune
Albettone – Stemma Albettone – Bandiera
Albettone – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
Sindaco Joe Formaggio (Fratelli d'Italia) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°22′N 11°35′E / 45.366667°N 11.583333°E45.366667; 11.583333 (Albettone)Coordinate: 45°22′N 11°35′E / 45.366667°N 11.583333°E45.366667; 11.583333 (Albettone)
Altitudine 19 m s.l.m.
Superficie 20,21 km²
Abitanti 2 079[2] (31-12-2014)
Densità 102,87 ab./km²
Frazioni Lovertino

Località: Lovolo[1]

Comuni confinanti Agugliaro, Barbarano Vicentino, Campiglia dei Berici, Rovolon (PD), Sossano, Villaga, Vo' (PD)
Altre informazioni
Cod. postale 36020
Prefisso 0444
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024002
Cod. catastale A154
Targa VI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 269 GG[3]
Nome abitanti albettonesi
Patrono Natività della Beata Vergine Maria
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Albettone
Albettone
Posizione del comune di Albettone all'interno della provincia di Vicenza
Posizione del comune di Albettone all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Albettone (Albetón in dialetto vicentino) è un comune italiano di 2 079 abitanti[2] della provincia di Vicenza in Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Albettone è situato in una zona collinare fra i Colli Berici e i Colli Euganei. Albettone è attraversato dal canale Bisatto, antica via di comunicazione, scavato intorno al sec. XII dai vicentini per incanalare le acque del Bacchiglione a danno dei padovani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del territorio vicentino.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Albettone deriverebbe da "Al Betone", da bodo (fossato), in riferimento quindi alla presenza di corsi d'acqua[4].

Epoca antica[modifica | modifica wikitesto]

La sola testimonianza del fatto che il territorio di Albettone fosse abitato anche in epoca preistorica è una scheggia silicea a forma di lancia, trovata nel 1935 nella valletta sotto la chiesa vecchia di Lovertino e conservata nel Museo Atestino di Este.

Sono stati invece ritrovati reperti dell'epoca romana attorno alla chiesetta dei Santi Vito e Modesto: frammenti di anfore, pezzi di spade, pietre grezze, sagomate e lavorate, e molti cocci laterizi (embrici, tegoloni, mattoni). Esistono anche notevoli tratti di fondazioni fatte in scaglia mista a cocci di embrici romani messi in calce, strati di pavimenti e parti di mosaici, fondazioni che si prolungano in direzione est fino agli "Absidi". È probabile che in epoca romana qui sorgesse un abitato; si è anzi supposto che il nome Melia fosse legato a quello della via consolare romana Emilia Altinate, un braccio della quale probabilmente attraversava la distesa pianeggiante tra gli ultimi dossi dei Berici e i prospicienti Euganei[4].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Albettone viene ufficialmente nominato per la prima volta nel 983, in un privilegio con il quale il vescovo di Vicenza Rodolfo donava al monastero benedettino dei Santi Vito e Modesto alcune masserizie.

Il territorio è attraversato dal canale Bisatto, scavato intorno al XII secolo dai vicentini per incanalare le acque del Bacchiglione a danno dei padovani. Il Bisatto, antica via di comunicazione in epoche in cui le vie fluviali erano più importanti di quelle di terra, rivestì un'importanza fondamentale per l'economia locale, in quanto permetteva l'agevole invio nelle città della pietra calcarea, assai abbondante in queste zone, dalla quale si ricavava la calce idraulica. Per controllare il traffico commerciale, vennero costruite lungo il canale varie torri, e una di queste - la "Colombara" - è ancora esistente e restaurata; durante la dominazione veneziana essa fu la torre di guardia del porto di Albettone[4].

L'esistenza di un castello vescovile ad Albettone sin dal X secolo è provata da diplomi imperiali di Ottone III dell'anno 1000 e di Federico II del 1220 - che lo esentavano dalla tassa del fodro - nonché dall'atto di donazione fatta da Enrico IV nel 1084 al vescovo di Vicenza Ecelino.

I cronisti vicentini dell'epoca sono concordi nell'affermare che il castello in questione venne distrutto durante le guerre dei secoli XIII e XIV tra vicentini e padovani. Probabilmente esso non fu più ricostruito; nei vari documenti delle epoche successive, infatti, non se ne fa più menzione.

Secondo la tradizione locale, il castello sorgeva sulla sommità del colle che tuttora conserva il nome di Castellaro e che sovrasta la chiesa parrocchiale di Santa Maria; ancora verso la metà del Novecento ne erano visibili i resti[5].

Verso la metà del Trecento, durante la dominazione scaligera, il territorio di Albettone fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Barbarano e tale rimase sino alla fine del XVIII secolo[6].

Epoca moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Albettone è arricchito da alcune ville di notevole interesse storico ed artistico.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale, intitolata alla natività di Maria Vergine, costruita nel XV secolo e ricostruita negli anni 1860 - 1870, definitivamente consacrata il 23 settembre 1923.
  • Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, con annesso ospedale scomparso nel XIV secolo.
  • Chiesa di San Silvestro, nella frazione di Lovertino, anticamente situata sul colle, sul quale è tuttora in parte visibile.
  • Chiesetta dei Santi Vito e Modesto, documentata già nel 753. Situata in pianura sul lato destro della strada che conduce a Vò Vecchio di Padova[7]. La piccola abside conserva la sua struttura originaria, mentre il resto dell'edificio ha subito una sostanziale trasformazione nel periodo romanico, cioè nei secoli a cavallo dell'anno Mille. Presentava all'interno la figura di una grotta. Un furioso nubifragio la danneggiò gravemente nel 1965, facendone crollare il tetto e lasciando in piedi solo i muri perimetrali. Intorno al Duemila è stata oggetto di un particolareggiato restauro, che l'ha riportata all'aspetto originale.
  • Chiesa di San Michele, a Lovolo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Negri De Salvi o Villa Campiglia, ex sede municipale.
Costruita dalla nobile famiglia Campiglia, la villa passò nel XVI secolo ai Gonzaga e, nell'Ottocento, ai Salvi, che la rimaneggiarono completamente. Durante questo secolo il diffondersi del gusto romantico portò a numerosi interventi sulle antiche case di villa che i proprietari ritenevano inadeguate alla moda del tempo e così nel 1842 i Negri de Salvi conferirono all'architetto Antonio Caregaro Negrin l'incarico di smantellare la residenza quattrocentesca, per erigere un nuovo edificio al quale fu dato l'attuale aspetto neogotico.
L'unica testimonianza del passato è rappresentata da una piccola sala al pianterreno, ove è tuttora conservata una serie di affreschi attribuiti a Giovanni Antonio Fasolo. Tra il 1560 e il 1570 egli dipinse episodi e svaghi della vita in villa particolarmente suggestivi per l'eleganza delle figure e per la naturalezza degli atteggiamenti; un ciclo di affreschi che dà l'immagine più compiuta della vita in villa dell'aristocrazia veneta del Cinquecento, un costume che si protrarrà per altri due secoli. Le scene superstiti, raffiguranti la musica, il gioco e la caccia, subirono, nel 1858, pesanti manomissioni ad opera di Giovanni Busato e solo recenti restauri ne hanno restituito il fascino e la bellezza[4].
  • Villa Ricci Manfredini detta Ca' Brusà, ubicata a Lovolo di Albettone, risalente al XV secolo e probabilmente costruita per volere di una nobile famiglia veneziana. Nel corso dei secoli, fu di proprietà degli Erizzo, dei Manfredini, dei Ricci, venendo sempre utilizzata in rapporto allo sfruttamento dei fondi agricoli.
L'architettura dell'edificio esula completamente dagli schemi tradizionali della villa veneta e sembrerebbe piuttosto ricondursi a forme medievali; ciò parrebbe suffragare la tesi di coloro che vedono in Ca' Brusà l'adattamento quattrocentesco di un precedente castello[8].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]


Persone legate ad Albettone[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Del Comune di Albettone fa parte la frazione di Lovertino, con una popolazione di circa 200 abitanti. Rispettivamente di 200 e di 110 abitanti sono le località Lovolo e Castello. Altre località o contrade del Comune sono: Burchia, Burchietta, Dall'Armellina, Lovolo Vicentino, Milan, Ponti Nuovi, Quari, Ramin e Strada Pozzetto.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Albettone è attraversata dalla ex strada statale Riviera dei colli Berici; sulla rete stradale il trasporto pubblico è garantito da autocorse svolte dalla società Ferrovie e Tramvie Vicentine (FTV).

Fra il 1887 e il 1979 la località fu servita dalla fermata Ponte Botti-Albettone della tranvia Vicenza-Noventa-Montagnana, gestita anch'essa dalle FTV.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
8 giugno 2009 18 maggio 2014 Joe Formaggio Destra Sindaco
19 maggio 2014 in carica Joe Formaggio Fratelli d'Italia Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Albettone - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ a b c d Sito del Comune
  5. ^ Antonio Canova e Giovanni Mantese, ‘'I castelli medievali del vicentino'’, Accademia Olimpica, Vicenza, 1979, p. 44
  6. ^ Canova, op. cit., p. 40
  7. ^ È stata definita dall'archeologo vicentino mons. G. Lorenzon "la gemma dei Berici".
  8. ^ Antonio Canova e Giovanni Mantese, ‘'op. cit.'’, p. 49
  9. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Demetrio Condostaulo, Memorie storiche di Albettone , Vicenza, Tipografia reale di Girolamo Burato, 1871
  • Giorgio Dal Piaz, Note sulla Costituzione geologica di Albettone, Padova, 1902

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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