Silvano Moffa

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Silvano Moffa
Silvano Moffa (2008).jpg

Presidente della Provincia di Roma
Durata mandato 29 novembre 1998 –
25 maggio 2003
Predecessore Giorgio Fregosi
Successore Enrico Gasbarra

Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Durata mandato 30 dicembre 2004 –
17 maggio 2006
Capo del governo Silvio Berlusconi
Predecessore Carica creata
Successore Andrea Annunziata

Presidente dell'11ª Commissione Lavoro della Camera dei deputati
Durata mandato 14 maggio 2009 –
14 marzo 2013
Predecessore Stefano Saglia
Successore Cesare Damiano

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 aprile 2006 –
14 marzo 2013
Legislature XV, XVI
Gruppo
parlamentare
XV: Alleanza Nazionale
XVI:
- Popolo della Libertà (fino al 30/07/2010)
- Futuro e Libertà per l'Italia (dal 30/07/2010 al 14/12/2010)
- Misto (dal 14/12/2010 al 14/12/2010)
- PeT (2011-2013)
Coalizione Casa delle Libertà (XV)
Centro-destra 2008 (XVI)
Circoscrizione Lazio 1
Incarichi parlamentari
XVI legislatura:
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Azione Popolare (dal 2011)
In precedenza:
MSI (1970-1995)
AN (1995-2009)
PdL (2009-2010)
FLI (2010)
Ind. (2010-2011)
CP (2012-2015)
Titolo di studio Maturità scientifica
Professione Giornalista

Silvano Moffa (Roma, 21 aprile 1951) è un politico e giornalista italiano.

È stato Presidente della provincia di Roma dal 1998 al 2003, Sottosegretario alle Infrastrutture e dei Trasporti dal 2004 al 2006 e deputato dal 2006 al 2013.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Silvano Moffa inizia la sua carriera politica a Colleferro, dove nel 1970 entra nella direzione locale del Movimento Sociale Italiano (MSI), dove nel 1971 viene eletto segretario cittadino del MSI di Colleferro, e nel 1972 diventa membro del Comitato centrale del partito.

Nel 1973 viene eletto consigliere comunale a Colleferro e capogruppo dell'MSI nel medesimo consiglio.

Nel 1975 diventa giornalista del Secolo d'Italia, in cui ottiene l'incarico di caporedattore nel 1977, divenendo membro della direzione nazionale del MSI, facente capo alla componente di Pino Rauti.

Nel 1989, Silvano Moffa lascia il giornale per dedicarsi maggiormente alla politica, in particolare sul piano locale.

Sindaco di Colleferro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 si candida a sindaco di Colleferro con la lista civica "Aria nuova", composta in larga parte da esponenti del MSI, e vince il ballottaggio contro Rossella Menichelli con il 51,0% dei voti. Moffa entra così a far parte dell'esecutivo nazionale dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), di cui diventa vicepresidente.

Nel 1995 aderisce alla svolta di Fiuggi di Gianfranco Fini da MSI ad Alleanza Nazionale (AN), di cui divenne suo segretario dell'ufficio politico.

Nel 1997, viene riconfermato sindaco di Colleferro con il 66,5% dei voti espressi e resterà in carica fino al 2001.[1]

Consigliere e Presidente della Provincia di Roma[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 si candida alla presidenza della Provincia di Roma ottenendo il 48,9% del consenso e distaccando di circa dieci punti il candidato del centro-sinistra Giorgio Fregosi, fermo al 37,1%. Al ballottaggio tuttavia Moffa viene battuto da Fregosi che, con il 51,1%, è eletto presidente.

Nel 1998 si candida a presidente della Provincia di Roma, vincendo al ballottaggio contro la candidata del centro-sinistra Pasqualina Napoletano con il 51,1% dei voti.

Alle elezioni amministrative del 2003 Moffa punta alla rielezione, appoggiato da AN, Forza Italia, l'UdC, Nuovo PSI, Partito Repubblicano Italiano, Verdi Federalisti e una serie di liste civiche, ma viene sconfitto da Enrico Gasbarra. Viene comunque eletto consigliere provinciale per Alleanza Nazionale.

Rielezione a Colleferro e Sottosegretario[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni comunali laziali del 2004 si candida per la terza volta a sindaco di Colleferro, sostenuto da AN, Forza Italia, Unione di Centro, Nuovo PSI e le liste "Partito del Cuore" e "Aria Nuova", vincendo al primo turno, sebbene di stretta misura col 50,6% dei voti.

Il 30 dicembre 2004 viene nominato sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel secondo governo Berlusconi.

Elezione a deputato[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2006 viene candidato alla Camera dei deputati, ed eletto deputato con Alleanza Nazionale nella circoscrizione Lazio 1.

Nell'estate del 2007 viene nominato Commissario provinciale di AN a Latina.

Viene rieletto alle elezioni politiche del 2008 alla Camera dei deputati con il Popolo della Libertà in quota Alleanza Nazionale nel collegio Lazio 1 per la XVI Legislatura; nel maggio 2009 viene eletto Presidente della XI Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato) della Camera.

Abbandono del Pdl e Futuro e Libertà[modifica | modifica wikitesto]

Moffa durante le consultazioni al Quirinale per la formazione del Governo Monti

Il 30 luglio 2010 aderisce al gruppo di Futuro e Libertà per l'Italia e il 23 settembre diventa portavoce dei gruppi parlamentari. Il 14 dicembre 2010 Moffa, seppure firmatario della mozione di sfiducia presentata da Futuro e Libertà e da altri partiti e di un documento all'interno del suo gruppo in cui si sanciva un suo voto favorevole alla sfiducia in caso di dimissioni del premier Silvio Berlusconi, a seguito del voto al Senato rende noto di non aver mai condiviso la linea della sfiducia, ma di voler votare ugualmente per la sfiducia purché sia accolta la sua richiesta di dimissioni del capogruppo di FLI, Italo Bocchino, richiesta che viene respinta. Moffa decide quindi di non presentarsi in aula per la votazione e nei giorni seguenti rimette il proprio mandato di portavoce e membro del gruppo Futuro e Libertà per l'Italia per iscriversi al Gruppo misto[2]. Alla fine, la mozione viene respinta e inaspettatamente il governo Berlusconi ottiene la fiducia per tre voti, poiché si schierano a favore del governo alcuni parlamentari eletti nelle file dell'opposizione.

Capogruppo di Popolo e Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il logo di Azione Popolare

Nel gennaio 2011 Moffa annuncia la nascita di Azione Popolare. Nei giorni successivi si decide di raggruppare tutti quei deputati che, fuoriusciti dai rispettivi partiti di elezione, decidono di sostenere il governo. Nasce quindi il gruppo parlamentare alla Camera detto Iniziativa Responsabile, poi ribattezzato Popolo e Territorio: oltre ad Azione Popolare, ricomprende Noi Sud, I Popolari di Italia Domani, il Movimento di Responsabilità Nazionale e l'Alleanza di Centro. Il 1º luglio 2011 subentra a Luciano Mario Sardelli come nuovo capogruppo di Popolo e Territorio.

A maggio, in quel di Ferrara, Azione Popolare, i Popolari di Italia Domani di Saverio Romano, il Movimento Cristiano dei Lavoratori e il Pace-Patto cristiano, si uniscono nel Cantiere Popolare, un nuovo dinamico partito[3] il cui debutto è previsto in occasione delle elezioni amministrative 2012.[4]

Fuori dal Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sfiducia di Mario Cacciotti a sindaco di Colleferro, da parte dei suoi stessi consiglieri, Moffa si candida nuovamente a sindaco della cittadina per le elezioni comunali nel Lazio del 2015. La sua candidatura, sostenuta da Forza Italia, Fratelli d'Italia, Azione Popolare e altre 5 liste civiche, ottiene il 31,41% dei voti, andando al ballottaggio con il maggiore sfidante alla carica di sindaco, Pierluigi Sanna del centro-sinistra, che ha ottenuto il 42,71%. Perderà poi al ballottaggio raccogliendo il 30,58% rispetto al 69,42% dello sfidante.

Il 23 e 24 novembre 2018 insieme all'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno del Movimento Nazionale per la Sovranità alle Officine Farneto, davanti a diversi esponenti del centro-destra, lancia Cantiere Italia con l'obiettivo di riunire in un unico contenitore «la destra che vuole la sovranità».[5][6]

Nell'ottobre del 2020 fonda il giornale mensile di approfondimento, IL MONOCOLO.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 viene indagato per abuso d'ufficio e corruzione, per un presunto favoritismo nella costruzione di un capannone a Colleferro nel periodo in cui era sindaco. Il tribunale di Velletri ha emesso nei suoi confronti anche un provvedimento di divieto a recarsi a Colleferro[7]. Moffa fu in seguito assolto dall'accusa nel marzo 2010 perché "il fatto non sussiste".[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Brogi, Ma è a Colleferro il recordman del primo turno, in Corriere della Sera, 30 aprile 1997, p. 8. URL consultato il 14 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2015).
  2. ^ Francesco Cramer, Il Fli in pezzi: Moffa chiede la testa di Bocchino e se ne va, in Il Giornale, 15 dicembre 2010. URL consultato il 14 maggio 2015.
  3. ^ CANTIERE POPOLARE Martedì 26 luglio 2011 08:09, su ipopolariditaliadomani.it. URL consultato il 20 settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2012).
  4. ^ Elezioni comunali 2012, lista Cantiere popolare al Consiglio comunale[collegamento interrotto]
  5. ^ Al via “Cantiere Italia”, il progetto sovranista di Alemanno e Moffa
  6. ^ Politica. Alemanno lancia Cantiere Italia: “L’assemblea della destra che vuole la sovranità”
  7. ^ Moffa indagato: abuso d'ufficio, in Corriere della Sera, 9 marzo 2006. URL consultato il 14 maggio 2015.
  8. ^ IL TEMPO, Accusato di corruzione, assolto Silvano Moffa, in Il Tempo, 20 marzo 2010. URL consultato il 14 maggio 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente della Provincia di Roma Successore Provincia di Roma-Stemma.svg
Francesco Merloni 29 novembre 1998 - 25 maggio 2003 Enrico Gasbarra
Predecessore Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e ai Trasporti Successore Italy-Emblem.svg
non istituito 30 dicembre 2004 - 17 giugno 2006 Andrea Annunziata
Predecessore Capogruppo di Popolo e Territorio
alla Camera dei deputati
Successore Logo della Camera dei deputati.svg
Luciano Mario Sardelli 1º luglio 2011 - 14 marzo 2013 Gruppo dissolto
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