Giorgio Guazzaloca

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Giorgio Guazzaloca

Sindaco di Bologna
Durata mandato 1º luglio 1999 –
12 maggio 2004
Predecessore Walter Vitali
Successore Sergio Cofferati

Dati generali
Partito politico Indipendente vicino a Forza Italia (1994-2009)

Giorgio Guazzaloca (Bazzano, 6 febbraio 1944Bologna, 26 aprile 2017) è stato un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un macellaio, mostrò una certa insofferenza per la scuola e una grande passione per il calcio, giocò anche come mezzala nella squadra giovanile del Bologna allora allenata da Amedeo Biavati, il suo sogno era diventare un nuovo Bulgarelli. Alla fine del secondo anno dell'istituto tecnico commerciale fu bocciato, disse addio anche al pallone perché si ruppe una tibia, così a 14 anni andò a fare il garzone prima nel negozio del padre, poi in quello di un amico finché nel 1965 riuscì ad aprire, indebitandosi, una propria macelleria in via Sabotino, quartiere Costa-Saragozza. E prese a lavorare con sé il padre Guido mentre mamma Adelaide stava alla cassa. Nel 1975 fu eletto a 31 anni presidente dei macellai di Bologna E subì il fascino di un professore democristiano, Arturo Mora, titolare della cattedra di Ispezione degli alimenti alla facoltà di Veterinaria, direttore del macello di Bologna e conosciuto per il suo rigore morale: da lui assorbì come una spugna i comportamenti di vita vera. Tuffandosi anche nella lettura, lui stesso si definirà un "lettore vorace". Leggeva di tutto, dai libri alle riviste. Coltivando contemporaneamente un'altra passione: giocare a briscola o a tressette. Il compagno prediletto era un giornalista del Carlino, Pietro Benassi.

Guazzaloca, da tutti conosciuto come "Guazza", diventò presidente nazionale dei macellai, quindi presidente dei commercianti bolognesi. Poi, dal 1985 al 1999 fu presidente di Confcommercio Bologna, dal 1986 socio della Fondazione cassa di risparmio di Bologna, dal 1986 al 1999 presidente di Confcommercio Emilia-Romagna, dal 1987 al 1995 vicepresidente di Confcommercio nazionale, dal 1991 al 1998 presidente della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Bologna, dal 1992 al 1996 vicepresidente dell'Unione nazionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, dal 1996 al 1999 consigliere di Rolo Banca, dal 1995 al 1997 consigliere di Cerved Holding S.p.A., dal 1997 al 2000 vicepresidente di Tecno Holding S.p.A., dal 1999 vicepresidente di Locat S.p.A. e dal 2004 presidente di Leasys S.p.A.

Sindaco di Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 si candidò come sindaco di Bologna e vinse il ballottaggio, con il 50,69% delle preferenze, contro Silvia Bartolini portando, per la prima volta dal dopoguerra, una coalizione di centro-destra alla guida della città di Bologna, mantenendo la carica fino al 2004. La sua strategia per rivitalizzare quella Bologna che lui definiva "una città ingessata" era questa: "Far parlare i fatti". Vorrà "una città amministrata non in base alle ideologie politiche ma esclusivamente in base agli interessi dei bolognesi". Da allora si comincerà a parlare di "guazzalochismo". Nel 2004 si ripresentò per un secondo mandato ma venne sconfitto al primo turno da Sergio Cofferati, candidato della coalizione di centro-sinistra. Dal gennaio 2005 fu componente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust)[1].

Il 7 febbraio 2009, durante un'affollata assemblea pubblica presso il Teatro Manzoni di Bologna, Guazzaloca dichiarò di volersi ricandidare alla carica di sindaco in occasione delle elezioni amministrative del giugno 2009 con una lista civica indipendente dai partiti[2]. I risultati elettorali del primo turno vedono Guazzaloca al terzo posto, con il 12% dei voti: escluso dal ballottaggio tra Delbono e Cazzola, l'ex sindaco preferì non schierarsi apertamente. Dopo la vittoria di Flavio Delbono divenne consigliere comunale della sua lista Per Bologna. Nel marzo 2011 viene indagato per corruzione nell'ambito dell'inchiesta sul Civis, il tram su gomma a guida ottica[3][4]. Nel gennaio 2013, la Procura della Repubblica di Bologna, che aveva iniziato l'azione penale, chiese l'archiviazione del procedimento penale inerente al Civis.

Carattere determinato, gusto per la battuta, senza peli sulla lingua,[5] rigoroso con se stesso, non amava le interviste e, pur giocando assiduamente a carte con un giornalista, considerava i giornalisti "una razza strana". Aveva una grande ammirazione per Gianni Brera ("Un amore giovanile" sin dai tempi del Guerin Sportivo), per Fortebraccio (il pungente corsivista de l'Unità), per Indro Montanelli (nel 2000 gli conferì la cittadinanza onoraria di Bologna, accompagnata poi da parte dell'università della laurea ad honorem in Scienze politiche). Ammirava anche il cardinale Biffi, di cui divenne amico. Nutriva un certo affetto per Casini essendo stato amico del padre.

Sposato due volte (la prima moglie morì nell'ottobre 1979 per una meningite), aveva due figlie: Grazia e Giulia.

Si spegne il 26 aprile 2017 all'ospedale Sant'Orsola di Bologna[6], dove era ricoverato a causa di un mieloma multiplo che lo affliggeva da lustri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonella Baccaro, Antitrust, entrano Pilati e Guazzaloca, in Corriere della Sera, 30 dicembre 2004. URL consultato il 31 marzo 2011.
  2. ^ Bologna, elezioni. Torna Guazzaloca: "Una mia lista senza partiti"
  3. ^ Bologna, perquisito Guazzaloca è indagato per corruzione, in la Repubblica, 31 marzo 2011. URL consultato il 31 marzo 2011.
  4. ^ Guazzaloca indagato per corruzione nell'inchiesta sul Civis, in Corriere della Sera, 31 marzo 2011. URL consultato il 31 marzo 2011.
  5. ^ Gianfranco Pasquino, prefazione in Guazzaloca una vita in salita di Alberto Mazzuca, Bologna, Medimond, 2008, p. 8.
  6. ^ http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2017/04/26/morto-guazzaloca-ex-sindaco-di-bologna_ec0748e0-6b99-40be-9324-3d905c00a91b.html

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Mazzuca, Guazzaloca. Una vita in salita, prefazione di Gianfranco Pasquino, Bologna, Medimond, 2008
Predecessore Sindaco di Bologna Successore Bologna-Stemma.png
Walter Vitali dal 1999 al 2004 Sergio Cofferati