Agostino Greggi

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« Quando si può fare un confronto aperto, netto, ognuno cambia qualche cosa, e questo è positivo. Non aumenta le divergenze, c'è sempre un avvicinamento, per lo meno nel rispetto per le posizioni degli altri[1]. »

(Agostino Greggi)
Agostino Greggi
Greggi.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature IV legislatura della Repubblica Italiana, V legislatura della Repubblica Italiana; VIII legislatura della Repubblica Italiana
Gruppo
parlamentare
Democrazia Cristiana (1963-72), MSI-DN (1979-81), Misto (1981-83)
Circoscrizione Roma-Frosinone-Latina-Viterbo
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana, Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza ed Ingegneria
Professione Ingegnere

Agostino Greggi (Roma, 1º settembre 1920Roma, 11 maggio 2002) è stato un politico, avvocato e ingegnere italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di formazione salesiana, originario di Montecelio, aderì sin dalla giovinezza all'Azione Cattolica. La sua attività politica ebbe inizio nel 1944 a Roma con la Democrazia Cristiana. Fu il principale leader del gruppo di Intesa Universitaria e tra i fondatori - nonché primo Presidente - dell'Unuri, la rappresentanza universitaria nazionale.

Incaricato per la moralità, delegato per le Attività Sociali, e poi Presidente Diocesano della Gioventù Cattolica di Roma nel triennio 1954-1957, divenne noto alle cronache per le iniziative assunte - anche in sede giudiziaria, nella sua qualità di avvocato - per contrastare quello che egli, dal suo punto di vista, riteneva fosse il degrado dei costumi sociali del tempo.

Collaboratore dell'On.Guido Gonella, allora segretario della DC, egli maturò la sua esperienza politica a livello nazionale. Consigliere comunale a Roma dal 1956, Assessore al Traffico nel periodo dei Giochi della XVII Olimpiade del 1960 e poi alla Polizia Urbana, contribuì in maniera significativa - anche in virtù delle sue competenze di ingegnere - alla discussione dei problemi del Piano Regolatore, della Metropolitana, delle Aziende Municipali, del traffico, della Legge Speciale per Roma, e nel 1959 fu tra i principali fautori dello smantellamento della quasi totalità delle linee tramviarie e filoviarie di Roma.

Agli inizi della sua carriera politica, nel 1957, Greggi fu Avvocato di parte civile in una celebre causa intentata a Roma contro un manifesto in abiti succinti di Brigitte Bardot, protagonista del film distribuito in Italia col titolo "Miss Spogliarello", sulla base di una petizione firmata da circa ventimila persone.[2] È da questo episodio che trasse ispirazione il celebre sceneggiatore Rodolfo Sonego ne Il moralista, film satirico del 1959 . Anche se, a differenza del protagonista "Agostino" (un memorabile Alberto Sordi), l'On. Greggi non venne mai coinvolto in scandali di alcun tipo. Nel raccontare la genesi del film, lo stesso Sonego ha riconosciuto: "posso dire con certezza che il personaggio interpretato da Alberto Sordi, Agostino il moralista, andava molto al di là della figura realmente esistente dell'onorevole Agostino Greggi e delle sue fobie" [3]

Deputato per la DC dal 1963 al 1972, presentò numerosi progetti di legge ispirati ai principi della dottrina sociale della Chiesa cattolica, di cui fu un convinto propugnatore, come quelli sul decentramento industriale, sulla casa in proprietà ad ogni famiglia, sugli assegni familiari. Mantenne però sempre una posizione critica verso il centrosinistra, ritenendo che tale formula politica allontanasse la DC dagli ideali di Sturzo e De Gasperi.

In quegli anni fondò e diresse il settimanale "Democrazia", nel cui logo compariva il motto "Occorre costruirla per difenderla".

Di fronte al prospettarsi del compromesso storico uscì dalla Democrazia Cristiana e presentò alle elezioni del 1972 una lista autonoma, nella speranza di replicare il successo registrato nelle elezioni del 1963 e del 1968, quando era risultato tra i candidati che avevano raccolto il maggior numero di preferenze nella Circoscrizione del Lazio. Ma il tentativo fallì, e durante la battaglia per il referendum contro il divorzio - del quale fu tra i promotori - si avvicinò alla Destra Nazionale, aderendo nel 1975, insieme ad altri esponenti politici cattolici, conservatori e antifascisti, alla "Costituente di Destra per le libertà", di cui fu segretario, promossa dal MSI-DN.[4] Candidato alla Camera nelle liste del MSI-DN alle elezioni del 1976, non venne eletto per poche centinaia di preferenze. Nonostante questo non aderì, come la maggioranza degli esponenti della Costituente a Democrazia Nazionale.

Fu invece rieletto deputato nel 1979 nel MSI-DN, nella circoscrizione di Roma perché Almirante optò per un altro collegio[5], ma nel 1981 uscì dal Gruppo parlamentare missino per iscriversi a quello misto. Nel 1983 non torna in Parlamento.

Con l'avvento del pontificato di Giovanni Paolo II, di cui fu un seguace entusiasta, tornò a privilegiare l'impegno civile ed ecclesiale, abbandonando progressivamente la politica nei partiti.

Insieme al giornalista ed ex deputato DC Raimondo Manzini diede vita negli anni ottanta al Segretariato nazionale "Reagire - per la difesa morale dell'uomo e della famiglia". Sempre in quegli anni, collaborò attivamente con il Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo, per il cui periodico ("Rinascimento popolare") scrisse numerosi articoli. Nel 1989 denunciò Canale 5 per pornografia televisiva per la trasmissione dei film "9 settimane e 1/2" e "Ultimo tango a Parigi"[6].

Sposato, con tre figli, è stato iscritto a entrambi gli Albi professionali di Avvocati e Ingegneri per oltre 50 anni. Le sue spoglie riposano nel cimitero di Montecelio.

Attività parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei suoi tre mandati parlamentari presentò numerose interrogazioni ed interpellanze, tra le quali alcune, relative a questioni di costume e di attualità, ebbero particolare risonanza sui giornali del tempo. Nel 1966 il Questore di Roma dispose la chiusura pomeridiana della discoteca "Piper" perché" costituiva un mezzo di distrazione dei giovani con conseguente sviamento da occupazione e studi". Pochi giorni dopo un'interrogazione dell'On. Greggi chiedeva di estendere il divieto a tutta Italia in quanto era ”dovere costituzionale dei genitori educare i figli e sottrarli ai richiami di chi offre suggestioni per lucro”.[7] In occasione del suicidio di Luigi Tenco, nel gennaio 1967, egli presentò una interrogazione parlamentare per protestare contro la mancata sospensione del Festival di Sanremo per lutto.[8] Nei primi mesi del 1982 indirizzò una interrogazione-appello al Presidente del Consiglio, al Ministro del Turismo e Spettacolo e a quello del Lavoro per chiedere un provvedimento di clemenza nei confronti dei giocatori coinvolti nello scandalo del calcio-scommesse. Pochi mesi dopo, avendo scontato la sua squalifica, Paolo Rossi trascinò l'Italia al trionfo del Campionato mondiale di calcio 1982 e il provvedimento venne adottato.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Intervista sul divorzio a Giancarlo Loquenzi, Radio Radicale, 14 novembre 1986, su radioradicale.it. URL consultato il 24 giugno 2013.
  2. ^ Cit. in Sergio Tanzarella, Gli anni difficili. Lorenzo Milani, Tommaso Fiore e le «esperienze pastorali», Il Pozzo di Giacobbe 2007, pag. 72 [1]; vedi anche la rievocazione di Callisto Cosulich "I settant'anni di B.B." sul quotidiano "Europa" del 22 settembre 2004 [2][collegamento interrotto]; una testimonianza d'epoca è infine consultabile sul Bollettino Salesiano, anno LXXXI. n.12 del 15 giugno 1957 [3]
  3. ^ Cit. in Tatti Sanguineti, ‘'Il cervello di Alberto Sordi. Rodolfo Sonego e il suo cinema'’, Adelphi, 2015 [4]
  4. ^ Cit. nell'articolo di Fabio Rampelli "Il lungo viaggio. La Destra moderna che si apre senza perdersi", 22 dicembre 2003 Copia archiviata, su rampelli.it. URL consultato il 24 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2012).
  5. ^ Agostino Greggi: VIII Legislatura della Repubblica italiana / Deputati / Camera dei deputati - Portale storico
  6. ^ Eventi a cui ha partecipato Agostino Greggi, su RadioRadicale.it, Radio Radicale. Modifica su Wikidata
  7. ^ Cit. nell'articolo di Francesco Persili e Alessandro Mazzoni, "Gli anni del Piper: Rivoluzione in musica e in minigonna", pubblicato il 4 maggio 2007 da (iniziativa)* - Agenzia di informazione politica e sociale Copia archiviata, su iniziativa.info. URL consultato il 24 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2013).
  8. ^ Cit. in Marcello Giannotti, L'enciclopedia di Sanremo: 55 anni di storia del festival dalla A alla Z, Gremese 2005, pag. 207 [5] e in Mimmo Mollica, "Tenco, un suicidio in Parlamento", pubblicato su "Il sito di Mimmo Mollica", Testata giornalistica "ilparcodeinebrodi" Copia archiviata, su mimmomollica.it. URL consultato il 24 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2009).
  9. ^ Cit. in Carlo Petrini, Senza maglia e senza bandiera, Kaos Edizioni Archiviato il 6 ottobre 2009 in Internet Archive.

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