Sforza Ruspoli

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Sforza Ruspoli
Nobile dei principi di Cerveteri
Trattamento Sua Eccellenza
Nascita Roma, 23 gennaio 1927
Dinastia Ruspoli
Padre Francesco Ruspoli, VIII principe di Cerveteri
Madre Claudia Matarazzo
Consorte Flavia Domitilla Salviati
Pia Giancaro
Figli Claudia
Giada
Giacinta
Religione cattolicesimo

Sforza Marescotto "Lillio" Ruspoli (Roma, 23 gennaio 1927) è un politico e banchiere italiano, ambasciatore del Sovrano militare ordine di Malta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sforza Marescotto "Lillio" Ruspoli è nato a Roma il 23 gennaio 1927, figlio secondogenito di Francesco Ruspoli, VIII principe di Cerveteri e di sua moglie, Claudia Matarazzo; fratello minore dell'attore Dado Ruspoli[1].

Rimasto orfano della madre quando aveva solo otto anni, si trasferì in Brasile col nonno materno Francesco Matarazzo, ove rimase per breve tempo per poi rientrare a Roma dove visse il resto della sua vita. Intrapresi gli studi bancari, entrò nel direttivo della Banca Romana a fianco di Arturo Osio (poi fondatore della Banca Nazionale del Lavoro), legandosi a personaggi come Leo Longanesi, Ernesto Fassio, Carlo Pesenti, Renato Angiolillo, Franco Marinotti, Mino Maccari, Roberto Rossellini e conoscendo personalmente anche don Luigi Sturzo.

Nell'immediato dopoguerra entrò a far parte del Movimento Sociale Italiano grazie alla vicinanza col principe Junio Valerio Borghese. Nel 1956 fondò i Centri d'Azione Agraria, un movimento formalmente apartitico ed interclassista in difesa della civiltà contadina. Fu però vicino anche al movimento presidenzialista Unione Democratica per la Nuova Repubblica di Randolfo Pacciardi. Il 5 luglio 1964 due tennero un comizio a Bari[2], dove Pacciardi fu salutato come "un antifascista da sempre" che aveva abbracciato "i militi della Repubblica sociale in nome di un'Italia nuova"[3].

Nel 1989 Sforza Ruspoli si presentò come capolista candidato per la Destra Nazionale alle elezioni comunali di Roma del 1989, venendo eletto consigliere con 37.240 voti di preferenza.[1]

Nel 1999 è stato commissario magistrale dell'ACISMOM e successivamente, sino al 2001, ambasciatore del Sovrano Militare Ordine di Malta presso il governo di Malta[4].

Nel 2006 venne proposto dall'allora ministro del tesoro Giulio Tremonti come vicepresidente della Banca del Sud, per i suoi numerosi interventi politici a favore della questione meridionale.[1]

Nel 2010 è stato nominato membro dell'Accademia Pontificia di Belle Arti e Lettere. Attualmente è delegato per Roma ed il Lazio dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Nel 2017 è stato candidato sindaco con la lista civica "Nessun dorma" nel comune di Cerveteri (sostenuto dal Fronte Nazionale), non riuscendo però a raggiungere la poltrona di primo cittadino.[5]

Attualmente vive a Roma a Palazzo Ruspoli.

Matrimonio e figli[modifica | modifica wikitesto]

Sforza sposò in prime nozze a Migliarino Pisano il 30 novembre 1946 la duchessa Flavia Domitilla Borghese-Salviati (Roma, 28 aprile 1925 – Migliarino Pisano, 6 aprile 2007), figlia di Averardo Salviati, IV duca Salviati, dalla quale si separò nel 1983 dopo averne avute due figlie:

  • Claudia
  • Giada, sposata con Luiz Misasi, da cui Marco e Paolo Ruspoli Misasi.

Si risposò a Vignanello il 15 ottobre 1983 con l'attrice Pia Giancaro (Palermo, 12 marzo 1950 – vivente), dalla quale ebbe una terza figlia:

  • Giacinta (1989-vivente)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Gran Balì di Giustizia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Gran Balì di Giustizia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio
Cavaliere d'Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta (sino al 28 settembre 2019[6]) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere d'Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta (sino al 28 settembre 2019[6])
Cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede)
«[7]»
immagine del nastrino non ancora presente Cavaliere di Gran Croce del Ordine civile e militare dell'Aquila romana
— Roma, 2016

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Principe Francesco Maria Ruspoli Principe Giovanni Ruspoli  
 
Principessa Barbara Massimo  
Principe Alessandro Ruspoli  
Contessa Egle Franceschi Conte Luigi Franceschi  
 
Laura Boncompagni Ludovisi  
Principe Francesco Ruspoli  
Duca Antonio Lante Montefeltro della Rovere, III duca Lante della Rovere Duca Pietro Lante Montefeltro della Rovere  
 
Angela Lante della Rovere  
Marianita Lante Montefeltro della Rovere  
Mathilde Davis Hon. Thomas Edward Davis  
 
Anna Power  
Principe Sforza Ruspoli  
Costabile Matarazzo Francesco Antonio Matarazzo  
 
Giuseppa Ronzio  
Conte Francesco Matarazzo  
Mariangela Jovane Luigi Jovane  
 
Contessa Anna Bignami  
Contessa Claudia Matarazzo  
 
 
 
Filomena Sansivieri  
 
 
 
 

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Vite da leoni. La fortuna di averli conosciuti, 2017, EAN 9788875575298

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Biografia di Sforza Ruspoli.
  2. ^ Il "tintinnio di sciabole", in: Critica Sociale, agosto 2013, p. 5
  3. ^ Gianni Flamini, L'Italia dei colpi di Stato, Newton Compton Editori, Roma, 2007, p. 76-77
  4. ^ AdnKronos
  5. ^ www.repubblica.it "Risultati elezioni comunali di Cerveteri"
  6. ^ vedi qui
  7. ^ vedi qui

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Galeazzo Ruspoli, I Ruspoli, Gremese Editori, 2001

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ambasciatore del Sovrano Militare Ordine di Malta a Malta Successore Flag of the Order of St. John (various).svg
? 1999 - 2001 Augusto Ruffo di Calabria
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