Lega d'Azione Meridionale

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AT6 Lega d'Azione Meridionale
LeaderGiancarlo Cito
StatoItalia Italia
SedeTaranto
AbbreviazioneAT6 - LAM
Fondazione1992
IdeologiaConservatorismo,
Conservatorismo nazionale, Meridionalismo
CollocazioneEstrema destra
Seggi Camera
0 / 630
 (2018)
Seggi Senato
0 / 315
 (2018)
Seggi Europarlamento
0 / 73
 (2014)
Seggi Consiglio regionale
0 / 897
 (2015)
ColoriBlu, Bianco, Nero

AT6 - Lega d'Azione Meridionale è un partito politico italiano, fondato nel 1992 dal suo leader Giancarlo Cito.

Il nome contiene la sigla dell'emittente televisiva Antenna Taranto 6, di proprietà dello stesso Cito.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Esordio[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento esordisce nelle consultazioni del 1992, allorquando presenta il proprio simbolo in alcune circoscrizioni del centro-sud alla Camera e al Senato, senza però ottenere eletti, con un globale 0,15%.

Elezioni comunali a Taranto del 1993[modifica | modifica wikitesto]

Il maggior successo è del 1993, quando il leader Giancarlo Cito diventa sindaco di Taranto, ottenendo il 32% dei voti al primo turno e il 53% al ballottaggio.[1][2] Fondamentale nella vittoria fu l'utilizzo dell'emittente televisiva AT6 come strumento di campagna elettorale, dalla quale il leader del movimento si lasciò andare anche a insulti contro lo sfidante candidato Gaetano Minervini.[3]

Elezioni politiche del 1994[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 1994 Pietro Cerullo conquista invece un seggio nel collegio uninominale Taranto-Italia-Montegranaro.[4]

Vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento, nel 1995, viene travolto dalle prime inchieste a carico del leader Giancarlo Cito, allora sindaco di Taranto in carica, che il 16 dicembre è rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa. Cito si dimette e si candida deputato nel collegio uninominale Taranto-Italia-Montegranaro, risultando eletto. Nel 1997 Cito viene condannato in primo grado a quattro anni di carcere, pena confermata dalla Corte di Cassazione alla fine del 2002.

Contemporaneamente, nel novembre 1997, Mimmo De Cosmo, collaboratore di Cito e suo successore alla carica di sindaco di Taranto dopo le elezioni comunali del 1996, è arrestato per concussione nell'ambito dell'inchiesta tangenti del caso Cervelli, nella quale è coinvolto lo stesso Cito[5]. De Cosmo ottiene il rito abbreviato e viene condannato in via definitiva a tre anni e quattro mesi di reclusione nel 2004[6], mentre Cito subisce la condanna definitiva nell'aprile 2011 a cinque anni e sei mesi di carcere, pena non scontata in parte grazie alla legge indulto del 2006 e in parte mediante l'affidamento ai servizi sociali.

Ancora, entrambi gli esponenti vengono coinvolti nell'inchiesta della mancata autorizzazione d'utilizzo al Taranto dello Stadio Erasmo Iacovone del 1996: Cito viene condannato in primo grado nel 2006, in secondo grado nel 2010 e in Cassazione nel 2012 a due anni di reclusione per abuso d'ufficio, violenza privata, tentata concussione e falso ideologico, mentre De Cosmo vede la conclusione del solo processo di primo grado, sopravvenendo la sua morte nel giugno 2007.[7]

Giancarlo Cito viene inoltre rinviato a giudizio e condannato in via definitiva nel 2012 a quattro anni di reclusione per un altro caso di tangenti dalla Dirav, ditta interessata al progetto del porticciolo turistico di San Vito, risalente ai tempi del suo mandato elettorale di sindaco.

In un'ulteriore inchiesta per corruzione e falso ideologico, invece, Cito viene assolto prima dalla Corte d'Appello di Taranto, poi dalla Corte di Cassazione nel gennaio 2014.[8]

L'opposizione alla Lega Nord[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento si schiera in posizioni contrarie alla svolta secessionista della Lega Nord, in quanto ritenuta lesiva degli interessi dell'Italia meridionale. Emblematici sono in tal senso la Marcia su Mantova, la manifestazione promossa a Chioggia il 15 settembre 1996, mentre la Lega Nord manifestava a Venezia[9] e la candidatura di Cito a sindaco di Milano nel 1997.[10]

Elezioni europee del 1994 e del 1999[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 il movimento si presenta alle elezioni europee con la Lista Cito, raccogliendo lo 0,7% dei consensi. Cinque anni dopo, la lista Cito sigla un accordo con Forza Nuova, ma raccoglie solo 93.000 voti, pari allo 0,3%.

Elezioni regionali in Puglia del 2000[modifica | modifica wikitesto]

Per la tornata elettorale regionale del 2000, il movimento appoggia Giancarlo Cito a presidente della Regione Puglia, ottenendo l'1,32% dei consensi.

Elezioni politiche del 2001 e del 2008[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2001, essendosi presentata unicamente in Puglia, la lista riceve 23.000 suffragi nella quota proporzionale. Cito, ripresentatosi nel suo collegio uninominale, non viene rieletto.[11]. Per le elezioni politiche del 2008, la Lega d'Azione Meridionale stringe una collaborazione con il Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo.

Elezioni comunali a Taranto del 2007 e del 2012[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni amministrative italiane del 2007 ed Elezioni amministrative italiane del 2012.

In occasione delle elezioni comunali di Taranto del 2007, il movimento torna ad essere il primo partito in città con il 15,4% dei consensi[12]

Alle successive elezioni comunali del 2012, il candidato sindaco è Mario Cito, figlio del leader Giancarlo, sostenuto da La Destra, Fiamma Tricolore e tre liste civiche. Egli ottiene il 18,93% e al ballottaggio arriva a sfidare il candidato del centrosinistra, nonché sindaco uscente, Ippazio Stefano, che viene però rieletto.[13]

Elezioni provinciali di Taranto del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 il movimento presenta la sua lista alle elezioni provinciali, schierandosi nella coalizione, composta da UDC, Io Sud, Lista Tarantino, Partito Pensionati e Destra Sociale, che sostiene il candidato presidente Giuseppe Tarantino, che ottiene il terzo posto dietro alle due che appoggiano il candidato del centrodestra Domenico Rana e il presidente uscente di centrosinistra Gianni Florido.

Elezioni regionali in Puglia del 2015[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 il movimento confluisce nel gruppo consiliare di Taranto di Forza Italia[14][15] e stringe una collaborazione con lo stesso partito per le elezioni regionali pugliesi del 31 maggio 2015.[16]

Elezioni comunali a Taranto del 2017[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni amministrative italiane del 2017.

In occasione delle elezioni comunali di Taranto del 2017, il movimento appoggia la candidatura a sindaco di Mario Cito che si piazza terzo con il 12,4%, mancando il ballottaggio[17] che elegge un solo consigliere[18].

Elezioni politiche del 2018[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni politiche italiane del 2018.

Per le elezioni politiche del 2018 viene siglato con un accordo con Italia agli Italiani[19][20].

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Voti % Seggi
Politiche 1992 Camera[21] 53.759 0,14 0
Senato[22] 49.769 0,15 0
Politiche 1994 Camera proporzionale[23] 59.873 0,15 0
Camera maggioritario[4][24] 46.820 0,1 1
Senato[25] 54.395 0,16 0
Europee 1994[26] 224.033 0,68 0
Politiche 1996 Camera proporzionale[27] 72.062 0,19 0
Camera maggioritario[28] 82.373 0,22 1
Senato[29] 66.750 0,20 0
Europee 1999[30]
(come "Lista Cito - Lega d'Azione Meridionale")
94.181 0,30 0
Politiche 2001 Camera proporzionale[31] 23.779 0,06 0
Camera maggioritario[32] 19.366 0,05 0
Senato[33] 19.914 0,06 0
Politiche 2018[34] Camera dei deputati 126.543 0,39 0
Senato 150.014 0,50 0

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biografia di Giancarlo Cito, su ingegnie.altervista.org.
  2. ^ A Taranto per la prima volta vince una Tv partito di estrema destra, 6 novembre 1993. URL consultato il 2 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2015).
  3. ^ A. Leogrande L'eterno ritorno di Giancarlo Cito (PDF), su minimumfax.com. URL consultato il 26 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2016).
  4. ^ a b Risultati elezioni politiche 27 marzo 1994 (Ministero dell'Interno), 10 ottobre 1997.
  5. ^ In manette il Sindaco di Taranto, su ricerca.repubblica.it.
  6. ^ Condanna definitiva per ex sindaco di Taranto De Cosmo, su lagazzettadelmezzogiorno.it.
  7. ^ Comune negò uso stadio Taranto: condanne, su lagazzettadelmezzogiorno.it.
  8. ^ Assolto in appello Cito ex sindaco di Taranto[collegamento interrotto]. URL consultato il 25 marzo 2015.
  9. ^ Corriere della Sera, 16 settembre 1996
  10. ^ Gian Antonio Stella, Da Finocchiaro Aprile a Mastella. L’eterno ritorno della «Lega meridionale», in Corriere.it, 12 luglio 2009. URL consultato il 6 agosto 2009.
  11. ^ Risultati elezioni politiche 13 maggio 2001 (ZIP) (Ministero dell'Interno), 18 novembre 2002. URL consultato il 29 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2006).
  12. ^ Risultati elezioni comunali 27 maggio 2007 (La Repubblica), 28 aprile 2008.
  13. ^ Risultati elezioni amministrative 6-7 maggio 2012 (Ministero dell'Interno), 12 maggio 2012.
  14. ^ Svolta storica nella politica tarantina: At6 di Cito confluisce nel gruppo di Forza Italia in consiglio comunale, su quotidianodipuglia.it.
  15. ^ Cito e Forza Italia: è matrimonio, su tarantobuonasera.it.
  16. ^ corriereditaranto.it, https://web.archive.org/web/20140906224124/http://www.corriereditaranto.it/mario-cito-at6-non-e-estinta-con-forza-italia-per-le-regionali/ (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2014).
  17. ^ Corriere della Sera
  18. ^ TG24 Sky News
  19. ^ FascinAzione
  20. ^ Giornalettismo
  21. ^ http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=C&dtel=05/04/1992&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S
  22. ^ http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=S&dtel=05/04/1992&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S
  23. ^ http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=C&dtel=27/03/1994&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S
  24. ^ Election Resources on the Internet: Elections to the Italian Parliament - Chamber of Deputies Results Lookup
  25. ^ http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=S&dtel=27/03/1994&tpa=I&tpe=R&lev0=0&levsut0=0&lev1=16&levsut1=1&ne1=16&es0=S&es1=S&ms=S
  26. ^ http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=E&dtel=12/06/1994&tpa=Y&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S
  27. ^ http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=C&dtel=21/04/1996&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S&unipro=pro
  28. ^ http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=C&dtel=21/04/1996&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S&unipro=uni
  29. ^ http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=S&dtel=21/04/1996&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S
  30. ^ http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=E&dtel=13/06/1999&tpa=Y&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S
  31. ^ http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=C&dtel=13/05/2001&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S
  32. ^ http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=C&dtel=13/05/2001&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S&unipro=uni
  33. ^ http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=S&dtel=13/05/2001&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S
  34. ^ in coalizione con Italia agli Italiani
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