Raffaele Lombardo

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Raffaele Lombardo
Raffaelelombardo.jpg

Presidente della Regione Siciliana
Durata mandato 28 aprile 2008 –
9 novembre 2012
Predecessore Salvatore Cuffaro
Successore Rosario Crocetta

Presidente della Provincia di Catania
Durata mandato 25 maggio 2003 –
12 febbraio 2008
Predecessore Nello Musumeci
Successore Giuseppe Castiglione

Segretario federale del
Movimento per le Autonomie
Durata mandato 30 aprile 2005 –
8 luglio 2012
Predecessore carica non istituita
Successore Giovanni Pistorio e
Agazio Loiero

Eurodeputato
Legislature V, VI (fino al 28 aprile 2008)
Gruppo
parlamentare
Partito Popolare Europeo - Democratici Europei
Circoscrizione Italia Insulare

Dati generali
Partito politico Movimento per le Autonomie (dal 2005)
Precedenti:
DC (fino al 1994)
CCD (1994-2002)
UDC (2002-05)

Raffaele Lombardo (Catania, 29 ottobre 1950[1]) è un politico italiano, presidente della Regione Siciliana dal 2008 al 2012. Fondatore e leader del Movimento per le Autonomie (segretario fino al 26 luglio 2012), è stato presidente della provincia di Catania dal 2003 al 2008 e parlamentare europeo dal 1999 al 2008.

Il 19 febbraio 2014 il giudice dell'udienza preliminare di Catania lo ha condannato in primo grado a sei anni e otto mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, all'interdizione perpetua dai pubblici uffici ed a un anno di libertà vigilata.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di famiglia originaria di Grammichele[3], nel Calatino, è laureato in medicina e chirurgia e specializzato in psichiatria forense. La sua carriera politica ha inizio nei primi anni settanta[4], nelle file della sezione catanese del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana - guidato da Marco Follini - della quale è dirigente nazionale nel 1977.

Nella DC siciliana fa carriera all'ombra di Calogero Mannino, del quale viene considerato uno dei delfini, opposto alla corrente facente capo ad Antonino Drago[5]. Consigliere ed assessore al Comune di Catania, il 22 giugno 1986 è eletto deputato all'Assemblea Regionale Siciliana nel collegio di Catania per la DC, con 37.900 voti di preferenza su 204.647 di lista. Il 18 giugno 1991 è rieletto con 64.887 voti di preferenza su 241.659 di lista. Diviene, nell'agosto successivo, assessore regionale agli Enti Locali, nel 45º governo, guidato da Vincenzo Leanza fino all'aprile 1992, quando si dimette perché coinvolto in due inchieste giudiziarie.

Il 17 dicembre 1994 per le vicende giudiziarie Lombardo lascia con due anni di anticipo l'Assemblea Regionale Siciliana. Prosciolto dalle accuse, è eletto nel 1998 vicesegretario del Centro Cristiano Democratico siciliano. Nell'estate 1997 fa il giro del mondo la notizia che Lombardo avrebbe acquistato in un'asta pubblica per una cifra irrisoria un archivio di libri e affini degli eredi di Giovanni Verga. Dopo varie polemiche sul perché sull'asta il Comune di Catania non abbia esercitato il diritto di prelazione, Lombardo dona tutto al Comune[6][7][8].

Nel giugno 1999 è eletto europarlamentare per il CCD. È vicesindaco di Catania nel 2000 nella giunta Scapagnini, e si dimette nel 2003 perché eletto presidente della provincia di Catania per il centrodestra. Nel 2004, viene riconfermato europarlamentare, dopo le dimissioni di Salvatore Cuffaro primo eletto, nell'UDC, partito del quale è segretario regionale dalla fondazione fino al 2005. Nell'aprile 2005 costituisce quattro liste, tra cui il Movimento per l'Autonomia che, raccogliendo complessivamente il 20% circa di voti, si rivelano decisive per rieleggere Umberto Scapagnini (Forza Italia) sindaco di Catania.

In seguito alle accuse di gestione antidemocratica del partito rivoltegli da alcuni esponenti dell'UDC siciliana, i cosiddetti "Quarantenni", alle richieste di commissariamento degli stessi, all'arrivo di Luca Volontè in qualità di supervisore e di Francesco D'Onofrio in qualità di commissario, Lombardo esce definitivamente dall'UDC e lancia il suo Movimento per l'Autonomia, prevalentemente su scala meridionale, con l'intenzione espressa di costituire una sorta di terzo polo in alternativa agli schieramenti tradizionali, come già avvenuto alle elezioni comunali di Messina del novembre 2005, dove era alleato con l'europarlamentare Nello Musumeci e la sua Alleanza Siciliana, oggi confluita ne La Destra, causando la sconfitta del candidato di centro-destra.

Alle elezioni politiche del 2006 si allea con la Lega Nord di Umberto Bossi, sancendo la nascita della lista il Patto per le Autonomie, che si schiera con la Casa delle libertà e Silvio Berlusconi, che nel programma di governo recepisce i punti programmatici per lo sviluppo del Sud del Paese. Ottiene sei deputati e un senatore. Alle elezioni politiche del 2008, alleato del Popolo della Libertà, ottiene otto deputati e due senatori, doppiando i voti ricevuti. Lombardo si dimette dalla Camera il 29 aprile 2008[9].

Nel luglio 2012 si dimette da Segretario federale del Movimento per le Autonomie, al suo posto subentrano l'ex presidente della Regione Calabria Agazio Loiero (già coordinatore Nazionale del partito) e il senatore Giovanni Pistorio nominati dal Comitato Federale del Partito.

Presidenza della Provincia[modifica | modifica wikitesto]

È stato eletto presidente della provincia di Catania nel turno elettorale del 2003 (elezioni del 25 maggio), raccogliendo il 64,9% dei voti in rappresentanza di una coalizione di centrodestra. Nel novembre 2006 da una rilevazione de Il Sole 24 ore è risultato il Presidente di Provincia con il più alto indice di gradimento dei cittadini in Italia. Risultato confermato da una ricerca pubblicata nel dicembre 2007 (eseguita da Ekma Monitor su un campione nazionale di 180.000 intervistati), secondo cui Lombardo si posizionerebbe primo nella classifica di presidenti di Province più apprezzati in Italia, con un gradimento pari al 63,1%.[10] Il 12 febbraio 2008 ha presentato le sue dimissioni da presidente. Lombardo è stato anche presidente dell'URPS, l'Unione delle Province Siciliane.

Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Lombardo è stato dal 1999 al 2008 deputato del Parlamento europeo. Eletto nel 2004 per la lista dell'UDC nella circoscrizione isole, dopo rinuncia di Salvatore Cuffaro (per incompatibilità con la carica già ricoperta di presidente della Regione Siciliana). Lombardo ha ricevuto 124 000 preferenze. Nel giugno 1999 era stato già eletto europarlamentare per il CCD. Iscritto al gruppo parlamentare del Partito Popolare Europeo. Membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni; della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare; della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia); della Delegazione per le relazioni con il Canada.

Si è dimesso da questo incarico dopo l'elezione a presidente della Regione. Alle elezioni europee del 2009, il Movimento per le Autonomie si presenta alleato con La Destra di Francesco Storace, il Partito Pensionati di Carlo Fatuzzo e l'Alleanza di Centro di Francesco Pionati nella lista L'Autonomia, non raggiungendo tuttavia il quorum del 4%. Lombardo riceve nella sola circoscrizione V (isole) più di 200.000 preferenze, risultando il più votato della lista.

Presidenza della Regione[modifica | modifica wikitesto]

Lombardo è stato Presidente della Regione Siciliana dal 24 aprile 2008 al 10 novembre 2012. L'articolo 9 dello Statuto speciale siciliano dal 2001 dà al Presidente regionale il potere di nominare e revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami dell'Amministrazione regionale. Le prime nomine sono state effettuate il 27 maggio 2008. Da allora il governo Lombardo ha conosciuto tre grandi rimpasti:

  • I Giunta (PdL, MpA, UDC, tecnici; 30 maggio 2008-8 luglio 2009), vicepresidente Giambattista Bufardeci
  • II Giunta (PdL, MpA, tecnici; 8 luglio 2009-15 gennaio 2010), vicepresidente Giambattista Bufardeci
  • II Giunta (PdL, MpA, tecnici; 8 luglio 2009-15 gennaio 2010), vicepresidente Michele Cimino
  • IV Giunta (tecnici di area FLI, MpA, UDC, ApI, PD; 28 settembre 2010-31 luglio 2012), vicepresidente Massimo Russo

Il 24 febbraio 2008 ufficializza la sua candidatura alla presidenza della Regione Siciliana, sostenuto dal suo movimento, dal PDL e dall'UDC. Il 14 aprile viene eletto presidente, ottenendo oltre il 65% delle preferenze, sconfiggendo la candidata di Pd, IdV e La Sinistra l'Arcobaleno Anna Finocchiaro, che si attesta al 30% circa. La coalizione da lui capeggiata ottiene 62 deputati regionali, e 28 il PD, unico partito che sosteneva la Finocchiaro a superare lo sbarramento del 5 per cento.

Il giorno stesso dell'insediamento a Palazzo d'Orleans (28 aprile), un utente della rete, utilizzando eMule, scopre casualmente una cartella in formato ZIP, contenente una sorta di data base delle richieste di raccomandazione inviate a Lombardo o ai suoi collaboratori dell'MpA[11]. Il 3 marzo 2009 un sondaggio della Ekma assegna a Lombardo il 68,3 per cento dei consensi, primo tra tutti i presidenti delle Regioni italiane, in crescita di 5 punti rispetto al precedente sondaggio del luglio 2008.

Contrasti col Governo Berlusconi[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2009, lamentando l'abbandono del Sud, la carenza infrastrutturale e il trasferimento dei fondi Fas al Nord entra in polemica col Governo Berlusconi e minaccia di uscire dalla maggioranza. Seguito da Io Sud di Adriana Poli Bortone e Gianfranco Miccichè, che nel frattempo propone la nascita di un Partito del Sud, l'MPA si astiene dal votare la fiducia al Governo.

« L'Italia è divisa in due, quella europea e quella africana, vorremmo un governo che si occupasse di entrambe le Italie e di farle diventare la stessa cosa. Questo è il punto". »
(Raffaele Lombardo)

La crisi del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Il primo anno del governo Lombardo è costellato da lotte e divisioni all'interno della maggioranza di centrodestra, tanto che il 25 maggio 2009 lo stesso Lombardo decide di azzerare gli incarichi di tutti gli assessori chiedendo le loro dimissioni[12]. A complicare la vita politica della giunta anche le indagini della DDA di Palermo nei confronti dell'assessore regionale ai beni Culturali dell'Udc Antonello Antinoro, indagato per voto di scambio[13]. Nel giugno 2009 attua un rimpasto di governo, escludendo gli assessori dell'UDC dalla giunta[14].

Nell'autunno del 2009 si registra però uno scontro all'interno del Pdl siciliano che sostiene il governo Lombardo, tanto che a novembre il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè dà vita, insieme ai finiani, alla scissione del Pdl Sicilia[15]. Tra le motivazioni della rottura il continuo scontro con l'area del partito facente capo al Ministro Angelino Alfano, al Presidente del Senato Renato Schifani ed ai coordinatori Giuseppe Castiglione e Domenico Nania sulle posizioni nei confronti del Governo Regionale siciliano. Dopo la scissione lo scontro all'interno della maggioranza siciliana si acuisce al punto che i deputati del Pdl ufficiale votano contro il DPEF del Governo[16], mettendo in crisi Lombardo che arriva a dichiarare: «Con la bocciatura del Dpef, c'è stata la dissoluzione della maggioranza»[17].

Nell'ultima settimana di dicembre 2009, Lombardo dà vita al suo terzo Governo nel giro di un anno e mezzo, lasciando fuori il "Pdl ufficiale"[18] e contando sull'appoggio dei gruppi politici Mpa, Pdl Sicilia (un gruppo che si è staccato dal "Pdl ufficiale") e Alleanza per l'Italia. Il Partito Democratico si è dichiarato disponibile al dialogo sulle riforme, ma ha escluso ogni altro sostegno al governo Lombardo[19].

Governo Lombardo quater[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 2010 il rapporto tra Raffaele Lombardo e Gianfranco Miccichè si deteriora. Quello che era il Pdl Sicilia si spacca in Futuro e Libertà per l'Italia (nuova formazione politica guidata a livello nazionale da Gianfranco Fini) e nel gruppo di ex Forza Italia che annunciano la nascita di un nuovo partito[20], Forza del Sud. Il 21 settembre 2010 viene presentato il quarto Governo della Presidenza Lombardo, composto esclusivamente da assessori tecnici e sostenuto da Mpa, Fli, Api, Pd e l'Udc di Casini (con la componente che fa capo a Totò Cuffaro e Saverio Romano all'opposizione, sotto il nome di Popolari per l'Italia di Domani)[21].

Le dimissioni[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 luglio 2012 si dimette dinanzi l'Assemblea regionale siciliana dalla carica di presidente con alcuni mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato prevista per l'aprile 2013. Lombardo ha dichiarato all'Ars di essersi dimesso per affrontare meglio le vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto (è accusato di Concorso esterno in associazione mafiosa) e per evitare il voto regionale in contemporanea con quello per il rinnovo del parlamento nazionale.[22]. Resta in carica per l'ordinaria amministrazione fino alla proclamazione del nuovo presidente, dopo le elezioni anticipate (previste dallo Statuto speciale entro tre mesi), svoltesi il 28 ottobre 2012, elezioni nelle quali non si è candidato.

Il ritorno da Berlusconi e la non rielezione[modifica | modifica wikitesto]

In occasione delle elezioni politiche del 2013 Lombardo ricolloca il Movimento per le Autonomie nella coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi e che ha come principale alleato la Lega Nord di Roberto Maroni[23].

Il risultato delle elezioni politiche del 2013 è negativo per l'Mpa-Partito dei Siciliani, che non elegge nessun parlamentare. Lombardo, candidato come capolista al Senato in Sicilia, non viene eletto[24][25].

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Le accuse di corruzione[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 aprile 1992, nell'ambito di un'inchiesta riguardante irregolarità in un concorso pubblico all'Asl 35 di Catania, venne arrestato con l'accusa di interesse privato in atti d'ufficio e abuso d'ufficio[26] e condannato in primo grado. Dimessosi da assessore in dipendenza da tale condanna, Lombardo venne poi assolto in appello. Il 23 luglio 1994 è nuovamente arrestato per associazione a delinquere finalizzata a commettere reati contro la pubblica amministrazione per lo scandalo di un appalto da 48 miliardi di lire per i pasti all'ospedale Vittorio Emanuele II di Catania: secondo l'accusa, un comitato d'affari composto da Rino Nicolosi, Salvo Andò, Antonino Drago e lo stesso Lombardo avrebbe garantito l'appalto all'azienda dell'ex presidente dell'Inter Ernesto Pellegrini, in cambio di una tangente di 5 miliardi di lire[27] e condannato in primo grado. Dimessosi da assessore in dipendenza da tale condanna, Lombardo venne poi assolto in appello. Il 23 luglio 1994 è nuovamente arrestato per associazione a delinquere finalizzata a commettere reati contro la pubblica amministrazione per lo scandalo di un appalto da 48 miliardi di lire per i pasti all'ospedale Vittorio Emanuele II di Catania: secondo l'accusa, un comitato d'affari composto da Rino Nicolosi, Salvo Andò, Antonino Drago e lo stesso Lombardo avrebbe garantito l'appalto all'azienda dell'ex presidente dell'Inter Ernesto Pellegrini, in cambio di una tangente di 5 miliardi di lire[28].

Un giorno prima dell'arresto viene sospeso (ai sensi della legge 55/1990) dalla carica di deputato e ciò fino al 29 settembre dello stesso anno[29]. Il 17 marzo 2000 Pellegrini patteggia ammettendo di avere versato denaro ad alcuni politici, tra cui Lombardo, ma i giudici finiscono per considerare quel versamento solo un regalo: il reato venne derubricato a finanziamento illecito ai partiti, reato che per gli imputati risultava ormai prescritto. I giudici, in sostanza, non riconoscono nelle attività relative all'ospedale Vittorio Emanuele l'esistenza di un vero e proprio comitato d'affari: per questa ragione, gli imputati sono assolti dall'accusa di associazione a delinquere, inizialmente ipotizzata insieme alla corruzione[30]. Dai giudici alla fine gli viene riconosciuto un indennizzo di 33 000 euro per ingiusta detenzione[31].

Il procedimento per concorso esterno[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 marzo 2010 il quotidiano La Repubblica scrive che Lombardo sarebbe indagato dalla Procura della Repubblica di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa assieme al fratello Angelo e numerosi amministratori locali, perché in campagna elettorale avrebbero avuto il sostegno della mafia. Ad accusare Lombardo sarebbe un pentito, nonché intercettazioni telefoniche ed ambientali che documentano contatti con il boss di Cosa Nostra Vincenzo Aiello[32][33]. Lombardo dichiara il 12 aprile all'Assemblea regionale siciliana di non aver ancora ricevuto alcun avviso di garanzia[34]. Il 3 novembre 2010 la Procura di Catania conferma il coinvolgimento del Presidente della Regione Siciliana in una indagine, anche se non ha richiesto alcun provvedimento nei suoi confronti[35][36].

Il 13 gennaio 2011 viene data notizia di un nuovo coinvolgimento di Lombardo in una vicenda giudiziaria, infatti risulta indagato insieme ad alcuni amministratori catanesi in un'inchiesta su promozioni facili e avanzamenti di carriera illeciti di dipendenti comunali a Catania. Secondo la Procura etnea Lombardo e gli altri indagati avrebbero favorito tali promozioni ed avanzamenti alla vigilia delle elezioni amministrative in modo da favorire il voto di scambio[37]. Il 9 aprile 2011, la procura di Catania, nell'ambito della inchiesta Ibis, comunica l'avviso di chiusura delle indagini per concorso esterno in associazione di tipo mafioso di 56 indagati tra cui il presidente Raffaele Lombardo[38]. Il 13 giugno la procura comunica l'intenzione di archiviare la posizione di Lombardo e di altri indagati (fra cui il fratello), poiché alla luce degli elementi emersi "l'accusa sarebbe insostenibile"[39].

Il 29 marzo 2012 il Giudice per le indagini preliminari di Catania Luigi Barone ha disposto l'imputazione coatta per il governatore siciliano riguardo all'accusa di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, nell'ambito dell'inchiesta "Iblis"[40]. Il 28 luglio 2012, si dimette da Presidente della Regione Siciliana restando in carica per l'ordinaria amministrazione fino al 10 novembre dello stesso anno.

Il 19 febbraio 2014 Raffaele Lombardo venne condannato in primo grado con rito abbreviato per concorso esterno in associazione mafiosa alla pena di 6 anni e 8 mesi di reclusione, all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e ad un anno di libertà vigilata[41].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda di Raffaele Lombardo dal sito della Camera dei Deputati, camera.it. URL consultato il 12 aprile 2012.
  2. ^ Mafia, condannato Lombardo 6 anni e otto mesi di reclusione - Repubblica.it
  3. ^ Sotto i palazzi del potere con i Forconi in mano - Sudmagazine.it, sudmagazine.it. URL consultato il 12 aprile 2012.
  4. ^ Scheda da Regioni.it, regioni.it. URL consultato il 12 aprile 2012.
  5. ^ Il puparo d'oriente - Left, avvenimentionline.it. URL consultato il 12 aprile 2012.
  6. ^ Alfio Sciacca, Verga, un archivio per 2 milioni, in Corriere della Sera, 26 luglio 1997, p. 15. URL consultato il 30 dicembre 2009.
  7. ^ Verga, un archivio per 2 milioni, in Corriere della Sera, 26 luglio 1997, p. 15. URL consultato il 30 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  8. ^ Catania, al Comune le carte di Verga, in Corriere della Sera, 13 agosto 1997, p. 25. URL consultato il 30 dicembre 2009.
  9. ^ Camera
  10. ^ I risultati del sondaggio su clandestinoweb.com
  11. ^ Alfio Sciacca, Lombardo, in Rete il libro dei favori, in Corriere della Sera, 30 aprile 2008. URL consultato il 19 dicembre 2009.
  12. ^ Alberto Bonanno, Regione, il presidente Lombardo azzera la giunta, in La Repubblica, 22 maggio 2009. URL consultato il 19 dicembre 2009.
  13. ^ Salvo Palazzolo, Alessandra Ziniti, Voti comprati e incontri coi boss, indagati gli udc Antinoro e Dina, in La Repubblica, 14 maggio 2009. URL consultato il 19 dicembre 2009.
  14. ^ Lombardo completa la giunta siciliana. L'Udc resta fuori, in Il Sole 24 ORE, 26 giugno 2009. URL consultato il 19 dicembre 2009.
  15. ^ La scissione di Micciché, nasce Pdl Sicilia, in Corriere della Sera, 03 novembre 2009. URL consultato il 19 dicembre 2009.
  16. ^ L'Ars affossa il Dpef, governo verso la crisi, in La Repubblica, 11 novembre 2009. URL consultato il 19 dicembre 2009.
  17. ^ Lombardo, bocciatura Dpef ha dissolto la maggioranza, in ANSA, 02 dicembre 2009. URL consultato il 19 dicembre 2009.
  18. ^ Emanuele Lauria, Lombardo nomina la nuova giunta fuori i lealisti, dentro Centorrino, in La Repubblica, 28 dicembre 2009. URL consultato il 30 dicembre 2009.
  19. ^ Emanuele Lauria, Regione, fatto il Lombardo-ter Assegnate le nuove deleghe, in La Repubblica, 30 dicembre 2009. URL consultato il 30 dicembre 2009.
  20. ^ Miccichè: "Faccio un partito siciliano ma a Roma restiamo con Berlusconi", in La Repubblica, 18 settembre 2010. URL consultato il 23 settembre 2010.
  21. ^ Massimo Lorello, Ecco la nuova giunta regionale Nasce sull'asse tra Pd e finiani, in La Repubblica, 21 settembre 2010. URL consultato il 23 settembre 2010.
  22. ^ repubblica
  23. ^ Antonio Fraschilla, Lombardo-Pdl, fatto l' accordo, in la Repubblica, 12 gennaio 2013, p. 4 sez.Palermo. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  24. ^ Emanuele Lauria, Fuori Miccichè, Lombardo e Giambrone tutti i big che perdono il posto a Roma, in la Repubblica, 26 febbraio 2013. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  25. ^ Elezioni del Senato della Repubblica del 24 febbraio 2013. Circoscrizione Sicilia, su Sito ufficiale Ministero dell'Interno. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  26. ^ Alfio Sciacca, concorso truccato: in cella l'assessore, in Corriere della Sera, 23 aprile 1992, p. 15. URL consultato il 30 dicembre 2009.
  27. ^ Alfio Sciacca, concorso truccato: in cella l'assessore, in Corriere della Sera, 23 aprile 1992, p. 15. URL consultato il 30 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  28. ^ Alfio Sciacca, in manette i "rinnovatori", in Corriere della Sera, 24 luglio 1994, p. 2. URL consultato il 30 dicembre 2009.
  29. ^ Profilo Deputato Lombardo Raffaele
  30. ^ Lombardo, la bufala al potere
  31. ^ Peter Gomez, La lega Lombardo, in L'Espresso, 03 marzo 2008. URL consultato il 30 dicembre 2009.
  32. ^ Francesco Viviano, Alessandra Ziniti, Lombardo sotto inchiesta a Catania "Concorso esterno con la mafia", in La Repubblica, 29 marzo 2010. URL consultato il 30 marzo 2010.
  33. ^ Lombardo indagato per presunto concorso esterno in associazione mafiosa, in Corriere della Sera, 29 marzo 2010. URL consultato il 30 marzo 2010.
  34. ^ Lombardo e l'inchiesta sulla mafia "Piano per abbattermi anche fisicamente", in Corriere della Sera, 13 aprile 2010. URL consultato il 10 maggio 2010.
  35. ^ Appalti pilotati, 48 arresti del Ros tra politici ed esponenti di Cosa nostra, in la Repubblica, 03 novembre 2010. URL consultato il 3 novembre 2010.
  36. ^ Operazione Iblis, D'Agata: nessuna iniziativa su Lombardo, in Giornale di Sicilia, 03 novembre 2010. URL consultato il 3 novembre 2010.
  37. ^ Rosa Maria Di Natale, Promozioni facili a Catania indagato anche Lombardo, in la Repubblica, 13 gennaio 2011. URL consultato il 16 gennaio 2011.
  38. ^ Alessandra Ziniti, Mafia e politica, indagine chiusa avviso per il governatore Lombardo, in la Repubblica, 9 aprile 2011. URL consultato il 9 aprile 2011.
  39. ^ Mafia, stralciata la posizione di Lombardo. Si va verso l'archiviazione delle accuse, ilgiornale.it. URL consultato il 13 giugno 2011.
  40. ^ Alessandra Ziniti, Mafia, Lombardo andrà a processo "Non mi dimetto, scriverò un libro", in la Repubblica, 29 marzo 2012. URL consultato il 29 marzo 2012.
  41. ^ http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/02/19/news/mafia_condannato_lombardo_6_anni_e_otto_mesi_di_reclusione-79074865/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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