Movimento Sociale Fiamma Tricolore

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Movimento Sociale Fiamma Tricolore
Presidente Alessandro Bordoni
Segretario Attilio Carelli
Vicesegretario Dario Fignagnani
Stato Italia Italia
Sede Largo Rosolino Pilo, 14 Catania
Fondazione 3 marzo 1995
Ideologia Neofascismo
Destra sociale[1]
Nazionalismo italiano[1]
Collocazione Estrema destra
Coalizione Alternativa Sociale (2005)
Casa delle Libertà (2006)
La Destra - Fiamma Tricolore (2008)
Partito europeo Alleanza Europea dei Movimenti Nazionalisti
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
0 / 917
Organizzazione giovanile Gioventù della Fiamma
Iscritti 5 000 (2005)
Colori Nero
Sito web fiammatricolore.com

Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, noto semplicemente come Fiamma Tricolore, è un partito politico italiano fondato il 3 marzo 1995 da Pino Rauti e da quegli esponenti del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale che si sono fermamente opposti alla svolta di Fiuggi.[2][3][4]

Nonostante sporadiche collaborazioni con formazioni legate al centro-destra, esso si presenta solitamente in posizioni di autonomia.

Gioventù della fiamma (ex Gioventù Nazionale) è l'organizzazione che raccoglie al suo interno giovani di età compresa fra i 14 e i 30 anni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Svolta di Fiuggi è il termine con cui comunemente si indica la direzione impressa da Gianfranco Fini quale segretario e leader al Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale nel congresso del gennaio 1995, dopo che in precedenza alcuni dirigenti del partito hanno convintamente avviato un'azione "riformatrice" sostenendo l'esigenza di lanciare una nuova "Alleanza Nazionale" unitamente ad altre personalità e correnti riconducibili a prospettive conservatrici, quali quelle della destra democristiana.

Il partito abbandona in tal modo le proprie storiche posizioni neofasciste e di rottura per intraprendere un proficuo cammino verso l'area delle destra democratica, istituzionale ed europea.

Tale decisione viene contestata dall'area radicale e "di sinistra" di Pino Rauti, acerrimo rivale di Fini e segretario per un breve periodo fra il '90 e il '91, nonché da Giorgio Pisanò.

« Gianfranco Fini a Fiuggi non ha deviato di una virgola dalle sue idee di sempre. Costui ha solo ammesso pubblicamente quello che noi abbiamo costantemente sostenuto, ossia che il "fascismo di destra" non è fascismo, e non lo è mai stato.[5] »

I due non partecipano alla costituzione di AN.

Il 3 marzo 1995 nasce quindi il "Movimento Sociale Fiamma Tricolore", con l'obiettivo di "proseguire" la storia e le battaglie socialitarie del MSI senza rinnegare il proprio passato.

Tra i parlamentari che aderiscono al partito vi è Modesto Mario Della Rosa.

Pino Rauti segretario[modifica | modifica wikitesto]

In occasione delle elezioni politiche del 1996 il partito ottenne, nella quota proporzionale della Camera, lo 0,9%. Al Senato, sfruttando gli effetti di un accordo di desistenza tra il Polo per le Libertà e la Lista Pannella (in base al quale il Polo rinunciava a presentarsi in tre collegi della Sicilia), la Fiamma riuscì ad eleggere un senatore con il recupero proporzionale: Luigi Caruso. Nel corso della XIII legislatura, la Fiamma vide l'adesione di un deputato, Alberto Acierno, che era stato eletto in Forza Italia, sempre in Sicilia.

A novembre dello stesso anno il partito celebra il suo primo congresso nazionale a Chianciano Terme, durante il quale vengono eletti gli organi previsti dallo Statuto e proclamata la continuità ideale e programmatica con il MSI. Pino Rauti è Segretario Nazionale.

Nel 1998 nasce il quotidiano del partito Linea e lo resterà fino al 2002. Grazie anche alla partecipazione agli appuntamenti elettorali amministrativi, il partito organizza nel frattempo la propria struttura sul territorio nazionale, ottenendo l'elezione di un consigliere regionale e di diversi consiglieri in assemblee elettive locali.

Alle elezioni europee del 1999 il partito si presenta in tutte le circoscrizioni elettorali, ottenendo l'1,6% ed eleggendo un eurodeputato, Roberto Bigliardo.

La diaspora[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver inizialmente raccolto le diverse componenti del neofascismo indisponibili a seguire la strada indicata da Gianfranco Fini, la Fiamma Tricolore ha progressivamente perso varie porzioni.

Il primo a lasciare è stato Giorgio Pisanò con il suo minuscolo gruppo di Fascismo e Libertà.

Nel settembre del 1997 tocca alla componente di Alternativa Nazional Popolare di Adriano Tilgher e Tomaso Staiti di Cuddia, che fondano il Fronte Nazionale.

Lasciano il partito per i dissidi con Rauti anche il Sindaco di Chieti Nicola Cucullo, l'eurodeputato Roberto Bigliardo, l'ex deputato Clemente Manco, gli esponenti milanesi Marco Valle e Roberto Jonghi Lavarini, che nel gennaio del 2000 danno vita al Movimento Sociale Europeo, partito fondamentalmente favorevole ad un accordo elettorale con il centro-destra di Silvio Berlusconi. Sono stati sufficienti alcuni mesi per il MSE, in grado di attrarre un propositivo gruppo di quadri tra i dirigenti del partito di Rauti, tra i quali il romano Nicola Cospito, il vicentino Danilo Zongoli e il lucano Fabio Amendolara.

Rauti si candidò direttamente a sindaco per le elezioni comunali di Venezia nel 2000, raccogliendo l'1,1% e dicendosi comunque soddisfatto per l'ammirevole mobilitazione di giovani militanti che si erano mossi nel sostenerlo durante la campagna elettorale.

Nel febbraio del 2001, la componente di Nicola Silvestri passò direttamente sotto le insegne del Fronte Nazionale.

Politiche 2001[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 aprile 2000 la rappresentanza parlamentare del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore, venne ricevuta dal presidente della Repubblica, per le consultazioni per la formazione del nuovo governo[6].

Dopo aver stretto accordi con il centrodestra alle elezioni regionali del 2000, Rauti venne riconfermato segretario dal congresso dell'ottobre 2000.

In tale occasione la Fiamma ha inoltre deciso di presentare liste autonome per le elezioni politiche del 2001, stringendo alcuni accordi di desistenza con la Casa delle Libertà. Il senatore uscente Luigi Caruso ottiene nuovamente un seggio. In base a quel patto anche Alberto Acierno viene eletto all'Assemblea regionale siciliana.

III Congresso del 2002: Romagnoli segretario e la scissione di Rauti[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo congresso nazionale, nel febbraio 2002, porta delle significative novità. Emerge prepotentemente la figura di Luca Romagnoli, la cui tesi di rinnovamento viene premiata con la nomina a segretario nazionale. Rauti è il nuovo presidente. Acierno invece lascia il partito per gli autonomisti di Nuova Sicilia.

I contrasti veri e propri tra le due massime cariche del partito si manifestano nell'ottobre del 2003, quando dirigenti e militanti sono invitati ad effettuare una scelta di posizione netta tra le due parti.

Nel congresso straordinario per febbraio del 2004 la relazione di Romagnoli è nettamente in maggioranza. Rauti abbandona e fonda immediatamente il Movimento Idea Sociale.

L'azione dei nuovi vertici prosegue anche alle elezioni europee del 2004 dove un discreto 0,7% dei voti si traduce in un fondamentale seggio per il segretario Romagnoli.

Dopo questa appassionata consultazione il partito lancia un appello alle altre forze che compongono la variegata "area" della destra radicale.

Regionali 2005 con Alternativa Sociale e Politiche 2006 con CdL[modifica | modifica wikitesto]

La Fiamma sceglie di collaborare con la coalizione di Alternativa Sociale, guidata da Alessandra Mussolini in occasione delle elezioni regionali del 2005, formata anche da Forza Nuova, Libertà di Azione e Fronte Sociale Nazionale.

La collaborazione fra i partiti della destra estrema raggiunse solamente l'1% di media nazionale e dimostrò, tra l'altro, l'impossibilità pratica di compattare sotto un'unica sigla realtà oggettivamente differenti per analisi e strategie politiche. Il partito riprese perciò la sua indipendenza.

Nello stesso periodo il partito raccoglie l'adesione di un deputato nazionale, Antonio Serena, che non condivide più le scelte di Alleanza Nazionale.

Nel frattempo Il vicesegretario nazionale, Fabrizio Taranto, il Segretario nazionale del movimento giovanile Gioventù Nazionale Vincenzo Galizia e il Senatore Luigi Caruso annunciano l'iscrizione al MIS di Pino Rauti.

In vista delle elezioni politiche del 2006, la Fiamma raggiunge un accordo con la Casa delle Libertà, deliberato il 28 gennaio 2006: il movimento presenta il suo simbolo e i suoi candidati all'interno della coalizione di centrodestra in tutte le circoscrizioni e le regioni italiane. Il risultato elettorale, però, non premia la Fiamma, che raccoglie 231 000 voti alla Camera (0,6%) e 204 000 al Senato (0,6%), non superando gli sbarramenti previsti dalla legge elettorale e non eleggendo, pertanto, alcun parlamentare.

In occasione del referendum costituzionale del 2006, la Fiamma si schiera sulle posizioni del "No", manifestando il suo dissenso nei confronti della devoluzione e del federalismo ideati precedentemente dalla CdL.

Il 2 dicembre 2006 la Fiamma partecipa alla manifestazione nazionale della CdL contro la finanziaria varata dal Governo Prodi II.

Politiche 2008 con La Destra ed Europee 2009[modifica | modifica wikitesto]

Dopo lo scioglimento anticipato delle Camere e in seguito alla fondazione del nuovo partito di Francesco Storace (fuoriuscito da AN), denominato La Destra, Romagnoli[7] lancia un appello alla convergenza con la Fiamma Tricolore per presentarsi unitariamente alle elezioni politiche del 2008 con un simbolo denominato La Destra - Fiamma Tricolore, che unisce le insegne delle due formazioni. L'accordo tra i due partiti viene effettivamente raggiunto il 15 febbraio.[8].

L'alleanza tra La Destra e la Fiamma, a cui ha aderito anche il Fronte Sociale Nazionale, non porta ad eleggere nessuno parlamentare, la lista raggiungerà il 2,4% dei consensi, e quindi non supererà lo sbarramento del 4%.

Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, dopo un iniziale avvicinamento a La Destra, al Movimento per le Autonomie e al Partito Pensionati, per una lista comune alle Elezioni europee, decide di presentarsi da sola, sfoggiando un simbolo dove è presente la scritta Destra Sociale.

In ragione di elementi grafici simili a quelli di Alleanza Nazionale, il Ministero dell'interno ricusa il simbolo, così Fiamma presenta un logo con il simbolo tradizionale in uno sfondo verde mantenendo la scritta Destra Sociale.[9] Rispetto all'Europee del 2004 la Fiamma ottiene un risultato analogo di voti, ma non supera la soglia di sbarramento del 4% e non ottiene nessun europarlamentare.

Il percorso autonomo[modifica | modifica wikitesto]

In occasione delle elezioni Regionali 2010 la Fiamma Tricolore, per via della legge per le elezioni regionali che impone ai piccoli partiti di raccogliere un certo numero di firme per presentarsi alle elezioni regionali, riesce a presentarsi solo in Piemonte, dove appoggia il candidato Renzo Rabellino, e in Calabria, dove appoggia il candidato del centrodestra Giuseppe Scopelliti. In entrambi i casi, per via dei pochi voti raccolti, non ottiene nessun consigliere regionale.

Alle elezioni politiche del 2013 la Fiamma ottiene lo 0,13% dei voti alla Camera e 0,17% dei voti al Senato, non eleggendo così nessun parlamentare. Alle elezioni comunali di Roma del 26-27 maggio 2013 il candidato sindaco Luca Romagnoli ottiene lo 0,15%.

Al VI Congresso svoltosi il 22-23 giugno 2013 a Roma, Luca Romagnoli viene riconfermato segretario per acclamazione.

La sfiducia a Romagnoli[modifica | modifica wikitesto]

L'8 novembre 2013 il segretario Luca Romagnoli unitamente al segretario de La Destra Francesco Storace, al reggente di Futuro e Libertà Roberto Menia, alla coordinatrice di Io Sud Adriana Poli Bortone, a Domenico Nania dell'associazione Nuova Alleanza, ad Oreste Tofani dell'associazione Nazione Sovrana, ad Antonio Buonfiglio dell'associazione Il Popolo della Vita e all'editore del Giornale d'Italia Roberto Buonasorte, partecipa alla fondazione del Movimento per Alleanza Nazionale. Il dicembre 2013 il Comitato Centrale del partito dichiara decaduto il segretario Luca Romagnoli, reo di aver aderito all'iniziativa senza aver chiesto il parere dei membri del Comitato stesso[10].

Attilio Carelli accetta quindi l'incarico di segretario reggente.[11] A seguito di tale espulsione Romagnoli fonda un nuovo soggetto, Destra Sociale[12].

Il nuovo corso[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 e 14 dicembre 2014 il VII congresso nazionale, elegge lo stesso Carelli segretario[13].

In occasione del referendum costituzionale del 2016 il partito sostiene il NO.[14]

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Manifesto propagandistico affisso a Roma
« II Movimento Sociale - Fiamma Tricolore è un'organizzazione politica, ispirata a una concezione spirituale della vita, che ha il fine di garantire la dignità e gli interessi del popolo italiano, nella ininterrotta continuità storica delle sue tradizioni di civiltà e nella sua prospettiva di una missione occidentale, europea, mediterranea.

Il MSFT propone la realizzazione dello Stato Nazionale del Lavoro, per il raggiungimento - mediante l'alternativa corporativa - dei vasti traguardi di giustizia sociale e di elevazione umana, nel rispetto della libertà per tutti e nell'armonia dell'ordine con la libertà. »

(Art. 1 dello statuto del MSFT)
  • Concezione spirituale della vita, non materialistica e nichilistica.
  • Elezione diretta del Capo dello Stato.
  • Istituzione di una Camera dei rappresentanti delle categorie produttrici di 400 membri, per la per la realizzazione dello Stato Nazionale del Lavoro.
  • Ordine sociale, lotta alla droga e certezza della pena.
  • Separazione delle carriere tra magistratura giudicante e magistratura inquirente.
  • Abolizione dei reati di opinione e delle leggi liberticide del pensiero e dell’associazionismo politico.
  • Carcere a vita per crimini particolarmente efferati, fino a ipotizzare la pena di morte nel caso di abusi e violenze su minori che ne determinino la morte.
  • Rilancio dell'identità nazionale, intesa come cultura, memoria storica e tradizione.
  • Moderato sostegno alle scuole private, mentre il sistema dell'istruzione pubblica deve essere sempre finalizzata alla sensibilità culturale dell’individuo, ovvero conoscenze non immediatamente configurabili sul piano empirico e quindi lavorativo; esse concorrono tuttavia alla formazione e sviluppo psicopedagogico.
  • Tutela della famiglia con coerenti politiche a suo sostegno, aumento delle pensioni contributive e restaurazione della centralità della figura del Pater Familias, fulcro e motore dell’ordine sociale tradizionale.
  • Sacralità della vita. No all'aborto.
  • Istituzione del reddito di cittadinanza e imposta patrimoniale di tipo georgista (solo il reddito netto).
  • Preferenza nazionale nell'assegnazione delle abitazioni di proprietà pubblica; riduzione delle tassazione al 25% per i proventi generati dell'attività produttiva e accesso ai servizi sanitari.
  • Canone sociale che non superi un quinto del reddito del nucleo familiare.
  • Protezione del mercato nazionale dal liberismo, che tramite una macchinosa burocrazia favorisce esclusivamente le Multinazionali.
  • Equa redistribuzione degli utili ai lavoratori e reale compartecipazione collettiva alla gestione dell'impresa (socializzazione).
  • Abolizione delle Regioni e ampliamento delle competenze dei comuni.
  • Europa Nazione, forte e unita, intesa innanzitutto come unione di popoli che condividono storia e tradizioni e non semplicemente come una unione di interessi economici sovranazionali, ovviamente rispettosa delle sue radici identitarie e cristiane, nonché contraria all'ingresso di Israele e Turchia.
  • Opposizione al Trattato di Lisbona.
  • Partecipazione alla formazione di un esercito europeo attraverso contingenti nazionali.
  • Uscita dalla Nato e avversione verso gli Stati Uniti d'America.
  • Blocco dell'immigrazione extracomunitaria, smantellamento dei ghetti etnici e stipula di trattati internazionali che sanciscano lo sconto delle pene dei reati nel Paese d’origine degli immigrati condannati, controllo delle attività politiche delle associazioni straniere.
  • Rifiuto degli Organismi Geneticamente Modificati, rei di costituire un concorrente sleale delle colture tradizionali, alterando il rapporto economico tra i produttori agricoli.
  • Sviluppo sostenibile nel pieno rispetto dell'Ambiente.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Gli organi principali sono il Comitato Centrale composto da 25 membri eletti dal Congresso Nazionale, la Segreteria Nazionale di 10 membri La segreteria Operativa e la Segreteria Amministrativa

Il Comitato Centrale di norma si riunisce due volte l'anno entro il 30 settembre ed entro il 30 marzo e, per urgente motivo, può essere congiuntamente convocato dal Segretario Nazionale e dal Presidente del Comitato Centrale.

Esso determina le linee dell'azione politica e ne elabora ed integra gli orientamenti programmatici sulla base delle deliberazioni del Congresso Nazionale, approva il bilancio consuntivo e preventivo, nomina la Segreteria Generale del Congresso, dispone eventuali modifiche allo Statuto e ratifica le varie candidature elettorali.

La Segreteria Nazionale stima la dotazione finanziaria media annua necessaria per operare e e dispone a maggioranza relativa la stima e l'utilizzo delle risorse disponibili. si avvale delle Segreterie Operativa e Amministrativa

Segretari[modifica | modifica wikitesto]

Presidente[modifica | modifica wikitesto]

  • Pino Rauti (2002-2004)

Presidente onorario[modifica | modifica wikitesto]

Movimento giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il Movimento giovanile del partito era Gioventù Nazionale, diventato nel 2011 "Gioventù della Fiamma".

  • Vincenzo Galizia (2001-2005) Segretario Nazionale.

Scissioni[modifica | modifica wikitesto]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Risultati elettorali della Fiamma Tricolore per regione italiana.
Voti % Seggi
Politiche 1996 Camera proporzionale 339.351 0,91 0
Camera maggioritario 624.558 1,67 0
Senato 747.487 2,29 1
Europee 1999 496.030 1,60 1
Politiche 2001 Camera proporzionale 143.963 0,39 0
Camera maggioritario 121.527 0,33 0
Senato 340.221 1,00 1
Europee 2004 237.058 0,73 1
Politiche 2006 Camera 231.313 0,6 0
Senato 204.473 0,6 0
Politiche 2008 Camera nella lista La Destra-Fiamma Tricolore 0
Senato nella lista La Destra-Fiamma Tricolore 0
Europee 2009 246.403 0,80 0
Politiche 2013 Camera 44.744 0,13 0
Senato 52.106 0,17 0

Congressi nazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Assemblea Nazionale - Roma, 17-18 giugno 1995
  • I Congresso - Chianciano Terme (SI), 15-17 novembre 1996
  • II Congresso - Chianciano Terme (SI), 27-29 ottobre 2000
  • III Congresso - Montesilvano, 8-10 febbraio 2002
  • IV Congresso - Roma, 28-29 febbraio 2004 [invalidato]
  • IV Congresso - Fiuggi, 11-12 dicembre 2004 - Rifondare per rilanciare
  • V Congresso - Roma, il 5-6 dicembre 2009.
  • VI Congresso - Roma, il 22-23 giugno 2013.
  • VII Congresso - Roma, 13-14 dicembre 2014

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

« Non ci sono lavori che gli italiani non vogliono più svolgere. Ci sono salari che gli italiani non possono più accettare »
(Celebre slogan di MS-FT)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]