Fronte Nazionale (1997)

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Fronte Nazionale
Presidente Adriano Tilgher
Stato Italia Italia
Fondazione 28 settembre 1997
Sede Roma
Ideologia Socialismo nazionale,
Euroscetticismo,
Nazionalismo italiano,
Antiglobalizzazione[1].
Collocazione Destra radicale
Coalizione Alternativa Sociale (2003 - 2006)
Organizzazione giovanile Fronte Nazionale Giovani
Colori blu, tricolore
Sito web www.frontenazionale.org

Il Fronte Nazionale (FN) è un partito politico italiano fondato nel 1997 e chiaramente ispirato all'omonima formazione francese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La scissione e i primi passi[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 luglio 1997 Adriano Tilgher, Tomaso Staiti di Cuddia ed Enzo Erra convocano un'assemblea di circa duecento dirigenti e militanti del Movimento Sociale - Fiamma Tricolore.

L'assemblea contesta Pino Rauti, accusato di una condotta non sufficientemente incisiva. Dopo un acceso confronto verbale i quattro vengono espulsi con l'accusa «di aver danneggiato l'attività del movimento e il suo ordine interno»[2][3][4][5].

Il 26 settembre viene quindi annunciata la fondazione del nuovo soggetto, immediatamente appoggiata da Jean-Marie Le Pen[6], il quale non fa mancare il proprio appoggio[7]. Molti furono gli strascichi polemici con l'MS-FT[8].

I tentativi di avvicinamento[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 luglio 2000 una riunione tra le delegazioni del Fronte Nazionale e del Movimento Sociale - Fiamma Tricolore, nella sede di quest'ultimo, dà un primo via libera verso la nascita di un unico soggetto.[9]

Il percorso comune subisce una brusca frenata quando alla Conferenza programmatica del 17 dicembre[10][11] viene «constatata la mancanza di volontà concreta, da parte della dirigenza rautiana a convenire sulla creazione del movimento di alternativa antagonista al sistema di potere nazionale e sovranazionale». L'unica soluzione, a questo punto, è quella di presentarsi autonomamente alle elezioni politiche del 2001[12][13][14].

Gli sviluppi successivi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo qualche settimana i dirigenti, constatata la possibilità di generare confusioni con il Fronte Nazionale di Franco Freda (sciolto dal Ministero dell'Interno con decreto del 9 novembre 2000), decidono all'unanimità di mutare denominazione in Fronte Sociale Nazionale-FN[15].

Il Fronte Sociale Nazionale si definiva per statuto «un movimento avente il fine di realizzare, con metodi partecipativi di democrazia integrale, una nuova forma di Stato che, come consapevolezza spirituale e morale, affermi il proprio valore organico, racchiudendo in sé la manifestazione politica, giuridica, economica e culturale della Nazione. Uno Stato che abbia come obiettivo l'attuazione di se stesso e quindi di un fine etico, immanente e continuo nel tempo, il cui contenuto è il bene del Popolo»[16].

Intende inoltre proporre un nuovo modello di civiltà, alternativo a quello liberal-capitalista, in cui il lavoro sia posto a base della società e rappresenti, per il cittadino produttore, il riconoscimento di un diritto-dovere, per mezzo del quale egli possa partecipare direttamente alla gestione delle aziende ed alle scelte politiche della nazione sulla base delle teorie economiche del corporativismo e della socializzazione.

Alle elezioni politiche il Fronte Sociale Nazionale si presenta esclusivamente in Abruzzo, Lazio 1 e Molise ottenendo 22 985 voti (0,65% locale) nella quota proporzionale per la Camera dei Deputati[17], 16 202 voti nella quota maggioritaria (0,46%)[18] e 98 132 voti (1,48%) al Senato (dove era presente anche in Sicilia)[19].

Alle successive elezioni amministrative, Tilgher si candida sindaco di Roma ottenendo 5 937 voti (0,36%)[20].

La ricerca oltre l'estrema destra (2002-2003)[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 2002 il Fronte Sociale Nazionale si schierò con la CGIL contro le modifiche all'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori partecipando alla manifestazione del Circo Massimo a Roma con tremila militanti[21][22].

In questa fase il Fronte Sociale Nazionale cerca vanamente, come spiegherà Tilgher, di «uscire dal ghetto dell'ultradestra, col sostegno alle manifestazioni no global, a quelle della CGIL, ma non c'è stato modo di aggregare altrove tutte le forze ostili al liberismo di destra e di sinistra»[23].

In maggio il Fronte Sociale Nazionale partecipa alle elezioni comunali di Latina fuori dai poli ottenendo 589 voti (0,85%) di lista e 800 voti (1,07%) per il candidato sindaco Adriano Tilgher, quindi nessun seggio[24].

Un anno dopo alle elezioni provinciali di Roma, il Fronte Sociale Nazionale si presenta nuovamente fuori dai poli con Tilgher candidato presidente. La lista otterrà 12 350 voti (0,8%), mentre al leader del partito andranno 13 559 voti (0,7%). Nessun seggio e un dimezzamento del consenso rispetto alle precedenti elezioni provinciali del 1998 e una lieve ripresa rispetto alle politiche del 2001[25].

La fase di Alternativa Sociale (2003-2006)[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 novembre 2003 Alessandra Mussolini si dichiara «incompatibile» con la sua permanenza in Alleanza Nazionale e lascia polemicamente il partito[26]. Quattro giorni dopo la nipote del duce fonderà Libertà di Azione[27].

L'evento mette in moto un rapido processo aggregativo nell'estrema destra italiana. Il 18 dicembre, infatti, Alessandra Mussolini con il segretario della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli, il segretario del Fronte Sociale Nazionale Adriano Tilgher ed il segretario di Forza Nuova Roberto Fiore, all'Albergo del Senato a Roma annunciano l'intenzione di unire i quattro partiti in un'unica lista in vista delle elezioni europee del 2004. Nasce così Insieme per un Movimento Sociale[28] (ribattezzato un mese dopo Alternativa Sociale). Un cartello che nelle intenzioni di Tilgher vuole essere «contro il partito unico del liberismo imperante, che va da AN ai DS, vogliamo essere il partito della gente e del popolo»[29].

Il cartello tuttavia nell'aprile 2004 perderà la Fiamma Tricolore e alle elezioni europee di giugno otterrà 400 626 voti pari all'1,23%, sufficienti per eleggere la Mussolini. A Tilgher, candidato in tutta Italia, andranno 8 943 preferenze[30].

In novembre al secondo Congresso del Fronte Sociale Nazionale si affrontano due mozioni. La prima del segretario punta a fare di AS gradualmente un partito vero e proprio. Gli si contrappone la mozione di Antonio Bellocchio, Paolo Signorelli e Riccardo Incardona che invece vorrebbe che AS resti un semplice cartello elettorale[31][32][33][34].
Il Congresso di Montesilvano vedrà un dibattito molto acceso fino a degenerare in rissa, al punto che l'assemblea congressuale riuscirà a votare solo la rielezione di Tilgher a segretario nazionale[35].

La componente denominata prima Sinistra Nazionale e poi Socialismo Nazionale, rappresentata in Direzione Nazionale da Maurizio Canosci, Stelvio Dal Piaz, Ernesto Ferrante, Augusto Venditti e Paolo Signorelli, e la corrente denominata Fare Fronte, rappresentata in Direzione da Fulvio Noya e Roberto Incardona, lasceranno il Fronte Sociale Nazionale per dar vita alle Comunità di Socialismo Nazionale, primo embrione dell'associazione culturale Centro Studi Socialismo Nazionale, che dal 2011 diviene un vero e proprio soggetto politico: Unione per il Socialismo Nazionale[36].

Come AS, il Fronte Sociale Nazionale di Tilgher dopo le elezioni europee affronta le regionali del 2005 e le politiche del 2006.

Tuttavia già subito dopo le elezioni regionali il Fronte Sociale Nazionale è pronto ad abbandonare AS se non accelera verso la fusione[37].

Il veto su Tilgher candidato (2006)[modifica | modifica wikitesto]

In vista delle elezioni politiche italiane del 2006 AS sembra vicina a entrare nella coalizione del centro-destra italiano, la Casa delle Libertà. Tuttavia pare che Silvio Berlusconi per stringere il patto elettorale vorrebbe che Adriano Tilgher e Roberto Fiore non si candidino[38]. Il 10 febbraio Berlusconi dagli studi di Matrix annuncia che l'accordo CdL-AS è ufficiosamente chiuso[39].

Il 14 febbraio il caso esplode platealmente allorché l'UDC al tavolo programmatico della CdL mette in chiaro che «l'accordo con i gruppi più radicali della destra non può prevedere la candidatura al Parlamento di personaggi impresentabili al pari di Ferrando e Caruso nell'Unione. Su questo nel centrodestra siamo d'accordo tutti»[40]. Il portavoce di Berlusconi, Bonaiuti, sul tardi chiarirà che «non c'è nessuna intesa con Adriano Tilgher»[41]. Tuttavia la Mussolini prima e Tilgher il giorno dopo confermano che per il 17 febbraio è prevista una conferenza stampa con Berlusconi per annunciare l'accordo organico CdL-AS, nessuno escluso[42].
Sempre il 15 febbraio Berlusconi alla radio conferma l'alleanza elettorale con AS ma dice no a «candidature discutibili» come quella di Adriano Tilgher e Roberto Fiore[43][44]. Il 16 Tilgher, Mussolini e Fiore, pur di salvare l'alleanza, decidono di comune accordo di non candidarsi[45]. Il giorno dopo mentre Tilgher in Tv dichiara di non essere mai stato neofascista «neanche quando avevo venti anni perché i ‘neo' non mi piacciono»[46], Berlusconi e la Mussolini in conferenza stampa annunciano un accordo porgrammatico[47].

Il tanto agognato accordo non porta però i risultati sperati: AS si ferma alla Camera allo 0,67%, ben al di sotto della soglia di sbarramento del 2%. Analogo risultato al Senato. AS risulta pertanto essere la prima tra le liste della CdL non ammesse alla ripartizione dei seggi.

Quando il 22 aprile per le elezioni comunali romane Alessandra Mussolini decide autonomamente di entrare nella coalizione della Casa delle Libertà per Gianni Alemanno sindaco, si incrina definitivamente l'esperienza unitaria di Alternativa Sociale. Il Fronte Sociale Nazionale e Forza Nuova non condivideranno le scelte di Azione Sociale e presenteranno una lista unitaria fuori dai poli per Alessandra Sarti Magi sindaco[48].
Il 3 maggio Roberto Fiore dichiarerà ufficialmente «conclusa» Alternativa Sociale[49][50].
La lista unitaria Fronte Sociale Nazionale-Forza Nuova otterrà 2.543 voti pari allo 0,20% dei voti validi e nessun seggio[51].
La stessa lista alle contemporanee elezioni provinciali di Campobasso, fuori dai poli per Roberto D'Aloisio presidente otterrà 983 voti pari allo 0,76% e nessun seggio[52].

Un percorso unificante[modifica | modifica wikitesto]

Dopo AS, nel giugno 2006 Tilgher scrive ai suoi militanti per lanciare una «Costituente di Base» che riaggreghi l'area della destra radicale: «mi sono interrogato se c'è spazio ancora per una politica delle idee che avvicini ed associ sempre più persone. Mi sono risposto sì: ecco che lancio una proposta per fare una costituente di base. Del resto la volontà, da più parti espressa, di unificare i soggetti espressione di un'area, che si riconosce in una forte identità nazionale e nella volontà di ricostruire lo stato sociale, deve ormai diventare l'unico motore per le nostre scelte future. Se i vertici dei soggetti di questa area non sono stati capaci di unirsi, cerchiamo di farlo a livello di base»[53].

Alle elezioni amministrative del 2007 il Fronte Sociale Nazionale non entra a far parte del «Patto d'Azione» Forza Nuova-Alternativa Sociale-Movimento Idea Sociale siglato in gennaio[54]; se ne avvicinerà invece qualche mese più tardi[senza fonte].

La confluenza ne La Destra (2008)[modifica | modifica wikitesto]

In occasione delle elezioni politiche anticipate del 2008, il Fronte Sociale Nazionale dà indicazione di voto per La Destra di Francesco Storace, con il quale il 16 marzo 2008 viene stabilito «patto federativo».[55]

Nel dicembre dello stesso anno Tilgher scrive ai suoi militanti annunciando la definitiva confluenza del Fronte Sociale Nazionale nel partito di Storace.[56]

La ricostituzione nel 2013[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 2013 Tilgher ufficializza il suo addio a La Destra.

Elezioni amministrative del 2014[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 il Fronte Nazionale si presenta in alcuni piccoli comuni chiamati alle elezioni ottenendo per esempio a Castello Cabiaglio: il 12,2% e 3 seggi su 10 al consiglio comunale.

Elezioni regionali in Campania del 2015[modifica | modifica wikitesto]

In vista delle regionali campane del 2015, il segretario del partito a Casal di Principe si candida al consiglio regionale a sostegno della lista Campania in Rete, in appoggio al candidato di centrosinistra Vincenzo De Luca.

Adriano Tilgher in seguito non affermerà il sostegno del Fronte Nazionale a tale candidato durante un'intervista in un servizio della trasmissione televisiva L'aria che tira su La7, ma lascerà libertà politica al suo segretario locale candidato nella lista Campania in Rete.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Il partito rifiuta di essere inserito nei tradizionali schieramenti di destra o di sinistra, considerandoli appartenenti al passato, ritenendo necessario combattere opporsi al mondialismo e all' ultraliberismo, al fine di ottenere una piena sovranità culturale, economica e monetaria [57].

Relazioni con gli altri movimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 novembre 2013 alcuni militanti del gruppo bolognese del Fronte Nazionale vengono aggrediti da diversi presunti attivisti del Collettivo Universitario Autonomo (CUA) durante un volantinaggio nell'ambito di un'iniziativa contro il degrado della zona universitaria cittadina[58]. In una nota il collettivo esprimerà solidarietà agli aggressori; di contro, l'evento viene definito come "un'odiosa azione squadrista" dal procuratore aggiunto Giovannini.

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Voti % Seggi
Politiche 2001 Camera 22 985 0,06 -
Senato 98 132 0,29 -
Europee 2004 (lista AS) 400 626 1,23 -[59]
Politiche 2006 (lista AS) Camera 255 354 0,67 -
Senato 214 526 0,63 -

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Manifesto per la sovranità nazionale
  2. ^ MS-FT: ASSEMBLEA 'ANTI-RAUTI', ESPULSI STAITI E TILGHER
  3. ^ MS-FT: ASSEMBLEA 'ANTI-RAUTI', ESPULSI STAITI E TILGHER (2)
  4. ^ Nella Fiamma: "Rauti vira sul Polo e pensa solo a sistemare la figlia"
  5. ^ FIAMMA: SI SCIOGLIE LA FEDERAZIONE MILANESE
  6. ^ DESTRA: GLI SCISSIONISTI RAUTIANI FONDANO IL FRONTE NAZIONALE
  7. ^ "An traditrice, Rauti ambiguo": Le Pen boccia la destra italiana
  8. ^ MS-FT: RAUTIANI ALL'ATTACCO, DISSIDENTI VERSO NUOVO PARTITO
  9. ^ COSA NERA: NASCE A OTTOBRE PARTITO UNICO A DESTRA DI AN
  10. ^ COSA NERA: CONGRESSO MS-FT DECIDE SU FUSIONE E RAPPORTO CON CDL
  11. ^ COSA NERA: CONGRESSO MS-FT DECIDE SU FUSIONE E RAPPORTO CON CDL (2)
  12. ^ FN: AL VIA RACCOLTA FIRME PER CANDIDATURE SOTTO IL SIMBOLO
  13. ^ FN: AL VIA RACCOLTA FIRME PER CANDIDATURE SOTTO IL SIMBOLO (2)
  14. ^ Tilgher chiarisce le posizioni del suo movimento
  15. ^ Anche Tilgher in corsa per il Campidoglio
  16. ^ Statuto del Fronte Nazionale
  17. ^ ARCHIVIO STORICO DELLE ELEZIONI - Camera 13/05/2001 - Area ITALIA - Proporzionale
  18. ^ ARCHIVIO STORICO DELLE ELEZIONI - Camera 13/05/2001 - Area ITALIA - Uninominale
  19. ^ ARCHIVIO STORICO DELLE ELEZIONI - Senato 13/05/2001 - Area ITALIA
  20. ^ Voti Sindaco - Comune di Roma 2001
  21. ^ LAVORO: FRONTE NAZIONALE ADERISCE A SCIOPERO SINDACATI
  22. ^ CGIL: FRONTE NAZIONALE, ANCHE NOI A CIRCO MASSIMO PER ART. 18
  23. ^ Fiamma Tricolore più Fronte più Forza Nuova. Rifondazione fascista piace a Storace
  24. ^ Comune di Latina. Elezioni amministrative 26 e 27 maggio 2002
  25. ^ Elezioni amministrative del 25 maggio 2003. Roma
  26. ^ AN: ALESSANDRA MUSSOLINI LASCIA IL PARTITO
  27. ^ AN: SI CHIAMERA' 'LIBERTA' D'AZIONE' PARTITO MUSSOLINI
  28. ^ Mussolini, tre «cavalieri neri» per Strasburgo
  29. ^ Destra: MS-FSN-FN, così con la Mussolini sfidiamo Fini
  30. ^ ARCHIVIO STORICO DELLE ELEZIONI - Europee 12/06/2004
  31. ^ DESTRA: FRONTE NAZIONALE A CONGRESSO, DUE TESI PER FUTURO/ADNKRONOS
  32. ^ DESTRA: FRONTE NAZIONALE A CONGRESSO, DUE TESI PER FUTURO/ADNKRONOS (2)
  33. ^ DESTRA: FRONTE NAZIONALE A CONGRESSO, DUE TESI PER FUTURO/ADNKRONOS (3)
  34. ^ DESTRA: FRONTE NAZIONALE A CONGRESSO, DUE TESI PER FUTURO/ADNKRONOS (4)
  35. ^ DESTRA: SPACCATURA NEL FRONTE SOCIALE NAZIONALE
  36. ^ USN.
  37. ^ FRONTE SOCIALE PRONTO L'ADDIO ALLA MUSSOLINI
  38. ^ MUSSOLINI, QUASI CHIUSO L'ACCORDO CON LA CDL
  39. ^ ELEZIONI: BERLUSCONI ASSICURA INTESA CON LA MUSSOLINI, PROSSIMA SETTIMANA L'ANNUNCIO
  40. ^ Esplode il caso neofascisti
  41. ^ CDL: BONAIUTI, NON C'È NESSUNA INTESA CON ADRIANO TILGHER
  42. ^ TILGHER DIFENDE FERRANDO E IL GENIO DI MUSSOLINI
  43. ^ CDL: BERLUSCONI A MUSSOLINI, NON CANDIDARE PERSONE DISCUTIBILI
  44. ^ CDL: BERLUSCONI, LA MUSSOLINI MI HA ASSICURATO CANDIDATI DEMOCRATICI
  45. ^ CDL: MUSSOLINI, PRESENTEREMO LISTA AS MA FIORE TILGHER E IO NON CI SAREMO
  46. ^ CDL: TILGHER, NON SONO NEOFASCISTA COMBATTO BATTAGLIE SOCIALI
  47. ^ CLD: BERLUSCONI, CON MUSSOLINI ACCORDO PROGRAMMATICO PER AMPLIARE CONSENSI
  48. ^ «Ci ha tradito, ieri sera stava ancora con noi»
  49. ^ FN: Fiore 'divorzia' da Mussolini, alleanza conclusa, ANSA, 3/5/2006.
  50. ^ ROMA: ALEMANNO, SINISTRA TACE SU DIVORZIO TRA FORZA NUOVA E MUSSOLINI
  51. ^ Elezioni amministrative 2006. Elezioni Sindaco e Consiglio Comunale
  52. ^ ARCHIVIO STORICO DELLE ELEZIONI - Provinciali 28/05/2006 - Campobasso
  53. ^ Dal Segretario Nazionale: Progetto Costituente
  54. ^ NASCE IL PATTO D'AZIONE TRA RAUTI, MUSSOLINI E FIORE!
  55. ^ LA DIREZIONE NAZIONALE DEL FRONTE RATIFICA LA PROPOSTA DI ACCORDO CON IL MOVIMENTO “LA DESTRA”
  56. ^ LE RAGIONI DI UNA SCELTA
  57. ^ Super User, Manifesto per la sovranità nazionale, su Fronte Nazionale. URL consultato il 3 marzo 2016.
  58. ^ David Marceddu, Bologna, militanti di estrema destra presi a calci e pugni: “Aggressione squadrista”, in il Fatto Quotidiano, 27 novembre 2013. URL consultato il 10 dicembre 2013.
  59. ^ Alessandra Mussolini di Azione Sociale viene eletta in rappresentanza di tutta la lista.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Germinario, Estranei alla democrazia. Negazionismo e antisemitismo nella destra radicale italiana, Pisa, BFS, 2001. ISBN 88-86389-57-4
  • Ugo Maria Tassinari, Fascisteria. I protagonisti, i movimenti e i misteri dell'eversione nera in Italia, 1965-2000, Roma, Castelvecchi, 2001. ISBN 88-8210-252-1; Milano, Sperling & Kupfer, 2008. ISBN 978-88-200-4449-7
  • Mario Coglitore e Claudia Cernigoi, La memoria tradita. L'estrema destra da Salò a Forza Nuova, Milano, Zero in condotta, 2002, SBN IT\ICCU\RAV\0826951.
  • Giuseppe Scaliati, Trame nere. I movimenti di destra in Italia dal dopoguerra ad oggi, Genova, F.lli Frilli, 2005. ISBN 88-7563-001-1
  • Mario Consani, Foto di gruppo da Piazza Fontana, Milano, Melampo, 2005. ISBN 88-89533-07-2
  • Nicola Cristadoro, L'eversione di destra negli anni di piombo. Dal nuovo ordine al populismo armato e l'influenza sulla destra extraparlamentare del XXI secolo, Collegno, Roberto Chiaromonte, 2006. ISBN 978-88-902499-5-2
  • Nicola Rao, La fiamma e la celtica, Milano, Sperling & Kupfer, 2006. ISBN 978-88-200-4193-9
  • Alessandro Chiaramonte, Giovanni Tarli Barbieri (a cura di), Riforme istituzionali e rappresentanza politica nelle regioni italiane, Bologna, Il mulino, 2007. ISBN 978-88-15-11533-1
  • Gerardo Picardo, Destra radicale. Interviste agli eredi della fiamma, Roma, Settimo sigillo, 2007. ISBN 978-88-6148-011-7
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  • Saverio Ferrari, Le nuove camicie brune. Il neofascismo oggi in Italia, Pisa, BFS, 2009. ISBN 978-88-89413-37-1
  • Giuseppe Scaliati, Il male assoluto. Da Fiuggi al PdL, Acireale-Roma, Bonanno, 2010. ISBN 978-88-7796-605-6
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