Francesco Saverio Caruso

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Francesco Saverio Caruso (Benevento, 25 agosto 1974) è un politico e attivista italiano, esponente del movimento no-global del sud Italia. Dopo la mancata elezione di rappresentanti del PRC alle elezioni politiche italiane del 2008, si è dichiarato "sovversivo a tempo pieno"[1].

on. Francesco Saverio Caruso
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Francesco Saverio Caruso
Luogo nascita Benevento
Data nascita 25 agosto 1974
Titolo di studio Laurea in scienze politiche
Professione ricercatore sociale
Partito PRC
Legislatura XV Legislatura
Gruppo Rifondazione Comunista
Coalizione L'Unione
Circoscrizione Calabria
Incarichi parlamentari

Membro Commissione XII Affari Sociali

Pagina istituzionale

Originario di Benevento, al termine degli studi liceali si iscrive presso l'Istituto Universitario Orientale di Napoli, dove si laurea[2] in Scienze Politiche. Negli anni degli studi universitari frequenta l'Università di Bologna per portare a termine la tesi di laurea e lì inizia la sua militanza politica. Di professione dichiarata ricercatore sociale, risultava prima dell'elezione in parlamento nullatenente, con reddito zero[3]. È stato iscritto ad un dottorato di ricerca in sociologia politica presso l'Università della Calabria[4] dove poi nel gennaio 2015, ha avuto la cattedra di docente suscitando non poche polemiche.[5][6]

A luglio 2011 viene sospettato[7] di essere "Spidertruman", un anonimo attivista che dichiara su Facebook di essere un precario licenziato da Montecitorio, e di voler svelare tutti i segreti della "casta", con un'operazione che raccoglie migliaia di adesioni su Internet, e che fa parlare di sé in Italia e all'estero.

Il caso del "36 occupato e autogestito"[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 agosto 1996, la Polizia di Bologna, in collaborazione con gli ispettori della Digos, sgombera la storica sala studio universitaria di Via Zamboni 36. Occupato nel 1991, il 36 era attivo da cinque anni in alcune campagne contro lo spaccio di eroina ed il razzismo.

Lo sgombero del centro sociale si inserisce in un'operazione cittadina che ha riguardato anche i centri di via del Pratello e di via Mascarella, già tentata il 29 marzo dello stesso anno. Nell'ambito di questo tentativo, sette persone si oppongono all'irruzione e alla ripresa filmata, ricevendo l'imputazione per aggressione a un poliziotto e interruzione di pubblico servizio. Tra questi vi è Francesco Caruso, che il 24 febbraio 2003 viene condannato in primo grado a 10 mesi di reclusione. I giudici irrogano ai restanti quattro una condanna di 8 mesi e tre di 30 giorni (con sospensione della pena), nonostante la richiesta di assoluzione del pubblico ministero.

Il 26 maggio 2006 Francesco Caruso e gli altri coimputati vengono prosciolti in appello per sopraggiunta prescrizione del reato, grazie alla concessione delle attenuanti generiche[8][9].

Gli anni dei social forum[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 fonda la Rete meridionale del sud ribelle. Nel marzo dello stesso anno ha partecipato a manifestazioni in occasione di appuntamenti internazionali come quelli di Napoli, in occasione del Global Forum a Palazzo Reale, e del G8 di Genova a luglio dello stesso anno.[senza fonte]

Nel 2002 è arrestato su ordine della procura di Cosenza, città dove è attiva la Rete meridionale del sud ribelle, con l'accusa di «sovversione, cospirazione politica ed attentato agli organi costituzionali dello Stato».[senza fonte]

Carica politica[modifica | modifica wikitesto]

Viene candidato da Rifondazione Comunista alle elezioni politiche del 2006 suscitando forti dissensi e critiche sia da parte dell'ala moderata dell'Unione, che da parte dei suoi ex-compagni del movimento antagonista e dell'ambiente dei centri sociali[senza fonte]: ottiene comunque, al termine delle consultazioni, il mandato parlamentare alla Camera. Molte nei mesi successivi le dichiarazioni provocatorie. Nell'ottobre del 2007 suscita polemiche la sua affermazione, in riferimento alla morte sul lavoro di due giovani, che certe leggi hanno armato le mani dei padroni, per permettere loro di precarizzare e sfruttare con maggior intensità la forza-lavoro e incrementare in tal modo i loro profitti, a discapito della qualità e della sicurezza.[10]. Fausto Bertinotti definisce poi "poco felice" la mossa di aver candidato Caruso[11]. Perde il mandato alle elezioni politiche del 2008[12]. Annuncia poi sul suo blog l'intenzione di contrastare la "cultura elettoralistica che ha avvelenato la sinistra"[13].

Il giornalista Giampaolo Pansa nel suo Saggio "Tipi Sinistri" ha dichiarato che Caruso dopo la fine della carriera parlamentare ha trovato lavoro presso il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga[14][15]

La protesta contro i CPT[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 dicembre 2006 Francesco Caruso, insieme alla senatrice Haidi Giuliani, si è barricato all'interno di un centro di permanenza temporanea dell'Isola di Capo Rizzuto in provincia di Crotone, per protestare contro la privazione dei diritti dei soggetti detenuti all'interno di queste strutture e per chiedere la chiusura dello stesso CPT.[16]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Ha subito una condanna in primo grado, ad un anno e 5 mesi di reclusione, per una rapina commessa come "un'iniziativa di autoriduzione" ai danni di un supermercato milanese avvenuta nel 1999[17], assolto poi in appello. Per gli scontri di piazza del 17 marzo 2001[18] è ancora in corso il procedimento penale. Il 3 giugno 2007 è stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione per una irruzione da parte di un centinaio di manifestanti No-Global all'Ipercoop di Afragola, venendo nuovamente assolto in appello nel gennaio 2010[19]. Il 24 aprile 2008 la Corte d'assise del tribunale di Cosenza ha fatto decadere le accuse per intervenuta prescrizione, insieme ad altri 12 no global, dall'accusa di "associazione sovversiva e cospirazione contro lo Stato".[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Articolo tratto dal Corriere della Sera
  2. ^ Come risultante dal CV sul sito dei dottorandi dell'Università della Calabria
  3. ^ Articolo tratto da Homolaicus.com
  4. ^ Elenco dottorandi dal sito dell'Università della Calabria
  5. ^ Aldo Grasso, La cattedra universitaria del no global, corriere.it, 18 gennaio 2015. URL consultato il 22 febbraio 2016.
  6. ^ Caruso professore universitario, scoppia la bufera, ilmattino.it, 13 gennaio 2015. URL consultato il 22 febbraio 2016.
  7. ^ dal sito del Corriere della Sera
  8. ^ Articolo tratto da Basilicata.net
  9. ^ La Corte di Cassazione ha affermato che, riguardo ai casi di prescrizione dovuta alla concessione di attenuanti, «Qualora l'applicazione della causa estintiva della prescrizione del reato sia conseguenza della concessione di attenuanti, la sentenza si caratterizza per un previo riconoscimento di colpevolezza dell'imputato ed è fonte per costui di pregiudizio» (Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza n. 5069 del 21 maggio 1996)
  10. ^ Articolo sul Corriere della Sera
  11. ^ Articolo sul Corriere del Mezzogiorno
  12. ^ Articolo sul Corriere della Sera
  13. ^ Articolo sul blog di Francesco Caruso
  14. ^ Giampaolo Pansa,Tipi Sinistri. I gironi infernali della casta rossa, Rizzoli, 2012.
  15. ^ CARUSO Francesco - biografia
  16. ^ Articolo Corriere della Sera
  17. ^ , Articolo su Il Giorno
  18. ^ Articolo sul Corriere della Sera
  19. ^ Articolo sul Corriere del Mezzogiorno
  20. ^ Articolo sul Quotidiano di Calabria

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Controllo di autorità VIAF: (EN313550445
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