Alberto Acierno

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Alberto Acierno

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XII, XIII
Gruppo
parlamentare
Misto
Circoscrizione XXIV Sicilia 1
Incarichi parlamentari
  • Componente della 6a Commissione Permanente (Finanze) dal 12 maggio 2000
  • Componente della Commissione Parlamentare per il parere al governo sulla destinazione dei fondi per la ricostruzione del Belice dal 31 luglio 1996
  • Componente della commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari dall'8 aprile 1999
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Forza Italia
Titolo di studio Diploma di maturità classica
Professione imprenditore

Alberto Acierno (Palermo, 29 maggio 1960) è un politico italiano, condannato in via definitiva a 6 anni e mezzo di carcere per peculato.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Imprenditore[1], laureato honoris causa in scienze politiche.[senza fonte] Eletto deputato alla Camera nel 1994 per il Polo delle Libertà nel collegio Palermo-Capaci, battendo Gianni Minà aderisce al gruppo di Forza Italia. È rieletto nella XIII Legislatura (1996-2001) nella quota proporzionale, nelle liste di Forza Italia, aderisce al gruppo misto, avvicinandosi all'Unione Democratica per la Repubblica (UDR) cossighiana e transitando poi per un breve periodo nel centrosinistra con l'Udeur[2], di cui diviene vice-capogruppo, Sul finire della legislatura passa all'estrema destra con la Fiamma Tricolore di Pino Rauti.

Eletto deputato all'Assemblea Regionale Siciliana nella XIII legislatura (2001-2006)[3] nel cosiddetto "listino" del Presidente Salvatore Cuffaro in quota Fiamma Tricolore, passa al gruppo misto, aderisce a Nuova Sicilia, poi è fondatore e presidente del gruppo parlamentare "Siciliani Uniti Democratici-SUD", che poi si scioglie e infine presidente del gruppo misto.

Non ricandidatosi alle elezioni regionali del 2006, si riavvicina a Forza Italia ed è nominato ad agosto 2006 dall'allora presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè, direttore della Fondazione Federico II di Palermo, organo culturale del parlamento siciliano. Si è dimesso il 30 novembre 2007, a seguito di polemiche sulla mancata approvazione del bilancio consuntivo 2006 e preventivo 2007.[4]

Candidatosi alle elezioni regionali siciliane del 14 aprile 2008 con Il Popolo della Libertà,[5] non viene eletto.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 settembre 2009 è arrestato dalla Guardia di Finanza per peculato e appropriazione indebita, relativa alla sua carica alla Fondazione Federico II. È accusato di essersi appropriato indebitamente di circa centomila euro della Fondazione Federico II, finanziata con fondi regionali[6]. Sulla questione era già da tempo aperta un'indagine della Magistratura e della Corte dei conti[7]. L'altro filone d'indagine riguarda l'accusa di sottratto 40 mila euro dal conto del gruppo misto di cui era presidente, che dovevano servire a sanare pendenze con l'erario, l'Inps e i vecchi dipendenti.

Nel novembre 2010 il Giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Palermo ha rigettato il patteggiamento concordato tra accusa e difesa, ritenendo la pena, pattuita in due anni e otto mesi, troppo bassa[8].

Parallelamente si svolge il giudizio innanzi la Corte dei conti. La Sezione Giurisdizionale d'appello per la Sicilia, con sentenza 153 del 21 maggio 2012, lo condanna per danno erariale a risarcire oltre centomila euro per l'indebito uso delle carte di credito aziendali e prelievo di contanti; l'Acierno, accerta la Corte, ha utilizzato la carta di credito per spese private (alberghi, viaggi anche alle Maldive, acquisti di abiti e mobilio, canoni SKY).

Nel novembre 2012 viene condannato a 6 anni e mezzo di carcere per peculato[9][10].

La Corte di Cassazione il 12 novembre 2015 conferma la condanna, definitiva, a sei anni e mezzo di reclusione[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ la Repubblica, 26 settembre 2009, scheda. Il profilo di Alberto Acierno http://archivio.siciliainformazioni.com/politica/la-scheda-il-profilo-di-alberto-acierno/titolo=La scheda. Il profilo di Alberto Acierno. URL consultato il 27 settembre 2009.
  2. ^ Commissioni bicamerali di inchiesta, su Senato.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Acierno Alberto Scheda sul Sito dell'Ars
  4. ^ Fondazione "Federico II", a rischio la nomina di Minardo, su corrierediragusa.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  5. ^ ELEZIONI REGIONALI DEL 13/14 APRILE 2008, su Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali Servizio Elettorale. URL consultato il 27 settembre 2009.
  6. ^ Federico II, arrestato Alberto Acierno l'ex direttore è accusato di peculato, in la Repubblica, 26 settembre 2009. URL consultato il 27 settembre 2009.
  7. ^ La voragine della Fondazione Federico II. Il Consiglio denuncia l'ex direttore, che passa all'attacco. Viaggi alle Maldive? Gioielli, capi di abbigliamento e ricevimenti pagati con la carta di credito dell'ente. [collegamento interrotto], in siciliaInformazioni, 19 novembre 2008. URL consultato il 27 settembre 2009.
  8. ^ "Pena troppo bassa per Acierno" il gup ferma il patteggiamento, in la Repubblica, 05 novembre 2010. URL consultato il 5 novembre 2010.
  9. ^ Salvo Palazzolo, la Repubblica, 26 novembre 2012, pubblici per il casinò onlinecondannato l'ex deputato Acierno http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/11/26/news/spese_i_soldi_pubblici_per_il_casin_online_condannato_l_ex_deputato_acierno-47477834/Soldi pubblici per il casinò onlinecondannato l'ex deputato Acierno. URL consultato il 26 novembre 2012.
  10. ^ Motivazioni Sentenza
  11. ^ http://m.livesicilia.it/2015/11/13/spese-pazze-con-i-soldi-della-federico-ii-condanna-definitiva-per-acierno-andra-in-carcere_684930/

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]