Gianfranco Miccichè

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Gianfranco Miccichè
Gianfranco Miccichè daticamera 2008.jpg

Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana
In carica
Inizio mandato 16 dicembre 2017
Predecessore Giovanni Ardizzone

Durata mandato 29 giugno 2006 –
23 maggio 2008
Predecessore Guido Lo Porto
Successore Francesco Cascio

Ministro per lo sviluppo e la coesione territoriale
Durata mandato 23 aprile 2005 –
17 maggio 2006
Capo del governo Silvio Berlusconi
Predecessore Carica istituita
Successore Raffaele Fitto

Viceministro dell'economia e delle finanze
con delega al Mezzogiorno
Durata mandato 19 ottobre 2001 –
23 aprile 2005
Vice di Giulio Tremonti
Domenico Siniscalco
Cotitolare Mario Baldassari
Capo del governo Silvio Berlusconi
Predecessore Carica istituita
Successore Giuseppe Vegas

Sottosegretario di Stato alla Pubblica amministrazione e semplificazione
Durata mandato 3 maggio 2013 –
29 novembre 2013
Cotitolare Michaela Biancofiore
Capo del governo Enrico Letta
Predecessore Filippo Patroni Griffi
Successore Angelo Rughetti

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
con delega al CIPE
Durata mandato 12 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Capo del governo Silvio Berlusconi
Predecessore Fabio Gobbo
Successore Paolo Peluffo

Sottosegretario di Stato al Ministero dei trasporti e della navigazione
Durata mandato 11 maggio 1994 –
17 gennaio 1995
Cotitolare Sergio Cappelli
Capo del governo Silvio Berlusconi
Predecessore Giorgio Carta
Michele Sellitti
Successore Giovanni Puoti
Carlo Chimenti

Europarlamentare
Durata mandato 19 luglio 2018 –
4 settembre 2018
Legislature VIII
Gruppo
parlamentare
PPE
Circoscrizione Italia insulare
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 aprile 1994 –
26 settembre 2006

Durata mandato 29 aprile 2008 –
14 marzo 2013
Legislature XII, XIII, XIV, XV, XVI
Gruppo
parlamentare
XII-XV: Forza Italia
XVI:
- Popolo della Libertà (fino al 3/08/2011)
- Misto (dal 4/08/2011 al 18/01/2012)
- Misto/Grande Sud-PPA (dal 18/01/2012)
Coalizione Polo del Buon Governo (XII)
Polo per le Libertà (XIII)
Casa delle Libertà (XIV, XV)
Centro-destra (XVI)
Circoscrizione XII-XIV; XVI: Sicilia 1
XV: Calabria
Collegio XIII: Cefalù
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Forza Italia (dal 2013)
In precedenza:
LC (1972-1976)
FI (1993-2009)
PdL (2009-2010)
FdS (2010-2011)
GS (2011-2013)
Titolo di studio Diploma di liceo classico
Professione Dirigente d'azienda

Giovanni Miccichè, detto Gianfranco (Palermo, 1º aprile 1954), è un politico italiano, presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana dal 16 dicembre 2017, dopo esserlo già stato dal 2006 al 2008.

Ex leader di Grande Sud ed attuale, nonché storico, dirigente di Forza Italia, è stato viceministro dell'economia e delle finanze con delega al Mezzogiorno nel secondo governo Berlusconi, ministro per lo sviluppo e la coesione territoriale dal 23 aprile 2005 al 17 maggio 2006 nel terzo governo Berlusconi e più volte sottosegretario di Stato.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gianfranco Miccichè nasce nel 1954, in una famiglia agiata della borghesia palermitana, il padre Gerlando (1921-2019) era un alto dirigente del Banco di Sicilia (di cui fu anche vice-direttore generale). Compie i suoi studi in scuole laiche a Firenze e Palermo, ma non ha mai completato alcun percorso universitario[1]. Suo fratello, Gaetano, è stato direttore generale di Banca Intesa Sanpaolo e, dal 2016, presidente di Banca IMI. Un altro fratello, Guglielmo, è stato vice-presidente del Unione Sportiva Palermo (dal 2004 al 2017). Suo zio Luigi, invece, fu consigliere della stessa società di calcio alla fine degli anni cinquanta.[2]

È stato dirigente d'azienda per undici anni presso l'Irfis (Istituto Regionale per il Finanziamento delle Industrie in Sicilia), controllato dalla Regione e dalla banca dove lavorava il padre.

Nel 1984, grazie alla conoscenza di Marcello Dell'Utri, entra nell'azienda di Silvio Berlusconi Publitalia '80, per la quale diventa direttore prima della sede regionale di Palermo e poi di Brescia.[1]

Nel 2001 diviene docente a contratto di "Politiche di sviluppo e pianificazione delle opere pubbliche nelle aree deboli" all'interno del Dottorato di ricerca in Trasporti dell'Università di Reggio Calabria.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Primi passi[modifica | modifica wikitesto]

Miccichè si avvicina alla politica negli anni '70, aderendo da studente al movimento della sinistra extraparlamentare Lotta Continua (che confluì nel 1976 in Democrazia Proletaria).[1]

La sua esperienza politica ricomincia nel 1993, quando in vista della discesa in campo di Silvio Berlusconi, è chiamato da Berlusconi con altri uomini di Publitalia '80 ad impegnarsi in Forza Italia, di cui ne assume l'incarico di coordinatore regionale del partito in Sicilia (incarico che mantiene fino al 2005).

Da Sottosegretario a Ministro[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Governo Berlusconi I, Governo Berlusconi II e Governo Berlusconi III.

Alle elezioni politiche del 1994 viene candidato alla Camera dei deputati, ed eletto tra le liste proporzionale di Forza Italia nella circoscrizione Sicilia 1[3]. In seguito alla nascita del primo governo Berlusconi, l'11 maggio 1994 viene nominato dal Consiglio dei Ministri Sottosegretario di Stato al Ministero dei trasporti e della navigazione, rimanendo in carica fino a gennaio 1995.

Alle elezioni politiche del 1996 si è ricandidato nel collegio uninominale di Cefalù, sostenuto dalla coalizione di centro-destra Polo per le Libertà in quota forzista, dove viene riconfermato deputato alla Camera con il 47,87% dei voti contro i candidati de L'Ulivo Luciano Violante (46,98%), del Partito Socialista Francesco Palazzolo (4,14%) e dei Federalisti Liberali Antonio Luigi Alessi (1,01%).

Alle elezioni amministrative del 1997 si candida sindaco di Palermo, per la coalizione di centro-destra il Polo per le Libertà, formata, oltre da Forza Italia, da: Alleanza Nazionale, Centro Cristiano Democratco, Cristiani Democratici Uniti, ma viene sconfitto dal candidato del centro-sinistra, nonché sindaco uscente Leoluca Orlando de La Rete.[1]

Rieletto alla Camera nelle politiche del 2001, tra le liste proporzionale di Forza Italia, con la formazione del secondo governo Berlusconi a giugno, viene nominato prima sottosegretario e poi dall'ottobre viceministro dell'economia e delle finanze con delega allo sviluppo del Mezzogiorno e ai rapporti con l'Unione europea e con le Regioni.

Dopo un rimpasto di governo, nel maggio 2005, con il nuovo governo Berlusconi III, Miccichè viene nominato Ministro senza portafoglio per lo sviluppo e la coesione territoriale, lasciando il coordinamento regionale del partito in Sicilia Forza Italia ad Angelino Alfano.[4]

Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana[modifica | modifica wikitesto]

Alle politiche del 2006 conferma il suo seggio a Palazzo Montecitorio per la XV legislatura, dove fa parte della 6ª Commissione finanze. Due mesi dopo viene eletto deputato regionale in Sicilia, nella lista di Forza Italia nel collegio provinciale di Palermo, nella coalizione a sostegno del presidente uscente Salvatore Cuffaro, e cedendo il seggio appena conquistato al Parlamento a Ida D'Ippolito. Il 29 giugno 2006 è eletto Presidente dell'Assemblea regionale siciliana.[5]

A gennaio 2008 Miccichè invita Cuffaro, a causa della condanna di primo grado a cinque anni per favoreggiamento semplice del governatore siciliano, alle dimissioni, rassegnate qualche giorno dopo. Il successivo febbraio, dopo averlo a lungo smentito[6], annuncia di volere candidarsi alla Presidenza della Regione Siciliana con una lista propria dal nome "rivoluzione siciliana", anche in contrasto con Silvio Berlusconi, non potendo appoggiare il candidato in pectore del MpA e dell'UDC Raffaele Lombardo a causa del suo stretto legame con Salvatore Cuffaro. Miccichè, dopo le critiche dei suoi alleati di Alleanza Nazionale[7] e del suo stesso Partito che lo invitano a desistere e dopo un incontro con Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, rinuncia alla corsa solitaria in cambio di una posizione importante nel futuro governo Berlusconi. Il 24 febbraio annuncia quindi il proprio sostegno al centrista Raffaele Lombardo.

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio[modifica | modifica wikitesto]

Il Popolo della Libertà[modifica | modifica wikitesto]

Lasciata l'ARS, nelle elezioni politiche del 2008 è rieletto alla Camera dei deputati nella lista de il Popolo della Libertà. Il 12 maggio 2008 il Consiglio dei ministri nomina Miccichè Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega al CIPE.

Nonostante sia stato tra i parlamentari che hanno sostenuto la riforma federale voluta dalla Lega Nord, durante la primavera del 2008 Miccichè annuncia più volte la volontà di partecipare alla costruzione di un nuovo Partito del Sud, in grado di bilanciare il crescente e forte squilibrio che nel quarto governo Berlusconi si va affermando a favore del nord del Paese. Il progetto, che lo vede inizialmente co-protagonista assieme al Presidente della Regione Siciliana e leader dell'MpA Raffaele Lombardo, naufraga dopo le pressioni di Berlusconi.

Il 3 novembre 2009 è uno dei promotori, insieme ai "Finiani", della scissione ne Il Popolo della Libertà in Sicilia, facendo nascere all'Assemblea regionale siciliana il gruppo del "PdL - Sicilia", motivando la rottura il continuo scontro con l'area del partito facente capo al guardasigilli Angelino Alfano, il Presidente del Senato Renato Schifani e i coordinatori Giuseppe Castiglione e Domenico Nania.[8]

Nel marzo 2010 Miccichè dichiara di essere disposto a lasciare il PdL per creare il "Partito del Sud".[9]

Nell'estate del 2010 il rapporto tra Miccichè e Lombardo si deteriora. Quello che era il Pdl Sicilia si spacca in Futuro e Libertà per l'Italia (nuova formazione politica guidata a livello nazionale da Gianfranco Fini) e nel gruppo di ex Forza Italia guidati da Miccichè che annunciano la nascita di un nuovo partito[10]. Nel rimpasto che dà vita al quarto governo della Presidenza Lombardo, il gruppo di Miccichè viene tagliato fuori e si colloca all'opposizione.[11]

Forza del Sud[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Forza del Sud.

Il 12 ottobre 2010 Miccichè fonda il nuovo partito denominato Forza del Sud, con un gruppo parlamentare all'ARS di 5 deputati regionali[12], che viene presentato ufficialmente il 30 ottobre successivo.[13][14]

Il 18 gennaio 2012 alla Camera nasce la componente "Grande Sud-PPA" nel Gruppo misto, che raccoglie tutti i deputati vicini a Forza del Sud fino ad allora iscritti al Gruppo misto non appartenente a nessuna componente, dove vi aderiscono 9 deputati: Miccichè, il segretario della Camera Giuseppe Fallica, Maurizio Iapicca, Ugo Grimaldi, Giacomo Terranova, Marco Pugliese, Francesco Stagno d'Alcontres, Gerardo Soglia. Aderisce alla componente anche Aurelio Misiti (ex IdV e PRI) già sottosegretario e viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Berlusconi IV, che diventa il capogruppo della nuova componente e vicepresidente del Gruppo misto.

Corsa alla presidenza della Regione Siciliana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni regionali in Sicilia del 2012.

Il 28 agosto 2012 Gianfranco Micciché annuncia la propria candidatura a presidente della Regione Siciliana in vista delle elezioni regionali del 28 ottobre, dopo aver dato inizialmente l'appoggio al candidato del centro-destra Nello Musumeci, ex missino e presidente della Provincia di Catania, per poi candidarsi in contrapposizione ad Angelino Alfano e Ignazio La Russa[15]. Viene sostenuto, oltre che dal suo partito Grande Sud, dal Partito dei Siciliani (emanazione del Movimento per le Autonomie del presidente dimissionario della Regione Raffaele Lombardo), da Futuro e Libertà per l'Italia di Gianfranco Fini e dal Movimento Popolare Siciliano (MPS), nato da fuoriusciti del MpA, dell'UdC e di Alleanza per l'Italia (ApI).[16]

Durante la campagna elettorale prende nettamente le distanze dalle precedenti esperienze al fianco di Berlusconi, dichiarando di essersi pentito di averlo appoggiato in passato e di "essere scappato" una volta capito l'errore.[17]

Alla tornata elettorale si piazza al quarto posto nella competizione, ottenendo il 15,42% dei voti, piazzandosi al quarto posto venendo sorpassato dall'eurodeputato Rosario Crocetta (30,48%), candidato del centro-sinistra eletto presidente, dal candidato del centro-destra Musumeci (25,73%) e dal candidato del Movimento 5 Stelle Giancarlo Cancelleri (18,18%).[18][19]

Ritorno da Berlusconi e Sottosegretario di Stato[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Governo Letta.

Pochi mesi dopo alle regionali siciliane, in occasione delle elezioni politiche del febbraio 2013, Miccichè ricolloca Grande Sud nella coalizione di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi e che ha come principale alleato la Lega Nord di Roberto Maroni[20]. Il ritorno nella coalizione di Silvio Berlusconi crea, però, malumori e la fuoriuscita di molti esponenti siciliani del partito[21], che subisce una significativa riduzione anche in seno all'Assemblea Regionale Siciliana[22].

Il 6 febbraio 2013 durante un incontro politico a Messina viene colto da malore; trasportato d'urgenza all'ospedale Papardo di Messina, viene sottoposto ad intervento di angioplastica[23].

Il risultato delle elezioni politiche del 2013 è pessimo sia per Grande Sud che per Miccichè, che candidato come capolista al Senato in Sicilia non viene eletto[24][25].

Il 3 maggio 2013 viene nominato Sottosegretario di stato alla Pubblica Amministrazione e semplificazione del Governo Letta, per poi dimettersi ad agosto dello stesso anno, insieme ad altri esponenti del PdL, in seguito alla conferma in Cassazione della condanna nei confronti di Silvio Berlusconi[26].

Ritorno in Forza Italia e alla presidenza dell'ARS[modifica | modifica wikitesto]

Con la rinascita nell'ottobre 2013 di Forza Italia decide di far confluire il suo partito Grande Sud all'interno dello stesso.

Il 16 aprile 2014 viene ufficialmente candidato, alle elezioni europee del 2014 come capolista di Forza Italia nella Circoscrizione Italia insulare[27], ma si classifica terzo con 50.689 preferenze e non viene eletto[28].

Il 20 novembre 2015 torna commissario di Forza Italia in Sicilia.[29]

Alle elezioni regionali siciliane del 5 novembre 2017 si ricandidato all'ARS, come capolista di Forza Italia nella circoscrizione di Palermo e contemporaneamente anche nel listino bloccato del candidato presidente Nello Musumeci[30][31][32][33]. Viene eletto a Palermo con 7.588 preferenze[34] e con la vittoria di Musumeci deve optare per il listino del presidente[35].[36]

Il 16 dicembre 2017 viene eletto Presidente dell'Assemblea regionale siciliana con 39 voti su 70[37][38], determinante il sostegno da Sicilia Futura e 4 esponenti del PD renziani, andando a ricoprire per la seconda volta tale incarico, che aveva già ricoperto dal 2006 al 2008.[39][40][41]

Il 19 luglio 2018 diventa europarlamentare in sostituzione di Salvo Pogliese, dimessosi dopo essere stato eletto sindaco di Catania[42]. Nonostante l'illegittimità del doppio mandato non si dimette da europarlamentare, fino a quando la Corte di Cassazione non lo ha dichiarato decaduto il 4 settembre, per incompatibilità con il suo ruolo di deputato regionale all'ARS[43][44]. Al suo posto è subentrato Innocenzo Leontini.

Nuova candidatura alla Regione Siciliana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni regionali in Sicilia del 2022.

Ad ottobre 2021 si muove in prima persona per raggiungere un accordo politico tra il suo partito, Italia Viva e Sicilia Futura per presentare liste comuni in vista delle elezioni amministrative di Palermo e delle regionali in Sicilia del 2022.[45][46]

Il 10 febbraio 2022 il suo partito propone la candidatura di Miccichè a presidente della Regione Siciliana, a cui accoglie con favore.[47][48]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Emanuele Lauria, Gianfranco e Totò, così vicini così lontani quindici anni di accordi e sgambetti, in la Repubblica, 21 febbraio 2008. URL consultato il 19 novembre 2009.
  2. ^ Giuseppe Bagnati; Vito Maggio; Vincenzo Prestigiacomo, Il Palermo racconta: storie, confessioni e leggende rosanero, Palermo, Grafill, giugno 2004, p.67, ISBN 88-8207-144-8.
  3. ^ Storia Camera - XII Leg.
  4. ^ Ministro per lo Sviluppo e la Coesione territoriale: On. Gianfranco Miccichè Archiviato il 10 giugno 2007 in Internet Archive.
  5. ^ Ars Sicilia, su ars.sicilia.it.
  6. ^ Candidato Io? Certamente No..., su blog di Gianfranco Miccichè. URL consultato il 26 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2008).
  7. ^ Sicilia, Lo Porto a Miccichè: Progetto in barba a etica alleanza [collegamento interrotto], in Il Velino, 22 febbraio 2008. URL consultato il 3 novembre 2009.
  8. ^ La scissione di Miccichè, nasce Pdl Sicilia, in Corriere della Sera, 03 novembre 2009. URL consultato il 3 novembre 2009.
  9. ^ Miccichè lancia il Partito del Sud "Sono disposto a dire addio al Pdl", in la Repubblica, 13 marzo 2010. URL consultato il 14 marzo 2010.
  10. ^ Miccichè: "Faccio un partito siciliano ma a Roma restiamo con Berlusconi", in la Repubblica, 18 settembre 2010. URL consultato il 23 settembre 2010.
  11. ^ Massimo Lorello, Ecco la nuova giunta regionale Nasce sull'asse tra Pd e finiani, in la Repubblica, 21 settembre 2010. URL consultato il 23 settembre 2010.
  12. ^ Antonella Romano, Miccichè in campo, in la Repubblica, 13 ottobre 2010, p. 4 sezione:Palermo. URL consultato il 16 ottobre 2010.
  13. ^ Emanuele Lauria, Miccichè battezza "Forza del Sud" "Ora il premier cambi stile di vita", in la Repubblica, 30 ottobre 2010. URL consultato il 31 ottobre 2010.
  14. ^ Miccichè dà vita alla Forza del Sud A Berlusconi: «Fedeltà non è infinita», in Corriere della Sera, 30 ottobre 2010. URL consultato il 31 ottobre 2010.
  15. ^ Il gran casino delle elezioni in Sicilia, su Il Post, 22 agosto 2012. URL consultato il 22 aprile 2022.
  16. ^ Miccichè: "Mi candido alla presidenza della Regione Siciliana nelle elezioni di ottobre 2012" Archiviato il 3 settembre 2012 in Internet Archive.
  17. ^ A Cefalù il mea culpa di Miccichè Ero con Berlusconi ma me ne pento, in la Repubblica, 7 settembre 2012, p. 5 sez.Palermo. URL consultato il 7 febbraio 2013.
  18. ^ Elezioni Sicilia, i risultati: vince Crocetta, M5S primo partito. Crolla il Pdl, su Il Fatto Quotidiano, 29 ottobre 2012. URL consultato il 22 aprile 2022.
  19. ^ Elezioni Regionali 28 ottobre 2012 - Sicilia, su la Repubblica. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  20. ^ Emanuele Lauria, Il ritorno a casa di Miccichè Grande Sud sosterrà Berlusconi, in la Repubblica, 4 gennaio 2013, p. 2 sez.Palermo. URL consultato il 7 febbraio 2013.
  21. ^ Cimino lascia Miccichè: "Perché patti col Pdl?", in La Sicilia, 7 gennaio 2013. URL consultato il 7 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2014).
  22. ^ Se ne vanno tutti Grande Sud, via anche Mineo, in siciliainformazioni.com, 26 gennaio 2013. URL consultato il 7 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2013).
  23. ^ Manuela Modica, Grande Sud, malore per Miccichè l'ex ministro operato a Messina, in la Repubblica, 7 febbraio 2013. URL consultato il 7 febbraio 2013.
  24. ^ Emanuele Lauria, Fuori Miccichè, Lombardo e Giambrone tutti i big che perdono il posto a Roma, in la Repubblica, 26 febbraio 2013. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  25. ^ Elezioni del Senato della Repubblica del 24 febbraio 2013. Circoscrizione Sicilia, su Sito ufficiale Ministero dell'interno. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  26. ^ Biancofiore e Miccichè: rimettiamo il nostro mandato
  27. ^ Ecco tutti i candidati di Forza Italia - IlGiornale.it
  28. ^ Le preferenze dei candidati nella circoscrizione insulare - Live Sicilia, su livesicilia.it. URL consultato il 26 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2014).
  29. ^ Forza Italia: Berlusconi nomina Miccichè commissario in Sicilia, su Repubblica.it. URL consultato il 20 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 23 novembre 2015).
  30. ^ Regionali, Gianfranco Miccichè: "Le nostre liste sono forti e spaventano gli altri", in Giornale di Sicilia. URL consultato il 9 ottobre 2017.
  31. ^ Regionali, per Musumeci il listino è troppo corto Armao s'indigna. Micciché lo appoggia. URL consultato il 9 ottobre 2017.
  32. ^ Listino della discordia. Per Miccichè, Armao è fuori. Musumeci: «Notizie infondate». URL consultato il 9 ottobre 2017.
  33. ^ Tensioni nel centrodestra, scontro fra Miccichè e Musumeci su "listino" e nomine, in Giornale di Sicilia. URL consultato il 9 ottobre 2017.
  34. ^ Elezioni Regionali Sicilia 2017: preferenze dei candidati all'Ars e liste in provincia di Palermo, in PalermoToday. URL consultato il 26 novembre 2017.
  35. ^ Passa il listino di Musumeci Chi sono i sei nuovi onorevoli, in Live Sicilia. URL consultato il 26 novembre 2017.
  36. ^ Regionali 2017, ecco chi sono i 70 eletti all'Ars. Con Musumeci 36 deputati, maggioranza risicata, in MeridioNews. URL consultato il 26 novembre 2017.
  37. ^ Sicilia, Gianfranco Miccichè è il nuovo presidente dell'Ars - Tgcom24, in Tgcom24. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  38. ^ Ars, è arrivata la fumata bianca Miccichè è il nuovo presidente: 39 voti, in Giornale di Sicilia. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  39. ^ Sicilia: Miccichè è il nuovo presidente dell'Ars - Sicilia, in ANSA.it, 16 dicembre 2017. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  40. ^ Ars, Miccichè eletto presidente al terzo tentativo: "Due volte su questo scranno, grande emozione", in Repubblica.it, 16 dicembre 2017. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  41. ^ Sicilia, Gianfranco Micciché è il nuovo presidente dell'Ars con 4 voti dal Pd: "No taglio degli stipendi, marxismo ha fallito", su Il Fatto Quotidiano, 16 dicembre 2017. URL consultato il 7 novembre 2021.
  42. ^ Sicilia, doppio incarico per Micciché: ora è anche eurodeputato, in NuovoSud.it, 28 agosto 2018. URL consultato il 28 agosto 2018.
  43. ^ Europarlamento, Miccichè «incompatibile» deve farsi più in là: niente insediamento...
  44. ^ Gianfranco Miccichè ‘buttato fuori’ dal Parlamento europeo dalla Cassazione!
  45. ^ Sicilia: Miccichè, accordo politico Fi e Sicilia Futura-Iv - Sicilia, su Agenzia ANSA, 26 ottobre 2021. URL consultato il 28 ottobre 2021.
  46. ^ "Vogliamo Renzi nel centrodestra": il corteggiamento finale di Miccichè (Forza Italia), su Il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2021. URL consultato il 6 novembre 2021.
  47. ^ Regionali, Forza Italia propone la candidatura di Gianfranco Miccichè, su CataniaToday. URL consultato il 21 febbraio 2022.
  48. ^ Forza Italia schiera Gianfranco Miccichè alla presidenza della Regione, su lasicilia.it. URL consultato il 21 febbraio 2022.

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