Assemblea regionale siciliana

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Assemblea regionale siciliana
Assemblea Regionale Siciliana.png
Palermo-Castle-bjs-1.jpg
Palazzo dei Normanni a Palermo, sede dell'ARS
SiglaARS
StatoItalia Italia
SuddivisioneSicilia Sicilia
TipoOrgano legislativo monocamerale
Istituito15 maggio 1946
Operativo dal25 maggio 1947
PresidenteGaetano Galvagno (FdI)
VicepresidentiNuccio Di Paola (M5S)
Luisa Lantieri (FIaARS)
Ultima elezione25 settembre 2022
Numero di membri70
Durata mandato5 anni
Regional Council Sicily.svg
Gruppi politiciMaggioranza (36)

Appoggio esterno (4)

Opposizione (30)

  •      M5S (11)
  •      PD (11)
  •      ScN (4)
  •      SV (4)
SedePalermo,
Palazzo dei Normanni
IndirizzoPiazza del Parlamento, 1
Sito webwww.ars.sicilia.it

L'Assemblea regionale siciliana (ARS) dal 1947 è l'organo legislativo della Regione Siciliana, come previsto dal suo statuto speciale approvato con regio decreto n. 416 del 1946 e poi con legge costituzionale n. 2 del 1948; si tratta della prima assemblea legislativa di origine elettiva riunitasi in Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale ed è l'unica assemblea regionale italiana i cui componenti detengono il titolo di deputato, come stabilito dall'art. 7 dello statuto.

L'Assemblea annovera 70 componenti eletti con un mandato di cinque anni; fino al 1971 il mandato era fissato in quattro anni, mentre il numero dei deputati, originariamente fissato in 90, è stato ridotto dalla riforma approvata nel 2012. A partire dal 2001, inoltre, l'Assemblea si rinnova contestualmente all'elezione diretta del presidente della Regione Siciliana.

Poiché lo Statuto, norma di rango costituzionale, pone una riserva regolamentare in favore dell'Assemblea per i profili attinenti alla sua organizzazione interna (art. 4), i regolamenti dell'Assemblea si collocano, nell'ambito della gerarchia delle fonti, a livello di fonte primaria[2]. La Corte costituzionale, tuttavia, ebbe occasione di precisare, seppur con specifico riferimento alla possibilità per il suddetto Regolamento interno di prevedere deroghe alla tutela giurisdizionale di cui all'art. 24 Cost., che, «come all'Assemblea regionale siciliana non può attribuirsi la stessa posizione costituzionale delle Camere, così al potere regolamentare ad essa conferito dall'art. 4 dello Statuto siciliano non può riconoscersi la stessa sfera di effetti che si attribuiscono al potere regolamentare che a ciascuna delle due Camere deriva dall'art. 64 della Costituzione [...] Pervenendo a queste conclusioni non si nega all'Assemblea regionale siciliana l'indipendenza nella misura necessaria ad assicurare il libero esercizio delle sue funzioni legislative e politiche: il potere di regolamento, infatti, offre la possibilità di dettare norme di organizzazione dei servizi e degli uffici e di disciplina dei rapporti coi dipendenti secondo l'autonomo apprezzamento che l'Assemblea fa delle proprie esigenze, ed il sindacato giurisdizionale sulla conformità dei singoli atti a queste norme non appare in verità tale da turbare quella libertà» (Corte cost. 66/1964).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il parlamento del Regno di Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Parlamento siciliano.

Il Parlamento Siciliano, ritenuto da diversi storici come una delle più antiche assemblee legislative al mondo,[3] nacque come assise itinerante su iniziativa del Gran Conte Ruggero I di Sicilia, che convocò la prima seduta a Mazara del Vallo nel 1097. La prima assise legislativa in senso stretto del Regno di Sicilia furono le Curiae generales, che proclamarono il sovrano Ruggero II di Sicilia nel 1130. Nel 1221 Federico II di Svevia, che già era stato il primo sovrano a permettere l'accesso al Parlamento ad esponenti dei ceti più bassi, istituì l'Assise di Messina, i cui lavori riorganizzarono l'assetto normativo del Regno. Dopo un periodo di declino sotto la dinastia angioina, il Parlamento ebbe un ruolo chiave nel periodo successivo ai Vespri siciliani del 1282, con i parlamentari che scelsero come nuovo re Pietro III d'Aragona; nei secoli seguenti, l'assemblea continuò i suoi lavori sotto le varie dinastie che si sono susseguite. Nel 1812 il Parlamento promulgò la costituzione siciliana, che aboliva il feudalesimo e riorganizzava l'apparato statale di stampo medievale; questa costituzione ebbe, tuttavia, vita breve: nel 1816 Ferdinando I delle Due Sicilie unificò i regni di Sicilia e di Napoli sotto la denominazione di Regno delle Due Sicilie, abrogando la costituzione e dissolvendo il parlamento, che tornò ad operare solo nel 1848, in seguito alla rivoluzione siciliana, restando in carica per poco più di un anno. Nel 1860, in seguito alla spedizione dei Mille, sorse la possibilità di convocare nuovamente un'Assemblea elettiva, ma l'idea venne accantonata in favore del plebiscito.

La nascita dell'Assemblea[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Autonomia speciale della Sicilia.

La ricostituzione del parlamento si ebbe con la fine del secondo conflitto mondiale, quando, per depotenziare il vasto movimento indipendentista siciliano, fu insediata nel febbraio 1945 la Consulta regionale siciliana, che elaborò uno statuto speciale, promulgato dal Re Umberto II con Regio Decreto del 15 maggio 1946, che concesse l'autonomia speciale. Rinacque così, dopo le elezioni regionali del 20 aprile 1947, il 25 maggio 1947, come "Assemblea regionale siciliana".

I primi cinquant'anni[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente dell'ARS, Stagno d'Alcontres, riceve il presidente del Bundestag tedesco Eugen Gerstenmaier nel 1960

L'Assemblea regionale Siciliana è l'assemblea legislativa regionale italiana più importante per poteri e, fino al 1970, data di istituzione dei Consigli delle regioni ordinarie, lo è stata per numero di abitanti amministrati. Nel 1962 sono iniziate le pubblicazioni della rivista ufficiale, Cronache parlamentari siciliane, la cui edizione è curata dal 1997 dalla Fondazione Federico II.

Nel 1997 l'assemblea ha celebrato il suo 900° anniversario dalla prima assise siciliana, nonché il cinquantesimo anniversario della prima seduta.

Il XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2001, con la riforma del titolo V della Costituzione, il parlamento siciliano non elegge più il presidente della Regione, che viene eletto direttamente dai cittadini.

Il 26 gennaio 2008, per la prima volta nella storia repubblicana, l'assemblea viene sciolta anticipatamente, in seguito alle dimissioni del presidente della Regione Salvatore Cuffaro. Nel 2012 venne nuovamente sciolto anticipatamente, in seguito alle dimissioni del presidente regionale Raffaele Lombardo.

Le sedute d'aula si svolgono nella Sala d'Ercole. Le commissioni legislative permanenti sono sei, cui si aggiungono quella dedicata alle attività europee e quella antimafia, costituita ad ogni legislatura, oltre ad eventuali commissioni speciali con un mandato temporaneo.

Sede[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo dei Normanni.
La Cappella Palatina.

L'assemblea ha la sua sede a Palermo, nell'antico palazzo reale, costruito nell'XI secolo su iniziativa della Dinastia regnante degli Altavilla, e oggetto di diversi interventi di ampliamento e risistemazione. Il palazzo ha ospitato i sovrani del Regno di Sicilia, compreso lo Stupor Mundi Federico II, i viceré di Sicilia e infine, a periodi alterni, i sovrani borbonici. Degna di nota è la Cappella palatina, situata al suo interno e caratterizzata dai mosaici.

I servizi turistici del palazzo e della Cappella palatina sono affidati alla Fondazione Federico II, mentre la restante parte della gestione dei servizi per l'esercizio delle funzioni rappresentative è disciplinata dai regolamenti di autorganizzazione[4] dell'Assemblea.

Altre sedi
  • Chiesa di Sant'Elena e Costantino - è sede dell'Archivio storico parlamentare della Sicilia e del Centro di informazione e documentazione istituzionale.
  • Palazzo ex Ministeri (in restauro)
  • Palazzo Minoriti (Catania) - sede decentrata

Sistema elettorale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Legge Tatarella § Sicilia.
Sala d'Ercole, dove hanno luogo le sedute dell'assemblea

Dal 1947 al 1996 (l'ultima legge elettorale fu del 1951) si è votato per l'elezione dei 90 deputati regionali con il sistema proporzionale sulla base dei nove collegi provinciali, mentre il presidente della regione e gli assessori venivano eletti in aula dai deputati. Nel 2001 è stata inserita l'elezione diretta del presidente della Regione Siciliana, e si è applicata in via transitoria la Legge Tatarella per eleggere 72 deputati nei collegi provinciali, 18 nel listino del presidente eletto e uno per il secondo classificato tra i candidati presidente, e lo sbarramento al 4%.

Una nuova legge elettorale è stata approvata nel 2005 sulla base di una significativa variante della Legge Tatarella. La legge elettorale usa un sistema elettorale misto in cui:

Sistema attuale[modifica | modifica wikitesto]

Con la modifica dello statuto speciale con la legge costituzionale n.2 del 2013, dalle elezioni regionali del 2017 i deputati regionali scendono a 70, di cui:[5]

  • 62 deputati su 70 sono scelti tramite sistema proporzionale in collegi provinciali, con il metodo dei più alti resti e voto di preferenza, con uno sbarramento elettorale al 5% su base regionale per ciascun partito;
    • i seggi proporzionali sono distribuiti unicamente a livello provinciale;
    • la distribuzione a livello provinciale (proporzionale alla popolazione e quindi variabile ogni legislatura) è di: 6 seggi per la provincia di Agrigento, 3 per Caltanissetta, 13 per Catania, 2 per Enna, 8 per Messina, 16 per Palermo, 4 per Ragusa, 5 per Siracusa, 5 per Trapani;
  • 7 deputati (tra cui il Presidente) sono eletti con il listino regionale del candidato presidente. Se la maggioranza raggiunge la soglia di 42 seggi questi non scattano, o scattano fino a 42;
  • 1 deputato è riservato al candidato presidente non eletto più votato.[6].
 AG   CL   CT   EN   ME   PA   RG   SR   TP   listino regionale   miglior candidato non eletto  totale
6 3 13 2 8 16 4 5 5 7 1 70

Legislature[modifica | modifica wikitesto]

Dal 25 maggio 1947 ad oggi si sono susseguite XVIII legislature, inizialmente della durata quadriennale, mentre dal 1971 quinquennale, adeguandosi alle regioni ordinarie, costituite nel 1970.[7]

La XIV legislatura per la prima volta si è conclusa anticipatamente dopo solo due anni, nel 2008, a causa delle dimissioni del presidente della regione Salvatore Cuffaro.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1947 al 2017 l'assemblea è stata composta da 90 deputati; dalle elezioni del 2017 il loro numero, per effetto di una modifica costituzionale allo statuto, è stato ridotto a 70, eletti a suffragio universale diretto dagli elettori siciliani ogni cinque anni. Si riunisce nella "sala d'Ercole" all'interno del palazzo dei Normanni di Palermo.

L'attuale Assemblea è stata eletta il 25 settembre 2022 contemporaneamente al presidente della Regione Renato Schifani, che ha ottenuto il 42,0% dei voti a capo di una coalizione di centro-destra composta da Forza Italia, Fratelli d'Italia, Prima l'Italia - Salvini Premier, Nuova Democrazia Cristiana, Cantiere Popolare e Movimento per le Autonomie.

Il presidente dell'Ars in carica è Gaetano Galvagno (Fratelli d'Italia), eletto dai deputati regionali il 10 novembre 2022.[8] I vicepresidenti sono Nuccio Di Paola (Movimento 5 Stelle) e Luisa Lantieri (Forza Italia all'ARS), eletti dai deputati regionali il 16 novembre 2022.

Gruppi parlamentari XVIII legislatura[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo
Fratelli d'Italia[9] 13
Forza Italia all'ARS[1][10] 9
Prima l'Italia - Lega Salvini Premier 5
Democrazia Cristiana Sicilia Nuova[11] 5
Movimento per l'Autonomia 4
TOTALE MAGGIORANZA 36
Forza Italia [1][10] 4
APPOGGIO ESTERNO 4
Movimento Cinque Stelle 11
Partito Democratico 11
Sud chiama Nord 4
Sicilia Vera 4
TOTALE OPPOSIZIONE 34

Presidenti dell'Assemblea[modifica | modifica wikitesto]

La Torre Pisana di Palazzo dei Normanni, sede della presidenza dell'assemblea

Di seguito la lista dei Presidenti dell'Assemblea dal 1947 ad oggi:

Legislatura Presidente Partito Periodo
I Ettore Cipolla Fronte dell'Uomo Qualunque 30 maggio 1947 - 5 giugno 1951
II Giulio Bonfiglio Democrazia Cristiana 3 luglio 1951 - 20 marzo 1955
III Giuseppe La Loggia 5 giugno 1955 - 4 aprile 1956
Giuseppe Alessi 5 aprile 1956 - 7 giugno 1959
IV Ferdinando Stagno D'Alcontres 9 giugno 1959 - 9 giugno 1963
V Rosario Lanza 9 giugno 1963 - 11 giugno 1967
VI 12 giugno 1967 - 13 giugno 1971
VII Angelo Bonfiglio 13 giugno 1971 - 9 aprile 1974
Mario Fasino 10 aprile 1974 - 20 giugno 1976
VIII Pancrazio De Pasquale Partito Comunista Italiano 21 giugno 1976 - 2 marzo 1979
Michelangelo Russo 3 maggio 1979 - 22 giugno 1981
IX Salvatore Lauricella Partito Socialista Italiano 21 giugno 1981 - 22 giugno 1986
X 23 giugno 1986 - 16 giugno 1991
XI Paolo Piccione 17 luglio 1991 - 9 novembre 1993
Angelo Capitummino Democrazia Cristiana 10 dicembre 1993 - 16 giugno 1996
XII Nicolò Cristaldi Alleanza Nazionale 16 giugno 1996 - 24 giugno 2001
XIII Guido Lo Porto 24 giugno 2001 - 9 giugno 2006
XIV Gianfranco Miccichè Forza Italia 29 giugno 2006 - 23 maggio 2008
XV Francesco Cascio Il Popolo della Libertà 23 maggio 2008 - 5 dicembre 2012
XVI Giovanni Ardizzone Unione di Centro 5 dicembre 2012 - 15 dicembre 2017
XVII Gianfranco Miccichè Forza Italia 16 dicembre 2017 - 10 novembre 2022
XVIII Gaetano Galvagno Fratelli d'Italia dal 10 novembre 2022

Linea temporale[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca ed emeroteca dell'Ars venne istituita nel 1949, e possiede oggi circa 120.000 documenti tra monografie (circa 60.000), riviste (1.350 di cui 350 correnti) e giornali (circa 200, di cui 25 correnti). La Biblioteca è al servizio dell'Assemblea e dei deputati e ha il fine di fornire loro gli strumenti culturali per l'espletamento della loro attività istituzionale. Il volume più antico è un testo del 1591, Historie et descrittione del regno di Sicilia, di Gioseppe Carneuale diuise in due libri.

È presente un Archivio della storia del Parlamento Siciliano e vi si conserva il fondo archivistico dell'Assemblea.

Simbolo[modifica | modifica wikitesto]

Il vaso che ha ispirato il logo, esposto al Museo Paolo Orsi di Siracusa.

Il simbolo dell'ARS, scelto nel 2006 dall'allora presidente Miccichè, con la sua particolare forma a spirali ha una precisa provenienza ed è legato alla forma del decoro sull'impugnatura di un'olla del neolitico (fine V millennio a.C.) rinvenuto a Paternò e appartenente alla cultura di Serra d'Alto. Il vaso è esposto presso il Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Il 16 novembre 2022 vengono costituiti due gruppi parlamentari aventi la medesima denominazione (Forza Italia). Per evitare confusione, il presidente dell'Assemblea Galvagno assegna provvisoriamente al gruppo presieduto dall'onorevole Pellegrino, che sostiene la giunta Schifani, il nominativo "Forza Italia 1", e al gruppo presieduto dall'onorevole Miccichè, che invece si colloca fuori dalla maggioranza, il nominativo "Forza Italia 2", in attesa che la disputa sulla denominazione e il simbolo venga risolta. Il 23 novembre "Forza Italia 1" ha cambiato la sua denominazione in "Forza Italia all'ARS".
  2. ^ CGA, sentenza 7 dicembre 2021, n. 1032, su www.giustiziaamministrativa.it. URL consultato il 29 novembre 2022.
  3. ^ Enzo Gancitano, Mazara dopo i Musulmani fino alle Signorie - Dal Vescovado all'Inquisizione, Angelo Mazzotta Editore, 2001, p. 30.
  4. ^ Giampiero Buonomo, Autocrinia delle assemblee elettive e conoscibilità degli atti interni. URL consultato il 12 giugno 2022.
  5. ^ Venti nuovi all'ARS: taglio dei deputati da 90 a 70 | Il Moderatore.it - Quotidiano di Sicilia - Notizie Archiviato il 28 luglio 2014 in Internet Archive.
  6. ^ LEGGE COSTITUZIONALE 7 febbraio 2013, n. 2 - Normattiva, su www.normattiva.it. URL consultato il 12 giugno 2022.
  7. ^ Breve guida al parlamento siciliano (PDF), su ars.sicilia.it. URL consultato il 15 novembre 2013..
  8. ^ Galvagno di Fratelli d'Italia nuovo presidente dell'Ars. Per lui anche otto voti dall'opposizionea, in Repubblica, 10 novembre 2022. URL consultato il 10 novembre 2022.
  9. ^ Include 6 deputati di #DiventeràBellissima
  10. ^ a b Sicilia: Forza Italia si spacca all'Ars, gruppi Fi1 e Fi2, su ansa.it, 17 novembre 2022. URL consultato il 17 novembre 2022.
  11. ^ Include 2 deputati dell'Unione di Centro
  12. ^ Appello all’Ars: ridateci il simbolo della Trinacria – BlogSicilia – Quotidiano di cronaca, politica e costume, su archivio.blogsicilia.it. URL consultato il 10 giugno 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Manuale del deputato regionale, ARS, Palermo, 2008.
  • Tra Passato e Futuro. L'Assemblea Regionale Siciliana fotografata da Felix Borkenau, Fondazione Federico II, Palermo, 2003.
  • Assemblea Regionale Siciliana 1947 2007, L'Epos, Palermo, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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