Gollismo

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Charles de Gaulle, nella sua uniforme da generale.

Il gollismo (meno comunemente gaullismo[1]; in francese gaullisme) è un movimento politico francese che trae ispirazione dall'azione politica e dal pensiero del generale Charles de Gaulle [2], nonostante il termine fosse contestato dal suo ispiratore.

Principi[modifica | modifica wikitesto]

Originato dalla crisi della vita parlamentare durante la Quarta Repubblica, secondo Lawrence D. Kritzman "il gollismo può essere visto come una forma di patriottismo francese", il cui "principio fondamentale" è una "certa idea della Francia" ritenuto uno Stato forte, visto da De Gaulle come "un'entità indomabile".

Il gollismo si caratterizza in politica estera come opposizione all'asservimento della Francia agli organismi sovranazionali (ONU, UE, NATO ecc.), alle superpotenze (USA) e a poteri economici e finanziari, in nome di un rinnovato nazionalismo francese, il sovranismo. In politica interna il gollismo ha messo l’accento sul rafforzamento dell’esecutivo e sulla sfiducia verso i partiti tradizionali; ha cercato, inoltre, di elaborare una concezione dei rapporti sociali ed economici incentrata sulla ‘partecipazione’ delle forze produttive alla gestione economica e politica del paese[3]. Come parte di uno Stato forte, de Gaulle sottolineò la necessità di istituzioni statali basati su un esecutivo forte.

I successori di Charles de Gaulle, come Georges Pompidou e Jacques Chirac, hanno portato avanti il programma gollista allineandolo più o meno su quello della Destra europea (capitalismo liberale, conservatorismo, atlantismo, Europa sovranazionale ecc.). Questo, che è talvolta chiamato "neo-gollismo", ha mantenuto l'idea gollista di una Francia forte in un'Europa indipendente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1947 De Gaulle fondò il suo movimento politico, il Rassemblement du Peuple Français (RPF), con l'obiettivo di trasformare la politica francese. Esso raccoglie grandi consensi elettorali tra il 1947 e il 1948 (35% dei voti alle municipali, 42% tra i senatori eletti), tuttavia rigettando in blocco il sistema della Quarta Repubblica, viene a sua volta emarginato dagli altri partiti politici. Progressivamente perde quindi importanza, diversi suoi deputati abbandonano il partito e alle elezioni municipali del 1953 l'RPF perde metà dei propri voti. Scontento dei risultati, de Gaulle si ritira dalla vita politica nel 1953. Rientra in scena allorché la crisi delle dominazioni coloniali successiva alla fine della guerra bussa anche alle porte della Francia. I fallimenti in Indocina e in Algeria travolgono la Quarta Repubblica, in particolare la vicenda algerina, gestita in modo maldestro dai governi di coalizione e causa principale della crisi costituzionale del 13 maggio 1958.

Così il 1º giugno 1958 de Gaulle è nominato Presidente del Consiglio, con poteri quasi equivalenti a quelli della prima Costituente. Utilizza questo potere per far redigere una nuova Costituzione sulla base delle idee enunciate nel "Discorso di Bayeux", che viene approvata con il 79,25% di voti favorevoli. Mira a esautorare la dialettica parlamentare, che egli stesso definiva la "dittatura parlamentare", prevedendo una notevole concentrazione di poteri nelle mani dell'esecutivo e nel 1959 è eletto presidente della Repubblica. Nel 1962 prevede elezione a suffragio universale del presidente della Repubblica, restando presidente fino all'aprile 1969, quando lo sostituisce il gollista Georges Pompidou.

I movimenti politici gollisti hanno avuto vari nomi nel corso degli anni:

Componenti[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del gollismo si distinguono delle correnti:

Si può tuttavia ragionevolmente affermare che la quarta corrente è allo stato attuale inesistente. È la prima corrente ad esercitare inequivocabilmente un ruolo di maggioranza, appoggiata dalla terza e, naturalmente, dalla discreta presenza della seconda.

Sarkozismo[modifica | modifica wikitesto]

L'ascesa alla guida del movimento neogollista di Nicolas Sarkozy ha spazzato le tradizionali componenti interne, associando ideologia e agenda politica alla tradizione gollista, unendovi però riformismo e apertura alla società. Così i valori fondanti sono il partito-nazione, l'etica del lavoro, l'apertura al volontariato, e secondo alcuni politologi, il ritorno a una certa dose di culto della personalità[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Charles de Gaulle, Mémoires de guerre, 1ª ed., Paris, Plon, 1954-1959.
  • Charles de Gaulle, Discours et messages, 1ª ed., Paris, Plon, 1970
  • Choisel, Francis , Bonapartisme et gaullisme, Paris, Albatros, 1987.
  • Touchard, Jean, Le gaullisme (1940-1969), Paris, Seuil, coll. Points Histoire.1978.
  • Gaetano Quagliariello, De Gaulle e il gollismo, Il Mulino, Bologna, 2003
  • John Gaffney, Political Leadership in France: From Charles de Gaulle to Nicolas Sarkozy (French Politics, Society and Culture), Palsgrave Macmillan, 2010.
  • Choisel, Francis , Comprendre le gaullisme, L'Harmattan, 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]