Sistema parlamentare

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Il sistema parlamentare è un tipo di forma di governo democratica, la più diffusa in Europa, in cui la volontà popolare è affidata al parlamento. Essa si può distinguere in due modi:

Entrambe le forme di governo, comunque, sono articolate secondo la stessa fisionomia di tipo monistico (dal greco mònos = uno solo) il che vuol dire che il potere politico si concentra in un unico organo: il Parlamento. Esso, in virtù del circuito democratico nel quale si articola la democrazia rappresentativa[1], è il mandatario del Corpo elettorale e mandante del potere esercitato dal Governo.

Sotto il profilo storico[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del sistema parlamentare si trovano nella nascita dell'istituzione Parlamento nel Medio Evo e nel suo progressivo accrescimento di funzioni e poteri per tutto il corso dell'età moderna[2]; ciò avvenne soprattutto in ambito anglosassone attraverso un'evoluzione costituzionale della responsabilità ministeriale[3].

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Parlamento § Breve_inquadramento_storico.

Sotto il profilo giuridico[modifica | modifica wikitesto]

Il Parlamento, eletto direttamente dal popolo, nella forma di governo parlamentare non ha competenze soltanto legislative, ma ha anche il compito di esprimere il governo e di controllarne l'operato. Infatti il governo, che detiene il potere esecutivo, è la rappresentazione della maggioranza del parlamento, da esso deve ricevere la fiducia ed è costretto a dimettersi se tale fiducia viene a mancare. Di contro al potere del parlamento, fa normalmente da contrappeso il potere, assegnato talvolta al governo e talvolta al capo dello stato, di sciogliere le camere e indire elezioni anticipate.

In tali sistemi il ruolo decisivo lo assume la maggioranza parlamentare, ovvero la formazione dei partiti di coalizione che vincono le elezioni e quindi assumono il diritto di formare il Governo. Tra potere esecutivo e potere legislativo non vi è in genere contrapposizione: infatti il primo è formato dalla stessa maggioranza del secondo e, quindi, ha di fatto il potere di fissare l'agenza dei lavori parlamentari[4]. Nel parlamento comunque sono presenti anche i partiti di opposizione che possono ostacolare l'azione di governo.

Sotto il profilo sociologico[modifica | modifica wikitesto]

La forma di governo parlamentare, affermatasi in Europa a partire dagli esempi inglese e francese della seconda metà dell'Ottocento, ha dato luogo ad una nuova “geografia dei poteri”[5] che ha individuato nel Parlamento un luogo di conflitto e di componimento tra gli interessi di gruppo: "intorno alla sua funzione di rappresentanza si è esercitata non soltanto la scienza ma anche l'azione politica, in termini di spazio da occupare o pericolo da eludere (Kautsky, Bernstein, Lenin), in termini di modalità di esercizio del potere (Weber, Schmitt), in termini di produzione della norma (Kelsen) o di funzionamento del meccanismo dello scambio politico (Schumpeter)".[6].

Mandato fiduciario[modifica | modifica wikitesto]

Il voto di fiducia, in senso politico, è lo strumento tipico delle democrazie parlamentari nelle quali il Governo è legato al Parlamento da un mandato di fiducia.

Esso serve ad esprimere il consenso del Parlamento, generalmente l'unico organo pienamente rappresentante della piena volontà popolare, alla formazione di uno specifico esecutivo.

Le modalità mediante le quali il Parlamento può accordare o revocare la fiducia è funzione del tipo di parlamentarismo adottato in un determinato Stato.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

« Art. 94

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. [...] La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione. »

(Costituzione in vigore)

Nell'ordinamento italiano, la cui forma di governo è definita "parlamentare a debole razionalizzazione", l'esistenza di un determinato esecutivo è strettamente vincolata all'ottenimento della fiducia da parte del Parlamento della Repubblica, unico organo titolare del potere legislativo e legittimato dal mandato popolare, espresso attraverso libere elezioni.

Esistono tre contesti in seguito ai quali il Parlamento è tenuto ad esprimersi circa la fiducia da accordare, eventualmente, all'Esecutivo:

In entrambi i casi, la fiducia è ritenuta accordata se votata dalla maggioranza semplice dei presenti.

Il meccanismo del voto di fiducia è sancito dall'art. 94 della Costituzione. Entro dieci giorni dalla sua formazione, il Governo deve presentarsi alle Camere per il voto di fiducia, che viene espresso tramite mozione motivata e votata per appello nominale. Queste ultime due disposizioni hanno un preciso scopo: quello di creare una stabile maggioranza politica. L'obbligo di motivare la mozione fa sì che i vari gruppi si impegnino, se favorevoli, a sostenere il Governo in modo stabile. La votazione a scrutinio palese serve a far sì che i vari parlamentari si assumano la responsabilità politica personale di sostenere il Governo.[7]

L'esito negativo del voto di fiducia, o l'approvazione di una mozione di sfiducia, revoca il rapporto fiduciario che lega Governo e Parlamento e costringe il Governo a presentare le dimissioni aprendo così una crisi di Governo parlamentare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alessandro Pizzorusso, Lezioni di diritto costituzionale, Il Foro Italiano, 1981
  2. ^ Francesco Palermo e Matteo Nicolini: Il bicameralismo - Edizioni scientifiche italiane, 2014, capitolo I.
  3. ^ L’IMPEDIMENTO DEI TITOLARI DEL POTERE ESECUTIVO A COMPARIRE IN UDIENZA COME IMPUTATI (a cura di Paolo Passaglia), novembre 2010.
  4. ^ Koss, Michael. "The Origins of Parliamentary Agenda Control: A Comparative Process Tracing Analysis." West European Politics, vol. 38, no. 5 (2015), p. 1062.
  5. ^ Così Enrico Buemi, Le istituzioni della democrazia.
  6. ^ Ibidem.
  7. ^ Costituzione, it.wikisource.org.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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