Superpotenza

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Le due superpotenze della guerra fredda: in arancione gli Stati Uniti d'America, in verde l'Unione Sovietica

Il termine superpotenza, nel linguaggio storiografico e giornalistico, è stato usato, a partire dalla seconda metà del XX secolo, per indicare uno Stato che, nelle relazioni internazionali, esercita una influenza in grado di condizionare le scelte degli altri Paesi grazie ad una notevole potenza economica, politica e militare e che esercita questa sua forza per orientare a proprio favore le relazioni internazionali stesse.

Non basta essere una Grande potenza per poter ergersi al rango di superpotenza. Spagna e Francia sono due esempi di stati che, in diversi periodi storici, pur essendo state le nazioni più forti dell'Europa non raggiunsero lo status di superpotenza.

Nella storia delle relazioni internazionali il termine superpotenza è stato riservato solo agli Stati Uniti d'America e all'Unione Sovietica, che nel secondo dopoguerra e fino alla fine della Guerra fredda hanno esercitato, grazie ai loro sistemi di alleanze, agli enormi arsenali nucleari e alla grande base industriale, il predominio militare, politico ed economico mondiale.

Alcuni commentatori utilizzano il termine "superpotenza potenziale" per designare quelle entità politiche che si ritiene possano diventare una superpotenza nel corso del XXI secolo. Questo termine è stato applicato da alcuni ad Unione Europea[1][2], Cina, India, Russia e Brasile.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine venne adoperato per la prima volta per indicare l'Impero britannico, che al momento del suo apogeo (primi decenni del Novecento) si elevava molto al di sopra delle altre tradizionali Grandi Potenze europee; esso però venne utilizzato soprattutto dopo la seconda guerra mondiale e durante la Guerra Fredda, per indicare gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, vale a dire le due Potenze che polarizzarono in due blocchi contrapposti le relazioni internazionali nel corso della seconda parte del Novecento.

Nell'antichità ed epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Con uno sguardo retrospettivo sul mondo antico si può affermare che non ci furono delle vere e proprie superpotenze, anche perché il termine è più adatto ad essere applicato al periodo storico contemporaneo, ma nelle relazioni internazionali furono comunque presenti dei prototipi, che seppero polarizzare attorno alla propria politica egemonica gli altri stati dell'epoca, alcuni esempi possono essere: Atene e Sparta all'interno del mondo greco/mediterraneo, l'Impero Macedone e l'Impero Persiano, Roma e Cartagine nel Mediterraneo occidentale. All'inizio dell'era volgare si può anche affermare che l'Impero Romano e l'Impero Cinese costituivano, agli estremi dell'Eurasia, i due centri polarizzanti.

Altre superpotenze storiche furono il Regno Unito, la Francia, la Spagna, i Paesi Bassi e la Prussia.

Nel secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia delle relazioni internazionali il termine superpotenza tuttavia è stato riservato solo agli Stati Uniti d'America e all'Unione Sovietica che dopo la vittoria nella seconda guerra mondiale, divennero le nazioni dominanti a livello mondiale per ragioni economiche, politiche e militari. Le due superpotenze iniziarono un acceso contrasto ideologico, militare ed economico che si prolungò durante tutto il periodo della Guerra fredda (1946-1991) senza mai trasformarsi in guerra aperta. Le due superpotenze, dotate di enormi arsenali militari e di micidiali armi atomiche, esercitarono un netto predominio nei loro rispettivi sistemi di alleanze e influirono globalmente sugli sviluppi politico-economici di quasi ogni regione della terra.

La fine della Guerra Fredda (crollo del Muro di Berlino nel 1989), la dissoluzione dell'Unione Sovietica e la conseguente fine del Bipolarismo hanno determinato nel sistema delle relazioni internazionali la presenza di un'unica Superpotenza, gli Stati Uniti d'America (definita da alcuni anche come un'Iperpotenza), attorno alla quale si incentrano gli affari internazionali (politica definita da alcuni di Unipolarismo), perché in sostanza non esiste uno Stato o non si è costituito un sistema di Stati, abbastanza potente da controbilanciare l'influenza statunitense (dando quindi nuovamente vita ad un sistema multipolare). Con la grande Crisi nel 2008, gli Stati Uniti hanno dimostrato i propri limiti, perdendo parte della propria egemonia pur rimanendo, per la loro netta superiorità economica, tecnologica e soprattutto militare, la prima potenza mondiale.

Confronto tra le due superpotenze durante la Guerra fredda[modifica | modifica wikitesto]

URSS Unione Sovietica Stati Uniti Stati Uniti
Demografia Aveva una popolazione di 286,7 milioni di abitanti nel 1989, al terzo posto tra le nazioni dopo la Cina e l'India. Aveva una popolazione di 248,7 milioni di abitanti nel 1990, al quarto posto al mondo.
Geografia Il più grande stato al mondo con una superficie di 22.270.000 km² Il quarto stato più grande al mondo, dopo Unione Sovietica, Canada e Cina, con una superficie di 9.526.468 km².
Economia Prodotto interno lordo di 2.900 miliardi di dollari nel 1990. La seconda più grande economia del mondo.[3] Grandi risorse minerarie e fonti di energia. Nel complesso praticamente autosufficiente con piccole quantità di importazioni; insufficiente sfruttamento delle risorse in particolare nell'agricoltura. La teoria economica marxista applicata in Unione Sovietica assegnava la priorità alla produzione industriale organizzata da strutture statali centralizzate che peraltro dimostravano notevole inefficienza. Il sistema dei piani quinquennali veniva utilizzato per raggiungere specifici obiettivi economici. Importante ricerca scientifica e tecnologica, favorita anche da attività di spionaggio all'estero; grande potenza spaziale in grado di inviare nel 1957 il primo satellite artificiale nello spazio (Sputnik) e nel 1961 il primo cosmonauta (Jurij Gagarin). Vantaggi economici concreti come il pieno impiego, le cure mediche gratuite e l'istruzione scolastica gratuita erano in teoria garantiti a tutti i cittadini. Questo sistema economico era applicato anche negli Stati satellite dell'Europa centrale e orientale. Prodotto interno lordo di 5.200 miliardi di dollari nel 1990. La più grande economia del mondo. Economia capitalistica basata sul sistema della domanda e dell'offerta secondo le leggi del libero mercato; produzione determinata dalle richieste dei consumatori, anche se erano presenti crescenti ineguaglianze sociali.[4] Enorme base industriale e un grande e moderno settore agricolo-alimentare. Grande volumi di importazioni ed esportazioni. Grandi risorse naturali di minerali, metalli, fonti di energia e legname. Grande ricerca e sviluppo tecnologico, con importanti e costanti innovazioni; grande potenza spaziale in grado di inviare missioni con astronauti sulla Luna. Alto livello di vita della popolazione con ampia disponibilità di beni di consumo. Sede della maggior parte delle più grandi imprese globali multinazionali. La moneta, il dollaro statunitense, costituiva il valore di riserva correntemente utilizzato nell'economia mondiale sulla base degli accordi di Bretton Woods. Inserito con un ruolo predominante nel sistema delle sette maggiori economie mondiali. Supporto alle economie dei paesi alleati con vari programmi di sviluppo come il piano Marshall.
Politica Potente stato comunista federale. Collegamento con altri partiti comunisti e con movimenti anti-colonialisti. Seggio permanente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Potente stato capitalista con una costituzione repubblicana federale. Seggio permanente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Relazioni estere Stretti collegamenti coi paesi dell'Europa centrale e orientale, con alcuni paesi dell'America latina, del Sud-Est asiatico e dell'Africa. Fino al 1961 trattato di alleanza con la Cina comunista. Supporto ai paesi comunisti, socialisti e antimperialisti presenti nel mondo. Stretti collegamenti con i paesi dell'Europa occidentale, dell'America latina, del Commonwealth e dell'Asia orientale. Supporto alle democrazie e alle dittature anti-comuniste presenti nel mondo.
Apparato militare Possedeva il più grande esercito e le più grandi forze aeree del mondo[5]; la marina era la seconda al mondo[5]. Spesa militare di 267 miliardi di dollari nel 1985[5]. Durante la seconda parte della Guerra fredda, possedeva il più grande arsenale di armi nucleari al mondo. Organizzazione del Patto di Varsavia con gli stati "satelliti" dell'Europa centrale e orientale. Rete di informazioni e spionaggio mondiale diretta dal GRU e dal KGB. Collegamenti con gruppi di guerriglia e paramilitari diffusi nel mondo. Grande complesso militare industriale con enorme produzione di armamenti e loro distribuzione globale. La più alta spesa militare al mondo (314 miliardi di dollari nel 1986)[6], con la più grande marina al mondo, superiore alla somma delle successive tredici marine mondiali,[7][8], esercito e forze aeree uguagliate solo da quelli dell'Unione Sovietica[9]. Possedeva basi militari in tutto il mondo, in particolare in un "anello" quasi completo intorno al Patto di Varsavia, a ovest, sud e est. Il più grande arsenale al mondo di armi nucleari nella prima fase della Guerra fredda. Potente alleanza militare con l'Europa occidentale (NATO), tra cui Francia e Gran Bretagna, dotati di un loro deterrente nucleare. Rete di informazioni e spionaggio globale, attraverso la CIA e la DIA. Collegamenti con gruppi di guerriglia e paramilitari anti-comunisti in sviluppo nel mondo. Grande complesso militare industriale con enorme produzione di armamenti attraverso contratti con industrie private della difesa; cooperazione con le industrie dei paesi alleati; vendita globale di armamenti.
Media Controllo e censura sulla stampa. Promozione, attraverso l'uso della propaganda, degli ideali comunisti e socialisti a favore della cooperazione dei lavoratori di tutto il mondo che avrebbero dovuto unirsi per abbattere la società capitalistica e la cosiddetta "dittatura della borghesia" e sostituirle con la società comunista che prevedeva la proprietà collettiva di tutti i mezzi di produzione. Conservazione delle garanzie costituzionali di libertà di parola e di stampa, anche se l'accentuarsi della Guerra fredda condusse a un certo livello di censura, particolarmente durante la guerra del Vietnam e il periodo del Maccartismo nel corso del quale la censura fu particolarmente pesante.
Cultura Grandi tradizioni nella letteratura, musica classica, cinema e balletto. Grande potenza sportiva; vincitrice di un gran numero di medaglie nei Giochi olimpici. Sport teoricamente dilettantistico. Importanti tradizioni e influenza culturale dominante nel mondo nel campo della musica, letteratura, cinema, televisione, arte e moda. Grande potenza sportiva, vincitrice di un gran numero di medaglie nei Giochi olimpici. Sport professionistico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://books.google.it/books?id=EGqlSgAACAAJ&dq=european+union+superpower&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjmx9LdmonYAhXB-aQKHWYBBxUQ6AEIOjAC
  2. ^ https://books.google.it/books?id=sbi7eVIcyD4C&printsec=frontcover&dq=european+union+superpower&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjmx9LdmonYAhXB-aQKHWYBBxUQ6AEIQDAD#v=onepage&q=european%20union%20superpower&f=false
  3. ^ 1990 CIA World Factbook (TXT), Central Intelligence Agency. URL consultato il 12 ottobre 2009.
  4. ^ Stone, C., Shaw, H., Trisi, D. e Sherman, A., A Guide to Statistics on Historical Trends in Income Inequality (PDF), Center on Budget and Policy Priorities, pp. 7–11. URL consultato il 2 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 31 maggio 2015).
  5. ^ a b c AA.VV., Enciclopedia universale Rizzoli-Larousse, vol. XVIII; p. 646; Esercito sovietico: 1,8 milioni di uomini, 50.700 carri armati; Forze aeree: 3.260 aerei, 2.300 elicotteri; Difesa aerea: 4.000 aerei.
  6. ^ AA.VV., Enciclopedia universale Rizzoli Larousse, vol. XVIII, p. 610.
  7. ^ Robert M Gates, A Balanced Strategy: Reprogramming the Pentagon or a New Age, Council On Foreign Relations. URL consultato il 31 maggio 2015.
  8. ^ Weighing the US Navy Defense & Security Analysis, Volume 17, Issue 3 December 2001 , pages 259–265
  9. ^ AA.VV., Enciclopedia universale Rizzoli Larousse, vol. XVIII, p. 610. Esercito: 780.000 militari con 11.000 carri armati; Forze aeree: 3.700 aerei.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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