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Sistema politico

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Un sistema politico è un «insieme di entità» le quali hanno «a che fare con l'assegnazione (o allocazione) imperativa dei valori in una data società».[1] Valori intesi come «beni materiali e immateriali, dirimere conflitti, coordinare comportamenti»[1] ecc. È un concetto proposto da David Easton negli anni cinquanta. Il sistema politico è l'oggetto di studio dell'approccio sistemico alla politica, che si contrappone all'approccio statalista perché non pone lo Stato come soggetto della politica, ma riguardo al cosa sia la politica,[1] nei suoi rapporti e azioni.

Un sistema politico si differenzia infatti dallo Stato perché è un sistema di interazioni e non un'organizzazione. L'organizzazione è un'associazione di individui dotata di una funzione e di uno scopo, mentre un sistema di interazioni è preesistente, non nasce e non è composto da individui, ma da elementi legati da una qualche interazione.

Il sistema politico di David Easton

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Il sistema politico è un concetto che rimanda alle «relazioni tra elementi «politici» e il loro ambiente, ovunque queste siano presenti e si sviluppino, anche al di fuori dello Stato e dai rapporto giuridici e istituzionali».[1]

Il sistema politico è composto da tra fattori:

  1. Le autorità, ossia le entità coinvolte «nell'allocazione imperativa dei valori o nella produzione delle decisioni vincolanti». Coloro che prendono le decisioni.[2]
  2. La comunità politica, ossia un insieme di persone che si considera una popolazione nazionale. I destinatari delle decisioni politiche.[2]
  3. Il regime politico, ossia l'articolazione giuridica del potere interna al sistema politico. In altre parole, le regole del gioco.[2]

Il sistema di Easton parte dagli input (immissioni), che si distinguono in domande e sostegno. Le domande sono le richieste di allocazione di valori da parte dell'ambiente di riferimento (es. richieste di politiche per l'ambiente), partono dai bisogni della società e sono rivolte al governo. Al governo è rivolto anche il sostegno, che è immesso insieme con le domande, il quale fornisce legittimità al ruolo del governo. Il sostegno può essere specifico quando deriva da risposte positive del sistema alle domande della società, è invece sostegno diffuso (a lungo termine) quando si riferisce a un generale senso di consenso verso il governo al potere. Le domande non entrano direttamente nel processo di governo, ma sono mediate dai gatekeepers, i quali «manipolano le domande, bloccano quelle pericolose o eccessivamente innovative, ne riducono il volume quando cresce oltre le capacità di risposta del sistema» evitando in questo modo che ci siano troppe domande.[3] Essi sono o gruppi di interesse o partiti politici, che scartano delle domande e sostengono delle altre, aggregandole in tematiche più generali, evitando in tal modo il sovraccarico del sistema.

Il processo vero e proprio è svolto da quella che è chiamata la scatola nera (black box), nella quale sono formulate le politiche pubbliche richieste dai cittadini.[3] Queste politiche sono poi applicate nella società (outputs). Gli output non sono fini a se stessi: una volta immessi nell'ambiente, lo modificano attraverso un processo retroattivo che regola gli input. Se le risposte del sistema sono positive e vengono incontro alle richieste dei cittadini, diminuiranno le domande e aumenterà il sostegno. Viceversa, un sistema non funziona quando le domande aumentano sempre più e il consenso diminuisce di conseguenza. Ciò porta infatti a un sovraccarico del sistema.

Il sistema politico di Almond e Powell

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Nel 1978 uno studio di Gabriel Almond e Bingham G. Powell riprende il sistema politico eastoniano ampliandolo e perfezionandolo. Essi partono dalla critica verso l'eccessivo inputismo di Easton (concentratosi, cioè, sui soli input a scapito degli altri elementi del sistema), approfondendo i vari passaggi di conversione delle domande (input) in risposte (output).[4]

Si parte sempre dagli input, anche qui divisi in domande e sostegno. La funzione dei gatekeepers è suddivisa in due parti: la prima è la parte dell'articolazione degli interessi, che ha come protagonisti i gruppi di interesse i quali trasformano bisogni generici della società in temi specifici politicamente rilevanti; la seconda è la parte dell'aggregazione degli interessi, che ha come protagonisti i partiti i quali combinano le diverse domande e le convertono in richieste politiche complessive.[4]

Il funzionamento della scatola nera è ampliato. Si distingue anch'esso in due fasi. La prima è la fase della formulazione delle politiche pubbliche, compiuta dal potere legislativo, il quale trasforma le richieste della società in programmi di azione statali; la seconda è la fase dell'implementazione delle politiche pubbliche, compiuta dal potere esecutivo, la quale mette in atto i programmi di azione mediante l'emanazione di atti esecutivi.[5]

Almond e Powell stabiliscono un modo per misurare i risultati. Gli esiti sono misurati in base a:

  1. grado di benessere;
  2. grado di sicurezza;
  3. grado di libertà.

Il sistema politico di Luhmann

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Vicino allo struttural-funzionalismo di Talcott Parsons, lo studioso tedesco Niklas Luhmann considera il sistema politico come un sotto-sistema dell'intera società.[6] Esso sarebbe diviso in due diversi sotto-sottosistemi. Il primo è il sotto-sottosistema politico in senso stretto, composto dai gruppi di interesse e dai partiti politici. Il secondo è il sotto-sottosistema della pubblica amministrazione, composto dai poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.

  1. 1 2 3 4 Giliberto Capano et al., Elementi di scienza politica, Il Mulino, 14 ottobre 2021, p. 44, ISBN 978-8815293596.
  2. 1 2 3 Giliberto Capano et al., Elementi di scienza politica, Il Mulino, 14 ottobre 2021, p. 45, ISBN 978-8815293596.
  3. 1 2 Giliberto Capano et al., Elementi di scienza politica, Il Mulino, 14 ottobre 2021, p. 48, ISBN 978-8815293596.
  4. 1 2 Giliberto Capano et al., Elementi di scienza politica, Il Mulino, 14 ottobre 2021, p. 49, ISBN 978-8815293596.
  5. Giliberto Capano et al., Elementi di scienza politica, Il Mulino, 14 ottobre 2021, pp. 50, ISBN 978-8815293596.
  6. Alberto Izzo, Storia del pensiero sociologico. I contemporanei (Vol. 3), Il Mulino, 8 settembre 2005, p. 175, ISBN 978-8815107688.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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